Orban: “Fate figli per la Patria!”

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Budapest, 11 feb – “In tutta Europa ci sono sempre meno nascite. Per i Paesi occidentali la risposta sta nell’immigrazione, nel far arrivare persone per pareggiare i conti; per noi la migrazione significa arrendersi e la pensiamo diversamente: non vogliamo soltanto numeri, vogliamo bambini ungheresi”. Il discorso di Viktor Orban al parlamento di Budapest è una “bomba” volta a rilanciare le nascite.

Ma come sempre, al di là delle parole, servono i fatti. Il premier ungherese lo sa bene e per questo ha deciso di varare un piano straordinario per la natalità. Stando al progetto lanciato da Orban le donne con almeno quattro figli “non pagheranno mai l’imposta sul reddito e le nuove famiglie potranno richiedere un prestito a tasso zero per dieci milioni di fiorini (circa 31mila euro, ndr)”. Non solo, il premier magiaro ha specificato che il piano prevederà incentivi e interventi del governo di Budapest finalizzati a sostenere “l’edilizia popolare” e a ridurre “quasi a zero” i costi di “luce e gas” a carico delle famiglie. Continua a leggere

Il ricordo e la rabbia. Dopo 36 anni nessuno ha mai pagato per l’omicidio di Paolo Di Nella

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Trentasei anni fa moriva Paolo Di Nella, nel giorno del suo ventesimo compleanno. Colpito di spalle, al cranio, nella notte del 2 febbraio 1983 da due esponenti dell’Autonomia operaia (mentre affiggeva manifesti per restituire ai cittadini del suo quartiere lo spazio verde di Villa Chigi),  Paolo entra in coma per non svegliarsi più. Una morta assurda, “fuori tempo massimo”, per la quale nessuno ha mai pagato il conto con la giustizia.

Un colpo di coda

Era il 9 febbraio 1983: il sapore acre degli anni di piombo, con il suo carico di caduti dall’una e dall’altra parte, sembrava un ricordo del passato, la destra giovanile aveva mosso passi da gigante nel superamento delle contrapposizioni ideologiche, parte della sinistra cominciava a fare autocritica e il dialogo generazionale sembrava a portata di mano. Invece, quel colpo alla nuca è un balzo all’indietro imprevisto e imprevedibile. Continua a leggere

L’IRAN SPALLE AL MURO

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di Thierry Meyssan

Gli Stati Uniti si preparano a organizzare il Medio Oriente Allargato facendo a meno delle truppe. Dovrebbero riuscire, capitalizzando gli errori commessi dall’Iran negli ultimi cinque anni, a formare un’alleanza militare ebreo-sunnita contro gli sciiti, che la stampa chiama “NATO araba”. RETE VOLTAIRE | DAMASCO (SIRIA) | 5 FEBBRAIO 2019  Casa Bianca si accinge a riorganizzare nella regione i propri …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/liran-spalle-al-muro/

Da Vauro a Carla Bruni: chi sono i fans italiani dell’assassino Cesare Battisti

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cesare battisti

 Vauro, il vignettista più amato da Marco Travaglio, Carla Bruni, la moglie di Sarkozy, Paolo Cento, l’esponente romano dei Verdi, Roberto Saviano, che però smentì (anzi, ritirò il sostegno ) dopo essere finito nella lista dei fans del terrorista rosso Cesare Battisti.

Nessuno si ricorda più dell’appello per Battisti

In tanti, oggi, imbarazzati dai brindisi e dagli “schiaffi” all’Italia dell’assassino Cesare Battisti, arrestato e rilasciato subito in Brasile, preferiscono restare in silenzio. Ma in tanti, tra gli intellettuali o pseudotali, in Italia e all’estero, nelle file della sinistra, per anni hanno protetto, difeso e firmato appelli in favore di quel terrorista vile, condannato per omicidio e scappato all’estero, che con la scusa dei libri si trincera dietro una presunta persecuzione politica. Dall’alto di quattro omicidi, due diretti e due indiretti, decine di rapine e un uomo condannato a vita su una sedia a rotelle, in nome della militanza nel gruppo dei “Proletari armati per il comunismo”. Continua a leggere

Cent’anni di fascistudine

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“A decorrere dal 1°gennaio, nessun uomo o partito politico potrà dichiararsi irresponsabile dei propri errori con la scusa che c’è stato il fascismo”. Ci vorrebbe una dichiarazione del genere, come quella scritta dal poeta e scrittore socialista Giacomo Noventa per ritenere definitivamente fuori corso il fascismo, a un secolo dalla sua nascita e a tre quarti di secolo dalla sua morte.

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L’anno che spiazzò tutti

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Chi l’avrebbe mai detto, alla fine dell’anno scorso, che il 2018 sarebbe stato un anno così. Chi avrebbe mai pensato di questi tempi a un governo giallo-verde, a Di Maio al governo, a Salvini leader più amato dagli italiani e più odiato dai media (le due cose di solito vanno insieme). Chi avrebbe mai pensato al prof. avv. Conte alla guida del governo, un Signor Nessuno che traffica coi potenti della terra… E ai grillini passati dal nulla al ministero, dalla piazza al comando.

Il 2018 è stato l’anno che ha spiazzato tutti, anche coloro che volevano questa svolta. Ma era imprevisto l’esito, e soprattutto l’alleanza tra cani e gatti. Non ci sono governi in Europa che mantengono così alto il loro consenso, quasi il 60% a sei mesi dall’insediamento. Sono in gran parte governi di minoranza. Pensate a come se la passa male Macron, e la Merkel, e la May, e tutti gli altri. Per trovare un consenso popolare ancora alto dovete andare Oltreoceano, da Trump o da Bolsonaro.

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A casa di Steve Bannon: «Nella mia scuola formerò agenti del populismo»

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«Soros? Per me è un modello. Il 2019 sarà un anno straordinario per i sovranisti. Le elezioni a Bruxelles determineranno la direzione del progetto europeo. E sarà l’anno più cattivo nella politica americana dal 1858: sarà guerra di trincea qui a Washington

di Viviana Mazza, inviata a Washington

Incontriamo Steve Bannon a casa sua, la cosiddetta Breitbart Embassy, una townhouse di mattoni rossi alle spalle della Corte Suprema: ospitava il sito di destra quando ne era presidente esecutivo. Ora nella stanza ricoperta da patriottici tappeti blu a stelle bianche, l’ex stratega di Trump tiene cene e incontri: con cattolici conservatori che potrebbero finanziare i suoi nuovi progetti; con Eduardo Bolsonaro, il figlio del nuovo presidente brasiliano, e altri.
fonte – https://www.corriere.it/esteri/18_dicembre_29/a-casa-steve-bannon-nella-mia-scuola-formero-agenti-populismo-salvini-maio-ottimi-6abfc2d8-0bad-11e9-aa07-eb4c2c5595dd.shtml?refresh_ce-cp
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