Verona, litigio Tosi-Bolis su Bisinella candidata?

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“Una perla di giornalismo, oltre le banalità di una campagna elettorale forse volutamente piatta da chi sa di perdere, che solo chi è libero può permettersi di questi tempi…”(cit.)

di Alessio Mannino

Il portavoce non sarebbe d’accordo con la scelta di lanciare la fidanzata del sindaco. Che farà dopo giugno?

Pare che l’altro giorno la vivace discussione fra il sindaco di Verona, Flavio Tosi, e il suo portavoce, Roberto Bolis (in foto, da veronapulita.it), si sia sentita eccome, a palazzo. Tanto che qualche spiffero è uscito, e la voce (di cui abbiamo chiesto conto all’interessato, senza ricevere smentita) si è diramata anche fuori dal Comune: il responsabile stampa, il consigliori, per qualcuno addirittura il «vero sindaco» del capoluogo scaligero, il potente Bolis, non sarebbe per niente d’accordo con l’idea di Tosi di gestire per così dire in famiglia la campagna elettorale finalmente cominciata, candidando a succedergli la morosa Patrizia Bisinella. E dopi tanti anni di proficua collaborazione, non avrebbe avuto remore a dirglielo bello chiaro. Continua a leggere

La lettera di Marion Le Pen. Ecco perché lascio la politica

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Marion Le Pen

Cari compatrioti, cari militanti e amici,

Vi scrivo oggi per dirvi che non mi candiderò alle elezioni legislative nella 3ème circonscription de Vaucluse. Con questa lettera, vorrei spiegare direttamente le mie ragioni, in nome deilegami che ci uniscono. Legami di fiducia, di rispetto, di lavoro, di amicizie, che mi sono cari.
Alcune indiscrezioni sull’eventualità del mio ritiro purtroppo hanno suscitato la pubblicazione di articoli di stampa. Messa di fronte al fatto compiuto, non volevo in nessun caso nuocere alla campagna di Marine Le Pen e alla campagna nazionale, quindi ho preferito smentire la notizia. Volevo evitare a tutti i costi che questo annuncio influenzasse il dibattito presidenziale, facendo perdere un’ora preziosa per spiegazioni alla nostra candidata e ai nostri dirigenti e ai nostri militanti. Le mie intenzioni erano buone, spero che lo capirete e mi perdonerete.

So che la mia decisione comporterà dell’incomprensione e della delusione per alcuni, io non sono indifferente o lontano da qui. Sebbene sia una vera e propria lacerazione affettiva per me, non avrei mai fatto questa scelta se non mi pareva giusta e necessaria. La mia decisione si impone alla per motivi personali e politici.

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Francia: Borghesia e meticciato votano Macron

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Francia, Emmanuel Macron è il nuovo presidente: vittoria netta al ballottaggio contro Marine Le Pen

Emmanuel Macron

I sondaggi non sbagliavano. Tutto come previsto: Emmanuel Macron, 39 anni, stravince contro Marine Le Pen nel ballottaggio delle elezioni francesi: sarà l’ottavo presidente della quinta Repubblica francese. Il candidato di En Marche! secondo gli exit-poll si impone con il 65% dei voti contro il 35% della del Front National. Confermate, dunque, anche le indiscrezioni dei media belgi filtrate a metà del pomeriggio. Vince dunque l’Europa della finanza e dei banchieri. Sconfitto in modo netto il fronte anti-europeista: per quanto al Le Pen prenderà quasi il doppio dei voti rispetto alle ultime elezioni in Francia, le proporzioni della sconfitta sono impressionanti.

SCANDALO IN FRANCIA: ECCO LA MASSONERIA CHE FINANZIA MACRON, IL VINCITORE DEL PRIMO TURNO

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La fatidica domanda del “chi ti paga” al candidato favorito nella corsa all’ Eliseo non ha finora avuto risposta. Ricordiamo che tutti i sondaggi pronosticano un ballottaggio tra la candidata e presidente del Front National Marine Le Pen e il candidato indipendente liberal-socialista Emmanuel Macron, dopo il primo turno delle presidenziali francesi del 23 aprile. Al secondo turno del 7 maggio gli stessi sondaggi danno una schiacciante vittoria per il giovane candidato centrista, sul quale convergerebbero i voti degli elettori di centrodestra e centrosinistra “contro” la presidente del Front National. L’ex primo ministro socialista e candidato sconfitto alle primarie Manuel Valls ha già dichiarato che il suo voto andrà all’ex collega, e come lui hanno fatto numerosi altri esponenti di destra e sinistra. E’ il noto “barrage républicain”.

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25 Aprile 2017: Verona unica città d’Italia ove si commemorano ufficialmente i caduti R.S.I. Lo fa il Circolo Christus Rex

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Il 25 Aprile 2017 è stata una giornata storica: Verona unica città d’Italia in cui 70 persone hanno commemorato ufficialmente i Caduti della Repubblica Sociale Italiana. (Come da foto. Altre foto e video sui profili Facebook Christus Rex – Traditio, Matteo Castagna, Continuità Ideale e molti altri) 

Alle ore 11.45 il Responsabile Nazionale del Circolo Cattolico Tradizionalista “CHRISTUS REX” Matteo Castagna ha guidato il Santo Rosario in latino e recitato la Preghiera del Legionario dopo la deposizione di una Corona d’alloro al cippo del sacrario militare, interno al Cimitero Monumentale di Verona. Sono seguiti gli interventi dell’ex combattente ePresidente del Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci R.S.I. Gianni Rebaudengo e del Responsabile Veneto del R.N.C.R. -R.S.I. Valeriano Androni.

La commemorazione si è conclusa con forte “PRESENTE!” ai Caduti della R.S.I.

Verona, 25 Aprile 2017 – Festa di San Marco Evangelista 

E i nostalgici pregano per i caduti della Rsi

Corriere di Verona – 26 Apr 2017 – S.M.D.

Corona d’alloro, rosario e preghiera del legionario. Ieri è stato anche il 25 Aprile della «commemorazione dei caduti della Repubblica Sociale Italiana».

Erano circa una settantina gli aderenti del circolo cattolico tradizionalista «Christus Rex» e del movimento «Continuità ideale» che si sono ritrovati a Verona: «Sono arrivati da tutto il Veneto, soprattutto da Verona, Vicenza, Treviso e Padova» spiega il referente berico Luigi Benito Tosin. Senza troppo clamore, i nostalgici si sono dati appuntamento al sacrario militare del cimitero monumentale: «Qui abbiamo recitato il rosario in latino per i nostri caduti – spiega Castagna, responsabile nazionale di Christus Rex – e poi la preghiera del legionario, per poi deporre una corona». Conclusa la cerimonia, a cui hanno partecipato anche Gianni Rebaudengo (Raggruppamento nazionale combattenti e reduci Rsi) e Valeriano Androni (responsabile veneto Rncr- Rsi), il pranzo. «Abbiamo avuto tutti i permessi per l’evento, al cimitero c’era anche la Digos, è stato tutto molto composto – conclude Castagna – da quanto ci risulta, Verona è forse l’unica città d’Italia in cui un gruppo di persone può commemorare ufficialmente i caduti della Rsi».

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“Immigrazione – George Soros – Nuovo Ordine Mondiale – Piano Kalergi” – Senigallia Notizie

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“Dietro di loro si cela un piano ben congegnato per sostituire i popoli e renderli poveri, togliendo loro sovranità, regole e diritti”

Marcello Liverani

Sicuramente queste quattro parole diranno ben poco al Cittadino comune, ma dietro di loro si cela un piano ben congeniato per sostituire i popoli e renderli poveri, togliendo loro sovranità, regole e diritti, oltre che cultura, storia, usi e costumi. Cosa resta di un popolo se si cancellano tradizioni, religione e cultura? Resta una “massa” informe e acritica facilmente governabile.

Dietro il buonismo di facciata, quello che fa credere che aiutando gli immigrati siamo buoni e bravi, c’è un perfetto piano, il “Piano Kalergi” (dal nome del suo ideatore: Richard Coudenhoven Kalergi) , voluto fortemente dal “Nuovo Ordine Mondiale” con Soros grosso sponsor e forte autore di tutto questo. In internet, scrivendo le quattro parole, troverete tutte le spiegazioni certificate di quanto sta avvenendo, a noi interessa spiegarvele con parole semplici e comprensibili a tutti, raccontando però la verità, quella ben nascosta e celata, quella che nessuno mai racconta.

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La sinistra ha perso il popolo. La destra ha perso.

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Un recente interessante saggio di Luca Ricolfi ha come titolo Sinistra e popolo; la tesi di fondo è l’abbandono, da parte della sinistra politica e culturale, dei ceti e degli interessi che in altre stagioni si chiamavano popolari. Il professore torinese è di formazione filosofica ma insegna Analisi dei dati. L’intreccio di due conoscenze tanto diverse rende il suo approccio sociologico particolarmente suggestivo. Esponente della sinistra liberalriformista, il suo libro più conosciuto “Perché siamo antipatici?” aveva già sollevato il velo, da “insider”, sulla supponenza, il compiacimento narcisistico, il senso di superiorità etico-culturale della sinistra occidentale dopo, e nonostante, la fine del comunismo reale novecentesco.

Con l’ultimo saggio va più a fondo, riflettendo sull’abisso che si è scavato tra la “sinistra” ed il popolo. Usiamo le virgolette per sottolineare l’ormai scarsa capacità di certe parole a rappresentare concretamente dei concetti. Destra e sinistra, lo riconosce anche Ricolfi, sono inadatti a descrivere il mondo del XXI secolo, neppure esiste un uso condiviso della coppia oppositiva. Ciononostante, conservano una capacità evocativa che ha improntato un secolo, l’intero Novecento, ed un significato segnaletico non ancora tramontato.

Rinviamo una riflessione organica sull’argomento, a partire da un’articolata liquidazione dei due termini, da rimuovere come inservibili dalla cassetta degli attrezzi di un XXI secolo giunto al suo quarto lustro. Accettiamo tuttavia per comodità il linguaggio corrente, stante l’urgenza di dire qualcosa sull’altro polo in questione, ovvero la Destra. La sinistra, anzi le sinistre, hanno perso il contatto con il loro popolo, o meglio hanno profondamente mutato ceti, interessi ed ambienti sociali di riferimento. La destra, lo sosteniamo con convinzione, semplicemente ha perso.

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Maroni: “Nel 2018 mi ritiro. Non mi ricandido governatore”

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Roberto Maroni ha rivelato che intende lasciare la politica nel 2018, al termine del suo primo mandato da governatore lombardo: “Voglio fare altro nella mia vita”

“Non ho niente da aggiungere a quanto e’ stato detto e scritto”. Cosi’ Roberto Maroni ha risposto, in conferenza stampa a Palazzo Lombardia, alle domande di spiegare il senso del suo annunciato ritiro dalla politica nel 2018. “Non ci sono retroscena, io sono trasparente e limpido come l’acqua”, ha continuato il governatore lombardo. “Questo rende piu’ impegnativo il lavoro che deve concentrarsi in pochi anni”, ha aggiunto. “Il futuro riposa sulle ginocchia di Giove”, ha poi scherzato, con i cronisti.

Roberto Maroni ha rivelato che intende lasciare la politica nel 2018, al termine del suo primo mandato da governatore lombardo. L’ex segretario federale della Lega Nord ed ex ministro dell’Interno lo ha detto pubblicamente venerdi’ sera a Trento e confermato in un colloquio con ‘Repubblica’. “L’avevo gia’ detto che non mi sarei ricandidato” per un secondo mandato, ha sostenuto, “del resto avevo gia’ deciso di chiudere con il Parlamento quando mi sono candidato a governare la Lombardia, fare il presidente ha solo allungato di cinque anni il mio impegno nella cosa pubblica: ma dopo il 2018 basta, ho chiuso. La mia e’ una scelta di vita”.

Nell’intervista a ‘Repubblica’, il governatore lombardo ha spiegato che il suo obiettivo e’ di “far crescere un gruppo di persone che dovranno essere pronte a prendere il testimone”. “Largo ai giovani, io nella vita voglio fare altro – ha affermato Maroni, che, nel 2018, avra’ 63 anni – l’esperienza in Regione e’ molto impegnativa, e penso che ci sara’ l’occasione per dedicarmi a qualcosa di utile e interessante, non necessariamente collegato all’attivita’ politica”. “Il mio sogno – ha concluso – e’ consegnare a chi verra’ dopo di me una Lombardia a statuto speciale”.

Fonte: http://www.affaritaliani.it/milano/maroni-nel-2018-070414.html

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