Terremoto Marche, esclusivo: lo scandalo dei soldi a pioggia
Scritto e segnalato da Antonio Amorosi
Scritto e segnalato da Antonio Amorosi
di Maurizio Blondet
Il 24 settembre, le elezioni tedesche. Nessuna sorpresa: vincerà Angela Merkel nata Kasner. Dopo la Brexit e l’ascesa di Trump subito messo sotto tutela militare – segno della crisi epocale, gli Usa sono governati da una junta, come un paese sudamericano – ai circoli tedeschi che contano è venuta persino la voglietta di sostituire gli Stati Uniti come “guida dell’Occidente”, secondo lo Handelsblatt, che è il Sole 24Ore della Confindustria teutonica: precisamente come continuatrice della globalizzazione, come faro dei valori…
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Segnalazione di Corrispondenza Romana
di Rodolfo de Mattei su Osservatoriogender.it
Licenziato per aver osato mettere in discussione la policy di Google in materia di inclusione e diversità. Questa l’incredibile sorte toccata a James Damore Senior Software Engineer accusato di essere l’autore di un inaccettabile documento fatto circolare sulla piattaforma interna dell’azienda “Blind”, intitolato “Google’s Ideological Echo Chamber”.
Il testo, in 1o pagine, già nel titolo, traducibile in “La camera dell’eco ideologica di Google“, esprime efficacemente quello che è, secondo Damore, l’attuale asfissiante clima culturale interno all’azienda di Mountain View, dove il diktat etico del gender si afferma e acquisisce la forza di verità assoluta attraverso il suo incessante e inconfutabile riverbero interno.
La camera dell’eco è infatti una espressione metaforica per indicare una situazione in cui le idee e le credenze acquisite vengono amplificate e rafforzate attraverso la loro continua ripetizione all’interno di un ambiente o sistema dato. Un intollerante contesto di regime nel quale, i dati scientifici e le fonti ufficiali, se non collimano con quella che è l’idea riverberata, non vengono più presi in considerazione, in un clima di censura o di sotto rappresentazione di qualsiasi opinione o punto di vista dissidente. Continua a leggere
NOTIZIE DALLA CHIESA CONCILIARE (CHE NON E’ LA CHIESA CATTOLICA)

Si la primera Comunión es la primera comida espiritual que recibe el cuerpo para el alma, este sacerdote lo ha hecho literal para que quede en el recuerdo el banquete dado en plena Misa. (Capilla S…
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https://linformatoreweb.wordpress.com/2017/09/16/peru-ecco-la-prima-comunione-della-nuova-chiesa/ Continua a leggere
NOTIZIE DALLA CHIESA CONCILIARE*
Segnalazione di Redazione BastaBugie
Succede a Labico, comune romano. A Francesco, persona dichiaratamente omosessuale, nell’ottobre del 2015 viene chiesto di fare da padrino ad una bambina. Il parroco, Don Antonio Fiasco, rifiuta la candidatura perché come recita il canone 874 del Codice di Diritto Canonico al n. 4 il padrino deve dare prova di condurre “una vita conforme alla fede e all’incarico che assume”.
Passa qualche anno e ad Angelo, il compagno di Francesco, viene chiesto di fare da padrino alla cresima di un altro bambino. Anche in questo caso il parroco pone un divieto perché sempre il Codice di Diritto Canonico al Can. 893 § 1 chiede che i padrini delle cresime siano in possesso dei medesimi requisiti previsti per i padrini dei battesimi. Il divieto è tanto più giustificato dal fatto che Angelo e Francesco si sarebbero uniti civilmente il giorno prima dell’amministrazione del sacramento della confermazione.
Angelo, che si dice cattolico, dichiara: “E’ stata una grande umiliazione; se fossi stato più debole mi sarei ammazzato; i parroci non dovrebbero fare ammazzare le persone”. E così la famiglia del cresimando ha annullato la partecipazione alla cerimonia e, trovando un a parroco compiacente, è riuscita a far amministrare il sacramento con Angelo come padrino.
Altra prova che le norme della Chiesa non sono universali, ma cambiano a seconda degli umori dottrinali dei signori preti. Continua a leggere
Segnalazione di Redazione BastaBugie

Non fanno in tempo a sbarcare clandestinamente in Italia che già chiedono diritti, assistenza, casa e moschea. S’imbarcano su navi criminali, a noi tocca salvarli, portarli a casa nostra, rifocillarli, rimetterli in piedi, vestirli, dotarli di telefonino e di un piccolo assegno, stabilizzarli. Poi la casa gratis. E se non la diamo, loro la occupano, e se li vuoi sfrattare devi prima pensare dove alloggiarli, sicché d’ora in poi diventerà una prassi, se vuoi avere una casa occupane una a caso, e poi ne avrai una pubblica.
PRIMA I DIRITTI O PRIMA I DOVERI?
Da un abuso maturerai un diritto, anzi una prelazione. Gli edifici pubblici che possono essere requisiti dal prefetto per ospitare i migranti clandestini, sono un pericoloso, autoritario criterio.
No, non voglio tirare in ballo le solite cose: i diritti che vengono prima dei doveri, la pretesa di essere rispettati nelle loro abitudini e tradizioni senza invece rispettare le leggi e le consuetudini del nostro paese, le richieste sindacali appena si affacciano da noi, l’assistenza sanitaria ingolfata dai flussi migratori, le pensioni riscosse da noi e magari trasferite all’estero; e poi le proteste e le ribellioni, e guai a chi li tocca se sono violenti, per non dire infine dell’alto tasso di delinquenza, di violenze sessuali e no, di rischio terrorismo che portano inevitabilmente con loro come mostra un ampio campionario di esempi (prendete la vicina Francia, dalle banlieu agli atti di terrorismo).
Tutto vero, tutto risaputo. Continua a leggere
di Maurizio Blondet
Niente figli. Né Angela Merkel né Teresa May, né Macron né Gentiloni hanno figli. E non basta: sono senza figli anche il primo ministro svedese, olandese, irlandese, del Lussemburgo. Senza figli Christine Lagarde, governatrice del Fondo Monetario Internazionale. Solo lo spagnolo Mariano Rajoy e il belga Charles Michel ne hanno due ciascuno. E’ la prima volta nella storia che questo avviene, dice Charles Gave, economista e pensatore: “E chi non ha figli non ha la stessa visione del futuro di…
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http://www.maurizioblondet.it/suicidio-demografico-delleuropa-ed-vietato-piangerla/

Segnalazione Linkiesta
Nel secondo trimestre dell’anno il credito a imprese e famiglie produttrici è sceso di 15 miliardi rispetto al primo trimestre. È l’altra faccia del risanamento delle banche, che ora hanno come priorità la ripulitura dei bilanci dai crediti in sofferenza (di Fabrizio Patti, LEGGI) Continua a leggere
di Thierry Meyssan
Fonte: Megachip
Presentato in Occidente come avveramento di una simpatica utopia, in realtà il nuovissimo “Rojava” è uno Stato coloniale, voluto e realizzato nel sangue da Washington. Obiettivo: cacciare le popolazioni del Nord della Siria per sostituirle con persone non autoctone. Per mettere in atto questa pulizia etnica, Pentagono e CIA hanno mobilitato militanti dell’estrema sinistra europea. Thierry Meyssan svela questo progetto insensato, in corso da un anno e mezzo.
Nell’illustrazione in apertura: – a febbraio 2016, lo ”Zar anti-terrorismo” della Casa Bianca, Brett McGurk, è stato inviato dal presidente Obama a sovrintendere alla battaglia di Aïn al-Arab (Kobanê). In quell’occasione fu decorato dallo YPG, la cui casa-madre – il PKK turco – è tuttavia considerata da Washington “terrorista”
«La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza».
George Orwell, 1984.
DAMASCO (Siria) – Negli anni Ottanta e Novanta la società curda era un’organizzazione marcatamente feudale e patriarcale, mantenuta in uno stato di forte sottosviluppo. Ciò spinse i curdi a ribellarsi alle dittature militari che si succedevano ad Ankara [1]. Continua a leggere
di Paolo Borgognone

Fonte: Barbadillo
Paolo Borgognone è un giovane ricercatore non allineato, non conformista, collaboratore del quotidiano La Verità che da anni analizza la modernità con studi a metà fra storia e politologia. Si è occupato, nei suoi libri, di disinformazione e media, del dceclino della sinistra radicale e della globalizzazione. Ultimo libro uscito è Deplorevoli? (Zambon ed., pagg. 334, euro 18) sugli Usa di Trump e i movimenti sovranisti europei.
Il 9 novembre dell’anno scorso la vittoria di Donald Trump alla elezioni Usa ha scompaginato i piani delle lobby finanziarie e soprattutto ha mostrato come una maggioranza silenziosa, senza ascoltare il 98 per cento dei mass media Usa, abbia scelto il cambiamento nella politica statunitense in senso sovranista. Perché questo esito nonostante la martellante propaganda “democratica”? Continua a leggere
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