Storia di massoni, firme false e una truffa da 6 milioni di euro

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Una storia incredibile che ha i contorni del romanzo: la vittima parla di “un piano durato anni, fatto di acquisizioni e fideiussioni fasulle”

 

Celle Ligure. Prendete una persona indubbiamente benestante, con un patrimonio di famiglia che supera i 6 milioni di euro. Una persona con gli agganci “giusti”: affiliato alla massoneria, membro di una ONG delle Nazioni Unite, con legami importanti nel mondo politico e in quello dei servizi segreti. Prendete questa persona e, grazie a un piano complesso e articolato, nell’arco di 10 anni, spogliatelo sistematicamente di tutti i suoi averi, fino a lasciarlo con la casa pignorata e 2000 euro in banca.

E’ l’incredibile storia raccontata da Massimo Gambetta, cellese di 63 anni, che dal 2004 ad oggi sta vivendo in un incubo. Quello che sembrava l’ennesimo dono del cielo di una vita agiata, un’eredità, si è trasformato invece nell’inizio del calvario. “E tutto a causa di persone di cui pensavo di potermi fidare ciecamente, fratelli massoni come me – commenta Gambetta – e che invece si sono rivelati serpenti”.

Tutto ha inizio 11 anni fa, quando Gambetta eredita da una cugina la metà di un immobile in via San Pietro ad Albissola Capo, una palazzina di 5 piani in origine adibita a colonia. Il lascito lo rende interamente proprietario dello stabile (metà era già sua, ricevuta dal padre), che sul mercato ha un valore di 1.750.000 euro. Tramite un amico gli arriva una proposta di investimento: creare con altre persone “fidate” una società ad hoc per trasformare la colonia in appartamenti.

Tra le persone coinvolte ci sono commercialisti e imprenditori legati alla massoneria, come Gambetta, che quindi decide di fidarsi del consiglio e di mettersi nelle loro mani: viene così fondata La Matteotti, società al 50% di proprietà della moglie, Gabriella Franco, e per l’altra metà di una società che fa capo a una cordata genovese.

E qui, secondo Gambetta, inizia il piano. “Mi convincono a intestare la mia quota a mia moglie e a vendere il palazzo alla società. Ci accordiamo per un primo pagamento da 500.000 euro, mentre il resto verrà versato più avanti”. Di quei 500.000 euro, però, la metà non arriva nelle tasche di Gambetta: “Accetto il consiglio dei miei nuovi soci e investo 242.000 euro in alcune loro società, operanti in zona, come ad esempio I Granoliva o Albeclant. Non l’avessi mai fatto: è stato l’errore più grande della mia vita“.

Quelle società, infatti, finiscono male: fallimento, con i titolari che patteggiano per bancarotta fraudolenta. Gambetta annusa l’aria ed esce in tempo dalle società: quello che però non sa è che nell’anno in cui risulta socio vengono attivate delle fideiussioni a suo nome, con la sua firma falsificata, come dimostrato da una perizia grafologica. E con il fallimento Gambetta, sebbene non sia più socio (e in passato lo sia stato solo di alcune e con partecipazioni minime), diventa in sostanza il garante dei debiti di quelle società.

Nel frattempo prosegue l’iter di La Matteotti, tra mille problemi: le autorizzazioni tardano ad arrivare, la progettazione va a rilento. Una clausola prevede che il prezzo di acquisto si abbassi se gli ok non arrivano entro 12 mesi dalla presentazione delle domande: e così la somma dovuta ancora a Gambetta inizia a scendere, da 1.250.000 a un milione. Meglio di niente, verrebbe da dire: e invece “niente” è quello che rimane. Questo grazie a un’altra firma falsa: quella che, secondo i documenti (smentiti anche in questo caso da una perizia grafologica), la moglie Gabriella avrebbe apposto su una rinuncia alle proprie quote. Documento di cui la donna, ovviamente, non sa nulla.

A questo punto Gambetta è garante (per via delle fideiussioni) dei debiti dei Granoliva e altre società collegate, mentre la moglie è fuori da La Matteotti. Manca la terza e ultima mossa, quella che fa scattare la trappola: La Matteotti compra da cinque banche (Carisa, Carige, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi e CariAlessandria) i crediti nei confronti dei Granoliva. Quindi di Gambetta.

Alla fine dei giochi, l’uomo diventa quindi debitore, ironia della sorte, proprio della ex società di sua moglie. Che già si è presa il palazzo di Albissola, e ora è libera di prendergli tutto il resto. “Mi hanno già portato via una macelleria che avevo a Genova – racconta Gambetta – e ora si stanno prendendo casa mia e quella dove abita mia figlia. Per quest’ultima siamo riusciti a sospendere la vendita all’incanto fino a settembre, poi mia figlia dove andrà?”.

Riassumendo, il disegno criminoso dipinto da Gambetta è complesso ma efficace: “Prima mi hanno fatto investire in alcune società, creando fideiussioni false a mio nome, poi le hanno fatte fallire rendendomi garante dei loro debiti. Nel frattempo hanno creato una nuova società con mia moglie, mi hanno convinto a vendergli il palazzo di Albissola e poi l’hanno sbattuta fuori con un documento falso. Infine con questa società hanno acquistato dalle banche i debiti di cui ero garante, e ora sono alla loro mercè“. Il tutto, secondo Massimo, con un obiettivo preciso: “Un casa con terreno a Pecorile, l’unica cosa che mi resta. Vale 4.000.000 di euro, e tenteranno di portarmela via”.

A peggiorare l’incubo il fatto che Gambetta non abbia idea del numero totale di fideiussioni a suo nome, né dell’importo totale che dovrebbe coprire col suo patrimonio. Che ora è ridotto all’osso: “Non ho più neanche i 250.000 euro incassati come prima tranche per la vendita del palazzo di Albissola, perché li ho consumati tutti in spese legali. Mi sono rimasti solo 2.000 euro”.

A Gambetta non resta ora che appellarsi ai giudici e alle banche. “Spero che la Procura decida finalmente di dare ascolto alle mie denunce e avvii un’inchiesta – dice – finora ben 5 mie denunce sono state archiviate senza fornirmi spiegazioni. E spero anche che le banche capiscano che quelle fideiussioni sono false e fermino gli iter per prendersi i miei beni”. Su questo punto Giorgio Brondi, del Movimento Difesa del Cittadino (a cui Gambetta si è rivolto per avere aiuto), è pessimista: “Sono convinto che, per riuscire nella loro truffa, i soci avessero dei basisti all’interno degli istituti bancari. Se fosse così, difficilmente ora ci ascolteranno“.

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Kalergi: Il cosmopolita massone alle origini dell’Unione Europea

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di Mario Cecere

E’ apparso a febbraio di quest’anno, e già si prevede l’uscita di una nuova  edizione arricchita, l’interessante saggio sul “Piano Kalergi” di Matteo  Simonetti, insegnante di storia e filosofia e pianista, autore di libri di  argomento politico e filosofico.

Il testo in questione, La verità sul Piano Kalergi, (Edizioni Radio Spada,  Milano) è il primo studio a ricostruire integralmente il percorso intellettuale  e l’azione politica del conte Kalergi – eminenza grigia del lager eurocratico  al cui nome è intitolato perfino un premio recentemente attribuito ad Angela  Merkel – e ad offrire una visione d’insieme dell’ambiente in cui opera e delle  finalità perseguite da un autorevole esponente della sovversione mondialista a  partire da una lettura ragionata del famigerato Praktischer Idealismus, lo  scritto filosofico pressoché introvabile (perché fatto sparire dalla  circolazione) che racchiude il pensiero dell’attivista austro-nipponico,
fondatore di Pan-Europa nonché “profeta” dell’attuale Unione Europea.

Il libro di Simonetti è un’accurata quanto spietata documentazione sulle cause  dell’immigrazione selvaggia che sta letteralmente travolgendo e deturpando, per  inconfessabili ragioni di logge e cosche, l’identità europea ed italiana, sulla  rete di interessi che si dipana tra alta finanza, massoneria, vaticano,  imperialismo anglosassone, materialismo capitalista e bolscevico, interessi  oligarchici e settari. E’ proprio dall’analisi di quest’opera fondamentale,  della quale vengono tradotti e commentati i passaggi chiave, che comincia la  prima parte del libro.

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Costituzione e Massoneria

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Risultati immagini per Costituzione e MassoneriaSegnalazione di Federico Prati

di Paolo Franceschetti

Sommario. 1. Premessa. 2. La prima falla: gli organi costituzionali. 3. La seconda falla. Il sistema dei referendum. 4. La terza falla: la Corte Costituzionale. 5. La quarta falla: i valori massonici della costituzione. 6. Il cosiddetto “diritto al lavoro”. 7. L’effettivo stato di cose. 8. Effetti della normativa a tutela dei lavoratori. 9. Considerazioni conclusive e di diritto comparato.

1. Premessa.
La nostra Costituzione è considerata dalla maggior parte dei costituzionalisti come una legge molto avanzata, fortemente protettiva delle classi deboli e con un bilanciamento quasi perfetto tra i vari poteri.
Rappresenta la legge fondamentale per la tutela dei diritti di qualunque cittadino, nonché il parametro di legittimità cui rapportare tutte le altre leggi.
All’ università questa era l’idea che mi ero fatta sui vari autori, Mortati, Martinez, Barile.
Solo da qualche anno ho cominciato a riflettere sul fatto che qualcosa non va nel modo in cui tutti ci presentano la Carta Costituzionale.
Vediamo cosa. Continua a leggere

Non Possumus: MISA DE LA FSSPX EN EL ROTARY CLUB

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…Le pericolose derive di chi è “una cum” Bergoglio e gli occupanti conciliari…

COVA IN DESERTO

El Club Rotario.

El hermano menor de la masonería

El Rotary Club—asociación de hombres, preferentemente de negocios y profesionales, que se proponen moralizar y mejorar los espíritus contribuyendo a la paz universal mediante la práctica de una moral sin dogmas y de un laicismo y naturalismo absolutos— es la masonería internacional esparcida por todo el mundo, como noviciado de la Orden, para probar, ensayar y conquistar adeptos.

Concomitancias con los hermanitos mayores

El mallete, distintivo del venerable maestro de la logia masónica, es también el distintivo del presidente del club rotario; y la bandera blanca de los masones es el emblema de los rotarios, que han sustituido en ella el águila de dos cabezas por la rueda dentada.

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«Noi massoni siamo trasparenti, come Papa Francesco»

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Grande Oriente, il nuovo Gran Maestro Bisi apre al Pontefice. Grembiuli in Parlamento: «Perché no?»
 
Massoni

Massoni del Grande Oriente d’Italia

Dopo quindici anni, si chiude la gran maestranza di Gustavo Raffi. Il Grande Oriente d’Italia volta pagina con l’elezione di Stefano Bisi. Senese, giornalista, è lui il nuovo Gran Maestro della prima comunione massonica italiana. Oltre 800 logge in giro per il Paese, più di 20mila fratelli muratori. Il parallelo con il più noto rottamatore nazionale sarebbe spontaneo, se il diretto interessato quasi non si offendesse. Altro che rivoluzioni: «Da noi esiste la tradizione» spiega il Gran Maestro pesando con attenzione le parole. Grembiulini in Parlamento? «Per noi non c’è alcuna incompatibilità con la politica – racconta Bisi – E se qualche partito non è d’accordo sono problemi suoi». Nessun segreto, semmai i lavori in Loggia sono «di natura strettamente riservata». Il successore di Raffi parla di tutto, o quasi. Dalla chiusura alle donne all’inaspettata apertura alla Chiesa cattolica: «Questo Papa è un uomo di profonda umanità». Illuminando il percorso tra squadre e compassi anche ai non addetti ai lavori. Anzi, profani.

Bisi, dopo la recente elezione come devo rivolgermi? Venerabile va bene?
Mi si può chiamare Gran Maestro, ma non ancora. Mi insedierò a inizio aprile, alla Gran Loggia a Rimini.

Lei è il nuovo Gran Maestro dopo circa 15 anni. Eletto con oltre il 40 per cento dei voti.
46,2 per cento, per essere precisi.

In ogni caso con un sostegno sufficiente per non dover ricorrere al ballottaggio. Siamo alla rottamazione massonica?
Assolutamente no. Da noi non esiste la rottamazione, ma la tradizione. Chi arriva tiene sempre conto di quello che ha fatto il predecessore. E quel che ha fatto Gustavo Raffi rimarrà per sempre nella storia della massoneria. Parlo di trasparenza. Guardi quanti libri sono stati scritti negli ultimi anni: i nostri archivi sono stati aperti a studiosi, massoni e non solo. L’ho ripetuto più volte anche a tutti i fratelli che ho incontrato in queste settimane in giro per l’Italia: rottamazione non fa rima con massoneria.

Domenica scorsa hanno votato 11.490 fratelli maestri della Comunione su 16.059 aventi diritto. Anche in Loggia avete un problema di astensionismo?
Non direi. Ha votato oltre il 70 per cento degli aventi diritto. Una bella partecipazione, specie se considera che si votava in un solo giorno.

Un massone

Citando, la massoneria è «un Ordine iniziatico i cui membri operano per l’elevazione morale e spirituale dell’uomo e dell’umana famiglia». Questa frase sembra un po’ anacronistica. Perché oggi si dovrebbe sentire il bisogno di diventare massone?
Forse c’è bisogno di recuperare alcuni valori spirituali. Mi rendo conto che per un profano è difficile da credere, ma quando andiamo ai lavori di Loggia, entriamo in una casa, indossiamo un grembiule e dei guanti, accendiamo tre luci, e parliamo uno per volta. Uno parla, gli altri ascoltano. In un mondo dove per esistere bisogna urlare, è una cosa rivoluzionaria. Dove altro succede? Secondo me le persone hanno bisogno di spiritualità, ancora oggi.

E la chiedono a voi?
Ci sono tanti giovani che bussano alle porte del Tempio. Molti di loro si avvicinano attraverso il nostro sito web. Si interessano, chiedono di conoscerci meglio. Le segnalazioni vengono girate sul territorio dove vive il bussante, che viene contattato da un fratello esperto. Il percorso è lungo, certo. Ma non ci sono anacronismi. Levighiamo la pietra grezza, che poi è il nostro spirito, e la offriamo al bene dell’umanità.

Ma chi c’è dietro il grembiule? È possibile tracciare un identikit del massone?
C’è un po’ di tutto, ed è questa la cosa più bella. Imprenditori, dipendenti, studenti… In Loggia siamo tutti uguali. Chi viene da una famiglia di tradizioni massoniche e chi no, come me.

In Italia il Grande Oriente può contare su oltre 800 logge, in pochi anni gli affiliati sono più che raddoppiati arrivando a 22mila. Sono numeri da associazione di appassionati. Non c’è troppa disinvoltura nell’aprirsi all’esterno?
Ma guardi che essere massone spesso non è positivo. Non sempre siamo benvenuti nel mondo. Ricordo ancora che nel 1993, dopo aver perso il lavoro, firmai un contratto di collaborazione di sei mesi alla sede Rai di Firenze. I colleghi fecero uno sciopero di due giorni accusandomi di essere raccomandato. In Italia è ancora difficile essere massoni. Certo, le cose sono molto migliorate. A inizio anni Ottanta, al termine dei lavori di Loggia, dovevamo stare attenti a uscire per strada. Oggi per fortuna non è più così. Ma se il mondo è cambiato, lo si deve all’apertura degli ultimi anni.

Dite che «i Lavori di Loggia sono di natura strettamente riservata, ma non segreta». È un gioco di parole?
La differenza è sostanziale. Ci sono incontri in Loggia dove possono partecipare solo massoni. Come tutte le altre associazioni.

Però i nomi dei vostri affiliati sono segreti…
Se è per questo non sono noti in nessuna altra associazione. I vertici invece sono pubblici. Non è cosa da poco: programmi e nomi dei candidati delle tre liste che si sono recentemente presentate sono aperti a tutti. C’è persino un sito dove ci sono i nostri numeri di telefono.

Stefano Bisi

Infiltrazioni malavitose. In un articolo apparso pochi giorni fa sull’Espresso si parla di rapporti tra alcune Logge calabresi ed esponenti della ’ndrangheta.
In Italia c’è ancora molto razzismo. Ogni volta che si parla di Calabria esce la ’ndrangheta, ogni volta che si parla di Sicilia viene fuori la mafia. Penso che sia offensivo nei confronti di una parte del nostro Paese. Peraltro non mi risulta che i personaggi citati in quell’articolo siano affiliati al Grande Oriente. Se alcune Logge sono state sospese, ci saranno stati validi motivi. Andando in giro per il Sud Italia, in queste settimane, ho incontrato tanti fratelli meridionali. E ho percepito solo molta passione, generosità e calore.

Si parla di passione, elevazione spirituale. Ma tra fratelli muratori non esiste anche una sorta di mutuo soccorso? È uno degli aspetti della massoneria che inquieta di più all’esterno…
Ci può essere, tanto quanto esiste tra persone che appartengono a una qualsiasi altra associazione. Sicuramente il mutuo soccorso non è l’essenza della libera muratoria. Le voglio fare un esempio. Fino a pochi anni fa c’era un nostro fratello, divenuto cieco con l’età. Quando ci riunivamo in Loggia, due volte al mese, dovevamo andarlo a prendere a casa. Ecco, la felicità di quell’uomo era il nostro mutuo soccorso. Ma anche l’esperienza più bella nella mia vita da massone.

Cito ancora. «I Massoni hanno stima, rispetto e considerazione per le donne. Tuttavia, essendo la Massoneria l’erede della Tradizione Muratoria operativa, non le ammette nell’Ordine». Difficile sostenere che questa misura non sia fortemente antistorica.
La ragione di questa norma va spiegata da un punto di vista esoterico. La donna rappresenta la parte lunare, complementare a quella solare, maschile. Eppure non tutti sanno che, collegati al Grande Oriente, ci sono i Capitoli delle Stelle d’Oriente. Gruppi di donne, legate ai massoni da rapporti familiari, che hanno strutture autonome. Anche loro operano ritualmente, e sono molto attive nel campo della solidarietà.

Secondo lei non dovrebbero esistere delle incompatibilità tra l’attività di massone e la politica?
Non c’è alcuna incompatibilità. Se un fratello che cresce e matura in Loggia si vuole impegnare in politica, nulla osta. Il massone lavora per il bene dell’umanità, la politica anche. Per noi non c’è alcuna contraddizione. Poi se alcuni partiti vietano l’appartenenza alla massoneria, sono problemi loro.

Per un politico massone, però, c’è il rischio che la “Solenne promessa” entri in conflitto con l’interesse dello Stato.
Nessun rischio. Infatti in quella formula promettiamo fedeltà alla Costituzione e alle leggi dello Stato.

Gustavo Raffi

Insomma, non le chiedo di fare nomi. Ma ci saranno diversi massoni anche in Parlamento.
Questo non lo so.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi le piace?
Ogni massone ha il diritto di apprezzare o meno il nostro presidente del Consiglio. Io lo rispetto, per l’istituzione che rappresenta.

Non si vuole proprio sbilanciare…
Su Renzi ogni massone ha il diritto di pensarla come vuole.

E Papa Francesco le piace?
Anche il Gran Maestro Gustavo Raffi ha salutato in maniera positiva le prime uscite del Pontefice. Un uomo di profonda umanità. Ritengo che vadano apprezzate le sue aperture.

Il Papa apre la Chiesa al mondo e propone trasparenza. Come voi massoni. Ma non c’era un conflitto?
Quello del Papa è un percorso che può essere considerato simile al nostro. Ma noi non abbiamo nulla contro la Chiesa, semmai è la Chiesa che ci vede come ostili. Il mondo cambia. Un grande studioso della massoneria diceva: «Prima o poi, quella porta che divide, andrà trovata una chiave per aprirla».

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Massoneria: come ti controllo il 5 stelle …

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di Gianvito Armenise

Uno degli obiettivi che ci prefiggiamo è fare controinformazione senza sconti per nessuno, destra e sinistra, maggioranza e opposizione. Questo lavoro prevede due finalità: 1) smascherare le alte sfere in malafede 2) lanciare un messaggio alla base in buona fede per risvegliarne le coscienze.

Occupandoci del M5S, pubblicammo di recente, tra gli altri, anche un articolo che dimostrava come il cosiddetto “reddito di cittadinanza” altro non era che un sussidio minimo rivolto a tutti i residenti in Italia, ivi compresi gli stranieri ed a certe condizioni.

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COME E PERCHE’ LA MASSONERIA DECRETO’ LA FINE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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Segnalazione di Matteo Castagna

La vera storia della spedizione dei mille.

La spedizione garibaldina, per la storiografia ufficiale, ha il sapore di un’avventura epica quasi cinematografica, compiuta da soli mille uomini che salpano all’improvviso da nord e sbarcano a sud, combattono valorosamente e vincono più volte contro un esercito molto più numeroso, poi risalgono la penisola fino a giungere a Napoli, Capitale di un regno liberato da una tirannide oppressiva, e poi più su per dare agli italiani la nazione unita.
Troppo hollywoodiano per essere vero, e difatti non lo è. La spedizione non fu per niente improvvisa e spontanea ma ben architettata, studiata a tavolino nei minimi dettagli e pianificata dalle massonerie internazionali, quella britannica in testa, che sorressero il tutto con intrighi politici, contributi militari e cospicui finanziamenti coi quali furono comprati diversi uomini chiave dell’esercito borbonico al fine di spianare la strada a Garibaldi che agli inglesi non mancherà mai di dichiarare la sua gratitudine e amicizia.

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Massoneria, l’ultimo discorso di Raffi: “Impariamo da Papa Francesco”

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Il gran maestro verso l’addio al vertice del Grande Oriente d’Italia, saluta i ‘fratelli’, riuniti al palacongressi di Rimini per l’annuale Gran loggia, parlando di Bergoglio: “Accelera i tempi di un cambiamento epocale in strutture restie all’innovazione”. Stefano Bisi, suo successore, è un giornalista di Siena e per anni è stato il legame tra il Goi e il Monte dei Paschi. Non è ben chiaro se ci si riferisca al messaggio di trasparenza o a quello di povertà. Di certo anche la massoneria esalta la figura di papa Francesco. O almeno lo fa Gustavo Raffi, il gran maestro del Grande Oriente d’Italia che domenica 6 aprile lascerà dopo 15 anni il trono della più importante loggia italiana.

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Società Dante Alighieri, Riccardi presidente. Con tanti auguri dalla massoneria

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Segnalazione Corrispondenza Romana

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È decisamente curioso, ma per niente insolito, che sia proprio il Grande Oriente d’Italia-Palazzo Giustiniani a rivolgere al prof. Andrea Riccardi gli «auguri di un proficuo lavoro» per la sua recente nomina a Presidente della Società Dante Alighieri. Ad eleggerlo, è stata l’Assemblea straordinaria del sodalizio con ben 16.594 voti.

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