Elite Finanziaria ed il controllo globale

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di Luciano Lago

Elite Finanziaria ed il controllo globale

Fonte: controinformazione

di Luciano Lago

Come altre volte abbiamo scritto, il processo di globalizzazione economica ha favorito negli ultimi decenni l’ascesa al potere di una elite finanziaria transnazionale che ha acquisito un potere di controllo di fatto sul sistema economico mondiale tramite il monopolio degli strumenti finanziari ed la supervisione sui principali organismi transnazionali che svolgono la funzione di regolatori dei mercati dei capitali e dei principali indici finanziari.

Si tratta del Fondo Monetario Internazionale, della Banca mondiale, del potentissimo WTO (commercio internazionale), della Banca dei Regolamenti Internazionali ( che rappresenta il vertice del cartello bancario delle Banche Centrali, un istituto che controlla l’offerta di moneta in tutto il globo), dell’ONU e delle sue più importanti agenzie, della Goldman Sachs e delle più importanti banche d’affari (dalla JP Morgan alla Black Rock, Morgan Stanley, Credit Suisse, ecc..). Continua a leggere

La strategia dell’isteria

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di Gianni Petrosillo

La strategia dell'isteria

Fonte: Conflitti e strategie

La strategia dell’isteria con la quale i politicamente corretti sperano di mantenersi in sella, distillando odio puro, senza distinzioni di razza, sesso e religione, ma lamentando l’immaginaria riacutizzazione delle discriminazioni xenofobe, di genere e di fede, procurerà tanti danni all’Italia ma, forse, riuscirà a risvegliare dal fondo dell’abisso forze devastanti che verranno finalmente a spazzare via simili demoni dostoevskiani, con il loro armamentario ideologico pestilenziale. Quando si sarà fatta piazza pulita dei laidi buonisti di ogni colore politico, con persecuzioni, torture e altri episodi estremi di vendetta e di rabbia, la ragione tornerà a rischiararsi convogliando le energie in eccesso in una saggia e assennata opera di ricostruzione della società. Ma prima di quel momento, dovranno scorrere abbondanti fiumi di sangue perché siamo circondati da una massa enorme di zozzoni senza coscienza e senza pietà che sta avvelenando un’intera epoca storica. Il fascismo non c’entra niente con le spontanee reazioni della gente alle umiliazioni subite a causa delle iniziative di una classe dirigente immonda e asservita ai peggiori cliché dell’odierna decadenza. Di fronte a questo scempio, dovremmo pure stare zitti secondo lorsignori. Non possiamo pronunciare la nazionalità di chi commette atti di violenza, non possiamo indicare la sua chiesa, pur se in nome di essa è stata compiuta una strage, non possiamo specificare il sesso per non urtare l’apparato genitale di nessuno. Nel far questo, però, possiamo benissimo violentare il cervello, l’unico organo che non trova più difensori. Continua a leggere

Perché la sinistra liberal si è imposta di non guardare mai “indietro”

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di Diego Fusaro

Perché la sinistra liberal si è imposta di non guardare mai “indietro”

Fonte: Tempi

Dal Sessantotto, il capitale opera in vista dell’integrale desimbolizzazione e, dunque, con le categorie di Carl Schmitt, della “neutralizzazione” (Neutralisierung) di ogni risorsa di senso che non sia quella economica concorrenziale. Sancendo l’illegittimità di tutte le figure dell’autorità (etica borghese, legame religioso, figura del padre, vincoli della tradizione), delegittima le ultime isole di resistenza all’“onnimercificazione” (Serge Latouche), e, per questa via, favorisce il compimento del nichilismo della società del mercato, in cui l’unico valore è quello di scambio e il solo simbolo superstite è il denaro: l’argent n’a pas de maître. Continua a leggere

Invito: “Diplomazia nella steppa: il Kazakhstan tra Onu e crisi siriana”

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isagSu invito dell’ Istituto IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie)

La S.V. è invitata al convegno Diplomazia nella steppa: il Kazakhstan tra Onu e crisi siriana, che si terrà venerdì 15 settembre p.v., dalle ore 17, presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto (Camera dei Deputati), sito in Via del Seminario 76, Roma.

Vi invitiamo a consultare la locandina: 2017.09.15-diplomazia_steppa per la presentazione e il programma completo del convegno, organizzato dall’IsAG per celebrare i 25 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Kazakhstan.

Per partecipare è richiesta l’iscrizione tramite il seguente modulo online (cliccare qui).

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Lidl costretta alla retromarcia dalle proteste. Aveva tolto le croci cristiane per ingraziarsi gli islamici

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Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Non era una follia del politicamente corretto, ma il frutto di una strategia commerciale che dopo le proteste dei cittadini europei ha fatto radicalmente cambiare rotta alla Lidl, tra i principale leader europeo della vendita al dettaglio.

Lo conferma a La Verità la stessa Lidl Italia che ha ammesso l’«errore» del gruppo. Lidl aveva manipolato sui suoi prodotti le foto raffiguranti la chiesa ortodossa di Anastasis a Santorini, in Grecia, cancellandone la croce cristiana sulla cupola e le croci sulle cupole circostanti…

leggi tutta l’inchiesta di Antonio Amorosi in prima pagina e a pag 8 de La Verità del 7 settembre in edicola. Presto on line Continua a leggere

Preoccupazione per le violazioni dello Statu quo nel caso «Jaffa Gate»

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DICHIARAZIONE – Di seguito riportiamo la dichiarazione dei Capi delle Chiese di Gerusalemme riguardo alle violazioni dello Statu quo per il caso «Jaffa Gate», che minacciano l’integrità di Gerusalemme e il benessere delle comunità cristiane della Terra Santa.

Dichiarazione congiunta dei Patriarchi e dei Capi delle Chiese di Gerusalemme

«Imparate a fare il bene: ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso» (Isaia 1, 17)

Nel luglio del 2017, noi Capi delle Chiese di Gerusalemme siamo stati obbligati a rilasciare un comunicato stampa sulle violazioni dello Statu quo che regola i Luoghi Santi e garantisce i diritti e i privilegi delle Chiese. Lo Status quo è universalmente riconosciuto dalle autorità religiose e dai governi, ed è sempre stato sostenuto dalle autorità civili della nostra regione. Continua a leggere

Sradicati, dunque, integrati

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di Sebastiano Caputo

Sradicati, dunque, integrati

Fonte: L’intellettuale dissidente

In Italia è sempre più difficile parlare liberamente dello stupro di Rimini a causa della bipolarizzazione dell’informazione: se da una parta la stampa “progressiva” omette vergognosamente la notizia, quella più critica scivola nella confusione per eccesso di foga. Unirsi al linciaggio mediatico serve a poco, piuttosto risulta interessante inserire il profilo di Guerlin Butungu, 20 anni, nel quadro dell’intera vicenda. Chi scrive questo articolo non si indigna per convenienza, non crede alla favola della “criminalità importata dagli immigrati”, tantomeno all’inferiorità morale dei popoli africani e mediorientali, tuttavia la storia personale del richiedente di asilo congolese è troppo rivelatrice, nella sua dimensione sociologica, per essere ignorata. Sbarcato a Lampedusa nel 2015, quasi maggiorenne, aveva ottenuto il permesso per motivi umanitari e si è ritrovato nella provincia di Pesaro-Urbino, probabilmente in una struttura di accoglienza. Non si misura una persona sui social network ma degli indizi possono aiutare a comprendere la percezione dell’Occidente di un giovane africano cresciuto in una società primitiva e tradizionale (nessun riferimento all’arretratezza del Congo, qui si sottintende il rapporto con la modernità) ritrovatosi ai margini della penisola italiana. Continua a leggere

“Profughi” con “nuovi italiani”: lo stupro di Rimini dice che l’integrazione non esiste

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di Adriano Scianca 

“Profughi” con “nuovi italiani”: lo stupro di Rimini dice che l’integrazione non esiste

Fonte: Primatonazionale

Davvero emblematico, il branco accusato di aver commesso gli atroci stupri di Rimini. Sociologicamente, il gruppetto è interessante anche a prescindere dalle eventuali responsabilità (Butungu, quello indicato come il capo della combriccola, al momento nega ogni addebito circa la violenza, ma ha ammesso di essere amico degli altri tre, che invece sono rei confessi). Nel quadretto decadente vediamo plasticamente rappresentato il fallimento dell’integrazione e di qualsiasi discorso buonista sull’immigrazione.  Nel gruppo, infatti, c’erano degli aspiranti “nuovi italiani”, marocchini e nigeriani nati e cresciuti qui, quindi potenziali destinatari della legge sullo ius soli in discussione alle Camere, ma anche un “rifugiato” congolese fresco di sbarco. Butungu è infatti arrivato a Lampedusa nel 2015 ed era in permesso di soggiorno fino al 2018 per motivi umanitari. Continua a leggere

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