Ricordate i profughi che Bergoglio si è portato da Lesbo? Sbolognati all’Italia

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ITALIA UNO

Ricordate i 12 islamici che Bergoglio al termine della marchetta nell’isola greca di Lesbo, si era portato in Vaticano in combutta con la famigerata Comunità di Sant’Egidio? Sbolognati all’Italia, come Vox aveva previsto.

Il decreto di riconoscimento ufficiale è stato notificato questa mattina dalla Questura di Roma. Da domani avranno il passaporto e il permesso di soggiorno della durata di 5 anni, con possibilità di lavoro. In Italia!

“Dal punto di vista burocratico è oramai tutto risolto – riferisce all’AdnKronos Daniela Pompei, responsabile per i servizi agli immigrati della Comunità di Sant’Egidio – hanno ottenuto proprio oggi il decreto, dopo che tre settimane fa avevano fatto l’intervista per il rilascio del certificato, spiegando le motivazioni per la loro richiesta d’asilo”. In Italia.

In questo periodo sono impegnati in tour nella Capitale e gite turistiche come quella alla Reggia di Caserta della scorsa settimana: “L’Italia sarà il loro paese d’adozione”, dicono in Vaticano.

E bravo Bergoglio. Veramente disgustoso. Ha fatto la sceneggiata e poi li sbologna a noi: è probabile che Vaticano e Sant’Egidio si becchino anche i 35 euro a testa al giorno.

Quando sentite Bergoglio parlare di profughi, ricordate che lui, in Vaticano, non ha dato asilo nemmeno ai dodici che ha caricato a Lesbo.

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Report: Solution revolution

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REPORT

Sta cambiando il mondo. Solo pochi anni fa si pensava che il bene pubblico fosse una faccenda esclusiva dello Stato e che le imprese private dovessero pensare solo a fare profitti. Che le due cose potessero stare insieme non esisteva proprio.

Certo, c’erano e ci sono privati che si occupano di salute, formazione, benessere sociale, ma con i fondi pubblici, non rischiando nulla. Se poi il modello d’impresa è inefficiente, si bruciano risorse e ci perdono lo Stato e i cittadini.

Intanto i bisogni della popolazione crescono, aumenta la domanda sociale mentre le spalle degli stati si fanno più strette. I bisogni però restano, e se rimangono insoddisfatti non conviene a nessuno, nemmeno ai ricchi. Allora da dove si possono prendere le risorse? La risposta c’è, ed è in un cambio radicale di mentalità. Molti imprenditori e finanzieri in tutto il mondo hanno cominciato a chiedersi: se l’impresa può creare risorse e generare impatto sociale, e la finanza è un moltiplicatore di ricchezza, quale sarebbe l’effetto di usare questi strumenti per il benessere sociale e senza fregare nessuno?

REPORT

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LIBERTÀ DI COSCIENZA E PARRICIDIO

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IL «PARRICIDIO» DELLA VISIONE DI FATIMA SECONDO I PONTEFICI

 

La caduta dell’uomo dalla sfera soprannaturale al mondo naturale, attirato com’è di usare a bel piacere delle proprie libertà, è pericolo insito nel fondo dell’anima umana e dramma di tutti i tempi. Oggi, però, per discernere il senso delle presenti cadute epocali, coinvolgenti l’essere umano – davvero d’ordine apocalittico – si deve ricorrere alle sagge interpretazioni dei drammatici passi del Sacro Libro dell’Apocalisse.

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La lunga marcia dei catto-conciliari verso l’evoluzionismo anticristiano

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darwin

Di Raimondo Gatto

La pubblicazione de “L’origine della specie” e’ stata accolta da critiche feroci da parte di tutte le confessioni cristiane del tempo, incluso il cattolicesimo. L’ostilita’ del mondo cattolico verso la nuova teoria e’ durata grossomodo fino al 1914. E’ seguito un periodo di “tregua armata”, fino al 1941, uno di relativa tolleranza, fino al 1969, per arrivare alla posizione attuale in cui, con qualche puntualizzazione, il darwinismo e’ accettato senza problemi. Guerra aperta (1860 – 1914) L’opposizione della Chiesa cattolica alle nuove toerie di Darwin non tardo’ ad arrivare. Posizioni autorevoli di condanna al darwinismo arrivarono gia’ nel 1860, dal sinodo dei vescovi tedeschi riuniti a Basilea. Qualche anno dopo, in un congresso di studiosi cattolici a Monaco di Baviera, questi rivendicarono con forza l’autonomia della ricerca scientifica, accusando il magistero di impedire il progresso della scienza. Come risposta Pio IX incluse nel Sillabo, tra le proposizioni erronee del modernismo, da condannare, quella che i decreti del Magistero impediscono il progresso della scienza. Una condanna del darwinismo era inclusa nel progetto di Costituzione dogmatica contro gli errori del materialismo nel Conclio Vaticano I, ma non e’ stata approvata nel documento finale. Pio IX si espresse in varie circostanze, anche se in forma privata, contro il darwinismo, raccomandando che “simili fantasticherie, assurde come sono, siano confutate dalla vera scienza” (lettera del Papa all’autore, in C. James, Du Darwinisme ou l’Homme-singe, Bruges, 1877, p. 332). “La Civilta’ cattolica” svolse un ruolo di primo piano nella polemica contro l’evoluzionismo. Particolarmente blando fu l’intervento contro studiosi cattolici concilianti con le ipotesi evoluzioniste, in particolare M.D. Leroy, J.A. Zahn e A. Fogazzaro. La Pontifica Commissione Biblica, nel 1909, esamino’ il problema dell’interpretazione allegorica o letterale dei primi capitoli della Genesi, e insistette con molta preveggenza per una interpretazione letterale, lasciando solamente aperta la durata dei “giorni” della Creazione. Si ribadi’ inoltre la distinzione tra descrizione scientifca e popolare, sostendo che il racconto biblico rappresenta i fatti come appaiono ai sensi, nella speranza di poter piu’ facilmente conciliare quest’ultimo con le nuove scoperte scientifiche. Da questo quadro si distaccano alcuni studiosi e teologi. George Mivant, pur ritenendo il darwinismo contrario alla fede cattolica, ritieneva l’ipotesi evoluzionista accettabile per l’origine materiale dell’uomo. Costretto ad un’abiura, si rifiuto’ e venne scomunicato. Il domenicano M.D. Leroy pubblico’ un libro sull’evoluzione in cui afferma che Dio puo’ aver creato l’uomo tramite le “cause seconde” dell’evoluzione. Gli venne imposta una ritrattazione dal S.Uffizio, il che egli fece nel 1895. Sorte simile tocco’ allo scrittore modernista Antonio Fogazzaro e al religioso americano P. Giovanni Agostino Zahm professore di fisica all’Universita’ di Notre Dame di Filadelfia, entrambi costretti all’abiura delle proprie posizioni. In particolare l’opera di Zahn, spinse diverse personalita’ del mondo cattolico a prendere posizione in favore del darwinismo. In particolare il vescovo di Newport, J.C.Hedley difese e fece sue le tesi di Zahn, anche contro le critiche de “La Civilta’ cattolica”. La lotta al darwinismo si pone nel contesto generale della lotta al modernismo, il movimento che tenta in quegli anni di adattare le dottrine di fede al razionalismo scientifico e filosofico. Da un punto di vista filosofico, si contesta al darwinismo, oltre all’insufficienza delle prove, il fatto di essere una cattiva scienza, per il venir meno del principio di ragion sufficiente (gli effetti sono molto maggiori, qualitativamente, delle cause). Inoltre, come si e’ visto, la teologia ritiene che i racconti biblici debbano essere considerati storici in senso proprio: anche se non parlano di scienza direttamente, quando descrivono fatti o avvenimenti devono essere considerati racconti realistici, anche se non esatti in senso scientifico. In particolare la creazione diretta dell’uomo e la derivazione della donna dall’uomo vanno considerati in senso letterale. Occorrera’ aspettare trent’anni perche’ lo sviluppo della conoscenza dei generi letterari diventi patrimonio dell’esegesi cattolica, permettendo una lettura mitica, e quindi falsata, di quei testi. Con l’opera di Darwin, si credeva di infliggere un duro colpo alla concezione di Dio creatore del tempo. Tuttavia, nonostante qualche intervento occasionale del Magistero, non si arriva ad una condanna ufficiale del S. Uffizio. Tregua in armi (1914:1941) La pubblicazione della teoria della Relativita’ Generale di Einstein, nel 1916, crede di cambiare il nostro concetto di tempo, e fa rivalutare il concetto di creazione come enunciato da Tommaso d’Aquino. Il domenicano Sertilanges lancia la strana idea che la creazione e’ una relazione, piu’ che un cambiamento. Pertanto la creazione e’ qualcosa che segue si l’esistenza dell’oggetto creato, ma non la precede. In particolare non ha senso parlare di una creazione situata in un tempo specifico; sono i primi passi verso l’accettazione dell’evoluzionismo; molti si avvedono del pericolo, ma la Santa Sede non interviene.

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Pannella in prima pagina sull’Osservatore Romano

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osservatore romano

di Franca Giansoldati

CITTA’ DEL VATICANO – Divorzio, aborto, eutanasia. Difficilmente avrebbe immaginato di finire con tutti gli onori sulla prima pagina dell’Osservatore Romano. “Marco Pannella protagonista della politica italiana”. Se glielo avessero detto forse ci avrebbe riso sopra. Le divergenze, i botta e risposta tra il leader radicale e l’Osservatore Romano, durante la campagna a favore della legge sull’aborto, o del divorzio, o dell’eutanasia non si contano. Con l’aborto bisogna andare un po’ indietro nel tempo. Da una parte c’era il teologo francescano padre Gino Concetti,un francescano coltissimo che non perdeva occasione per bacchettare coloro che sostenevano “la via omicida”. Dall’altra parte della barricata c’era il parlamentare che difendeva il diritto delle donne a decidere. Padre Concetti poi però gli riconosceva l’impegno verso la pace e per essere uno dei partecipanti alla marcia contro la fame nel mondo.

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Il suicidio di vecchi e malati

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mani

Da qualche tempo, il suicidio va per la maggiore!

Ringalluzzita dall’ultimo sfregio alla decenza, la legge sulle unioni civili, la Bonino, storica “scannafeti” recentemente elogiata dal Papa che tanto piace ai nemici del cattolicesimo, ha detto che il prossimo passo sarà l’eutanasia.

All’entusiasmante progetto ci stanno già preparando i mass media: si butta dalla finestra Monicelli, e vai con gli applausi…  “ma che figo, ma che coraggio, ma che bravo, ma quale incantevole dignità! Wow! Che stile!”, con annesso coro di consensi ed articoli dedicati.

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I PROTOCOLLI DEI SAVI ANZIANI DI SODOMA

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Nell’ambito della deriva postmoderna transumana, un posto importante è occupato dalla teoria del genere – “gender” in inglese, la quale, attraverso una torsione ideologica e semantica afferma una distinzione sofistica tra sesso come biologia e genere come scelta; ciò impone, all’interno del paradigma scientista, una nuova genetica, anzi eugenetica, perché le tecniche relative alla procreazione assistita sono il filo d’acciaio che lega teorizzazioni, scoperte scientifiche e lucrosi affari.

La teoria del genere afferma qualcosa di enorme e di totalmente nuovo, perché attiene all’identità stessa dell’essere umano nel suo “dimorfismo” ( duplice forma) femminile/maschile, da sempre riconosciuto come naturale.

Essa asserisce che sesso e genere sono due concetti del tutto distinti, l’uno attenendo – il sesso- alla sfera della pura morfologia, l’altro – il genere , ad una appartenenza acquisita per scelta soggettiva e culturale.

Dio creò l’uomo a sua immagine “maschio e femmina li creò” (Bibbia- Genesi v. 27) .

Secondo la nuova ideologia “gender”, così non è, e la sfida che ne nasce è il più grande pericolo per l’umanità contemporanea, come intuì ed affermò il papa Benedetto XVI.

Un’ ideologia che avanza nel deserto del liberismo mondialista, armata dei cascami del marxismo nella sua forma “francofortese” ed individualista (Marcuse, Wilhelm Reich) e della psicanalisi freudiana più estrema, unitamente a settori importanti del pensiero scientifico .

Umberto Veronesi: “L’amore omosessuale è quello più puro, perché non è legato alla procreazione ” .

La procreazione è forse impura ?

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L’apostasia delle nazioni: le ‘unioni civili’

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Pope Francis meets Renzi

di don Francesco Ricossa

L’11 maggio 2016 la Camera ha approvato (con 372 sì, 51 no e 99 astenuti) il ddl Cirinnà sulle convivenze e le ‘unioni civili’; l’approvazione della Camera dei deputati era data per scontata dopo che il Senato aveva dato il via libera lo scorso 25 febbraio. La nuova normativa delibera sulle cosiddette “unioni civili” tra persone dello stesso sesso, nonché sulle convivenze di fatto, tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso. Nel primo caso, l’unione “civile” è di fatto equiparata al matrimonio (acquisizione del cognome, diritti successori, assistenza morale e materiale, possibile comunione dei beni, alimenti in caso di scioglimento dell’unione, pensione di reversibilità e, per via giurisprudenziale, anche l’adozione dei figli del convivente); anche le coppie di fatto acquisiscono molti dei diritti spettanti alle coppie regolarmente sposate (tranne il cognome e il diritto successorio).

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Le sentenze creative: più che un rischio, una certezza

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La recente approvazione alla Camera del DDL sulle Unioni civili ha imposto a partiti centristi come il Nuovo Centro Destra di trovare velocemente un modo per presentare l’approvazione di una legge di portata storica, che allinea l’Italia a tutto il resto d’Europa nella direzione di un sempre maggiore riconoscimento giuridico dei legami omosessuali, come un trionfo cattolico-liberale, in quanto “si è impedita l’introduzione della stepchild adoption“.

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