No, Steve Bannon non è l’uomo nero. Ma vincerà facile, contro l’Europa degli happy hour

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Segnalazione Linkiesta

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No, Steve Bannon non è l’uomo nero. Ma vincerà facile, contro l’Europa degli happy hour

È vero, l’ex stratega della campagna elettorale di Trump vuole condizionare la politica mondiale (e perfino quella della Chiesa ufficiale). Ma il suo movimento è molto meno ricco e potente di altri movimenti pro-establishment. E se l’Occidente vira a destra è inutile gridare “al lupo al lupo”. (di Fulvio ScaglioneLEGGI)

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“Quel cane poliziotto è fascista”: l’ultima baggianata targata Pd

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Risultati immagini per cane fascistadi Chiara Soldani

Dopo il “cane razzista” balzato agli onori della cronaca lo scorso luglio, arriva il ”cane poliziotto fascista”. L’ultima cretineria targata Pd, durante il Consiglio comunale di ieri a Monza. Nella città amministrata da Dario Allevi, l’opposizione argomenta con una levatura di tutto pregio. Urta che si parli di “Narco della Decima Mas” per indicare il cane poliziotto che ormai da tempo, egregiamente, svolge il proprio lavoro. Il presunto “fascista a quattro zampe” fa parte dell’Unità cinofila della Polizia locale, impegnata a contrastare l’attività di spaccio di stupefacenti.

All’occhio attento di Marco Lamperti (Partito Democratico) è balzato proprio quel “Narco della Decima Mas” su una determina dell’ufficio del settore Sicurezza: sinistre priorità. “Di poco gusto il riferimento alla Decima Mas. Forse non tutti sanno o si ricordano cosa ha rappresentato”: queste, le parole di un indignato Lamperti. “Opposizione sempre più ridicola”, commentano diversi lettori, sul sito della testata online “Giornale di Monza”. Continua a leggere

Verona: “Cattolici tra Europeismo e Populismo” di Matteo Castagna/ VIDEO

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In foto da sinistra: Alberto Zelger, Andrea Bacciga, Matteo Castagna, Giacomo Bergamaschi

di Lucia Rezzonico

Venerdì sera, nella splendida cornice di Castelvecchio, in centro a Verona, il nostro responsabile Matteo Castagna è stato ospite del Circolo Ufficiali dell’esercito che ha nell’antico e prestigioso complesso scaligero la sua sede per la presentazione del suo libro. “CATTOLICI TRA EUROPEISMO E POPULISMO. La sfida al nichilismo” (Edizioni Solfanelli). Definito da alcuni, uscendo dalla sala: “un pugno nello stomaco per modernisti e globalisti”.

Video-interviste a cura di Nicola Pasqualatohttps://youtu.be/qRNhdoMe4Bs  (TITOLO YOUTUBE: Pres. Libro “CATTOLICI TRA EUROPEISMO E POPULISMO” di Matteo Castagna” )

Video integrale della presentazione: https://youtu.be/R7nJEFPkHU4

Organizzatore, l’On. Vito Comencini (Lega) che, trattenuto a Roma per il voto al “decreto mille proroghe” ha inviato un bel discorso al Consigliere Comunale Alberto Zelger, che lo ha letto all’attenta platea. Accanto a lui, sempre al tavolo dei relatori, il moderatore dell’evento, il Consigliere Comunale Avv. Andrea Bacciga, che ha incalzato il nostro novello scrittore con alcune domande. Poi, Giacomo Bergamaschi, sempre del nostro “Christus Rex-Traditio”, autore della postfazione.

200 persone hanno riempito l’affascinante sala. Non solo i nostri militanti e sostenitori, ma anche militanti di Fortezza Europa e della Lega ed un vasto pubblico eterogeneo di ogni età. Un successo che è andato oltre ogni aspettativa. Assai gradi gli auguri da parte del Sindaco Avv. Federico Sboarina e inaspettati quelli di Giuseppe Zenti, ordinario diocesano di Verona, forse d’auspicio ad un contraddittorio alla Biblioteca Capitolare, già paventato da qualcuno. I nostri ringraziamenti al Generale Sperotto ed al Colonnello Responsabile del Circolo Ufficiali per  l’intervento iniziale, la cortesia, l’ospitalità e gli apprezzamenti. Continua a leggere

Dai servizi segreti alla Rai, dalla Consob al Gse. Tutte le nomine mancanti al governo gialloverde

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Risultati immagini per Giuseppe Contedi Veronica Sansonetti

A differenza della furia rottamatrice di Matteo Renzi, Di Maio e Salvini si muovono con prudenza e persino lentezza. Privilegiate sino ad ora le scelte interne (molto positivamente). Con i vertici di Consob, Antitrust ed intelligence la maggioranza si gioca un pezzo notevole della sua credibilità interna, ed esterna

La polemica uscita di scena del numero uno della Consob, Mario Nava, aggiunge una casella rilevantissima a quelle che il governo gialloverde dovrà riempire. Le nomine sono state, si è detto, un significativo collante nella formazione della “strana” maggioranza fra Movimento 5 Stelle e Lega. In realtà, il ricambio tanto annunciato si è visto solo parzialmente. La decisione più importante riguardava Cdp dove ha prevalso una scelta interna di un manager apprezzato unanimemente, Fabrizio Palermo. L’ex chief financial officer di via Goito ha già stabilito una sintonia operativa con il presidente Tononi, indicato dalle Casse di risparmio guidate da Giuseppe Guzzetti, e le prime indicazioni rivelano la volontà di promuovere gli interni migliori, come nel caso di Davide Colaccino promosso a capo della comunicazione e delle relazioni esterne. Cambiare insomma ma senza ansia di rottamare come fu nel caso del governo Renzi.

L’episodio più traumatico forse è stato la cacciata di Renato Mazzoncini dal vertice delle Ferrovie ma va ricordato che venne confermato anticipato dal governo Gentiloni con modalità che fecero discutere anche gli osservatori più simpatizzanti del Pd. Fatto sta comunque che il sostituto dell’uomo considerato vicino all’ex sindaco di Firenze è un interno del gruppo ferroviario e non un “barbaro” pescato dagli abissi della rete.

Lo stesso Nava, dirigente della Commissione europea “comandato” in Consob senza aspettativa, potrebbe essere stato defenestrato non senza qualche ragione, ma questo si potrà capire solo quando la polvere si sarà depositata. Viste le polemiche e le tensioni sui mercati, non si potrà sbagliare l’indicazione del successore. E tanto meglio se verrà dall’interno del Collegio.

Da mesi ormai si rinviano le assemblee di società “minori” che proprio minori non sono. Anzitutto c’è il Gse, il Gestore dei Servizi Elettrici al cui interno sono collocate anche le società Gme e Acquirente Unico. L’amministratore delegato uscente, Francesco Sperandini, è stimato e si considera positivo il bilancio del suo lavoro. Tuttavia, i maggiorenti gialloverdi sono intenzionati a cambiare. Manca però l’accordo e l’assemblea dei soci è stata rinviata al 25 settembre. Sarà la data giusta? Trattandosi del soggetto pubblico che gestisce gli incentivi per le rinnovabili per svariati miliardi di euro, la poltrona è molto ambita.

E l’intesa fra pentastellati e leghisti manca anche per Eur spa il cui amministratore delegato uscente, Enrico Pazzali, è altrettanto stimato. Anche nel suo caso, sarà interessante vedere se prevarrà la volontà politica di indicazioni “politiche” o se i manager migliori saranno confermati magari cambiando la composizione dei cda.

Non si può invece non scegliere il nuovo presidente dell’Autorità Antitrust. Il giurista Giovanni Pitruzzella ha infatti ottenuto un altro, e assai prestigioso, incarico a livello europeo (avvocato generale presso la Corte di giustizia Ue) e va quindi sostituito. I nomi che circolano sono tutti di altissimo livello. Si tratta solo di scegliere. Come nel caso del Commissario per l’emergenza di Genova. Non facilissimo.

Discorso diverso, e più complicato, riguarda il Consiglio Superiore della Magistratura dove dovrà essere eletto il Vicepresidente. La giustizia è un tema molto sensibile ed il Movimento 5 Stelle subisce la pressione di diversi ambienti giudiziari e di testate come Il Fatto Quotidiano. Anche dopo la designazione da parte del premier Giuseppe Conte di Filippo Patroni Griffi quale presidente del Consiglio di Stato, i grillini non vogliono perdere l’occasione di indicare il successore di Giovanni Legnini a Palazzo Marescialli. Il gioco degli equilibri fra membri togati eletti dalla magistratura e quelli laici eletti dal Parlamento assomiglia ad un cubo di Rubik.

Una qualche ansia si respira ormai anche dalle parti di Viale Mazzini. La Rai rappresenta infatti un luogo privilegiato nel quale i partiti fanno bella mostra del loro potere. E se i pentastellati hanno fatto nelle nomine la parte del leone, indicando anche l’Ad del servizio pubblico nella persona di Fabrizio Salini (già direttore di La7 e Fox), Matteo Salvini ha per ora “raccolto” poco e male. Il presidente della Rai è stata la sua indicazione più politica e la scelta di Marcello Foa si è rivelata un boomerang. Grazie alla ritrovata intesa con Silvio Berlusconi la sua nomina sarà riproposta alla Commissione di Vigilanza che l’aveva bocciata (necessario il voto favorevole di due terzi essendo una funzione di garanzia). La paura però è che si apra un contenzioso giudiziario che, pur con tutte le differenze del caso, ricorda la nomina all’epoca di Alfredo Meocci quale direttore generale. I consiglieri di amministrazione del tempo vennero condannati a risarcimenti costosissimi. Uno spettro che agita i sonni di Viale Mazzini. Anche perché finché non si sblocca la poltrona che negli ultimi tre anni è stata di Monica Maggioni, il Cda non può assumere decisioni. Questo vuol dire che è tutto fermo dalla nomina del nuovo Ad di Rai Pubblicità (dove da mesi, eroicamente, Antonio Marano manda avanti la baracca ad interim) alle indicazioni dei nuovi direttori dei Tg. Un gran caos.

Altra partita al cardiopalma riguarda la scelta dei vertici dei servizi segreti. Il presidente del Consiglio, che ha tenuto per se la delega per l’intelligence, proseguirebbe la collaborazione con l’attuale direttore generale del Dis, il prefetto Alessandro Pansa. Il pasticcio fatto all’epoca da Renzi quando lo nominò modificando le regole di ingaggio e la successiva decisione di proroga voluta alla fine della scorsa legislatura da Paolo Gentiloni (e Marco Minniti) non aiuta. Luigi Di Maio e lo stesso Matteo Salvini vogliono cambiare, soprattutto – secondo i rumors – all’Agenzia che si occupa della sicurezza esterna. Il risultato sin qui è stato disastroso. La ridda di ipotesi ha dato vita ad un increscioso totonomine che rischia di danneggiare il comparto che è vitale della sicurezza della Repubblica. Questa istituzione ed i suoi rappresentanti sono solidi e la minaccia di destabilizzazione è (ancora) sotto controllo. Esporre però i nostri 007 al pubblico ludibrio delle presunte amicizie politiche non può proseguire a lungo.

Diverso, in questo senso, è la nomina del nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa. La ministra Elisabetta Trenta sembra avere le idee chiare e voler agire secondo la prassi che prevede la rotazione fra i vertici delle forze armate. Quella consuetudine venne interrotta – anche in questo caso – dal governo Renzi che scelse di preferire l’Esercito quando, secondo la regola non scritta ma proprio per questo molto rispettata, sarebbe toccata all’Aeronautica militare. Salvo sorprese, si tornerà alla normalità. E non è certo negativo.

Tutto questo dovrebbe avvenire entro la fine del mese, come per le nomine nelle società partecipate (per la verità andrebbero aggiunti numerosissimi collegi sindacali in scadenza o scaduti in attesa di nomina). Siamo insomma alle battute finali di un risiko che, non c’è da temere, riprenderà la prossima primavera con le prossime scadenze. Le nomine, si sa, sono lo sport preferito della politica italiana (e qui i gialloverdi stanno dimostrando una saggezza media superiore ai loro predecessori).

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Massoneria, a Termini Imerese visita alla loggia “Giordano Bruno”

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Risultati immagini per Massoneria, a Termini Imerese visita alla loggia "Giordano Bruno"„Trenta i partecipanti all’iniziativa promossa da BCsicilia, che la “replicherà” nelle prossime settimane. Dopo la visita al tempio, dibattito su simbolismo, percorsi esoterici, ruolo della libera muratoria e P2. Il maestro venerabile Piccione: “Così smentiamo chi parla di segretezza”“

Continuano le visite guidate alla loggia massonica “Giordano Bruno” di Termini Imerese. Dopo la prima che si è svolta giovedì 23 agosto, nell’ambito dell’iniziativa “Le Notti di BCsicilia”, la seconda si è tenuta ieri sera. Previste almeno altri due momenti d’incontro che saranno organizzati nelle prossime settimane.

La visita ha avuto inizio alle ore 21,30, con l’ingresso nella “Sala dei passi perduti” e nel “Gabinetto di riflessione”, preceduti dal commento di Guido Aguglia e Stefano Giardina. Successivamente i 30 partecipanti (tanti ne può ospitare la piccola struttura) sono stati introdotti nel tempio massonico. Dopo il saluto del maestro venerabile, Ercole Piccione, che ha spiegato le ragioni ideali per cui si fa parte dell’istituzione e la gioia di farla conoscere, anche per smentire coloro che, per ignoranza, parlano ancora di “segretezza”, in linea con la volontà del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi, ha fatto seguito la presentazione di Alfonso Lo Cascio, presidente regionale di BCsicilia, che ha ringraziato la comunità massonica della loggia “Giordano Bruno” di Termini Imerese di avere, con un atto di coraggio, aperto le porte della loro “casa”, e ha chiarito i motivi per cui l’associazione BCsicilia ha inserito la visita all’interno del proprio programma estivo: “Riteniamo che la cultura sia conoscenza, apertura verso gli altri, dialogo anche con chi è lontano dalla proprie convinzioni e che la cultura serva soprattutto a costruire ponti e non mura”. Continua a leggere

“Mer…” e sbatte il microfono. Insulti tra Salvini e Asselborn

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Segnalazione di F.F.

Lite a Vienna all’incontro tra i ministri dell’Interno. “Basta importare migranti”. E il responsabile degli Esteri Ue sbotta

di Matteo Cartaldo

Matteo Salvini stava parlando delle sue politiche sull’immigrazione quando il responsabile lussemburghese degli Esteri e degli Affari europei, Jean Asselborn, lo ha interrotto, dando vita ad uno scambio duro di parole di fronte agli altri colleghi europei.

Il leghista è oggi a Vienna per il summit con i ministri dell’Ue e tra una stoccata e l’altra contro l’Onu ha dovuto pure far fronte ai borbotti dell’omologo lussemburghese.

Nel video (guarda) della relazione di Salvini, si sente il ministro dire che “ho sentito qualche collega dire che abbiamo bisogno di immigrati perché stiamo invecchiando. Ma io ho una prospettiva completamente diversa”. Il discorso del leghista è stato chiaro: “Io penso di essere al gtvoerno e pagato dai miei cittadini per aiutare i giovani per tornarli a fargli fare figli. E non per espiantare il meglio dei giovani africani e rimpiazzare i giovani eurpei”.

Le parole del vicepremier italiano però non sono piaciute al ministro lussemburghese che era seduto al suo fianco. “Non so se in Lussemburgo ci sono queste esigenze, noi in Italia aiutiamo i nostri figli ad avere altri figli. Non ad avere nuovi schiavi per soppiantare i figli che non facciamo più”. A quel punto, tolti qualche secondo di differita per via della traduzione, si sente Asselborn borbottare al microfono “Ale ale alè”, facendo il verso a Salvini: “bla, bla, bla…”

Nell’immediato Salvini si è limitato a rispondere che quelle sono le sue posizioni, legittime. Poi però è iniziato lo scontro verbale vero e proprio. “Io non l’ho interrotta cortesemente”, dice Salvini. Ma Asselborn perde la pazienza e sbotta: “In Lussemburgo, caro signore, avevamo migliaia di italiani che sono venuti a lavorare da noi, dei migranti, affinché voi in Italia poteste avere i soldi per i vostri figli”. E poi conclude con una espressione colorita: “Merde, alors”.

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Follia! Ora serve una “X” per definire il proprio sesso…

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del Movimento Politico Fortezza Europa

Dai laboratori dei malati di progressismo nasce l’identità sessuale X.

Una incognita matematica, una possibilità di gioco alle scommesse sportive, un segno grafico indefinito che trova la sua ragion d’essere solo se tracciato su una delle varie alternative proposte verrebbe ora a indicare una dubbia e fumosa identità di genere. Ecco, dunque, sdoganato l’individuo unisex, perfetto cittadino del globo dell’irrilevanza, complementare all’appiattamento verso il basso verso cui piomba inesorabilmente la società odierna.

Un individuo che non deve essere né uomo, né donna, per poter essere contemporaneamente entrambi, tutto e niente, uno zero che annulla, un pareggio a reti bianche, la firma del signor nessuno. Continua a leggere

Svolta a New York, ‘Gender X’ sul certificato di nascita. Si potrà fare senza parere medico

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Svolta a New York, 'Gender X' sul certificato di nascita. Si potrà fare senza parere medico

Così il Ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana sul suo profilo Facebook: “Non riesco proprio a capire come si possa cancellare, nei certificati di nascita, maschio e femmina”.

In foto: Bill de Blasio, sindaco di New York

La decisione è stata presa a grande maggioranza al City Council e permetterà anche ai genitori di poter scegliere la ‘X’ per designare i propri figli neonati

di ALBERTO CUSTODERO

NEW YORK – “Gender X”: questa la scritta che d’ora in poi potrà comparire sul certificato di nascita di chi è nato a New York e non si riconosce nè nel genere maschile nè in quello femminile. La decisione è stata presa a grande maggioranza al City Council e permetterà anche ai genitori di poter scegliere la ‘X’ per designare i propri figli neonati. Esulta la comunità transgender e Lgbt della Grande Mela che parla di “decisione storica”. Gli adulti che lo desiderano potranno cambiare così il proprio certificato di nascita senza che ci sia bisogno di una certificazione medica.

“Oggi è una giornata storica per New York, sempre più campione mondiale sul fronte dell’inclusività e dell’uguaglianza”, commenta lo speaker del City Council, Corey Johnson, un democratico come il sindaco Bill de Blasio che ora firmerà la legge che entrerà in vigore dal primo gennaio 2019. Continua a leggere

Solidarietà al premier ungherese Victor Orban

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Risultati immagini per OrbanSegnalazione di Gianni Toffali

Invito (e noi con Toffali, n.d.r.) tutti coloro che non condividessero il voto di condanna del parlamento europeo alla politica della repubblica ungherese, a mostrare il loro dissenso e inviare all’ambasciata ingherese di Roma Janos alla seguente mail
mission.rom@mfa.gov.hu il seguente messaggio:
Signor Ambasciatore Janos Balla
io sottoscritto (nome e cognome) cittadino italiano, mi dissocio dal voto del parlamento europeo contro l’Ungheria, colpevole solo di attuare la difesa dei propri confini, e mi dichiaro totalmente d’accordo sulla politica posta in  essere dal suo paese e dal Presidente Orban al quale la prego di portare tutta la mia solidarietà.

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