Massoneria e ‘Ndrangheta
di Davide Consonni
1) PREMESSA
I motivi che ci portano a pubblicare tale scritto sono molteplici. Basti considerare che il web italiano [e a maggior ragione quello straniero] è privo di un resoconto più o meno dettagliato dei rapporti documentati intercorsi tra la setta massonica italiana e ‘ndrangheta calabrese, tale considerazione basterebbe di per sé a motivare la fatica dello scrivere queste pagine misere per tentare di colmare molto parzialmente, e per alcuni indegnamente, quel vuoto. Allargando la considerazione al fatto che perfino il variegato mondo dell’editoria italiana si è ben guardato dall’editare testi che trattano l’argomento sia in modo esclusivo che parziale, con ovvie eccezione più uniche che rare, tale scritto ci sembra essere maggiormente necessario. Come terza considerazione circa i motivi che ci hanno spinto a scrivere si può evidenziare la ritrita nonché nauseabonda e consueta retorica con cui i massimi esponenti del Grande Oriente d’Italia si ostinano a negare qualsiasi interconnessione, documentata da decine di inchieste, tra logge massoniche ed esponenti delle cosche calabresi.





La presenza in “divisa” del grande Oriente di Francia alla manifestazione pro “Charlie Ebdo” ha assunto un significato non solo politico ma anche “personale” per la Massoneria.



“Anche l’ex scout Matteo Renzi aveva il grembiulino”, rivela Gioele Magaldi in un’intervista rilasciata a Alessandro Da Rold su Linkiesta. Ma c’è molto di più: “I massoni non si fidano più del premier”, che – quindi – rischia di fare la fine di Berlusconi. Ecco perchè.