Disponibile il numero 60 di Sursum Corda del 14 maggio 2017

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Dio sia lodato!
Sul sito è disponibile il numero 60 (del 14 maggio 2017) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati.
Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:- Comunicato numero 60. La Chiesa e le apparizioni;
– Regina Caeli;
– San Tommaso, Somma Teologica: «Se nelle apparizioni vi sia veramente presente il corpo di Cristo»;
– Che cos’è la visione, fenomeno mistico intellettuale;
– Gli anatemi del Concilio di Trento, numeri 4 e 5;
– Che cosa sono lo spiritismo ed i fenomeni delle cosiddette anime disincarnate;
– Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Amoe, parte 3;
– Supplica (non manomessa) alla Regina del SS. Rosario di Pompei;

– 5 per 1000 a Sursum Corda Onlus.
Preghiamo per i nostri Sacerdoti, per le famiglie e per le intenzioni della nostra Associazione, affidandoci alla protezione di san Giovanni di Dio.

Ossequi, Carlo Di Pietro.


Sursum Corda ONLUS
Associazione di volontariato riconosciuta nei settori Sociale e Culturale
C.da Piancardillo, snc – 85010 Pignola
Provincia di Potenza (ITALIA)
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Donazioni: paypal@sursumcorda.cloud

Sentiero interrotto: ancora un passo, ed è il precipizio

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Il fatto che l’immagine spettrale di “1984”, il geniale romanzo di George Orwell, sia ripresa ormai sempre più spesso dalle poche le voci libere – accademiche e non – che si rincorrono sui giornali e sul web trova una sua giustificazione oggettiva nell’odierna decostruzione del concetto fondante di verità.

Decostruzione cui tutti oggi stiamo assistendo, sempre più sbigottiti.

Che significa oggi affermare “è vero che…”?

Che cosa resta, oggi, della verità?

La stiamo ancora cercando insieme, nel dialogo e nel confronto, puer duro che sia, o qualcuno l’ha già trovata per tutti, e può legittimamente imporla agli altri, una volta per tutte?

Ormai ampiamente conosciuto è il dibattito sulla “post-verità” e sulla forzata separazione tra dato oggettivo, materia (Stoff, come dicono i filosofi tedeschi) e rappresentazione (Vorstellung, nel lessico di Kant e Husserl) o addirittura interpretazione (alla Nietzsche, per intenderci), nel quale molte forze vogliono inserirsi per poter esercitare il proprio arbitrio.

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MARTIRIO DEL PAPA COL SUO SEGUITO: VISIONE DATATA DA MARIA A FATIMA

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clip_image0021L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

In seguito alle tante ipotesi sull’ incombente “Terzo Segreto di Fatima”, è bene approfondire aspetti velati della visione dell’eccidio del Santo Padre col suo seguito fedele, visione più chiara già nel 1960 … il cattolico non può restare indifferente a quanto fatto vedere da Maria SS.

  • Il Vescovo vestito di bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce… il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ciascuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”.

È una scena di martirio del Papa nei nostri tempi che, a differenza dei primi tempi apostolici ovvero dell’edificazione della Città cristiana, mostra la “grande città mezza rovinata” e piena di anime morte. Continua a leggere

Il vero effetto Concilio/Bergoglio: lo “svuota-chiese”

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di Matteo Castagna

NEGLI ANNI ’50 IL 69% DEGLI ITALIANI DICHIARAVA DI ANDARE IN CHIESA ALMENO NEI GIORNI DI PRECETTO. POI C’E’ STATA LA “PRIMAVERA CONCILIARE” CHE HA POSTO LE BASI AFFINCHE’ NEL 1969 CAMBIASSERO SACRILEGAMENTE LA MESSA, RENDENDONE AMBIGUE LE FORMULE E LA FINALITA’ SACRIFICALE, ABOLISSERO IL LATINO ED OGNI SACRALITA’, GIRASSERO GLI ALTARI COME VOLEVA LUTERO, E… TRE ITALIANI SU QUATTRO NON VANNO IN CHIESA (e per un certo verso è un bene, perché hanno abbandonato una “Contro-Chiesa” che non ha più nulla di Cattolico), MA PURTROPPO PAIONO ESSERSI ALLONTANATI DA OGNI FEDE O AVER ADERITO AD ALTRI CREDI. UN PICCOLO GREGGE SPARSO NEL MONDO E’ RIMASTO INTEGRALMENTE FEDELE ALLA TRADIZIONE E LE PORTE DELLE SUE STRUTTURE SONO E SARANNO SEMPRE APERTE.

A salvare piccole e grandi parrocchie restano soltanto gli anziani: sono il 40% dei fedeli

Roma – Don Gabriele da 25 anni presta servizio tra i residenti di Corviale, alle periferie occidentale della Capitale.

Se provate a chiedergli perché la parrocchia di San Paolo della Croce è sempre mezza vuota, allarga le braccia, sorride di un sorriso amaro, e risponde: «Qui non è che manca la fede. Qui il problema è che c’è troppa modernità e troppo cemento». I pochi residenti che frequentano le messe preferiscono prendere un autobus (anche se per la maggior parte di loro, vista l’età, è un sacrificio) e andare a prendere la comunione a San Girolamo, verso la Portuense, con la sua aria rassicurante fatta di tetto spiovente e facciata a cortina. Continua a leggere

Verona, litigio Tosi-Bolis su Bisinella candidata?

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“Una perla di giornalismo, oltre le banalità di una campagna elettorale forse volutamente piatta da chi sa di perdere, che solo chi è libero può permettersi di questi tempi…”(cit.)

di Alessio Mannino

Il portavoce non sarebbe d’accordo con la scelta di lanciare la fidanzata del sindaco. Che farà dopo giugno?

Pare che l’altro giorno la vivace discussione fra il sindaco di Verona, Flavio Tosi, e il suo portavoce, Roberto Bolis (in foto, da veronapulita.it), si sia sentita eccome, a palazzo. Tanto che qualche spiffero è uscito, e la voce (di cui abbiamo chiesto conto all’interessato, senza ricevere smentita) si è diramata anche fuori dal Comune: il responsabile stampa, il consigliori, per qualcuno addirittura il «vero sindaco» del capoluogo scaligero, il potente Bolis, non sarebbe per niente d’accordo con l’idea di Tosi di gestire per così dire in famiglia la campagna elettorale finalmente cominciata, candidando a succedergli la morosa Patrizia Bisinella. E dopi tanti anni di proficua collaborazione, non avrebbe avuto remore a dirglielo bello chiaro. Continua a leggere

Napoli: Il boom delle chiese evangeliche che conquistano le periferie

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Risultati immagini per scampiaSegnalazione di Raimondo Gatto

Una delle realtà che è impossibile non notare nei quartieri popolari di Napoli è la radicata presenza di chiese evangeliche

di Luca Fortis

Una delle realtà che è impossibile non notare nei quartieri popolari di Napoli è la radicata presenza di chiese evangeliche.

A San Pietro a Patierno, a Scampia, al Rione Sanità come nelle altre zone della città è pieno di piccole chiese nei “bassi”, in appartamenti, nei locali al pian terreno. Piccole realtà ma ben radicate su tutto il territorio. Le chiese non sono frequentate da stranieri, ma da napoletani da generazioni. Continua a leggere

Cosa vogliono dalla zarina Boschi (i miliardi, il potere)

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di Maurizio Blondet

Ricordate Francesco Spano? Quel tizio col cappottino arancione che dirigeva l’UNAR  sigla per il pomposo  Ufficio  Nazionale per anti discriminazioni razziali? – quello che finanziava  con denaro pubblico locali di droga e prostituzione omosex? Dove  (per usare i termini di Dagospia) “le uniche attività culturali sono il glory hole dove infilare il gingillo? Dove si spaccia droga? Dove ci sono dark room “Sono delle stanze buie dove la gente entra vestita, nuda, per fare sesso con chi capita, senza guardarsi in faccia?

Ebbene: vi ricorderete che  questo Spano era pure socio dei locali “culturali” che finanziava coi soldi nostri a botte di 55 mila  euro (“…Mi hanno abbonato a mia insaputa”).   Vi ricorderete anche che alla  fine Spano,   ha firmato una lettera vibrante di sdegno per la sua virtù offesa ( “la macchina del fango contro chi compie con lealtà e correttezza al proprio dovere”..). S’è dimesso dall’incarico. Si spera si sia dimesso anche dallo stipendio, che non ricordo più se ammontava a 150 o a 200 mila euro annui; non so, non sono sicuro. Magari  Maria Elena Boschi gli ha trovato un altro incarico presso  la Presidenza del Consiglio.

Rievoco la faccenda  per spiegare quel che fa della “Presidenza del Consiglio” una preda  invidiatissima,  che fa una gola immensa, che adesso “poteri forti o quasi vogliono togliere alla Boschi per metterci uno di loro. Un centro di potere  che ha il vantaggio di  essere  poco visibile,  con immensa capacità di spesa, che assume chi vuole e dà gli stipendi che vuole agli amici suoi,  per incarichi fantastici o inventati. Come  finanziare e promuovere progetti che abbiano come fine ultimo l’integrazione e la lotta alla discriminazioni di genere, razza, religione o orientamento sessuale”, quale è appunto la missione del suddetto UNAR, creato nel 2003 con un decreto. Sottolineo: decreto. Continua a leggere

Scritta sionista davanti al Vaticano

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 © ANSA

La lettera di Marion Le Pen. Ecco perché lascio la politica

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Marion Le Pen

Cari compatrioti, cari militanti e amici,

Vi scrivo oggi per dirvi che non mi candiderò alle elezioni legislative nella 3ème circonscription de Vaucluse. Con questa lettera, vorrei spiegare direttamente le mie ragioni, in nome deilegami che ci uniscono. Legami di fiducia, di rispetto, di lavoro, di amicizie, che mi sono cari.
Alcune indiscrezioni sull’eventualità del mio ritiro purtroppo hanno suscitato la pubblicazione di articoli di stampa. Messa di fronte al fatto compiuto, non volevo in nessun caso nuocere alla campagna di Marine Le Pen e alla campagna nazionale, quindi ho preferito smentire la notizia. Volevo evitare a tutti i costi che questo annuncio influenzasse il dibattito presidenziale, facendo perdere un’ora preziosa per spiegazioni alla nostra candidata e ai nostri dirigenti e ai nostri militanti. Le mie intenzioni erano buone, spero che lo capirete e mi perdonerete.

So che la mia decisione comporterà dell’incomprensione e della delusione per alcuni, io non sono indifferente o lontano da qui. Sebbene sia una vera e propria lacerazione affettiva per me, non avrei mai fatto questa scelta se non mi pareva giusta e necessaria. La mia decisione si impone alla per motivi personali e politici.

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