Presepe obbligatorio in Veneto dal 2018

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Non è poco, di questi tempi…:

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Ci sarà un presepe per ogni scuola e per ogni luogo istituzionale in tutto il Veneto: la proposta del gruppo di Centro Destra Veneto è stata approvata in Consiglio regionale.La mozione arriva dai consiglieri veronesi Andrea Bassi e Stefano Casali e da Fabio Barbisan che hanno chiesto al governatore Luca Zaia il finanziamento per realizzare i presepi nei luoghi pubblici istituzionali. La Regione ha stabilito che il provvedimento partirà nel 2018.

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Santorale del mese di Dicembre

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Risultati immagini per Santorale di dicembre

 

 

Segnalazione di Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B.

Ecco l’ultimo santoriale illustrato, quello del mese di dicembre. Che questi grandi e affascinanti santi, spesso così poco conosciuti (e dunque con pochi “clienti” … e che dunque coccolano molto bene!) vi siano grandi e delicati amici dal Cielo. Affidatevi a loro. Non invecchiano mai e sono così potenti lassù. Che la S.S. Vergine vi guidi e custodisca. Non disperate mai. 

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Come difendersi dal Diavolo, la cui grande forza è far credere che non esista

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https://aleteiaitalian.files.wordpress.com/2015/12/hero-satan-devil-black-hands-c2a9-glebstock-shutterstock.jpg?quality=100&strip=all&w=1200di Tomas de Torquemada

Come il demonio ci induce al peccato

San Tommaso spiega i due modi in cui Satana prova ad indurre l’uomo al peccato:

Il diavolo può indurre l’uomo a peccare, persuadendolo internamente. Il diavolo muove la volontà dell’uomo come chi persuade […]. Il diavolo inganna […] muovendo gli spiriti animali e gli umori interni del corpo, il cui movimento origina quelle rappresentazioni. È capace d’impedire l’uso della ragione, come nei posseduti. […] Il demonio è detto tentatore, perché saggia gli uomini, per sapere da quali rappresentazioni sono più soggiogati.

[…] Bisogna dire che, come sopra è stato detto, il diavolo non può essere la causa del peccato dell’uomo come uno che muove direttamente la volontà, ma soltanto alla stregua di chi persuade. Ora, persuade l’uomo a fare qualcosa in due modi: in modo visibile e in modo invisibile.

Visibile:

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E’ la morte il prezzo della vita

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Il Circolo Christus Rex porge all’autore i migliori auguri di un pronto ristabilimento e prega per lui e per la sua famiglia, facendo appello agli amici ed ai lettori affinché aiutino Danilo con un’offerta volontaria, come da indicazioni a fine articolo. 

Scritto e segnalato da Danilo Quinto

San Francesco d’Assisi la chiama sorella nel Cantico delle creature: «Laudato sii, mio Signore, per sora nostra morte corporale». Don Divo Barsotti, durante le Meditazioni predicate in un ritiro spirituale a Fiesole del 1953, contenute in un libretto intitolato Loquere Domine, scrive: «E’ la morte il prezzo della vita. E’ la morte che fa grande la vita. Senza la morte la vita presente sarebbe veramente la morte, una morte peggiore di ogni morte. La vita non è che anticipazione e promessa, non è che desiderio e attesa di quel giorno. Quando cadrà il velo che ci nasconde la visione di Dio, quando saremo a Lui uniti e in Lui eternamente vivremo nel dono totale di tutto l’essere nostro».

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Scriveva Santa Teresa d’Avila: «Vivo ma non vivo in me, e attendo una tal alta vita, che muoio perchè non muoio». E’ necessario, per il cristiano, vivere così, nell’attesa della morte, del compimento del disegno divino. Castigo e liberazione: questo è l’evento morte. Se il nostro primogenitore non avesse peccato, i suoi successori non avrebbero conosciuto la morte e la loro vita non sarebbe stata quella che conosciamo. In questo senso, la morte è castigo: è conseguenza del peccato originale, che ha segnato il distacco dell’uomo da Dio, la ribellione al Suo disegno e la necessità della successiva purificazione, nella certezza che l’uomo sarà liberato anche dalla morte. Così come fa l’Antico Testamento (Gn 3,17-19; Sap 1,13 s.; 2,23), San Paolo collega strettamente la morte con il peccato originale, di quella favoletta raccontata dalla Genesi, che non serve più neanche per far addormentare i bambini. Meglio parlare loro di Halloween: la mela, il frutto proibito, è stata sostituita dalle zucche colorate. Scrive San Paolo: «Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, e così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato» (Rm 5,12). E dopo: «Il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore» (Rm 6,23). Come la morte è entrata nel mondo a causa del peccato, essa sarà superata nella risurrezione finale (1 Cor 15,3-58). Continua a leggere

Attraversiamo la notte, ci attende l’eternità

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downloaddi Danilo Quinto

Dice il Vangelo di Luca (12, 35-38): “In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: ‘Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro’”.

Se consideriamo e comprendiamo bene le parole di Gesù, ci accorgeremo che le titubanze, le paure e le angosce della nostra vita non hanno davvero nessuna ragione di opprimerci. Siamo salvati dall’inizio, per il solo fatto che Gesù ci ama siamo e siamo stati confermati nella salvezza eterna dal Suo sacrificio per noi. Continua a leggere

Il miracolo delle castagne

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Segnalazione di Pietro Ferrari

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova Insorgenza Comunicato n. 88/17 del 31 ottobre 2017, Vigilia di Ognissanti 

Le castagne
Quelli erano i nostri giorni. Quando ancora non c’era la “festa della Santa Zucca”, i cristiani celebravano la festa di Ognissanti e la Commemorazione dei Fedeli Defunti. In Piemonte c’era una bella tradizione: nel periodo di Ognissanti le famiglie festeggiavano con caldarroste e vino nuovo. E anche don Bosco lo voleva fare. 
Nel 1849, quando il suo Oratorio era nuovo nuovo, don Bosco portò tutti i giovani interni ed esterni dell’Oratorio al cimitero a pregare per i defunti. 
«Al ritorno, castagne per tutti!» aveva promesso don Bosco. Mamma Margherita ne aveva comperati tre sacchi, ma pensando che il figlio ne volesse solo una manciata per divertire i giovani, ne aveva messe a bollire solo poche. 
I ragazzi si stavano già accalcando alla porta della Chiesa di S. Francesco. Don Bosco si mise alla soglia per fare la distribuzione. Buzzetti versò la pentola dentro un cestello e lo teneva fra le sue braccia. Don Bosco credendo che sua madre avesse fatto cuocere tutte le castagne comperate, riempiva il berretto che ogni giovane gli sporgeva. Buzzetti, vedendo che ne dava troppe a ciascuno, gridò: «Don Bosco, se continua così, non ce n’è neanche per metà!». 
«Ma va» rispose don Bosco «ne abbiamo comperati tre sacchi». Tuttavia don Bosco, rincrescendogli diminuire le porzioni, gli disse tranquillamente: «Continuiamo fin che ce ne sarà». E continuava come prima. Finché nel canestro non vi fu più altro che la porzione per due o tre. Solo una terza parte dei giovani aveva ricevute le sue castagne, ed erano almeno 600. Alle grida di gioia successe un silenzio di ansietà, poiché i più vicini si erano accorti che il cesto era quasi vuoto. 
Che fare? Don Bosco non si sgomentò: «Le ho promesse ai giovani e non voglio mancar di parola». E riprese la distribuzione. 
Qui incominciò la meraviglia. Buzzetti era come fuori di sé. Don Bosco calava il mestolo nel canestro e lo ritraeva traboccante; mentre la quantità che rimaneva nel cesto sembrava non diminuisse. Ne ebbero tutti a sazietà. Quando Buzzetti portò il canestro in cucina vide che dentro c’era ancora una porzione, quella di don Bosco. La Madonna gli aveva tenuto la sua parte.
 
La storia 
Nacque così la castagnata. In memoria di questo prodigio don Bosco volle che si distribuissero alla sera di Ognissanti, come asserisce il canonico cav. Anfossi, le castagne lessate a tutti quelli dell’Oratorio. «Noi abbiamo esposta fedelmente questa moltiplicazione delle castagne, secondo la narrazione che ascoltammo da Giuseppe Buzzetti confermata per iscritto da Carlo Tomatis, e riconosciuta da tutti gli antichi allievi di quei tempi come autentica» (Memorie biografiche volume III, pp. 576-578).
 

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PERCHE’ NON PARTECIPARE A HALLOWEEN

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NO halloweenDOMANI SERA, COME OGNI ANNO, IL “CIRCOLO CHRISTUS REX” RECITERA’ IL SANTO ROSARIO IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DI OGNISSANTI (ore 21.00 in sede) ED INVITA TUTTI AD UNIRSI NELLA PREGHIERA E A NON FESTEGGIARE IL DEMONIO. INOLTRE, RICORDIAMO CHE IL 31/10, VIGILIA DI OGNISSANTI SONO PRESCRITTI DIGIUNO E ASTINENZA (N.d.r.)

di Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B.

Il 31 di ottobre sbarcherà anche da noi una “festa” strana: Halloween.

TV, radio, riviste, discoteche, supermercati, scuole, ne fanno una martellata continua…perfino suore di asili e scuole “cattoliche”! Non è né festa né scherzo innocente: E’ culto satanico, violento odio a Dio e alle anime, vera possessione satanica, abominio malefico.

Halloween-All Hallows Eve– significa Vigilia…di fatto si deve leggere HELL IS WINNING -Hell’e ween: L’Inferno sta vincendo!

E’ la festa dell’orgia di tutti i demoni dell’Inferno ( angeli decaduti dal Cielo ) Continua a leggere

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