Ungheria, passa la legge contro le ong che aiutano i migranti

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Il partito di Orbàn approva la norma che punisce chiunque dia sostegno agli immigrati illegali: per i critici è un modo per colpire il rivale George Soros

di Andrea Tarquini

BERLINO – Dopo il trionfo elettorale dell´8 aprile, il popolare, carismatico premier sovranista ungherese Viktor Orbán lancia l´offensiva finale sul fronte dei migranti e contro ogni altro presunto avversario. È ormai pronta e passata ieri sera dalla maggioranza assoluta detenuta dalla Fidesz (il partito di Orbán, membro dei Popolari europei) allo Orszagház, il Parlamento magiaro, la cosiddetta legge “Stop Soros” che punirà come reato penale ogni aiuto agli immigranti illegali fornito da ong o da qualsiasi organizzazione umanitaria. Continua a leggere

Coop in crisi. Esce Manutencoop e i supermarket …

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Due articoli scritti e segnalati da Antonio Amorosi

GDO, Coop rosse con profitti giù. Tanta finanza, ma addio al mercato.

Coop rosse, profitti in calo. Tanta finanza e arretrano sul mercato. Profitti compensati dal prestito soci che viene usato in finanza.

La “guerra” dentro il mondo coop non è finita ma Manutencoop cambia nome ed esce da Legacoop.

di Antonio Amorosi per il quotidiano La Verità Continua a leggere

‘Allah hu Akbar’ Gunman Kills Two Female Police Officers, one Bystander, in Belgium in Suspected Terror Attack

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Segnalazione Breitbart

Police and ambulance are seen at the site where a gunman shot dead three people, two of them policemen, before being killed by elite officers, in the eastern Belgian city of Liege on May 29, 2018. - The shooting occurred around 10:30am (0830 GMT) on a major artery in the …
JOHN THYS/AFP/Getty
The Police chief of Liège, Belgium, has said that the deceased gunman, who fatally shot two female officers and a bystander outside a cafe and took one woman hostage at a local school, deliberately targetted police.

Shots were heard in the centre of the eastern Belgian city of Liège at around 10.30 am local time when an armed man opened fire outside the Cafe des Augustins on the Rue des Augustins, killing two police officers.

Belgian prosecutors’ office spokesman Philippe Dulieu confirmed the attacker in Liege was carrying a knife and approached two police officers, stabbed them several times, disarming them, and then used their weapons in a shooting rampage.

Dulieu said that the attacker “then took their weapons. He used the weapons on the officers, who died.”

National Belgian broadcaster RTBF has named the suspect as 36-year-old Benjamin Herman who was on temporary release from prison. He was known to police for petty crime such as theft, damage to public property, and minor drug trafficking.

Victor ⌬@VICTORJ_FR
Coups de feu à Liège, évacuation du boulevard d’Avroy. Beaucoup de voitures de police sur place + secours

The broadcaster speculates that he was radicalised in prison in Lantin, where he began his sentence in 2017, but whilst being allegedly known for violence by fellow inmates, he was not known for being associated with the radical Islamist prison scene.

Belgian officials confirmed a third person, a 22-year-old man who was in his car at the time, was also killed. A member of the Anti-Banditry Squad (PAB) and another bystander were reportedly injured.

The shooter then fled and held a cleaning lady hostage in the Waha high school. Police confirmed that security services arrived on the scene and shot the suspect dead, reportsHLN.

Police and ambulance are seen at the site where a gunman shot dead three people, two of them policemen, before being killed by elite officers, in the eastern Belgian city of Liege on May 29, 2018. - The shooting occurred around 10:30am (0830 GMT) on a major artery in the city close to a high school. "We don't know anything yet," the spokeswoman for the Liege prosecutors office, told AFP when asked about the shooter's motives. (Photo by JOHN THYS / AFP) (Photo credit should read JOHN THYS/AFP/Getty Images)

Police and ambulance are seen at the site where a gunman shot dead three people, two of them policemen, before being killed by elite officers, in the eastern Belgian city of Liege on May 29, 2018. – The shooting occurred around 10:30am (0830 GMT) on a major artery in the city close to a high school. “We don’t know anything yet,” the spokeswoman for the Liege prosecutors office, told AFP when asked about the shooter’s motives. (Photo by JOHN THYS/AFP/Getty) 

Belgian broadcaster RTBF reports claims that a terrorist motive is suspected. According to police sources who have allegedly spoken to Belgian newspaper La Libre the gunman shouted “Allah hu Akbar” before being shot dead by police.

National media outlet VTM News also claims some witnesses allegedly heard the suspect shout the Islamic war cry.

Another official from the Belgian federal prosecutor’s office, who spoke on condition of anonymity with The Associated Press, said that “there are indications it could be a terror attack”, and the case has been taken over by the office which deals with extremist attacks.

An eyewitness video appears to show evacuation of the Avroy Boulevard with the sound of gunshots in the distance and people running for safety. Later footage shows a convoy of ambulances heading towards the scene.

Victor ⌬@VICTORJ_FR

Deuxième convoi d’ambulance qui quitte la zone. La situation a l’air d’être terminée. Moins d’effervescence sur le boulevard, les policiers sont moins sur les nerfs

Liège police said Tuesday afternoon that the attacker’s motive was to “target the police”.

This story is developing…

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Comincia la lotta per la liberazione dalla prigione dei Popoli

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di Maurizio Blondet

Comincia la lotta per la liberazione dalla prigione dei Popoli

Fonte: Maurizio Blondet

Ormai è chiaro a tutti. Non si tratta del debito pubblico, del rating, o dell’euro. Si tratta della lotta di liberazione di un popolo dalle oligarchie plutocratiche, costituitesi in dittatura. Sarà una lotta dura, perché i  nemici della libertà hanno tutti i poteri in mano e li abbiamo già visti, fin dalla Grecia, capaci di ogni disumanità. E’ la Resistenza  che attende la vostra generazione, giovani. Continua a leggere

Franceschini e Gentiloni fuori con tutti gli scatoloni!

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Buone notizie: Franceschini e Gentiloni fuori con tutti gli scatoloni!di Gioacchino Rossello

Finalmente alcune buone notizie: Paolo Gentiloni se ne torna a casa con tutti gli scatoloni appresso.  Il premier uscente (e speriamo non più rientrante!) prima di togliere il disturbo ha riunito dipendenti e collaboratori di palazzo Chigi per il discorso di commiato: “Grazie, è stato un grandissimo onore”, ha sussurrato ai presenti nella sala Verde. Applausi di circostanza e via. Come tutta la compagine di governo. Spazzata dal voto degli italiani.  Alcuni, come la Fedeli o Galletti, si erano portati avanti già da qualche giorno. E così anche Dario Franceschini, che l’11 maggio scorso aveva voluto dare di persona “un abbraccio affettuoso e un saluto” ai dipendenti del Mibact, ma che solo oggi però ha chiuso l’ufficio. L’ormai ex ministro dei Beni Culturali non ha resistito al richiamo dei social e, con un tweet con tanto di foto ha immortalato se stesso con l’ultimo scatolone. Continua a leggere

Benito Mussolini discriminato?

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Risultati immagini per discriminazione?di Redazione

La Gazzetta di Parma, ieri, al link qui sotto, perfettamente funzionante, riportava la notizia per cui una coppia ha chiamato il figlio Benito, avendo cognome Mussolini, ricevendo il “niet” del Tribunale. Oggi alle 9.52, la notizia risulta totalmente rimossa dal sito. Ci chiediamo il perché. chissà se qualcuno ci risponderà. O nella Repubblica delle libertà infinite è vietato chiamare Benito un bimbo che di cognome fa Mussolini?

https://www.gazzettadiparma.it/news/news/515830/i-coniugi-mussolini-chiamano-il-figlio-benito-ma-il-tribunale-dice-no.html

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Non ci sarà nessun Governo Conte: i veri premier saranno Salvini e Di Maio

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Segnalazione Linkiesta

Image

Non ci sarà nessun Governo Conte: i veri premier saranno Salvini e Di Maio

I leader di Cinque Stelle e Lega non hanno perso l’occasione per parlare in maniera roboante. Ma Mattarella insiste: vuole “costituzionalizzare” il Governo. Nel bene e nel male è una fase nuova della Repubblica. (di Flavia PerinaLEGGI)

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Israele abbocca, la Siria no

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di Tony Cartalucci

Israele abbocca, la Siria no

Fonte: Aurora sito

Israele ha ripetutamente colpito la Siria con missili e razzi, lo scambio più recente ebbe luogo dopo che Israele dichiarò che “razzi iraniani” avevano colpito posizioni dell’esercito israeliano nelle alture del Golan che occupa illegalmente. Titoli, come dell’Indipendent, “Israele e Iran sull’orlo della guerra dopo il bombardamento della Siria in risposta al presunto attacco sul Golan“, tentano di ritrarre l’aggressione israeliana come autodifesa. L’Independent, tuttavia, non forniva alcuna prova a conferma delle pretese israeliane. Per facciata, con l’Iran che lancerebbe inspiegabilmente missili contro Israele, non provocato e non ottenendo alcun vantaggio tattico, strategico o politico, la credibilità della narrativa d’Israele viene ulteriormente erosa. Ma forse è la pubblica politica degli Stati Uniti che designa Israele provocatore ostile incaricato d’espandere la guerra per procura di Washington contro Damasco, a rivelare il gioco letale e ingannevole che Israele e i media occidentali giocano. Per anni, i politici statunitensi hanno ammesso sui loro giornali che gli Stati Uniti desiderano un cambio di regime in Iran cercando di provocare una guerra per ottenerlo. Continua a leggere

La strategia di Putin sta finalmente iniziando a funzionare?

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di Paul Craig Roberts

La strategia di Putin sta finalmente iniziando a funzionare?

Fonte: Comedonchisciotte

Ho già avuto modo di spiegare che l’atteggiamento, tipicamente cristiano, del Presidente Russo Vladimir Putin di offrire l’altra guancia alle provocazioni dell’Occidente è una strategia intesa a convincere l’Europa che la Russia è ragionevole mentre Washington non lo è, e che la Russia non è una minaccia per gli interessi e la sovranità dell’Europa, mentre Washington lo è. Compiacendo Israele e ritirandosi dall’accordo multinazionale iraniano per la non-proliferazione nucleare, il Presidente americano Donald Trump potrebbe aver contribuito al successo della strategia di Putin.

I tre maggiori stati europei vassalli di Washington, Gran Bretagna, Francia e Germania si sono opposti all’azione unilaterale di Trump. Trump ritiene che il trattato multinazionale dipenda solo da Washington. Se Washington dovesse rinunciare all’accordo, questo rappresenterebbe la fine dell’accordo stesso. Non importa la volontà degli altri firmatari. Di conseguenza, Trump vuole reintrodurre le preesistenti sanzioni agli scambi commerciali con l’Iran e imporre ulteriori, nuove sanzioni. Se Gran Bretagna, Francia e Germania continuassero ad onorare i contratti commerciali stipulati con l’Iran, allora Washington sanzionerebbe anche i propri stati vassalli e proibirebbe alle aziende inglesi, francesi e tedesche di operare negli Stati Uniti. Ovviamente Washington ritiene che i profitti che gli Europei hanno negli Stati Uniti superino quelli che si possono ottenere in Iran e pensa che [gli Europei] si adegueranno alle decisioni di Washington, così come, da stati vassalli, hanno già fatto in passato. Continua a leggere

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