Tosi con ex leghisti e renziani

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Il sindaco di Verona flirta col fuoriuscito Bernardini e con il sindaco Pd di Castenaso Sermenghi

A Bologna parla di campi rom ma non cita mai Salvini 

di Giovanni Bucchi  

Metti una sera attorno allo stesso tavolo un sindaco della Lega, un sindaco del Pd e un ex leghista uscito dal Carroccio sbattendo la porta. Qualche anno fa se le sarebbero suonate di santa ragione (in senso figurato, s’intende), o forse nemmeno avrebbero partecipato a un’iniziativa comune. Continua a leggere

Ungheria, Orban sotto attacco: i dossier falsi di Obama

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OBAMA AGGREDISCE L'UNGHERIA DI ORBAN CON FALSI DOSSIER DI ''CORRUZIONE'' VENDETTA CONTRO LEGGI ANTI-SPECULAZIONE BANCARIA OBAMA AGGREDISCE L’UNGHERIA DI ORBAN CON FALSI DOSSIER DI ”CORRUZIONE” VENDETTA CONTRO LEGGI ANTI-SPECULAZIONE BANCARIA

E’ solo “carta straccia”, un documento che avrebbe potuto essere scritto dall’opposizione. Viktor Orban, il primo ministro ungherese, ha liquidato così il documento col quale gli Stati uniti hanno tolto il visto ad alcuni funzionari magiari, tra i quali il capo dell’Ufficio tasse e dogane, nell’ambito di un’inchiesta per corruzione. Il provvedimento di Washington sta avvelenando i rapporti magiaro-americani. Continua a leggere

Venti potenti, un solo nemico: Putin

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Al G20 di Brisbane, tensioni su Ucraina e sanzioni con Cameron, Obama e Merkel. E lo zar minaccia di lasciare il vertice. (Come non simpatizzare politicamente per lui? N.d.r.)

di 

Vladimir Putin continua a essere il protagonista in tutti i sensi dei vertici internazionali. Al G-20 australiano di Brisbane ha di nuovo dominato la scena dopo gli incontri-scontri con i leader mondiali.

È stato un summit caratterizzato ancora una volta dalle tensioni tra Mosca e i Paesi occidentali sulla questione ucraina e il presidente russo non ha per niente gradito il clima di ostilità che lo ha accolto, tanto che sono girate le voci di un suo abbandono dell’Australia prima del termine dei lavori del G-20. Continua a leggere

IL VENTO DELLA PULIZIA TORNA A SOFFIARE SU VERONA (VRp + Procura + Report 2^ puntata)

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ANTEPRIMA DI REPORT DI DOMENICA 16 NOVEMBRE 2014 (IL PROGRAMMA SI PUO’ VEDERE ANCHE SU INTERNET) SU PRODI VITTORIO http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/11721273/Report–l-inchiesta-su-Vittorio.html  ANTEPRIMA SU VERONA: http://www.veronapulita.it/grezzana/

dell’ Avv. Michele Croce

Vento forte in questi giorni a Verona. Vento di pulizia.
In attesa dell’imminente  chiusura delle indagini sulla (tristemente) famosa mostra in Gran Guardia della moglie dell’ex Comandante locale della G.d.F. (spazi e allestimenti gratis …) e della sentenza ai primi di dicembre sul processo Agec (4 imputati, perché 5 hanno già patteggiato), apprendiamo in queste ore degli avvisi di garanzia al Presidente del Consorzio ZAI, il lista tosiano doc Matteo Gasparato, e del suo collega Elio Nicito. Motivo? Tentata concussione, ritiene il P.M. Anche per loro vale ovviamente quello che abbiamo sempre sostenuto per tutti: innocenti fino alla condanna definitiva, anche se non possiamo tacere come Verona abbia raggiunto un triste primato, essendo la città ove tra assessori (attuali ed ex), consiglieri, amministratori e dirigenti, è altissimo il numero dei condannati, arrestati, imputati o anche solo indagati. E c’è chi vanta questo “modello” in giro per l’Italia… Continua a leggere

Il braccio di ferro di Mosca: “Le sanzioni dell’Ue potrebbero costare mille miliardi di euro‏”

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Segnalazione Quelsi

by Eugenio Cipolla

bigTorna ad acuirsi lo scontro tra Russia e Occidente. La nuova escalation di scontri nell’est dell’Ucraina tra l’esercito di Kiev e i ribelli filorussi ha nuovamente incrinato i rapporti tra i due blocchi. Alle parole dell’Alto rappresentate della politica estera Ue, Federica Mogherini, che l’altro giorno aveva ipotizzato nuove sanzioni contro Mosca, il Cremlino ha risposto oggi con un duro intervento del primo ministro Dmitry Medvedev. «Non tutti i produttori occidentali saranno in grado di tornare al mercato russo», ha detto Medvedev.

Il delfino di Putin ha aggiunto che tutti i capi di Stato e di governo con il quale ha parlato a margine del vertice Asean, l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico, in corso in Myanmar, si sono detti disponibili a impegnarsi maggiormente nella fornitura di cibo per il mercato russo. Continua a leggere

Dio, Onore, Patria! La Polonia speranza d’Europa

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dell’Ufficio Stampa di Forza Nuova

Si è da poco conclusa a Varsavia l’annuale “Marcia per l’Indipendenza” (Marsz Niepodległości) che ha visto sfilare oltre 350.000 persone per le strade della capitale polacca.
La migliore gioventù di Polonia, scandendo il grido “Dio, onore e patria”, ha manifestato, quest’anno più entusiasta e numerosa che mai, per la Tradizione e i valori cattolici e nazionali. Continua a leggere

Bob e Flav, da “via da Roma” a “via dalla Lega”: i barbari traslocanti

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di STEFANIA PIAZZO

Roberto Maroni lancia la candidatura del sindaco uscente di Verona, Flavio Tosi

La Padania era un nome ingombrante e bossiano. Venne sostituito con un punto cardinale più elegante: prima il Nord. Che il padanismo fosse agli sgoccioli, crollato sotto il peso della linea di Gemonio era evidente. I barbari sognanti avevano finalmente in mano partito e sezioni, e il ministro più amato dagli italiani alla guida del nuovo corso. E poi Tosi, il sindaco più amato d’Italia. Una figata, insomma, per essere del Nord. Poi, dopo Pontida 2013, venne l’onda delle espulsioni, dopo che Gemonio non difese nessuno dei suoi colonnelli. Ferraglia vecchia da buttar via. Si sperava in qualcosa di nuovo.

Cosa difendeva Gemonio

Gemonio aveva altro da difendere, la sua scuola identitaria varesina, ad esempio. O la scorta. Voleva sacrificare tutto e tutti per mettere in salvo la piccola barca. I soldatini al fronte vennero infatti immolati, ignari, per mantenere prof e corsi. E autisti. Ma invano, come i fatti avrebbero poi dimostrato. Un fallimento. Nessuno intanto alle politiche fu messo in lista. L’ex capogruppo Reguzzoni, a cui fu chiesto “candidati”, respinse l’invito. Divenne velocemente l’era delle Votino, dei beneventani in Regione Lombardia, dei tecnici made in Calabria al Pirellone, del tentativo di rispolverare Miglio, era il tempo della Lista Maroni, piena di bella società civile, la paraLega presentabile con i professori capolista a disegnare strategie ideali postfederaliste. Si sperava in qualcosa di nuovo.

La fuffa del 75% Continua a leggere

Chesterton: il fondamento della libertà sta in Dio

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Il governo deve governare, ma mai divenire un tiranno; i governati devono obbedire, ma non divenire schiavi

di Paolo Gulisano

MUSINAGilbert Keith Chesterton non è uno scrittore del secolo passato, ma del futuro prossimo. Nella produzione decisamente abbondante, consona al suo autore, che ci ha lasciato, accanto alle ben note opere narrative, tra le quali spiccano i racconti di Padre Brown, nonché i romanzi, ricchi di immaginazione fantastica, da Il Napoleone di Notting Hill a L’Osteria Volante a L’uomo che fu Giovedì, troviamo una produzione saggistica assolutamente eccezionale: il suo talento ebbe modo di sfornare opere come Ortodossia o le biografie di santi come Francesco d’Assisi e Tommaso d’Aquino, e altro ancora.

CHESTERTON LEGGE PROFETICAMENTE LA REALTÀ

Dopo anni di oblio, Chesterton sembra tornato di moda: lo si ripubblica, si offrono (finalmente) al pubblico italiano diversi inediti, e se ne parla in incontri e convegni. Se ne mette in evidenza – e giustamente – lo spirito apologetico del cristianesimo, ma c’è anche un altro fondamentale aspetto da sottolineare del grande giornalista e scrittore inglese: la sua capacità di leggere profeticamente la realtà. Già negli anni 30 scriveva e discuteva di eugenetica, ma non solo: vide in anticipo tutti i guasti che avrebbero prodotto i sistemi politici che a vario titolo soffocavano le libertà autentiche, in particolare giudicando con straordinaria preveggenza i guai di un moderno “stato servile” dove l’uomo è espropriato della sovranità personale, della possibilità di disporre del proprio lavoro, del proprio tempo, persino dei propri talenti.

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Ecco i dieci motivi che danno ragione allo “zar” Putin

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Segnalazione di Raimondo Gatto

ZAR PUTIN

Il Cremlino è stato costretto a reagire all’intesa tra Ucraina e Unione europea: rischiava di perdere corridoi energetici e approdi nel Mar Nero. La minaccia Usa.

Dietro quell’accordo si celano intese economiche, politiche e strategiche che puntano, di fatto, a ridimensionare l’influenza internazionale della Russia e spostare verso oriente il raggio d’influenza dell’Alleanza Atlantica. Un tentativo davanti al quale un giocatore di scacchi come Putin non può far a meno di reagire. Per almeno 10 ottimi motivi. A Il capitolo politico dell’«Accordo di Associazione tra Kiev e Unione Europea» proposto da Bruxelles e firmato il 27 giugno dal presidente ucraino Petro Poroshenko, nascondeva il tentativo di far entrare l’Ucraina nella Nato. A Putin non erano sfuggiti i punti in cui si accennava alla necessità di «approfondire la cooperazione tra le parti nei campi della sicurezza e della difesa» e «promuovere una graduale convergenza in materia di politica estera e sicurezza, con lo scopo di un coinvolgimento sempre più profondo dell’Ucraina nell’area di sicurezza europea». Come dire strappare Kiev a Mosca e regalarla all’Alleanza Atlantica. Continua a leggere

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