Attenzione per la prima volta al via Grande fratello fiscale
Segnalazione di Antonio Amorosi
Tasse, al via Grande fratello fiscale Per le società, per i C/c di persone…
Segnalazione di Antonio Amorosi
Tasse, al via Grande fratello fiscale Per le società, per i C/c di persone…
Segnalazione Breitbart
.@JeffreyToobin on President Trump blasting AG Sessions over indictments of GOP congressmen: “This tweet alone may be an impeachable offense. This is such a disgrace.” https://cnn.it/2PDv0nP
Tuesday on CNN’s “New Day,” network legal analyst Jeffrey Toobin reacted to President Donald Trump’s Monday tweet that blasted Attorney General Jeff Sessions for indicting GOP Congressmen California Rep. Duncan Hunter and New York Rep. Chris Collins just ahead of the midterms, saying the president’s tweet “may be an impeachable offense.”
Two long running, Obama era, investigations of two very popular Republican Congressmen were brought to a well publicized charge, just ahead of the Mid-Terms, by the Jeff Sessions Justice Department. Two easy wins now in doubt because there is not enough time. Good job Jeff……
“This tweet alone may be an impeachable offense,” Toobin stated. “This is such a disgrace, this is so contrary to the traditions of the Department of Justice.”
He later added, “The sentiment at the core of that tweet is so contrary to the mission of the Department of Justice, and it’s such an insult to the decent people who work there.”
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di Tino Oldani

Fonte: Italia Oggi
Verso metà settembre si terrà a Roma una manifestazione politica piuttosto singolare. A scendere in piazza saranno infatti solo giovani africani, emigrati da tempo in Italia e in altri paesi europei, che si siederanno per protesta davanti all’ambasciata francese, in piazza Farnese, per contestare la politica africana della Francia di Emmanuel Macron. A guidarli sarà Mohamed Konare, originario della Costa d’Avorio, che si definisce «attivista panafricano» ed ha fondato un movimento politico che, per usare un termine corrente, potremmo definire sovranista. L’obiettivo, come lui stesso afferma in una lunga intervista sul web (Byoblu), è di spiegare agli europei i metodi di tipo coloniale con i quali la Francia continua a comandare e depredare in Africa ben 14 Stati, un tempo sue colonie, diventate indipendenti negli anni 60, ma soltanto sulla carta.
Il giogo francese su questi Paesi, sostiene Konare, è soprattutto economico e monetario, ed è congegnato in modo tale da garantire a Parigi un ferreo controllo della loro moneta, oltre a un monopolio esclusivo sulle ricche materie di cui abbondano (oro, uranio, petrolio, gas, cacao, caffè), con un risultato duplice: arricchire la Francia e le sue élites imprenditoriali da un lato, con uno smisurato trasferimento di ricchezza (circa 500 miliardi di dollari l’anno, secondo alcune stime); dall’altro lato. impoverire fino alla miseria i popoli indigeni, che sono così costretti a fuggire per fame verso l’Italia e l’Europa, in cerca di fortuna. Continua a leggere
di Fulvio Scaglione

Fonte: linkiesta
La nuova, ennesima crisi della Libia, con il Governo di Fayez al-Sarraj sull’orlo del baratro per l’attacco delle milizie ribelli, ha un contorno assai complicato, che comprende le rivalità storiche tra le tribù, il ruolo degli ex gerarchi di Gheddafi, la spartizione degli introiti del petrolio, le intromissioni di una lunga serie di Paesi che vanno dagli Usa alla Gran Bretagna, dalla Francia all’Italia, dalla Russia all’Egitto, dalla Turchia al Qatar.
Ma la sostanza, almeno nella realtà di questi ultimi anni, è molto molto più semplice: c’è un Governo debolissimo e quasi impotente, quello appunto guidato da Al-Sarraj, che agisce sotto l’egida delle Nazioni Unite ed è riconosciuto dalla comunità internazionale; e c’è un Paese, la Francia, che lavora perché quel Governo cada, anche a costo di ripiombare la Libia nel caos più totale.
Emmanuel Macron ha fatto la propria parte quando, nel luglio scorso, ha convocato un vertice unilaterale per far incontrare Al-Sarraj e il suo nemico giurato, il generale ex gheddafiano ed ex Cia Khalifa Haftar, con l’evidente risultato di delegittimare il primo e legittimare il secondo. E la sta facendo tuttora, visto che le milizie moralizzatrici (dicono che il Governo è corrotto, pensa un po’ da che pulpito) sono passate all’offensiva tra il viaggio del nostro premier Conte a Washington, dove Donald Trump si era spinto a proporre una “cabina di regia” italo-americana per la Libia, e la conferenza sulla Libia organizzata a Roma per il 10 novembre. Il suo piano è chiaro: far fuori Al-Sarraj e andare in dicembre a quelle elezioni che nessuno tranne lui voleva e che finirebbero con l’incoronare un vassallo di Parigi.
La sostanza di questo conflitto è molto molto semplice: c’è un Governo debolissimo, quello appunto guidato da Al-Sarraj ma riconosciuto dalla comunità internazionale. E c’è un Paese, la Francia, che lavora perché quel Governo cada, anche a costo di ripiombare la Libia nel caos più totale. Il piano di Macron è chiaro: far fuori Al-Sarraj e andare in dicembre a quelle elezioni che nessuno tranne lui voleva e che finirebbero con l’incoronare un vassallo di Parigi: Khalifa Haftar. Continua a leggere
di Andrea Gaiani

Fonte: Analisi Difesa
Segnalazione Linkiesta

Ma quale crisi della Lega: quella di Salvini è una guerra lampo (e i suoi oppositori non sanno che pesci prendere)
Sequestro dei fondi del Carroccio o meno, Salvini andrà avanti nel suo progetto di riorganizzazione della Lega. Rubando voti e consensi a Forza Italia e a Fratelli d’Italia. E con l’appoggio (involontario e nemmeno troppo consapevole) del Movimento Cinque Stelle. (di Flavia Perina, LEGGI)
DRAGHI NEI GUAI: APERTA INDAGINE SUI SUOI INCONTRI CON ASSOCIAZIONI SEGRETEIl Mediatore europeo ha aperto una inchiesta su Mario Draghi. Su sollecitazione di Corporate Europe Observatory (l’ONG che si occupa di monitorare le grandi lobby e i conflitti di interesse) è finita sotto torchio l’adesione del Presidente della BCE e il coinvolgimento di alti funzionari dell’Istituto al Gruppo dei Trenta, un gruppo internazionale privato avvolto da assoluta segretezza e opacità che si occupa di questioni …
di Alejandro Sanchez
Putin: E’ mio dovere attaccare il Nuovo Ordine Mondiale per aver fatto degradare i “valori della famiglia”.
La società sadica di de Sade e le basi del pensiero antinaturale-morale-etico-logico
Putin: Come capo di stato mio dovere mantenere i valori tradizionali e i valori della famiglia tradizionale.Questo perchè? Perchè i matrimoni dello stesso sesso non produrranno alcun bambino. Dio ha deciso e dobbiamo preoccuparci per il tasso di natalità nel nostro paese. Dobbiamo rafforzare le famiglie. Questo non significa che ci sia persecuzione contro alcuno”.
Putin ha dato un colpo fondamentale all’ideologia che sottintende al Nuovo ordine Mondiale rispetto ai valori familiari. Semplicemente questa non potrà essere migliore.
Questo vale tanto per Sigmund Freud, che per Wilhelm Reich, per Aleister Crowley, per Timothy Leary, per Betty Friedan, per Gloria Steinem, per Eve Ensler, per Rosa Luxemburg, per Andrea Bronfman e per altri teorici che vedevano i valori familiari come una minaccia per la civilizzazione. Da notare che la proposta di Putin si compone di due parti: 1) Nessuno ha diritto ad attaccare i valori della famiglia e 2) nessuno ha diritto a perseguitare le persone per causa del loro orientamento sessuale.
Questa in realtà è una concezione della vita ed è perfettamente congruente con la ragione pratica. Il fatto triste è che ci furono una pletora di teorici agli albori del secolo XX che odiavano la ragione pratica. Non volevano subordinare il loro desiderio o appetito all’ordine morale, per cui si crearono una serie di razionalizzazioni concrete per giustificare la loro condotta. Continua a leggere
di Michela Mercuri

Fonte: Il Sussidiario
Da circa cinque giorni alcune zone della capitale libica sono teatro di gravi scontri tra milizie che, nonostante alcuni tentativi di tregua, non sembrano volersi arrestare. Ieri un colpo di mortaio ha raggiunto un albergo vicino alla nostra ambasciata. Regolamento di conti interno, come già accaduto altre volte nell’ultimo anno, o qualcosa di più serio che potrebbe mettere a rischio la tenuta del Governo di accordo nazionale (Gna) di Fayez al-Serraj, alleato storico dell’Italia? E quali potrebbero essere le opzioni del nostro governo?
Innanzitutto è necessario far luce sulle possibili cause di questa recrudescenza.
La tensione tra i vari gruppi presenti a Tripoli è addebitabile a diversi motivi. In primo luogo il calo dei flussi migratori provenienti dalle coste tripoline — che garantivano introiti ad alcuni gruppi presenti nell’area — ha tagliato una buona fetta della torta da cui mangiavano molte milizie, saziando i loro “appetiti economici”. Detta in altri termini, tenere a freno i gruppi armati con i proventi dei traffici illegali ora è molto più difficile e questo può costituire un rischio per la tenuta del governo a marchio Onu. Prova ne sia che, prima, la Settima brigata, una milizia di stanza nelle città di Tarhuna, a sud della capitale, si è mossa contro formazioni fedeli a Serraj accusandole di essere corrotte; poi, come riportato da alcune agenzie, Salah Badi, controversa figura dell’operazione Alba libica — che nel 2014 ha costretto il neo-eletto governo a rifugiare a Tobruk — ha diffuso un messaggio su Facebook dicendosi pronto ad entrare a Tripoli alla guida della brigata al Samoud. Come recita un vecchio detto popolare “la fame fa uscire il lupo dalla tana” e così è stato. Continua a leggere
di Ilaria Bifarini

Fonte: Ereticamente
“La migrazione può essere utile per tutti nella costruzione di società più inclusive e sostenibili. Globalmente, il numero di migranti internazionali ha raggiunto circa 258 milioni nel 2017, rispetto ai 173 milioni del 2000. La migrazione contribuisce alla crescita e allo sviluppo economico inclusivo e sostenibile sia nei paesi di origine che di destinazione. Nel 2017, i flussi di rimesse verso Paesi a basso e medio reddito hanno raggiunto $ 466 miliardi, oltre tre volte l’importo di APS (Aiuti pubblici allo sviluppo) ricevuto nello stesso anno. Le rimesse costituiscono una fonte significativa del reddito familiare, migliorando la situazione delle famiglie e delle comunità
attraverso investimenti in educazione, sanità, servizi igienico-sanitari, alloggi e infrastrutture. Anche i paesi di destinazione ne traggono beneficio, poiché i migranti spesso colmano le lacune del lavoro, creano posti di lavoro come imprenditori e pagano tasse e contributi di sicurezza sociale. Superando le avversità, molti migranti diventano i membri più dinamici della società, contribuendo allo sviluppo della scienza e della tecnologia e arricchendo le loro comunità di accoglienza attraverso la diversità culturale.”
E’ quanto si legge nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, a firma del cinese Liu Zhenmin, sottosegretario generale per gli affari economici e sociali ONU. Dunque, rispetto al 2000 le persone che hanno lasciato il proprio Paese di nascita e ora vivono in altre nazioni sono aumentate di circa il 50% per cento (il 49% per l’esattezza) con un trend di continua crescita. Al di là dei toni ottimistici e irrealistici usati nel documento programmatico, possiamo estrapolare il presunto modello economico di sviluppo sostenuto dai fautori delle attuali migrazioni, che, a differenza di quelle passate, hanno raggiunto livelli massivi e seguono nuove direttrici. A innescare un ipotizzato circolo virtuoso di crescita sarebbero da un lato l’offerta da parte dei migranti di forza lavoro per richieste non soddisfatte da parte dei lavoratori locali, dell’altro il flusso di denaro inviato ai Paesi di origine, che verrebbe utilizzato non solo per alleviare la povertà familiare, ma per investimenti produttivi nel tessuto economico nazionale. Un modello virtuoso e foriero di crescita, accompagnato da una convivenza felice, quasi simbiotica, tra migranti e cittadini dei Paese d’accoglienza. Continua a leggere
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