Rita Katz

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Segnalazione del Centro Studi Federici

KATZ

Rita Katz, la presunta spia del Mossad che “gestisce” la propaganda dell’Isis

“Stiamo arrivando a Roma”. L’hastag che nei giorni scorsi ha riempito pagine e pagine di giornali e dato come prima notizia in tutti i Tg come minaccia dei tagliagole dell’Isis è stato diffuso via twitter dall’ “analista del terrorismo” Rita Katz. Un nome che ai più dice poco, ma che per il mainstream nostrano e internazionale è una garanzia. Rita Katz, racconta Italia Oggi, è una signora ebrea di 52 anni che vive a Washington e dalle sua labbra pendono i nostri media per qualsiasi informazione in materia di terrorismo islamico. Definita dal Corriere della sera “cofondatrice del gruppo di intelligence Site ed esperta di terrorismo internazionale”, la Katz con la sua agenzia scandaglia 24 ore su 24 i siti del fondamentalismo islamico: senza di lei in l’Occidente non avrebbe mai visto i filmati delle barbare decapitazioni compiute dall’Isis nell’ultimo anno, compresa quella dei 21 contadini copti, né avrebbe saputo così tanti particolari sul Califfato e i suoi obiettivi, in sintesi della sua propaganda.

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Gli esperti Usa: “È un falso il video dell’Isis sull’uccisione dei 21 copti”

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PRIGIONIERI COPTI

La tv americana Fox ha fatto analizzare il filmato a un gruppo di esperti: sollevate “evidenti manipolazioni”. Dove finisce la propaganda e inizia la verità?

Il video della sanguinaria decapitazione di massa sulle spiagge libiche è un falso? Oppure dobbiamo avere realmente paura della brutalità dei jihadisti del Califfato nero? Come accade ogni volta che l’Isis pubblica online un video, il filmato viene analizzato a fondo dai servizi segreti.

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Isis e la nuova Hollyhood del terrore

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Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo

 

ISIS CON CONDANNATI

 

di Redazione

 

Il video pubblicato giorni fa dai terroristi dell’Isis che mostra 21 cristiani copti egiziani sfilare lungo una spiaggia libica prima di essere decapitati, secondo alcuni esperti sarebbe stato falsificato.

Nonostante ciò, nessuno detiene la speranza che le vittime siano ancora vive, in maggioranza erano poveri pescatori andati in Libia per continuare a vivere. Ma diverse anomalie nel video, che è stato pubblicato on-line il 15 febbraio, indicano agli occhi degli esperti che almeno una parte della produzione è stata fatta sul “green screen” con lo sfondo aggiunto in seguito, forse per mascherare la reale posizione dell’atrocità.

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Cia e Mossad dietro l’Isis

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di Mario D.

CIA MOSSAD

Mi sorprende questo islamico che ha combattuto ferocemente i cristiani del sud-Sudan, per questa sua dichiarazione,ma essendo ben conscio dei legami tra servizi segreti, si può pensare che sappia bene le cose ! Ora il Sudan si avvale di manovalanza cinese e di aziende cinesi per l’estrazione del petrolio. Può quindi essere più distaccato riguardo agli Usa ed alla loro politica …

Il presidente sudanese Bashir: “Ci sono Cia e Mossad dietro l’Isis e i gruppi jihadisti”

Non c’è altra organizzazione o paese che ha un interesse affinché tali gruppi prosperino”

Il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir, ha accusato i servizi segreti americani e quelli di Israele di essere dietro le organizzazioni terroristiche che imperversano in Medio Oriente e ha criticato il modo in cui si sta affrontando il problema ISIS.

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C’è un errore di fondo. Entrare nella casa di una famiglia NON è “furto”.

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Vedi anche: Legittima difesa: ecco quando si può reagire per la legge italiana

BANDITI

A cura di nocensura.com

I dati, pubblicati anche dal Corriere, parlano chiaro: in Italia viene svaligiata una casa ogni 2 minuti. Proprio così: 30 case svaligiate all’ora, settecento al giorno, settemila in 10 giorni e poco meno di 70.000 ogni tre mese. Con un trend in costante aumento, dovuto alla “legalizzazione di fatto” di questo tipo di reati. La prima volta che vengono beccati dalle forze dell’ordine, nella maggioranza dei casi i ladri non fanno nemmeno un giorno di galera. Ed è doveroso considerare che mediamente, quando un ladro viene pizzicato, l’ha passata liscia almeno 50 volte. Alla luce dei fatti, possiamo affermare che se una persona è priva di etica, di morale, di dignità, può ritenere conveniente andare a rubare. Con l’aumento dei furti, sono aumentati anche i casi di cittadini finiti nei guai per aver difeso la propria famiglia e la propria casa dai malintenzionati. Vicende che fanno scalpore, suscitano indignazione e scatenano un ampio dibattito sui social network. Nella legge italiana in questo ambito c’è un gap, un grave errore di fondo. I furti effettuati in appartamenti “vuoti“, non abitati nel momento del furto, con quelli effettuati mentre la famiglia è all’interno. E questo è ingiusto e inammissibile. Cosa significa il termine “FURTO” ?  Su grandidizionari.it leggiamo: “Azione dell’impossessarsi di cosa mobile altrui, per proprio o per altrui vantaggio, sottraendola a chi la detiene”. Esistono poi varie tipologie di furto: “con destrezza“, “con scasso“, etc. E’ quindi un furto quando una persona ti ruba il telefonino o il portafoglio approfittando per esempio di una tua distrazione.

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Cantina Astoria immigrazionista e campione dell’antirazzismo strumentale. E questi qua sarebbero patrioti veneti? Ma per piacere!

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Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

Un altro imprenditore veneto moralmente corrotto, che pensa solo ai soldi, che poi non gli verranno: perché i sodomiti sono quattro gatti; e perché Dio maledice i soldi male acquisiti. E nulla più ha in odio il Padreterno che i 4 peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio (omicidio volontario, oppressione dei poveri da parte dei governanti, frode della mercede agli operai da parte degl’imprenditori e peccato impuro contro natura). Gli ampezzani stessi, ancorché bergoglizzati, detesterebbero il nome di costui nei secoli, se solo sapessero, capissero o quando, ormai troppo tardi, assaggeranno le carezze di Dio. Esiste nulla di più folle di chiamarsi i castighi addosso da soli? e’ proprio vero che quos Deus perdere vult, dementat prius, ovvero che coloro che Dio vuole perder, prima li acceca.

Questi sono i “compatrioti” che abbiamo. Non so se sia sodomita pure lui, dato l’entusiasmo che mostra nella cosa; né se le pecore e le capre estive, di contorno alla festa gay friendly siano un incentivo o uno sfogo anche alla matta bestialità, perché no? Ma c’è un limite a tutto. Dove si può andare con gente così? Per favore, regalate a questo Zanettin un catechismo di San Pio X, anziché il libretto rosso di Mao-Bergoglio. M.G.R.

Il Gazzettino – edizione di Belluno – domenica 22 febbraio 2015 http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/BELLUNO/antiquario_zanettin_cortina_gay_pride/notizie/1197168.shtm

«Facciamo un gay pride a Cortina prima che ci pensi Bormio»

La proposta dell’antiquario Claudio Zanettin: «D’inverno potremmo puntare sullo sport, d’estate sui pic nic»

PER APPROFONDIRE: cortina, gay pride, antiquario

 

gay pride antiquario

 

 

 

 

 

di Marco Dibona

CORTINA – Cortina è una destinazione ideale per organizzare un gay pride, un incontro di omosessuali. Ne è convinto Claudio Zanettin, molto noto per l’attività imprenditoriale e culturale, nella sua galleria di antiquariato. «Propongo – spiega Zanettin – un gay pride di altissima qualità, fatto per bene, incentrato sullo sport. Se fosse d’inverno, si potrebbero fare gare di sci, snowboard, sci di fondo, slittino, pattinaggio artistico, partite di hockey, pattinaggio di velocità, curling, golf invernale, gare equestri e polo invernale, salto con gli sci. Purtroppo non possiamo più permetterci gare di bob, salto dal trampolino e nuoto in piscina». In quanto ad una versione estiva del raduno, Zanettin propone: «Vedrei un picnic, in una tipica malga, con un paesaggio fantastico. Vorrei anche mucche, pecore e capre. Si potrebbero proporre gite a piedi, in mountain bike, arrampicate su roccia, equitazione, polo estivo, golf, tiro con l’arco di campagna. Si possono fare attività all’aria aperta, nella natura, con eventi culturali, i concerti di musica classica del festival Dino Ciani, le visite ai musei. Non mi limiterei a Cortina, ma integrerei con visite a Venezia, Asolo, Vicenza, la gipsoteca del Canova a Possagno». Sulla valenza turistica di un simile evento, Zanettin sottolinea: «Conosco gay , lesbiche e bisex, anche personaggi famosi, che incomincerei ad invitare, per un gay pride. Bormio sta per diventare una località gay friendly: non vorrei sorpassasse Cortina. Negli Stati Uniti c’è Aspen, in Colorado, sede del “premier gay ski winter”; a quel punto potremmo fare un gemellaggio con Aspen». Intende inoltrare la sua proposta ad amministratori, rappresentanti istituzionali, organizzatori di eventi, giornalisti, in paese e fuori. «Inoltre vorrei proporre di avere anche a Cortina degli hotel “gay friendly”: ho controllato in internet ed ho visto che già ce ne sono. Il mio pensiero, con queste iniziative, è di rilanciare Cortina, in qualche modo. Io amo Cortina, in tutti i sensi». Sull’omosessualità, Zanettin commenta: «In India i gay vengono bruciati vivi, in Russia mandati a vivere in Siberia, negli stati islamici li gettano dalla torre, nella Germania di Hitler finirono nei campi di sterminio. Io rispetto tutto e tutti». Continua a leggere

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