Il “cardinale” Parolin alla Lega: noi insisteremo a predicare a favore dei migranti

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http://m.ilmessaggero.it/primopiano/articolo-3589405.html Continua a leggere

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Secondo l’ideologo di Trump, in Italia comincia l’implosione europea: «I migranti penalizzano gli operai. Ora un’Internazionale sovranista»
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http://www.lastampa.it/2018/03/07/esteri/steve-bannon-londa-populista-solo-allinizio-leuro-non-pu-sopravvivere-AyfGRQmF63MQxH1Zu4cHPI/pagina.html Continua a leggere

Segnalazione ProVita
Notizia sconvolgente: il giorno delle elezioni in Italia sono stati uccisi almeno 232 bambini.
Hai letto la notizia sui giornali? No?!
Nemmeno io. E questo è un grande problema, perché questa “notizia” è purtroppo realtà di tutti i giorni, non solo del giorno delle elezioni.
Domenica scorsa in Italia, come tutti gli altri giorni, almeno circa 232 bambini hanno perso la vita nel grembo materno a causa dell’aborto volontario (contando solo quello chirurgico!), perché la legge, la cultura, le scelte individuali, negano loro il diritto di vivere.
Sono stati smembrati, aspirati, avvelenati.
Scusami per la durezza ma mi sento in dovere di parlare così perché molti si sono abituati a questo male dilagante. Noi non ci stiamo e credo che nemmeno tu.
ProVita ha iniziato una grande campagna in difesa dei bambini nel grembo materno. Soltanto nell’ultimo mesecirca, abbiamo:
– sostenuto l’attività di medicina prenatale e perinatalerealizzata dal prof. Noia e dalla sua Fondazione, in favore dei nascituri e delle loro famiglie; Continua a leggere

del Prof. Sergio Noto
Il simbolo della svolta elettorale: la fine di Tosi (che prende meno del Psiup) | Vvox
I partiti anti-establishment saranno ostacolati dalle forze extraparlamentari. Ma il Paese (e il Veneto) hanno bisogno di cambiare strada
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https://www.vvox.it/2018/03/06/il-simbolo-della-svolta-elettorale-la-fine-di-tosi-che-prende-meno-del-psiup/ Continua a leggere
Segnalazione Linkiesta

Rabbia, rancore, rivincita: così l’Italia dei borghi e dei distretti si è ribellata a Matteo Renzi
Piccole imprese, capitalismo di relazione, banche popolari: i territori della Terza Italia che vanno dal Veneto all’Abruzzo sono l’architrave economica dell’Italia, ma la crisi ha dato loro un colpo micidiale. Per capire il tracollo di Renzi e il boom di Salvini e Di Maio bisogna partire da qui. (di Stefano Cingolani, LEGGI)
di Maurizio Blondet
Ancor prima di inaugurare il suo quarto mandato, Angela Merkel ha messo a segno un altro colpo decisivo per l’assoluto potere tedesco in Europa: la nomina di Martin Selmayr, suo uomo, del CDU, feroce anti-italiano, a Segretario Generale della Commissione Europea. Una elevazione per mezzo di trucchi all’apice della burocrazia burocratica insindacabile, vero governo e “deep state” della UE: Selmayr ha sotto di sé 33 mila dipendenti; “duro, invasivo, autoritario, prevaricatore”, per le sue mani passano obbligatoriamente tutti i dossier che contano; ovviamente è anche lui che fa le pulci ai bilanci nazionali, e il nostro non gli piace. Sua caratteristica, l’arrogante e continua ingerenza e sconfinamento nella politica propriamente detta: basta dire che questo burocrate da nessuno eletto sta imponendo come capolista del PPE (Partito Popolare Europeo) il politico francese Michel Barnier, di cui lui stesso ha favorito l’ascesa (facendone il negoziatore della Brexit), con la scusa che Barnier è Macron-compatibile, ma in realtà perché è un burattino nelle sue mani.

Come sempre quando il potere tedesco sconfina nell’illegalità, anche in questo caso la Merkel non si è sporcata le mani direttamente; ha fatto “promuovere” Selmayr da Juncker. L’illegalità sta nel fatto che Juncker dovrebbe nominare il segretario generale scegliendolo fra i direttori generali o aggiunti; invece Selmayr era il suo capo di gabinetto, non aveva titolo di direttore. Un caso di nepotismo, ma in qualche modo a rovescio: Juncker, deve alle trame di Selmayr la sua ascesa a capo della Commissione, il “governo” della UE; lo ha letteralmente “inventato” come candidato nel 2014. In cambio, Juncker – che sappiamo spesso ubriaco – ha sempre lasciato dirigere al suo servo-padrone l’istituzione: infatti Juncker “non ha mai presieduto una sola volta le riunioni di gabinetto”, ha rivelato Libération: “e tutti quelli che vogliono accedere al presidente, compresi i capi di Stato e di governo, devono passare per Selmayr” . Continua a leggere
Segnalazione Arianna Editrice
LA NUOVA INDAGINE DI ENRICA PERUCCHIETTI
DALLA MANIPOLAZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA
ALLA POST-VERITA’: come il potere controlla i media e fabbrica l’informazione per ottenere il consenso
Dopo i successi di Governo Globale, La Fabbrica della Manipolazione e Unisex, Enrica Perucchietti torna ad analizzare il rapporto tra i mezzi di comunicazione, il potere e le strategie del controllo sociale, mostrando come i primi a mentire all’opinione pubblica siano proprio i media mainstream.
Riprendendo e attualizzando le tematiche portanti del capolavoro di George Orwell, 1984, l’autrice mostra come la battaglia contro le fake news intenda reprimere il dissenso e censurare l’informazione indipendente, introducendo – di fatto – lo psicoreato e impedendo alle persone non solo di esprimersi, ma persino di pensare.
«Noi siamo in gran parte governati da uomini di cui ignoriamo tutto, ma che sono in grado di plasmare la nostra mentalità, orientare i nostri gusti, suggerirci cosa pensare».
Edward Bernays
L’ultimo libro di Enrica Perucchietti può essere considerato un vero e proprio grido d’allarme. Parliamo di Fake News (Arianna Editrice), che si avvale della prefazione di Marcello Foa. La battaglia in corso contro le cosiddette fake news è, in realtà, per Perucchietti un ulteriore grande passo verso una forma moderna di psicoreato, voluta da forze governative che non accettano il pensiero controcorrente. Un tema super-bollente soprattutto in questi tempi dove il termine fake news è diventato quasi di moda ma dietro ci sono realtà e nuovi rischi non sempre di facile interpretazione. Il libro intende essere una bussola proprio per capire meglio “chi e cosa c’è dietro”, come testimonia l’intervista che abbiamo fatto all’autrice.
Perché questo libro? Come autrice affermata, quali sono le esigenze che l’hanno portata a scrivere questo nuovo saggio critico?
Negli ultimi anni ho approfondito sempre di più il tema della manipolazione e del controllo sociale. L’attuale battaglia globale contro le fake news si inserisce in questo ambito: ritengo infatti che sia una forma di strumentalizzazione per convincere l’opinione pubblica a introdurre il reato d’opinione e soprattutto censurare l’informazione alternativa che si svolge soprattutto sul web. Il potere oggi, come il Grande Fratello orwelliano, sottomette le menti dei cittadini tramite il “controllo della realtà” e niente deve sfuggire alle maglie del suo dominio onnipervasivo. Il potere, cioè svuota le menti dei cittadini per riempirle con i propri contenuti: chi si oppone, chi dissente viene accusato di “psicoreato”. Nel libro, mostro come molte tematiche affrontate da Orwell in 1984 si sono o si stanno concretizzando.
Oggi chi non si allinea al pensiero unico e al politicamente corretto viene infatti perseguitato, rischia la censura e in futuro, grazie alle proposte politiche di cui parlo ampiamente nel libro, verrà punito con sanzioni se non addirittura con l’arresto.
Come aveva previsto Matteo Castagna, nell’intervista di ieri, il Presidente Mattarella prende tempo, in attesa che il centrodestra cerchi alleati, tra i singoli deputati e senatori, per avere una maggioranza in Parlamento. Intanto, c’è Gentiloni che continua l’ordinaria amministrazione…(n.d.r.)
Per trovare la maggioranza si va per esclusione «Ora non muoverà un dito». Un premier già c’è…
di Massimiliano Scafi
L’Europa lo invoca: «Abbiamo fiducia nel presidente». Il centrodestra, da Salvini a Tajani, lo incoraggia: «Contiamo sulla sua saggezza e la sua capacità».
Pure Di Maio lo blandisce: «Il capo dello Stato agirà con autorevolezza». Tutti lo guardano, tutti lo cercano, tutti aspettano un suo cenno, un coniglio dal cilindro, e lui che fa? Nulla, perché nulla è esattamente la cosa migliore da fare adesso. «In questa fase non muoverà un dito», dicono dal Colle, perché così saranno i partiti a muoversi. Mattarella non ha «chiusure pregiudiziali», è neutrale e vuole rispettare le indicazioni dei cittadini, dirà la sua al momento giusto.
La dirà ad aprile, quando i gruppi che saliranno al Quirinale dovranno presentarsi con una proposta concreta, fatta di programmi e numeri. Lì, dopo la decantazione post-elettorale, si vedrà se si riuscirà ad estrarre da due non-maggioranze un governo da dare al Paese. Essere subito troppo attivi può solo far precipitare la situazione. Continua a leggere
di Dmitrij Sedov

Fonte: Comedonchisciotte
Il governo ungherese ha presentato al parlamento un pacchetto di tre progetti legge contro l’immigrazione clandestina con denominazione generale «Stop Soros», ha riferito il 21 febbraio l’agenzia di stampa ungherese MTI. L’iniziativa di Budapest ha già causato preoccupazione negli ambienti governativi europei. Il significato generale di questa preoccupazione è stato espresso dal Frankfurter Allgemeine Zeitung tedesco: «Il Primo Ministro ungherese Viktor Orban si considera l’ultimo baluardo dell’Europa di fronte alla vittoriosa marcia dell’Islam».
I progetti di legge intendono rafforzare il controllo statale sulle organizzazioni non governative con finanziamenti esteri che ricevono denaro dall’estero per oltre 24 mila euro. Tali ONG, secondo il documento, devono registrarsi come «organizzazioni che ricevono finanziamenti esteri» e ogni anno fornire rapporti dettagliati sul movimento dei loro fondi. In caso di mancato rispetto di questi requisiti, l’organizzazione è soggetta a chiusura.
Nella maggior parte dei casi, si tratta di organizzazioni non governative che forniscono assistenza ai rifugiati del Medio Oriente e del Nord Africa o che fanno propaganda per l’allentamento legislativo, relativo al loro ingresso in Ungheria. Le nuove regole prevedono per le ONG una tassazione del 25% su tutte le sovvenzioni pervenute dall’estero. I loro collaboratori non saranno ammessi alla zona di frontiera [per la detenzione di immigrati istituita] a 8 km dal confine [ungherese]. La restrizione imposta temporaneamente prevede per l’accesso l’ottenimento di un’autorizzazione speciale, rilasciata dopo che il richiedente è stato controllato dai servizi speciali ungheresi.
Secondo il Primo Ministro ungherese Viktor Orban, George Soros sta corrompendo le ONG locali, affinché sia indebolita la situazione interna nel Paese (e in altri Paesi europei) mediante l’afflusso di immigrati dai Paesi dell’Islam. Anche se in realtà non si tratta solo dell’attività di quest’anziano miliardario. Continua a leggere
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