Il Papa in Duomo a Milano, malesseri e svenimenti. Almeno venti persone soccorse

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Grande folla, grande emozione ed eccezionali misure di sicurezza, a Milano, per la visita di Papa Francesco. Il Pontefice ha iniziato la sua visita in periferia, nel quartiere delle Case Bianche di via Salomone, prima di recarsi in Duomo per l’incontro col clero locale e l’Angelus. La piazza era strapiena di gente e, complice forse anche il tepore della giornata decisamente primaverile, in molti hanno dovuto essere soccorsi per malori e mancamenti.  Almeno una ventina gli interventi del personale del 118. “La nebbia se n’è andata. Le cattive lingue dicono che verrà la pioggia, ma ancora non è arrivata”, sono state le prime parole del Santo Padre. La giornata del Pontefice è poi proseguita con una visita al carcere di San Vittore. Il programma prevede poi una messa al parco di Monza e quindi un incontro allo stadio Mezza nel tardo pomeriggio.papa

fonte http://www.liberoquotidiano.it/gallery/italia/12340135/papa-francesco-milano-duomo-gente-svenuta-angelus.html#.WNZpzMFFg70.facebook

 

“Report”, stasera alle 21.30 riparte il programma con tante nuove inchieste

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Tra i servizi in scaletta: Sottole stelle di Bernardo Iovene. Una stella Michelin cambia la vita a un ristorante e allo chef, ma anche le forchette del Gambero Rosso

Riparte l’appuntamento con “Report” e con Sigfrido Ranucci che raccoglie il testimone da Milena Gabanelli da lunedi’ 27 marzo alle 21.30 su Rai3. Tra i servizi in scaletta: Sottole stelle di Bernardo Iovene. Una stella Michelin cambia la vita a un ristorante e allo chef, ma anche le forchette del Gambero Rosso e i cappelli dell’Espresso possono fare la fortuna di un cuoco, che da quel momento ha la possibilita’ di partecipare a trasmissioni televisive, eventi culinari nazionali e internazionali, avere sponsor, diventare consulente, docente e fondare scuole. Ma agguantare stelle, cappelli e forchette ha un prezzo. Qual e’? L’inchiesta di Bernardo Iovene racconta come dietro il fantastico mondo della cucina ci sia in realta’ un gioco delle parti e un intreccio promiscuo tra cuochi, fornitori e critici delle piu’ prestigiose guide.

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Università di Verona: il Prof. Sala, i riti magici e molto altro…va bene così?

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“La Verità”, quotidiano di Maurizio Belpietro, pubblica dalla prima pagina a pag. 12 di sabato scorso un lungo articolo, su una questione ben nota a Verona, a suo tempo denunciata pubblicamente dai tradizionalisti, della quale si occupò anche il nostro circolo Christus Rex. Ora che la notizia ha avuto la ribalta nazionale, il rettore darà risposte o va tutto bene così? Ci sarà, come pare, anche un’interrogazione parlamentare?2017-03-25 13.38.03

L’invalidità degli ordini “conciliari”. Nessun dubbio su Mons. Thuc ed i vescovi della sua linea episcopale!

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Nel 1981 Monsignor Pierre Martin Ngô Đình Thục (1897 – 1984), già arcivescovo emerito di Hué, Vietnam, conferì la consacrazione episcopale a tre sacerdoti tradizionalisti, tra i quali figura il domenicano Michel Louis Guérard des Lauriers (1898 – 1988), coautore del famoso Intervento Ottaviani[1]

Nel corso dei successivi trent’anni, numerosi chierici fedeli alla tradizione hanno ricevuto gli ordini sacri dai vescovi creati dal prelato vietnamita. Tuttavia, alcuni continuano a metterne in dubbio la validità e/o liceità.

Negli anni ’90, don Anthony Cekada decise di condurre un’approfondita ricerca a riguardo, analizzando la questione sia dal punto di vista sacramentale che canonico. Il sacerdote, superato lo scetticismo che l’aveva inizialmente spinto ad optare per l’invalidità, divenne al termine delle sue indagini uno strenuo difensore delle consacrazioni.

Proponiamo sotto la trascrizione di una videointervista del 2011 in cui don Cekada, [2] rispondendo alle domande di Stephen Heiner (True Restoration Media), spiega quali furono i motivi che lo indussero ad interessarsi del caso e come lo risolse, rivelando inoltre alcuni significativi aneddoti riguardo i diversi protagonisti coinvolti nella vicenda. Continua a leggere

IL 3º SEGRETO SEMPRE PIÙ CHIARO IN UN MONDO SEMPRE PIÙ GUASTO

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clip_image0021L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Di fronte al silenzio del Vaticano attuale sul Segreto di Fatima, vi è crescente consenso che ciò denoti la continuazione d’inganni, contraddizioni e indifferenza verso tale Profezia, anche se Bergoglio ha programmato un viaggio a Fatima. Ma queste sono ormai nella routine dei «papi conciliari; se vanno ovunque non potrebbero trascurare il foltissimo pubblico di Fatima.

E poi, in quest’anno centenario l’argomento Fatima è inevitabile, anche se messo assieme alla riforma luterana e magari ad altre rivoluzioni massoniche e comuniste. Comunque, già da questa ignobile associazione di date applicata al messaggio portato da Maria Santissima, si desume la volontà impregnata dal naturalismo d’ignorare il suo contenuto profetico. Eppure, la vorticosa realtà religiosa di Roma, induce molti a tornare sul 3º Segreto per trovarci delle luci che spieghino l’andazzo preoccupante di un «papato» deforme e pericoloso che evoca la presenza di anticristi, come scritto da Mgr Lefebvre trent’anni fa.

Molti cattolici lo percepiscono e lo descrivono sollevando pesanti dubbi sull’onestà di tale Roma.

Antonio Socci è una delle voci più conosciute portatrice del dubbio sul un 4º segreto, aggiornando il caso del senso del mistero nascosto. Ora torna alla carica prendendo lo spunto dall’articolo di Marco Tosati, quello del «Segreto mai svelato». Continua a leggere

San Simonino da Trento, il santo che i conciliari vorrebbero dimenticare per compiacere i loro fratelli maggiori

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facebook_1490344252122Segnalazione del Centro Studi Federici

Dal Martirologio Romano (edizione del 1954)
In data 24 marzo: “A Trento la passione di san Simeóne fanciullo, crudelissimamente trucidato dai Giudèi, il quale poi rifulse per molti miracoli”.
 
Il sito dedicato a san Simonino di Trento:
 
Dal Breviario Romano, Proprio dell’Arcidiocesi di Trento, testi delle Lezioni del II Notturno
IV Lezione – Simone di Trento, nato da genitori pii, non aveva compiuto ancora 29 mesi della sua età quando di nascosto fu rapito dalla casa paterna da un ebreo di nome Tobia che era stato corrotto con del denaro da altri Giudei. Costoro, infatti, avevano deciso di uccidere un fanciullo cristiano poiché, per loro, si avvicinava la Pasqua, così da poter mescolare il sangue del fanciullo agli azzimi, operazione che essi reputavano essere gratissima a Dio. Il fanciullo sequestrato fu condotto nella casa di Samuele nella quale si erano radunati molti Giudei. Favoriti dal silenzio della notte, da questa casa lo portarono nella Sinagoga e qui gli tolsero le vesti, gli fasciarono la bocca in modo che non si sentissero le grida e, subito dopo, tirando le sue braccia da una parte e dall’altra lo misero come in croce e in guisa di lupi famelici praticarono crudeli sevizie sul tenero corpo tanto da cambiare il suo aspetto.

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Silvana De Mari a Verona: “San Giuseppe era un guerriero”

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Segnalazione di Gianni Toffali

Un estratto della conferenza tenuta a Verona il 19 Marzo dalla dott.ssa Silvana De Mari, su invito del “Circolo Cattolico Christus Rex-Traditio”:

GUARDA IL VIDEO: https://youtu.be/cYIqgnwCvF4

SECONDO VIDEO: https://youtu.be/6cvV_0mRbig La sodomia, i danni che ne derivano e il rapporto naturale Continua a leggere

Usa: Clint Eastwood, era meglio tenersi Saddam e Gheddafi

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Libia, Clint Eastwood: Era meglio tenersi Saddam e GheddafiIn alcuni casi serve un dittatore perchè le cose funzionino

Forse era meglio tenersi Saddam Hussein e Muammar Gheddafi. Ad affermarlo è il regista americano Clint Eastwood, regista del discusso film “American sniper” sulla vita di un cecchino americano in Iraq. “Continuiamo a cercare di insegnare la democrazia alle altre culture, ma in alcuni casi serve un dittatore perchè le cose funzionino”, afferma Eastwood in una intervista al magazine tedesco Focus.

“Abbiamo cacciato Saddam Hussein e lo abbiamo eliminato, tutto questa suona molto bene, ma alla fine la situazione va male lo stesso se non peggio”, ha continuato il regista e attore, vicino al partito repubblicano. Un simile ragionamento può applicarsi secondo Eastwood anche alla Libia: “pensavamo di portare la salvezza, ma il paese sta forse meglio? Regnano il caos e la guerra, le milizie dello Stato Islamico estendono il terrore. Gheddafi era un tiranno, questo è vero. Ma sotto il suo regime la gente viveva in pace”.

Fonte: http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2015/02/20/libia-clint-eastwood-era-meglio-tenersi-saddam gheddafi_WxVU7OPbXXTs5JKCN9FLlM.html Continua a leggere

I repubblicani sfidano Soros

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downloadSegnalazione di F.F.

I repubblicani Usa vogliono che George Soros finisca sotto inchiesta. Secondo quanto riferisce Fox News, infatti, alcuni senatori si sarebbero rivolti al Segretario di Stato Rex Tillerson al fine di fare luce sui finanziamenti pubblici elargiti alle associazioni collegate al magnate, importante finanziatore dell’ultima campagna elettorale di Hillary Clinton. La lettera chiede un’inchiesta sul finanziamento di gruppi e associazioni dell’universo progressista all’estero da parte di agenzie governative come la Usaid (Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale).

I repubblicani scrivono a Tillerson

La lettera spedita il 14 marzo e indirizzata a Tillerson è stata firmata dal senatore repubblicano Mike Lee dello Utah e dai colleghi James Inhofe, Thom Tillis, David Perdue, Ted Cruz e Bill Cassidy, e segue la lettera scritta a febbraio dagli avvocati del Partito Repubblicano che chiedeva di investigare sui finanziamenti pubblici destinati alle attività “filantropiche” di Soros in Macedonia. Secondo i senatori repubblicani, Soros sta cercando di “divulgare l’agenda progressista e aiutare la sinistra”, influenzando l’opinione pubblica.

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L’Università “Cattolica” di Lovanio sconfessa docente pro-life

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

di M.F.

L’assurda contraddizione non pare disturbare i vertici dell’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio. “Cattolica” sulla carta. Ma non nei fatti.

Uno dei suoi docenti di Filosofia, il prof. Stéphane Mercier, è stato in queste ore preso di mira dalla stampa per il suo corso ritenuto “troppo” pro-life. L’Ateneo, dal canto suo, ha emesso un comunicato davvero sconcertante. In esso non difende il proprio docente, anzi; ricorda che il diritto all’aborto è «codificato nel diritto belga» e che le informazioni, di cui si è in possesso in merito al corso, indicano una presa di posizione «in contrasto con i valori portanti dell’Università». Ed aggiunge, tanto perché sia chiaro: «Veicolare posizioni contrarie a tali valori nel quadro di un insegnamento è inaccettabile», si legge.

Cos’ha combinato di tanto grave il prof. Mercier? Ha semplicemente proposto alle sue matricole un testo dal titolo La filosofia per la vita, in cui si affronta anche il tema dell’aborto, definendolo per quel che è ovvero «l’omicidio di una persona innocente. E un omicidio particolarmente abietto, perché l’innocente è senza difese». E’ bastato questo per scatenare le ire delle femministe e della stampa laicista.

La morale è che il docente è stato convocato dalle autorità accademiche e su di lui è stata aperta un’istruttoria. Continua a leggere

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