Il fascismo, mille anni fa

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Quinta colonna. Marcello Veneziani.

Come  oggi, cent’anni fa, venne al mondo il Male Assoluto, il Fascismo Eterno. Curioso che la diabolica Eternità abbia un atto di nascita: il 23 marzo del 1919, a Piazza San Sepolcro, a Milano, nacquero i Fasci di Combattimento. Il Fascismo eterno ebbe due genitori senza i quali non sarebbe venuto al mondo: il socialismo e la guerra (o l’interventismo). Non capiremmo il fascismo senza risalire ai suoi genitori. Il fascismo è dentro la storia del socialismo, come un suo capitolo interno: il fascismo ne fu figlio e figliastro, eredità e reazione. Se è eterno il fascismo, eterno dovrebbero essere pure il socialismo da cui nacque e il conflitto da cui scaturì. In realtà i fenomeni storici sono parabole: hanno un’alba, un apice e un tramonto, di cui restano eredità, tracce e memorie. Il fascismo come il comunismo può a volte riaffiorare o riecheggiare ma non è eterno. Storicizzare il fascismo è l’unico modo per comprenderne il senso, la portata e gli effetti. Continua a leggere

Siamo ancora fermi al ’68

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Femministe sul piede di guerra, dichiarazioni d’odio e disprezzo verso le famiglie anzi verso Dio, patria e famiglia, campagne d’odio contro carabinieri e poliziotti, lotte per l’aborto, il sesso libero e la droga legalizzata, rivolte planetarie contro i potenti della terra, contro il modello di sviluppo e scoperta dell’ecologia e dell’ambiente devastato, campagne contro le discriminazioni omosessuali e razziali, dichiarazioni d’amore per il terzo mondo, i neri, i “dannati della terra”, porte aperte a tutti, società sconfinata, abbasso i muri e i freni, indulgenti con i trasgressori, intolleranti coi conservatori, accuse di fascismo a chiunque non sia dalla loro parte, anzi, elevazione del fascismo a categoria metastorica, pacifismo libertario, ma a chi non concorda tappiamogli la bocca…

Ma questo film l’avevamo già visto, ricordo le sequenze. Tanto tempo fa. Eravamo adolescenti, ma io me li ricordo quegli slogan, quelle facce, quei cortei, quei cartelli, quei manifesti, quelle campagne… Ma si, certo. Eravamo nel ’68 e paraggi. A giudicare la triplice mobilitazione dei nostri giorni contro i potenti della terra, contro i difensori della famiglia e contro i difensori dei confini, degli stati e delle nazioni, in favore degli sbarchi, mi accorgo che il filo conduttore è rimasto quello lì. I circoli viziosi della storia. Gira e rigira e siamo tornati a cinquant’anni fa, al tempo del bianco e nero. E infatti non c’è via di mezzo, non c’è sfumatura di colore, c’è una radicalizzazione tra quelli e questi, tra maggioranze silenziose e minoranze fragorose. C’è una separazione etnica tra i due mondi. Certo, nel frattempo la mentalità sessantottina è andata al potere, si è fatta Zeitgeist, Spirito del Tempo, domina le agenzie di comunicazione e di orientamento, controlla i due terzi del personale docente, gran parte del ceto intellettuale, la comunicazione. Continua a leggere

Lo spacco d’Italia

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

È davvero curiosa e senza precedenti la situazione politica in cui ci troviamo: ci sono due forze che si radicalizzano ogni giorno di più agli antipodi ma governano insieme; e nel mezzo, al centro, ci sono le opposizioni. Non penso che ci siano uguali nel mondo e nella nostra storia.

Da una parte ci sono infatti i grillini che sono nemici sia della modernizzazione, come dimostrano le loro battaglie contro la Tav, le grandi opere, le infrastrutture, lo sviluppo, ma al contempo sono nemici della tradizione, come dimostra la loro posizione contro la difesa della famiglia, giudicato un ritorno di sfigati al medio evo; la loro refrattarietà ai temi nazionali, alla sicurezza, alla salvaguardia della civiltà e all’amor patrio. Dalla parte opposta ci sono i leghisti di Salvini che si presentano esattamente in senso contrario come la forza che da un verso vuole modernizzare il paese, renderlo efficiente, pieno di cantieri e di opere pubbliche e dall’altro verso vuole salvaguardare la famiglia naturale, la società tradizionale, la civiltà e la sicurezza nazionale. Continua a leggere

Arrestatelo, elogia la famiglia

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“Christus Rex-Traditio sarà presente per dare testimonianza del diritto alla Vita, ad avere mamma e papà, ad essere Cattolici, senza compromessi. Saremo ben rappresentati dall’ Avvocato Gianfranco Amato, che è tra i relatori. Ovviamente, non parteciperemo ad alcuna iniziativa o marcia di preghiera a margine del convegno”.

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Più che il congresso mondiale della famiglia, in programma a Verona a fine mese, colpisce la mobilitazione isterica, ideologica e intollerante della sinistra italiana, delle sue portaerei a mezzo stampa, contro la famiglia e il suo contesto. Si può dissentire sul ruolo della famiglia, e ancor più sulle manifestazioni in suo favore; ma non si può definire eversiva la difesa della famiglia, evocare fanatismi, estremismi e totalitarismi per squalificare chi la promuove, e poi ridurre a “merda” principi e pratiche di vita, di fede e di cultura come Dio, patria e famiglia che denotano la storia dell’umanità e di ogni civiltà. Si avverte qualcosa di barbarico e di bestiale, un nichilismo volgare da osteria, un progressismo eruttante e ottuso nelle posizioni assunte contro la famiglia, contro l’amor patrio e contro la fede in Dio. Nessuno pretende che venga sancito anche in questi casi il reato d’opinione per chi oltraggia e vilipende questi principi e queste esperienze storiche, come oggi accade nel nome del razzismo, della xenofobia, del sessismo e dell’omofobia. Continua a leggere

Manifesto per la femmina donnuta

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani
Per la Festa della Donna, al posto del solito, banale mazzo di mimose, vorrei offrirvi un elogio della femmina, matriarca e donnuta e un’esortazione a conquistare quel ruolo. Dopo decenni di femminismo e donne che lavorano, che escono, che vivono più fuori che dentro, lesbiche in piazza e di cubiste in esposizione, facciamo uno spietato bilancio. State veramente meglio, vi sentite più realizzate, siete più felici o più alienate, più dipendenti, più frustrate? È necessaria una rivoluzione copernicana per riconquistare la casa perduta e la dignità femminile che vi abitava. Senza nulla togliere a tutto il resto.

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Paura del futuro

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Quarant’anni fa, di questi tempi, finiva la storia, finiva la modernità e cessava di battere il novecento, come l’avevamo conosciuto fino allora. Il nome che indicava questo congedo o questo collasso, diventò presto virale: postmodernità. Si intitolava La condizione postmoderna il libro-segnaepoca di Jean-Francois Lyotard, uscito nel 1979 che aprì le danze e la fuga dalla storia e dall’ideologia del progresso. Il postmoderno non designava solo una concezione artistica, ma segnava la liquidazione del secolo furioso, delle ideologie e dei grandi racconti, la fine dello spirito pubblico, il ritorno del privato che allora si chiamò Riflusso, che oggi ha solo un significato gastro-esofageo. Nel postmoderno tornava sotto false spoglie l’antico, come un nonno travestito da nipote, era il cortocircuito della storia, il comunismo si faceva catarroso per poi mostrare il segno della sua disfatta, il terrorismo politico finiva la sua stagione aurea che poi concise con gli anni di piombo. Era ormai sepolto il Novecento di due guerre mondiali, grandi rivoluzioni e guerre civili, irruzione delle masse e genocidi. “Con la storia mi accendo la pipa” annunciava Roland Barthes. Poi fu Gianni Vattimo a certificare nel pensiero “la fine della modernità”.

Esplosero le tv commerciali e le radio private, lo spirito ribelle del sessantotto virò sul sesso, i costumi e i consumi. Continua a leggere

Il Regno del Sud è con Salvini

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Benvenuto a Sud. Sembra un film surreale e invece la storia si sta avverando. Matteo Salvini verrà incoronato Re del Sud fin dalle Europee di primavera? Finora raccoglieva simpatie, pacche sulle spalle e folle di curiosi, promesse di consensi. Ora, con la conquista dell’Abruzzo la passione meridionale per la Lega non è più una diceria ma una realtà certificata. Salvini ha cominciato dall’Abruzzo la conquista del sud. E il sud si appresta a spalancargli le porte e a incoronare la Lega come primo partito.

È una novità con triplice salto: dopo aver voltato le spalle al ceto politico meridionale della prima repubblica, e dopo la stagione berlusconiana più An, il sud volta ora le spalle all’ultimo impresario della protesta, il Movimento 5Stelle, e apre le porte al nemico padano di ieri, l’ammazzaterroni. Come si può spiegare questo cambiamento così radicale? È solo un’infatuazione passeggera, un fenomeno di illusionismo mediatico che colpisce un elettorato psicolabile, spaesato, cangiante?

Di sovrani e conquistatori venuti dal nord e accolti con entusiasmo dalle genti meridionali sono pieni i secoli andati. Quel sud che rifiutò la conquista piemontese, che rimpiangeva i Borbone e rigettava la dinastia subalpina che parlava francese, alla fine restò fedele ai Savoia al punto che a sud, al referendum, vinse la monarchia contro la repubblica. Continua a leggere

La nausea per un mondo “corretto”

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La nausea per un mondo “corretto”

Fonte: Marcello Veneziani

Ma quando finirà la dittatura del politicamente corretto? Passano gli anni, cambiano i governi, insorgono i popoli. Ma da Hollywood a Sanremo, dalla tv ai premi letterari, dai fatti di cronaca alla storia adattata al presente, la dominazione prosegue incurante della vita, della verità e della realtà. Il copione si ripete, all’infinito.
Serpeggia da tempo la nausea verso quella cappa asfissiante, a volte la parodia prende il posto del canone. Lo deplorano in tanti, il politically correct, persino i suoi agenti, quelli che somministrano ogni giorno i suoi sacramenti; e questo è il segno che invecchia, scricchiola, si fossilizza. Ma alla fine, la dominazione resta e il vero mistero a questo punto è l’assenza di alternative: la rabbia c’è ma non ci sono mai opzioni diverse. Eppure basta cercarle. Nel cinema ad esempio quest’anno sono usciti almeno tre film meritevoli di Oscar: dall’est è arrivato Cold war, ma toccava seppur di striscio il tema del comunismo. Dagli States è arrivato il solito gran film di Clint Eastwood, Il corriere (in passato Clint era persino premiato, ma ora gli Oscar sono pura catechesi nero-omo-razza). E in Italia è venuto fuori un gran film di cui abbiamo già scritto, Il primo Re, sulla fondazione di Roma. Ma gli oscar vanno solo al nero, razzismo-nazismo-negritudine, più omosex e me-too. E ricadiamo nel politically correct.
Ma cos’è poi il Politically correct, proviamo a darne una definizione e un contenuto preciso. Per cominciare, il politically correct è la pretesa di dire agli altri come devono essere, cosa devono dire, come devono comportarsi. Presuppone dunque un punto di superiorità di chi giudica. Continua a leggere

C’era una volta la Fiat

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Fiat fuit. Con la morte dell’ultima imperatrice, Marella Caracciolo-Agnelli, finisce la dinastia Fiat, tragicamente decimata dal destino. Nella sua figura regale si sintetizzava l’incontro della dinastia imperiale delle Auto e del Capitalismo nostrano con la dinastia principesca-editoriale dei Caracciolo, già proprietari de la Repubblica-l’Espresso. Per il mondo radical che l’ha salutata, la Signora era la sintesi perfetta dell’Impero Fiat e del mondo progressista-liberal. Così l’hanno ricordata Gianni Riotta, Nicola Caracciolo, Ezio Mauro ed altri. Marella Agnelli simboleggiava, con classe e sensibilità, va detto, l’incontro tra la saga padronale e il mondo della sinistra venuto dal comunismo, dalle lotte operaie contro i “padroni”. Fiat e Martello, auto, aiuti di Stato e stampa progressista. Poi, magari la signora aveva altre sensibilità, amava l’Oriente, Jung e Hillman, pativa con ammirevole self control, alcune intemperanze di suo Marito, il Re Gianni. Ma viene celebrata nel suo ruolo di cerniera tra il mondo dei ricchi e la sinistra, tra il piccolo mondo snob e la sinistra a mezzo stampa. Continua a leggere

Quando l’Europa fu colpita al cuore

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani
A proposito d’Europa. Ma avete sentito qualcuno ricordare che il 15 febbraio del 1944 il simbolo della civiltà cristiana d’Europa fu distrutto da una pioggia di 576 tonnellate di bombe sganciate da 227 fortezze volanti angloamericane? E lo scempio continuò per giorni e poi riprese a metà marzo. Parlo dell’Abbazia di Montecassino fondata nel 529 da San Benedetto, patrono d’Europa, dove i monaci all’insegna di ora et labora misero in salvo le radici classiche d’Europa: l’opera di Platone e Aristotele, di Ovidio e Virgilio, di Plotino, i codici, la geometria. Continua a leggere
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