“Sequestro di persona”. La voglia dei pm di processare Salvini

Condividi su:

Le toghe come Saviano. Il leghista: fate pure Scontro con Fico: «Vuole fare lui il ministro?»

di Patricia Tagliaferri

La Procura di Agrigento valuta se ipotizzare contro ignoti il reato di sequestro di persona per la vicenda dei 177 migranti ostaggio della Diciotti a Catania.

Ma Salvini non arretra di un millimetro. Anzi, contrattacca: «Sono qua, non sono un ignoto. Mi chiamo Matteo Salvini, sono ministro dell’Interno e sono stufo di vedere finti profughi in Italia. Gli sbarchi si sono ridotti di 32mila da quando sono al ministero, ma non mi basta. Le Ong hanno capito che per i taxisti del mare non è più aria. Ho le spalle larghe e penso di avere il sostegno della maggior parte degli italiani e degli immigrati regolari. Indagatemi, processatemi».

Salvini parla con una diretta Facebook, autorizza i 29 bambini a bordo a scendere a terra, ma gli altri no, tutti dentro, almeno finché l’Europa non batterà un colpo. Anche il premier Giuseppe Conte si allinea, chiama in causa la Ue, accusandola di aver «abbandonato a se stessa l’Italia» e chiedendo una «risposta forte e chiara». Sul caso della Diciotti è ormai scontro aperto. Non solo tra Matteo Salvini e Roberto Saviano, che continuano a battibeccare pesantemente via Twitter, ma anche all’interno della stessa maggioranza. Perché se da una parte il ministro dell’Interno non mostra alcun cedimento, il presidente della Camera Roberto Fico si smarca. «I migranti devono poter sbarcare», twitta, segnando di fatto una frattura con l’alleato di governo, che gli suggerisce di limitarsi a fare il presidente della Camera: «Il ministro dell’Interno sono io», ribatte. Ma gli attacchi più pesanti al numero uno del Viminale arrivano dall’autore di Gomorra, che lo apostrofa come «ministro della Mala Vita». «Ha giurato sulla Costituzione – scrive Saviano – e se la viola in maniera palese come sta facendo con la nave Diciotti non è più politica ma eversione». Continua a leggere

La Spagna “rossa” spara sui migranti a Ceuta

Condividi su:

Segnalazione di F.F.

di Roberto Pellegrino

Non sono ancora le 9 di mercoledì mattina, quando nella zona nord del confine marocchino, blindatissimo, che divide l’Europa dall’Africa, si materializzano circa 200 migranti provenienti dalla zona più povera del continente, quella subsahariana.

L’obiettivo è di scalare, sfondare, penetrare i sedici metri di filo spinato delle barricate che proteggono per un perimetro di 8 chilometri Ceuta. Per questa ondata di disperati, oltrepassare il muro controllato da 800 agenti della Guardia Civil, da decine di vedette con cecchini armati, significa ottenere lo status di rifugiato o, se va male, il rimpatrio forzato. Alla fine il bollettino è di guerra: sette agenti di polizia feriti, mentre i migranti hanno avuto la peggio. A decine sono precipitati dalla rete, respinti dai potenti getti d’acqua e proiettili di gomma.

http://m.ilgiornale.it/news/2018/08/23/la-spagna-rossa-spara-sui-migranti-a-ceuta/1567298/ Continua a leggere

Orribile presentimento: Ponte Morandi non sarà ricostruito e Salvini in galera…

Condividi su:
Ho un orribile presentimento: nessuno ricostruirà il Ponte Morandi. E Salvini in galera.

Ho un orribile presentimento: nessuno ricostruirà il Ponte Morandi. E Salvini in galera.

Allora,  sunteggiamo le iniziative della magistratura. Il pm di Agrigento sale sulla Diciotti e apre un fascicolo “contro ignoti” per “sequestro di persona”. Ha di mira Salvini, ovviamente. Pm di Genova: manda la Finanza  negli uffici di Autostrade a sequestrat “computer e telefonini” della dirigenza. Otto giorni dopo il collasso del Ponte Morandi. Dicesi otto giorni. Tanto tanto tempo per …

Leggi tutto.

Continua a leggere

Il capitalismo ci sta uccidendo?

Condividi su:

di Paul Craig Roberts

Il capitalismo ci sta uccidendo?

Fonte: Comedonchisciotte

Alcuni economisti ad indirizzo ecologista, come Herman E. Daly, sostengono che i costi esterni correlati all’inquinamento e al depauperamento delle risorse mondiali non vengono presi in considerazione dal prodotto interno lordo, per cui  non possiamo sapere se un aumento del PIL è, in realtà, un guadagno o una perdita.

I costi esterni sono enormi ed in crescita costante. Da che mondo è mondo, le multinazionali manifatturiere e industriali, quelle del comparto agroalimentare, i sistemi fognari cittadini, ed altri colpevoli hanno fatto pagare ai terzi i costi delle loro attività nocive per l’ambiente. Recentemente ci sono state numerossime segnalazioni, molte delle quali centrate sul Roundup della Monsanto, il cui principale componente, il glifosato, è ritenuto cancerogeno.

Un’organizzazione volta alla salvaguardia della salute pubblica, l’Environmental Working Group, ha riferito di recente che i suoi test hanno evidenziato la presenza di glifosato in 43 su 45 tipi di alimenti per la prima colazione dei bambini, comprendenti muesli, fiocchi d’avena e merendine prodotte da Quake, Kellog e General Mills. LINK.

In Brasile si è scoperto che l’83% del latte materno contiene glifosato. LINK.

L’Istituto per l’Ambiente di Monaco ((Umweltinstitut München) ha riferito che 14 delle marche di birra tedesche più vendute contengono glifosato. LINK.

Il glifosato è stato trovato nelle urine dei contadini messicani e nelle falde acquifere messicane. LINK.

Secondo Scientific American, “anche i composti inerti del Roundup sono in grado di uccidere le cellule umane, in modo particolare quelle embrionali, placentari e del cordone ombelicale.” LINK.

Un tossicologo tedesco ha accusato di frode scientifica l’Istituto Federale Tedesco per la Valutazione del Rischio (Bundesinstitut für Risikobewertung) e l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (European Food Safety Authority – EFSA) per aver accettato la tesi di un gruppo di lavoro gestito dalla Monsanto sulla non-cancerogenicità del glifosato. LINK. Continua a leggere

La trincea anti-America di Salvini

Condividi su:

La trincea anti-America di Salvinidi Massimo Fini

Fonte: Massimo Fini

La cosa sta diventando preoccupante. Sempre più spesso ci tocca essere d’accordo con Matteo Salvini, che certamente ha il vizio di intromettersi un po’ in tutto ma ha una velocità di reazione che costringe il più pavido Di Maio ad arrancare per inseguirlo facendo la figura di un terzino sprovveduto davanti al miglior Leo Messi.

Ha ragione Salvini quando di fronte all’attacco del Wall Street Journal che prospetta un collasso dell’Italia a causa dell’incapacità del suo governo “populista” e alle minacciose proiezioni dell’agenzia di rating Moody’s e della multinazionale massmediatica Bloomberg, entrambe americane, che sembrano avere una gran voglia di declassarci, si aspetta dopo la presentazione della legge di Bilancio una tempesta sull’Italia da parte dei cosiddetti ‘mercati’, vale a dire della finanza internazionale ampiamente controllata dagli Usa, per abbattere l’odiato governo giallo-verde. Che ha la grave colpa di aver fatto rialzare all’Italia un po’ la testa.

Ci convince un po’ meno Matteo Salvini quando eccede nelle sue esibizioni muscolari: “noi non arretreremo di un millimetro”. I precedenti italiani, soprattutto da parte di quel mondo cui Salvini più o meno consciamente si ispira, non sono incoraggianti. Benito Mussolini, che oltretutto aveva una statura politica e intellettuale di fronte alla quale Salvini è un nano, dichiarò petto in fuori: “fermeremo gli americani sul bagnasciuga”. E gli americani, con un appoggio della Mafia che avremmo pagato a caro prezzo e che ancora stiamo pagando, in due giorni si presero la Sicilia. “Spezzeremo le reni alla Grecia” disse il Duce e dovette intervenire la Wehrmacht per salvarci da un disastro militare (sia detto di passata: Mussolini è stato involontariamente il miglior alleato degli Alleati, con gli sprovveduti interventi in Grecia e, ancor più, con quello in Nord Africa che Hitler assolutamente non voleva avendo altri fronti, più importanti, da coprire).

Quello di cui Salvini sembra non rendersi conto è che l’attacco all’Italia da parte degli americani, nonostante costoro e i loro amici tentino di far credere il contrario, fa parte del più generale attacco yankee all’Europa. Salvini deve quindi mettersi d’accordo con se stesso: non si può essere contemporaneamente antiamericani e antieuropeisti, perché un’Europa unita è l’unico baluardo alle prepotenze americane. Che è la politica che segue, sia pur con le obbligate prudenze, Angela Merkel. Visto che girovaga un po’ dappertutto Salvini vada al più presto a incontrare Angela, non con il cappello in mano ma mettendosi, questa volta, doverosamente sull’attenti davanti all’unico uomo di Stato europeo. Continua a leggere

Italia sfida la Ue con piano Marshall da 82 miliardi

Condividi su:

Italia sfida la Ue con piano Marshall da 82 miliardiSegnalazione Wall Street Italia

Dopo il collasso del Ponte Morandi, che ha provocato la morte di almeno 43 persone, il governo Conte ha elaborato un maxi piano di investimenti da 82 miliardi per rinnovare le infrastrutture italiane.

Poco dopo il crollo del viadotto dell’A10 a Genova, il ministro dell’Interno Matteo Salvini, leader della Lega, ha attribuito la responsabilità della catastrofe alle politiche di austerity imposte dall’Ue.

Da lì nasce l’idea del governo giallo verde: investire tutti i soldi necessari per assicurare la sicurezza delle strade, delle ferrovie, delle scuole, degli ospedali, a prescindere dai limiti dei vincoli di bilancio giudicati “folli” da Salvini e da altri esponenti euro scettici della maggioranza.

Allo stesso tempo l’UE ha negato qualsiasi colpevolezza, ricordando che la Commissione europea aveva anzi assegnato 2,5 miliardi di euro di sovvenzioni all’Italia tra il 2014 e il 2020 nel quadro del piano Juncker volto proprio a finanziare i lavori di miglioramento delle infrastrutture o di creazione di nuove strutture.

Un progetto di investimenti da 82  miliardi di euro

Dopo la tragedia di Genova il ministro delle Finanze Giovanni Tria, che finora si è mostrato relativamente accondiscendente nei confronti all’Europa, ha citato la cosiddetta “regola d’oro” cara all’ex premier Gordon Brown e esortato le autorità nazionali e i suoi colleghi a mettere in piedi un piano ambizioso di rinnovamento del sistema dei trasporti e delle infrastrutture del paese, senza occuparsi del deficit di bilancio italiano.

Ricorrendo alla regola d’oro il governo si autorizza momentaneamente a oltrepassare i vincoli di bilancio, ma circoscritti a delle spese di investimenti. La coalizione italiana vuole riprendere in mano il progetto del governo precedente guidato dal premier Gentiloni, che prevedeva per l’appunto 82 miliardi di euro di investimenti a lungo termine.

Ma non si conosce ancora la strategia del governo per poter affrontare tali spese ingenti.

Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/italia-sfida-ue-con-piano-marshall-da-82-miliardi/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+WallStreetItalia&utm_content=23-08-2018+italia-sfida-la-ue-con-piano-marshall-da-82-miliardi+primo-piano

Continua a leggere

La Fedeli sarà “erede” di Marchionne” nel Cda della Fondazione Agnelli

Condividi su:

Segnalazione di F.F.

Valeria Fedeli, ex ministro dell’Istruzione, dovrebbe sedere nel Cda della Fondazione Agnelli. La decisione presa prima della morte di Marchionne

di Claudio Cartaldo

La decisione di John Elkann è arrivata. O almeno così semmbra. Secondo quanto scrive Franco Bechis su il Tempo, infatti, Fca avrebbe scelto Valeria Fedeli come membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Agnelli.

L’ex ministro dell’istruzione, dunque, diventerà – se confermato – l’erede nel Cda di Sergio Marchionne, venuto a mancare lo scorso luglio in maniera del tutto improvvisa. Da quando il Ceo di Fiat Chrysler è morto, nel Cda della fondazione ra rimasto vacante un posto. E secondo Bechis sarà l’ex ministro Fedeli a occupare la poltrona.

Il Cda, ad oggi, è formato dalla vicepresidente Tiziana Nasi, da Anna Agnelli, da Tancredi Campello della Spina e da Gianluigi Gabetti. Poi ci sono anche Giorgio Barba Navaretti, Francesco Profumo e Salvatore Rossi.

Secondo quanto scrive Bechis, l’ingresso della Fedeli sarebbe stato deciso però prima del decesso dell’ex ad di Fca. Tanto che il 19 giugno, quindi ben prima delle drammtiche notizie arrivate dalla clinica in Svizzera, l’ex ministra aveva scritto all’Autorità antitrust “chiedendo se quell’incarico che le era stato prospettato a Torino fosse incompatibile o meno con il suo essere stata ministro dell’Istruzione fino a poche settimane prima secondo la legge sul conflitto di interessi (che stabilisce alcuni divieti per almeno un anno dalla cessazione dalla carica pubblica)”. Secondo quanto scrive Bechis, sarebbe arrivato dall’Antitrust il via libera.

Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2018/08/23/la-fedeli-sara-erede-di-marchionne-nel-cda-della-fondazione-agnelli/1567402/ Continua a leggere

L’immigrazionismo dettato dalla Massoneria esoterica

Condividi su:

Segnalazione Corrispondenza Romana

di Fabio Cancelli

A Lecce il 24 novembre 2017 si è tenuta la Tavola Rotonda sul tema “Dall’immigrazione all’accoglienza passando per lo Ius Soli”, promossa dall’Ispettorato Regionale di Puglia e Lucania della Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato (RSAA) di “Palazzo Giustiniani” (Roma).

Si tratta del Rito Scozzese composto da Maestri Massoni del Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani (GOI). La Tavola Rotonda ha avuto il patrocinio della Provincia e del Comune di Lecce e della Camera Capitolare (cioè, in gergo massonico, la Loggia del 18° grado) “Giosué Carducci” di Lecce. All’evento hanno preso parte anche Leo Taroni, l’on. Federico Massa del PD, il giornalista Alessandro Cecchi Paone (omosessuale dichiarato, http://pernientecandida.corriere.it/2016/05/23/cecchi-paone-e-il-tg4-fede-mi-odia-pannella-mi-amava/?refresh_ce-cp, massone del GOI, sostenitore di matrimoni omosessuali e unioni civili: https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Cecchi_Paone).

Chi è Leo Taroni ? Imprenditore, iniziato massone nel 1970 nella loggia Dante Alighieri del GOI di Ravenna. Dal 2005 è 33° grado del RSAA, dal 2015 è Sovrano Gran Commendatore del RSAA di Palazzo Giustiniani e Presidente della Confederazione dei Supremi Consigli Europei del RSAA. Al seguente link c’è il ricco curriculum massonico di Leo Taroni: http://www.iskrae.eu/leo-taroni-luomo-dalle-mille-cariche-massoniche/. Illuminante è stato il discorso di Leo Taroni 33° a quella Tavola Rotonda, riportato sul website del RSAA: “Accoglienza: una scelta dettata dall’intelletto”: http://www.ritoscozzese.it/accoglienza-scelta-dettata-dallintelletto/

Il Capo del RSAA di Palazzo Giustiniani traccia una breve storia dell’immigrazione, dall’antichità fino ai nostri giorni. L’immigrazione è da lui ritenuta «un fenomeno fisiologico sovente legato all’evolversi della natura che ci circonda». Dunque un qualcosa di necessario, legato all’evoluzione… Le ragioni dell’immigrazione sono varie: accresciute esigenze alimentari, mutazioni climatiche, guerre. Continua a leggere

Giorgetti: “Rivedere le concessioni, da telefoni a tv”. Panico Berlusconi

Condividi su:

Giorgetti: "Rivedere le concessioni, da telefoni a tv". Panico BerlusconiChissà che cosa avrà pensato Silvio Berlusconi leggendo le parole di Giancarlo Giorgetti. “Nazionalizzare? Io credo sia necessario discutere seriamente di quel che vogliamo fare dei veri beni dello Stato”. Il sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio. intervistato dal Corriere della Sera, vuole “aprire la discussione sul modo in cui cio’ che e’ oggetto di concessione possa restituire il massimo bene ai cittadini”. Sulla possibilita’ di nazionalizzare o meno le autostrade italiane, Giorgetti afferma che “al momento parlarne e’ assolutamente prematuro. In concreto, bisogna verificare l’esito della procedura di annullamento della concessione alla societa’ Autostrade. A quel punto si puo’ decidere con qualche indicazione in piu’. O si puo’ anche fare un’altra gara per vedere le condizioni che puoi spuntare”.

“Non ci sono tabu’ – aggiunge – L’autostrada del Brennero (A22) sara’ gestita in house, in deroga alla norma europea. Il punto e’ valutare bene, caso per caso. Il tutto Stato non e’ buono, ma neanche il tutto privato. Credo che valga per ogni bene dello Stato: i beni veri dello Stato non sono gli immobili di cui si parla sempre. Sono le concessioni: quanto prende lo Stato dall’acqua minerale che compriamo a 2 euro a bottiglia? Quanto dal metano sotto terra o dalle concessioni televisive? Quanto dall’etere in cui viaggia il segnale dei telefonini? Io credo che lo Stato debba fare periodiche valutazioni. E poi, scegliere per il meglio”. “Di certo – prosegue – ora dobbiamo fare un ragionamento sulle concessioni in scadenza o scadute”. E sul fatto che anche la Lega aveva votato il decreto ‘salva Benetton’ del 2008, il sottosegretario commenta: “Ma non lo so… io ho scoperto giusto oggi che nemmeno ero presente alla votazione…”.

Fonte: http://www.affaritaliani.it/politica/giorgetti-rivedere-le-concessioni-da-telefoni-a-tv-panico-berlusconi-556440.html Continua a leggere

E’ moro Uri Avnery, l’israelita ottimista che aveva giocato a scacchi con Arafat

Condividi su:

di ROBERT FISK
www.independent.co.uk 

Mi è sembrato in qualche modo giusto che la prima notizia della dipartita di Uri Avnery mi sia arrivata da uno dei più convinti nemici di Israele, il leader dei Drusi libanesi Walid Jumblatt. Una leggenda che reca tristi nuove di un’altra leggenda, un socialista che si prepara a portare il lutto per un compagno socialista, che esprime le proprie condoglianze per il novantaquattrenne filosofo politico israeliano. Lo stesso filosofo che, un tempo, era stato uno scolaro ebreo tedesco, Helmut Ostermann, che si era rifiutato di fare a scuola il saluto nazista ad Hitler, ma che era diventato, secondo il messaggio che avevo ricevuto da Jumblatt, “una mente assolutamente indispensabile per la comprensione del fascismo, il più grande fattore di distruzione del 20° secolo.” Parole di Jumblatt. “Avnery,” aveva poi aggiunto [Jumblatt], “aveva anche capito il significato del Sionismo, un’altra ignobile teoria basata sull’apartheid, nient’altro che una derivazione del fascismo.”

Uri Avnery ha avuto un gravissimo infarto durante il fine settimana ed è morto lunedi mattina. Si considerava un Sionista, o almeno un credente in un’Israele di sinistra, coraggiosa ma umile “faro di luce fra le nazioni,” un tipo di nazione a cui, nei nostri cuori, piacerebbe credere. Era fra quegli Israeliani che noi, liberali dal cuore tenero, ci affrettavamo ad andare a trovare appena arrivavamo in Israele, perché dicevano quello che noi volevamo sentire. Continua a leggere

1 125 126 127 128 129 130 131 576