Scuole e università sono i cavalli di Troia liberali per l’indottrinamento del Nuovo Ordine Mondiale

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di Robert Bridge

Scuole e università sono i cavalli di Troia liberali per l’indottrinamento del Nuovo Ordine Mondiale

Fonte: Comedonchisciotte

Dai giocatori della NFL che si “mettono in ginocchio” [1] durante l’inno nazionale, fino ai bambini in età prescolare a cui viene fatto il lavaggio del cervello con l’ideologia del transgenderismo, tutti questi movimenti di sinistra hanno in mente un unico scopo: sovvertire e distruggere le radici stesse dello stato-nazione occidentale.

Questo mese, la macchina della propaganda liberale ha dato una accelerata, pubblicizzando un’altra, controversa, storia indecente, tutto per portare avanti il programma del Nuovo Ordine Mondiale.

Lara Zelski , la preside di una scuola di Atlanta, non pensava chiaramente agli interessi della sua comunità locale quando ha informato i genitori e il corpo insegnante che il giuramento alla bandiera del mattino sarebbe stato eliminato e sostituito con un impegno per “la scuola, la famiglia, la comunità, la nazione e la nostra società globale”.

“Negli ultimi due anni era diventato evidente che un numero sempre crescente di membri della nostra comunità avevano scelto di non alzarsi in piedi e/o di non recitare il giuramento”, ha detto la Zelski. “Questo è un argomento molto sentito e noi vogliamo che tutti, nella nostra comunità scolastica, possano iniziare la loro giornata in modo positivo”.

La Zelski non fornisce nessuna cifra che faccia capire che cosa intenda per “un numero sempre crescente di membri della nostra comunità” che, presumibilmente, disprezzerebbero la bandiera. Questo è il modo con cui i fautori della “società globale” portano avanti il loro distruttivo programma. Usando la dialettica hegeliana, stimolano il confronto su qualche argomento “caldo” (matrimoni omosessuali, latrine unisex, diritti dei transessuali, statue dei protagonisti della Guerra Civile nei giardini pubblici, uso della marijuana e così via), che possa sicuramente far scontrare in modo feroce le due principali ideologie politiche americane. Fanno poi un passo indietro e ammirano il pandemonio che hanno creato. Continua a leggere

Per “romanizzare i barbari” servirebbero, innanzitutto, i “romani”

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di Emanuele Boffi

Per “romanizzare i barbari” servirebbero, innanzitutto, i “romani”

Fonte: Tempi

Matteo Salvini ha detto di non credere all’ultima rilevazione Swg che dà la Lega al 32 per cento. Il ministro degli Interni e leader leghista fa bene ad essere cauto ben sapendo – come l’altro leghista Giancarlo Giorgetti – quanto sia volatile il consenso in Italia. Resta un fatto obiettivo, tuttavia, che la sua azione di governo (molto più che quella dei compagni grillini) riscuota le simpatie degli italiani. Perché? Perché questo avviene, sebbene quasi tutti i media non facciano altro che attaccarlo? È il rovello della sinistra che non riesce a capacitarsi del fatto che gli elettori proprio non capiscano che Salvini è “un barbaro”, “un fascista”, “un razzista”.

È un misunderstanding non solo italiano. Il 9 settembre si vota in Svezia, il paese del socialismo “buono”, dello statalismo dalla culla alla tomba e dove i partiti progressisti hanno sempre governato. Gli ultimi sondaggi ci raccontano che anche a quelle latitudini il partito di destra (populista, razzista ecc ecc) è in forte ascesa. Il Partito socialdemocratico è al 23,3 per cento, la destra xenofoba dei Democratici svedesi al 19,7. Probabile che poi tutto si risolva con la formazione di un governo di centrosinistra (vige il sistema proporzionale e le alleanze si fanno post voto), ma, anche in questo caso, l’osservatore neutrale non può non domandarsi quale sia il motivo del successo degli “impresentabili” di Jimmie Åkesson.

Altro esempio. Martedì sul quotidiano Italia Oggi il corrispondente da Berlino Roberto Giardina iniziava il suo articolo così: Continua a leggere

Ponte di Genova, Nave Diciotti: corre la storia…

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di Roberto Pecchioli

Ponte di Genova, Nave Diciotti: corre la storia…

Fonte: Ereticamente

Corre la storia. Esistono periodi in cui tutto sembra fermo, altri dove il movimento pare precedere il tempo e sfuggire alla comprensione. Le ultime settimane, in piene vacanze agostane, hanno prodotto un’accelerazione profonda, lasciato un solco significativo, segnato un prima e un dopo. Poco sarà come prima nel giudizio comune dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova e la vicenda della nave Diciotti della nostra Marina.I fatti sono noti. Nel primo caso, un ponte costruito da soli 50 anni, unico mezzo di comunicazione tra le due parti della Liguria, proteso verso la Francia, si spezza e lascia sul terreno, dopo un volo spaventoso, oltre quaranta vittime, seicento sfollati, giacché quella struttura autostradale, gestita dal gruppo privato Benetton, posava direttamente sopra un quartiere popolare della città e minaccia di infliggere un colpo mortale all’economia di una regione che vive di turismo e di logistica dei trasporti.  Nel secondo, una nave italiana che incrociava nel Mediterraneo ha raccolto circa 180 eritrei i quali, all’arrivo a Catania, non sono stati sbarcati per ragioni di salute, sicurezza pubblica e per dare un ulteriore segnale di cambiamento nella politica nazionale dinanzi all’invasione di finti profughi provenienti dall’Africa con l’aiuto di imbarcazioni private ( le cosiddette Organizzazioni Non Governative) finanziate da chi organizza il traffico di esseri umani sotto la copertura di ragioni umanitarie. A seguito degli eventi catanesi, il ministro degli Interni in carica è indagato per sequestro di persona, abuso d’ufficio e arresto illegale. Marcello Veneziani ha intitolato un suo magistrale intervento “difendere gli italiani è reato”.

Il maggiore partito di opposizione, il PD architrave del sistema da 25 anni sotto diversi nomi, ha mobilitato i propri dirigenti a Catania a favore degli stranieri, ma ha brillato per la sua assenza a Genova dinanzi alla tragedia di una grande città italiana che, per inciso, ha sgovernato per oltre 40 anni, come PCI prima, PDS, DS e PD poi. I pochi esponenti visti ai funerali sono stati accolti da salve di fischi impressionanti, che hanno lasciato sotto choc la povera (si fa per dire) deputata Pinotti, fascinosa signora del partito in città, ex ministro della Difesa, dunque responsabile diretta per anni dei movimenti della Marina Militare nelle acque del Mediterraneo meridionale. Un osservatore del calibro del professor Meluzzi, ex uomo politico, ha tuonato contro l’alleanza di fatto tra il potere mediatico (tutto dalla parte del vecchio sistema), l’apparato tecnologico di dominazione (il mondo della rete, di Facebook, Google, Silicon Valley) e le oligarchie finanziarie. Ha dimenticato, per l’Italia, il grumo di potere giudiziario che da un quarto di secolo tiene in scacco la politica, cercando attivamente non solo di influire sulle scelte generali, ma addirittura di riscrivere la storia della nazione degli ultimi 75 anni. Continua a leggere

“La BCE cesserà il Quantitative Easing”… Ma davvero?

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“La BCE cesserà il Quantitative Easing”…Ma davvero?

Tutti gli avversari interni ed esteri hanno annunciato da mesi, con godimento  nemmeno celato: fra  poco Draghi smette il quantitative easing, ossia smette di comprare i titoli del  debito pubblico, e gli italiani dovranno andare  chiedere i prestiti “ai mercati”,  che gliela faranno pagare, agli italiani che hanno votato male. “I mercati insegneranno agli italiani a votare”, disse Oettinger, Kommissario …

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Argentina: famiglie in marcia contro l’ideologia gender

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

In Argentina i genitori sono scesi in piazza a manifestare a favore dell’on. Andrés Suriani, che rischia una sanzione da parte della Camera dei Deputati per aver paragonato sui social l’ideologia gender al virus dell’Aids, definendola «il nuovo flagello dell’umanità». Al grido di «Si sente, si sente, Suriani è presente», la folla ha contestato pubblicamente la legge «sulla prospettiva di genere e sulle nuove mascolinità», da imporsi sin nelle scuole, legge contro cui si era per l’appunto espresso l’onorevole messo alla gogna.

René Castellón, portavoce dell’Osservatorio federale dei Genitori, ha chiesto espressamente di appoggiare il parlamentare, definendolo «un fratello», l’unico peraltro «che si batte contro questa normativa». L’appello non è caduto nel vuoto: oltre alla gente per le strade, in poco tempo sono state raccolte duemila firme on line contro qualsiasi sanzione nei confronti dell’on. Suriani.

Tutto questo rivela una cosa sola: che la popolazione non ne può più di soggiacere ai diktat dell’ideologia dominante ed ovunque, nel mondo, comincia ad alzare la voce. Continua a leggere

Ha vilipeso la religione, in carcere l’attore Toledo

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

Finalmente c’è qualcuno che dice basta. Il tribunale di Madrid ha emesso un ordine di carcerazione nei confronti dell’attore Willy Toledo (nella foto), che ha del tutto ignorato due citazioni in giudizio, rifiutandosi di recarsi a testimoniare a seguito della denuncia sporta dall’Associazione spagnola degli Avvocati Cristiani nei suoi confronti.

Toledo è accusato di aver ripetutamente e gravemente offeso la sensibilità religiosa con i suoi commenti pubblicati su Facebook nel luglio scorso, commenti addirittura non riproponibili. Ora la magistratura ne ha ordinato la detenzione e gli ha intimato anche di comparire di fronte al giudice il prossimo 13 settembre. Gli Avvocati Cristiani chiederanno alla Corte in tale occasione di valutare anche se non sussista un reato di odio per altre dichiarazioni rilasciate nel corso di un faccia a faccia televisivo dall’attore, che prevedibilmente si difende agitando a vanvera il solito, pretestuoso mantra della «libertà di espressione». Continua a leggere

Flat tax e reddito minimo, cosa ci sarà nella manovra

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Il governo alla prova della legge di Bilancio: “Flat tax e reddito minimo non alternativi, ma manterremo conti in ordine”

di Chiara Sarra

“Faremo sorridere gli italiani”. Dopo il vertice di maggioranza in vista della manovra economica.

Luigi Di Maio rassicura “i mercati e soprattutto le famiglie con figli disoccupati e con genitori che non riescono ad andare in pensione o hanno nonni che hanno una pensione minima”.

“Reddito cittadinanza e flat tax non sono alternativi”, ha promesso il vicepremier M5s parlando delle misure più care alle due anime del governo. Poco prima a Radio Radicale aveva parlato di una “rivoluzione copernicana nello spendere i soldi degli italiani”: “Tutte le risorse disponibili si cominciano a spendere per un paese che per anni ha visto andare i soldi alle banche e invece adesso si comincia a spendere per gli italiani”, ha spiegato. Il tutto – promette – “con una legge di bilancio coraggiosa e che terrà i conti in ordine”: “L’obiettivo è realizzare le misure economiche, non sfidare l’Europa sui conti”.

La manovra conterrà comunque – assicurano da Palazzo Chigi – tutti i temi economici affrontati dal contratto. “Nella legge di Bilancio deve esserci il reddito di cittadinanza, il superamento della Fornero, gli aiuti alle imprese”, ha detto Di Maio, “Tutto questo è possibile se iniziamo a cambiare il paradigma, se mettiamo al centro i cittadini. Fare reddito di cittadinanza in Italia significa aiutare le imprese e gli artigiani, perché quella gente che sarà destinataria del reddito spenderà soldi, si formerà per nuovi lavori e potremo reinserirla eliminando una parte di povertà in Italia. È quello il fattore che ci sta portando in una condizione sociale per cui le diversità aumentano”. Continua a leggere

Libia, la guerra segreta di Parigi: forze speciali schierate da Macron

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Risultati immagini per GLI OCCHI DELLA GUERRA IN LIBIA

GLI OCCHI DELLA GUERRA

di Davide Bartoccini

Un contingente silenzioso di forze speciali e agenti dei servizi segreti del Dsge che operano nel teatro libico da oltre due anni: ufficialmente in “funzione anti-Isis”, ma spesso vicini alle azioni delle forze armate condotte dal generale Khalifa Haftar. L’uomo in ascesa nella crisi libica che rischia di travolgere il governo di Tripoli (Gna).

L’Italia non è l’unica potenza europea ad avere un contingente di forze speciali impegnato in “prima linea” sul suolo libico. Anche la Francia, che secondo quanto riportato in passato da Le Mondesta conducendo una “guerra segreta” in Libia, possiede sul campo una task force di operatori delle forze speciali e del Dsge – Direction générale de la sécurité extérieure – stanziate presso la base di base aerea di Benina, ad est di Bengasi. La presenza è stata confermata anche dall’inviato speciale dell’Onu Martin Kobler .

Un contingente di centocinquanta uomini, secondo le ultime indiscrezioni risalenti al 2016, che potrebbe essere stato rinforzato da ulteriori unità dopo alcune perdite registrate, e in seguito alle continue escalation che hanno visto il loro culmine nei giorni scorsi: quando gli scontri nelle periferie della capitale hanno visto alcuni colpi di mortaio cadere in prossimità di palazzi governativi e ambasciate, costringendo all’evacuazione di personale – anche italiano – da Tripoli. Continua a leggere

“E’ stato il funerale dell’odio satanico”

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"E' stato il funerale dell’odio satanico"

“E’ stato il funerale dell’odio satanico”

“E’ l’odio  che ha presieduto alle esequie del senatore John McCain, e  forse più dell’odio”:   sto citando  Philippe Grasset, perché   torna  su quella cerimonia spaventosa che ha riunito l’intero Establishment americano  (ed anche europeo), cogliendone il diapason che,   sia per autocensura sia per assuefazione, non  abbiamo  colto: il “tono” satanico. McCain, 81 anni, canceroso al cervello, ha avuto  cura di …

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FascinAzione: Saluto romano ai funerali del professor Todini: i soliti indignati

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'Saluto romano a funerale Sassari, video e polemiche su Fb' © ANSA

 

 

 

ECCO DI COSA SI OCCUPANO I DEMOCRATICI…HANNO IL TERRORE DEI MORTI…(n.d.r.)

 

Segnalazione di Loris Zamperoni

Il saluto romano al funerale di Gianpiero Todini, docente di Diritto Italiano all’Università di Sassari, sta suscitando polemiche su Facebook.

Nel video si vedono e si sentono i “camerati” schierati dare l’ultimo saluto al professore, alzando il braccio destro e rispondendo con il grido “Presente” al richiamo “Camerata Giampiero Todini”. La scena si ripete per tre volte davanti al feretro sul sagrato della Chiesa di San Giuseppe a Sassari dove sono state celebrate le esequie sabato 1 settembre.

Il video, diventato virale sul social network con quasi 23mila visualizzazioni, è stato postato da una consigliera comunale del centrosinistra di Sassari, Lella Careddu, che ha aggiunto un suo commento: “Nella nostra città, sul sagrato di una chiesa, senza vergogna. Fascisti sdoganati. Poi dite che son fissata”. Todini era stato insignito dall’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica ed era anche diventato Commendatore.

Fonte: http://www.fascinazione.info/2018/09/saluto-romano-ai-funerali-del-professor.html?m=1#.W45Ndu3-9gY.facebook

 

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