Siamo all’ultima tappa rivoluzionaria per il ripudio d’ogni presenza divina?

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L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

“Per far trionfare il Regno di Dio è necessario innanzi tutto comprendere a fondo le realtà in cui siamo immersi. Il mondo non è altro che la rappresentazione di due forze in conflitto tra loro: Dio, che vuole salvare ogni uomo, e Satana, che vuole impedire tale evento e che cerca con ogni mezzo d’ingannare, fuorviare l’uomo, allontanandolo dalla Verità di Dio”

Sant’Ignazio di Loiola


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Mentre la situazione internazionale volge a gran conflitti e l’Europa cova una disgregazione sistematica, ci sarebbe da concentrarsi sulla nostra identità cristiana, nata dall’intervento di Dio in terra, che richiede un Suo Popolo.

Dove è questo popolo oggi? Non certo più a Roma.

Il fulcro della questione umana, la ragione per cui l’uomo dotato d’intelletto e volontà liberi è stato creato, è di riconoscere la Verità, per cui deve cercare il Bene, lodare il Bello; amare e rendere il culto a Dio su ogni cosa, riconoscendoLo fine ultimo della vita, a partire da questa terrena, personale e sociale.

Lo spirito avversario spinge alla relatività del bene e dell’amore a Dio, da sostituire con degli amori materiali, che cadono nell’amore dell’io e sfociano in quello dell’«altro», che dispensa ogni conversioni; spirito contrario che spinge alla relatività della Giustizia di Dio, da sostituire con un amore profano che non converte, ma degrada.

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Il fascismo è l’ossessione di chi non sa vivere senza nemici e rancore

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di Marcello Veneziani

Il fascismo è l'ossessione di chi non sa vivere senza nemici e rancore

Fonte: Marcello Veneziani

Sul grottesco parapiglia in cui si è arenata la discussione parlamentare sul reato di apologia di fascismo abbiamo chiesto un parere a Marcello Veneziani, un intellettuale abituato a pensare oltre i meri spot ornamentali, elettorali.

La proposta di legge di Fiano e del suo partito di mandare al carcere chi vende gadget fascisti o divulga in rete immagini del Duce nasconde una insana nostalgia verso le ideologie. Nelle pagine di Storia non ci sono innocenti e non si possono eleggere «giusti» per legge. Lei come la pensa?

«C’è innanzitutto qualcosa di sproporzionato, di mostruoso, nel demonizzare per 72 anni (e non è finita) un’esperienza che è durata poco più di venti. C’è poi una ricerca ossessiva di rassicurazioni identitarie per rianimare la sinistra dispersa: l’antifascismo funziona in questo senso da sala rianimazione, restituisce un nemico assoluto a un’area che non sa vivere senza un rancore verso qualcuno (Berlusconi, la destra, il populismo) e appena ne declina uno, bisogna rimettere in piedi l’Eterno Fascismo (Ur-fascismo diceva Eco). E non si distingue più tra il neofascismo politico di una volta e il folclore, il vintage, la civetteria di esibire cimeli fascisti che non hanno alcuna ricaduta politica, ma solo sentimentale e commerciale. Cominciai a seguire la politica nei primi anni Settanta. Da allora ciclicamente ma ininterrottamente, sento parlare di un imminente pericolo fascista che serpeggia nella società. Una leggenda metropolitana che serve per rianimare la mobilitazione antifascista».

Perché fa così paura il Ventennio? Perché non studiamo a dovere cosa è stato il fascismo? A proposito, cosa è stato?

«Il fascismo non si può ridurre solo a qualcosa di criminale. Non lo farei neanche per il comunismo che per estensione, durata, vicinanza temporale, numero di vittime (in tempo di pace, si badi bene) ha prodotto crimini inarrivabili. C’è poi da chiedersi perché ancora tanta gente ha un giudizio positivo del fascismo. Non si può ricordare del fascismo la violenza, la guerra, la persecuzione razziale (che riguarda il nazismo e solo di riflesso, in modo infame e caricaturale l’ultima fase del fascismo) dimenticando le opere realizzate, la tutela sociale, l’integrazione nazionale, i passi da gigante compiuti dall’Italia nel segno della modernizzazione, la forte passione ideale e civile, il consenso… Durante il fascismo gli italiani ebbero in assoluto il maggior attaccamento allo Stato e maggior fiducia nelle istituzioni, e potrei continuare. Il fascismo fu una rivoluzione conservatrice che modernizzò il paese nel nome di valori e primati tradizionali, cercando di accordare l’avvenire del socialismo con l’eredità della nazione».

Perché, poi, simili posizioni non si esprimono nei riguardi dell’apologia del comunismo o dell’islamismo, a questo punto?

«Il paradosso è che questa ennesima ondata contro il fascismo sorge nell’anno in cui ricorrono i cent’anni dalla Rivoluzione bolscevica. Sul piano storico, è il comunismo il tema di quest’anno, la sua parabola, i suoi orrori, la stretta linea di continuità tra Lenin e Stalin, il fallimento di ogni comunismo in ogni paese e in ogni tempo, i residui tossici che sono rimasti, il passaggio dal Pc al Pd, nel senso del politically correct, il comunismo dei nostri anni. Invece il comunismo è totalmente rimosso, confinato in una dimenticata antichità, salvo qualche reperto mitico, come il Che o da noi come Gramsci e Berlinguer. Gli unici miti spendibili perché sono due comunisti che (per fortuna) non andarono al potere. Come diceva Gomez Davila, gli unici comunisti da rispettare sono quelli che non sono andati al potere».

Le manganellate contro l’apologia di fascismo ricordano simili punizioni inflitte a personaggi ritenuti scomodi. La cultura è ancora strumentalizzata per puri fini di partito ed elettorali?

«La cultura strumentalizzata rientrava ancora in una fase eroica in cui si riteneva che annettersi un autore o condannarne un altro avesse un’incidenza effettiva, e un significato. Oggi la cultura è considerata una zavorra molesta e obsoleta, irrilevante. E nei confronti degli intellettuali non riconducibili alla dominazione corrente non si pratica più la denuncia e la demonizzazione ma, peggio, il silenzio, la finzione d’inesistenza, la non considerazione come autori e scrittori. Non potendo più eliminare fisicamente il dissidente o il nemico, come accadeva ai tempi di Florenskij e di Gentile, lo si elimina moralmente, si certifica con il silenzio la sua morte civile…».

La Boldrini ha dichiarato che i monumenti fascisti urtano la sensibilità dei partigiani. Non ci resta che distruggere i monumenti e l’arte fascista, giusto?

«Se dovessimo realizzare il proposito della Boldrini dovremmo dichiarare inagibili quasi tutte le città italiane. Ovunque c’è l’impronta del fascismo e persino nelle zone rase al suolo dal sisma hanno resistito solo gli edifici fascisti. Se non c’è riuscito un terremoto ad abbatterli, figuriamoci se ci riesce un coccodè, sia pure isterico».

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L’UE ci scarica i migranti. Ennesima umiliazione al vertice di Tallinn

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di Andrea Terrenzio

L’UE ci scarica i migranti. Ennesima umiliazione al vertice di Tallinn

Fonte: Conflitti e Strategie

L’Italia e’ sola nella gestione dell’emergenza migranti. Nell’incontro informale tenutosi in Estonia, l’Italia riceve solo frasi di solidarieta’ astratta che si risolvono con un nulla di fatto. Lo stivale e’ ridotto a campo profughi d’Europa.

Pochi giorni fa anche il Presidente francese Macron aveva rinnovato l’impegno formale nella regolazione dei flussi, con la disponibilita’ ad accogliere solo i rifugiati di guerra e di fatto chiudendo le porte al resto dei migranti al confine con Ventimiglia. Continua a leggere

La NATO ingloba anche l’Ucraina. E niente aiuti alla Siria liberata

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di Maurizio Blondet

La NATO ingloba anche l’Ucraina. E niente aiuti alla Siria liberata

Fonte: Maurizio Blondet

Lunedì 10 luglio il segretario della NATO, Jens Stoltenberg, ha terminato la visita di due giorni in Ucraina dove ha reiterato  il fermo sostegno pilitico dell’Alleanza in favore dell’Ucraina”.  Stoltenberg ha accusato Mosca di non rispettare gli accordi di Minsk2. Ha  chiesto imperiosamente alla Russia di evacuare dal  Donbass le “migliaia di soldati”  che secondo lui (e Kiev)    sono  lì a  combattere, facendo finta di essere  i ribelli del Donbass.

Soldati invisibili. E’ la ripetizione di un’accusa ripetuta dall’inizio della tragedia ucraina. Essa è puramente e semplicemente falsa.   Lo ha ammesso persino il “vice-ministro dei Territori occupati e degli sfollati interni” Georgi Tuka, ossia un elemento del governo di Kiev. In una intervista al periodico Apostrof,  pieno di minacce a Putin e di rodomontate, costui ammette: “Nonostante tutti i nostri sforzi, non possiamo provare per ora in modo giuridicamente chiaro la presenza dell’armata regolare russa nel  Donbass”. https://apostrophe.ua/article/politics/government/2017-07-10/putin-uje-ne-parnishka-ego-budut-sudit-posmertno—georgiy-tuka/13319 Continua a leggere

L’ “arcivescovo” di Strasburgo: “I figli dei migranti musulmani sostituiscono il popolo europeo”

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Luc Ravel, arcivescovo di Strasburgo al giornale alsaziano Dernières Nouvelles d’Alsace: “Molti musulmani in Europa dicono con molta calma e tranquillità che un giorno l’Europa sarà tutta nelle loro mani!”

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L’arcivescovo di Strasburgo sfida il politicamente corretto. “È in corso la ‘Grande Sostituzione’ dei popoli! Molti musulmani in Europa dicono con molta calma e tranquillità che un giorno l’Europa sarà tutta nelle loro mani!”, dichiara Luc Ravel, l’arcivescovo di Strasburgo al giornale alsaziano Dernières Nouvelles d’Alsace.

“Gli immigrati musulmani hanno un altissimo tasso di natalità mentre noi europei non facciamo più figli”, continua l’alto prelato. “Dobbiamo considerare anche il fatto che in Europa l’aborto, non è più solo permesso, ma addirittura incoraggiato! E questo lo dico non per una questione di fede ma perché amo la Francia!”, conclude la più alta carica religiosa di Strasburgo.

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Verona e gender: il neo-sindaco Sboarina conferma il programma elettorale

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DDUkda_XYAA8ti0Nel programma elettorale del neo sindaco si parla di “ritiro dalle biblioteche e dalle scuole comunali o convenzionate (nidi compresi) dei libri e delle pubblicazioni che promuovono l’equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso”

La notizia che nel programma elettorale di Federico Sboarina ci fosse un punto che annunciava “il ritiro dalle biblioteche e dalle scuole comunali o convenzionate (nidi compresi) dei libri e delle pubblicazioni che promuovono l’equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso” ha suscitato un vespaio di polemiche ed ha spaccato a metà l’opinione pubblica. Continua a leggere

Gay Pride, a Tursi cambia tutto la giunta Bucci non ci sarà

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Segnalazione di Raimondo Gatto

La nuova amministrazione non darà più il patrocinio all’evento Sabato in corteo ci sarà invece l’ex assessora ai Diritti Elena Fiorini

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