di don Marcello Stanzione
MUSICHE ANGELICHE ALLA MORTE DI SAN LUIGI BERTRAN
I più straordinari interventi musicali degli angeli sono incontestabilmente quelli che segnalarono la morte di San Luigi Bertran (1526-1581). Questo domenicano spagnolo, contemporaneo di Santa Teresa d’Avila che lo stimava molto, fu l’apostolo di Valencia. Una musica celeste fu sentita nella chiesa appena il santo frate morì. Frate Antonio Ballester, portinaio della chiesa, ebbe il privilegio di sentire per primo quella divina melodia. Molto devoto al santo, egli rimase nell’infermeria, la mattina della sua morte, per quanto gli fosse permesso dalla sua carica. Egli aveva un vivo desiderio di essere presente nel momento supremo. Quella consolazione gli fu rifiutata. Ma, nel momento stesso in cui il santo trapassò, egli intese nella chiesa, dove si trovava, una musica incantatrice ed un’infinita dolcezza.
Meravigliato, egli pensò dapprima che dei musicisti erano nascosti nell’edificio; ma si rese ben presto conto che i suoni non venivano da un posto fisso, ma parevano fluttuare nell’aria, sia avvicinandosi all’altare maggiore, sia riempiendo la cappella del Santo Rosario, talvolta ancora sembravano giungere dal chiostro. L’anima del Frate fu colma di una gioia indicibile, e convinta che Dio aveva lasciato risuonare fino a lui qualche eco dei canti celesti che avevano salutato l’anima di un santo alla sua partenza da questo mondo.
Il prodigio si prolungò e si intensificò: La sera dello stesso giorno, quando il santo corpo fu esposto nella chiesa, l’indomani, durante il servizio funebre, molte persone sentirono anch’esse quella musica celeste. Alcune provarono un primo movimento di sorpresa: quella musica, in una circostanza tanto triste, li scandalizzava; ma esse compresero che i Padri non c’entravano per nulla e che Dio ne pagava solo il prezzo. Scrupolose informazioni scartarono ogni idea d’una causa naturale; inoltre, il carattere particolare di quella musica meravigliosamente dolce, la sua instabilità – pareva spostarsi e fluttuare nell’aria -, infine, la gioia spirituale con cui inebriava le anime, tutto denotava la sua origine soprannaturale. Continua a leggere