FMI e Italia

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di Nicola Di Cesare

FMI e Italia

Fonte: Appello al Popolo

In base al pensiero dei manovratori del Fondo Monetario Internazionale, mai interpellato da nessuno (e che nulla ha a che fare con l’Italia se non per il fatto che il nostro paese lo finanzia per il 3,21 % delle sue quote), al fine di risollevare la crescita del proprio PIL, l’Italia dovrebbe eliminare la quattordicesima da tutti i contratti di lavoro, eliminare la tredicesima delle pensioni, eliminare de facto le pensioni di reversibilità e innalzare l’aliquota al 27% per i lavoratori autonomi, reintrodurre l’IMU sulla prima casa. La prima domanda che un lettore mediamente dotato di intelletto dovrebbe porsi è: ma chi sono costoro e perché vorrebbero affamare milioni di italiani? Che ci guadagnano? Prima di addentrarci nel merito di tali affermazioni e formulare delle risposte alle suddette domande, cerchiamo di capire innanzitutto a cosa serve e chi sta al comando del FMI. In base all’articolo 1 dello Statuto (accordo istitutivo tra stati) il FMI è stato creato per:  promuovere la cooperazione monetaria internazionale; facilitare l’espansione e del commercio internazionale; promuovere la stabilità monetaria delle valute e la costanza dei rapporti di cambio evitando svalutazioni competitive; fornire prestiti, dietro adeguate garanzie (ingerenze politiche e istituzionali), attraverso le risorse generali del fondo per affrontare difficoltà della bilancia dei pagamenti; ridurre il grado di squilibrio delle bilance dei pagamenti degli Stati membri evitando che questi ultimi ricorrano a misure di svalutazione della propria valuta; regolare la crescita economica nei paesi in via di sviluppo. Continua a leggere

Ora Gentiloni farà tante scuse a Putin?

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di Maurizio Blondet

Ora Gentiloni farà tante scuse a Putin?

 

Fonte: Maurizio Blondet

L’accusa del governo May a Mosca, di aver avvelenato l’ex spia Skripal e la figlia, si sta sgretolando. Rivelandosi per quella che è: una immane “fake news” di Stato, e  magari un false flag  mal riuscito. Ieri la notizia che il direttore  di Porton Down (i laboratori militari britannici per le armi chimico-batteriologiche) ha ammesso: non   abbiamo la prova che il Novichock usato (o che sarebbe stato usato) contro Skripal sia di origine russa.

Il punto è che il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson  aveva assicurato, in un tweet del 22 marzo e subito diffuso nel mondo, che “analisi  condotte al  laboratorio di Scienza e Tecnologia Bellica di Porton Down  da esperti di livello mondiale hanno appurato che si tratta dell’agente nervino militare Novichok  prodotto in Russia”.  Insomma il governo aveva impegnato la parola dei suoi scienziati di  fama mondiale senza averli interpellati, e prima che conducessero le indagini.

 

 

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Scarichi abusivi a Piazzola, bavaglio fallito “ha vinto il coraggio”

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Scritto e segnalato da Marco Milioni

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Scontro coi residenti, il tribunale respinge la richiesta della fabbrica di materie plastiche di censurare le proteste. La presidente del comitato spiega com’é andata

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Ungheria, Orban stravince

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Si profila un trionfo oltre le attese per il partito conservatore che potrebbe avere due terzi dei seggi. E spaventa l’Europa

di Luca Romano

“Abbiamo vinto”. Con queste parole il premier ungherese Viktor Orban ha iniziato a celebrare davanti alla sua folla quello che sembra un trionfo che va oltre le aspettative della vigilia.

“Grazie per averci dato fiducia, per esservi uniti a noi”, ha aggiunto, citato dal Guardian. “Questa è una vittoria decisiva in futuro saremo in grado di difendere la nostra madrepatria”, ha aggiunto.

Si profila un trionfo oltre le attese per Fidesz, il partito conservatore del premier ungherese Viktor Orban (Fidesz). Secondo i risultati parziali delle elezioni legislative, con il 75% dei voti scrutinati, Fidesz conquisterebbe 134 seggi, il che significa non solo certezza della maggioranza assoluta, ma anche possibilità di raggiungere la maggioranza di due terzi dell’Assemblea nazionale, il Parlamento unicamerale composto da 199 membri. Continua a leggere

Trump e il ruolo smarrito degli Usa

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di Sergio Romano

Trump e il ruolo smarrito degli Usa

Fonte: Corriere della Sera, 8/04/2018

Dopo il collasso dell’Urss e la fine della egemonia sovietica in Europa centro-orientale, gli Stati Uniti credettero di avere vinto la Guerra fredda. Mi sembrò che commettessero un errore e che le cause del collasso fossero altre; ma il mondo, da allora, dovette constatare che non vi era evento importante in cui l’America non si sentisse chiamata a dare suggerimenti, imporre soluzioni o formulare giudizi. Lo stile poteva cambiare da un presidente all’altro (lo stile di Barack Obama fu molto diverso da quello di George W. Bush) ma l’America era diventata, secondo la definizione di Madeleine Albright, la «nazione indispensabile». Non sempre i suoi desideri venivano esauditi e i suoi ordini eseguiti, ma non vi era tavolo della diplomazia internazionale in cui mancasse una poltrona riservata agli Stati Uniti.

Sembra che il quadro stia cambiando e che vi siano ormai vicende in cui il grande Stato nord-americano è più spettatore che attore. Qualche giorno fa abbiamo visto le immagini di tre leader (i presidenti di Iran, Turchia e Russia) che avevano vinto la guerra siriana e si erano riuniti per dividersi le spoglie. Qualche mese prima avevamo appreso che il principale leader politico cinese aveva implicitamente sfidato la potenza americana con una modifica costituzionale che gli garantiva una sorta di vitalizio imperiale. Le ragioni del cambiamento sono numerose.

Le guerre combattute dagli Stati Uniti negli scorsi decenni non hanno giovato alla loro credibilità militare. La crisi del 2008 ha dimostrato che accanto al potere di Washington esisteva a Wall Street un altro potere che il presidente e il Congresso non riuscivano a controllare. Era già accaduto nel 1929, ma in tempi in cui l’America non aveva le responsabilità mondiali che ha avuto dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Da allora la globalizzazione ha favorito la nascita di nuove potenze. Quanto più gli Stati Uniti rivelano al mondo le loro carenze tanto più cresce il numero di quelli che sono pronti a sfidare la loro volontà. Continua a leggere

Chi è Maurizio Martina, l’antileader che vuole fare il leader

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Segnalazione Linkiesta

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Chi è Maurizio Martina, l’antileader che vuole fare il leader

Il candidato segretario è cresciuto nella sinistra, ma si è guadagnato il soprannome di “Fra Martina” per i suoi rapporti con i cattolici. Ha sempre ottenuto i migliori risultati agendo dietro le quinte, ma ora è pronto per essere protagonista. (di Giulio ScrannoLEGGI)

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S’è riacceso il Fuoco Santo a Gerusalemme

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https://www.maurizioblondet.it/wp-content/uploads/2018/04/fuoco-santo.jpg

Il fuoco santo si è acceso oggi alle 14:15 nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Un evento sacro della cristianità che a noi franchizzati risulta pressoché sconosciuto @ctoniarch (link: …

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https://www.maurizioblondet.it/riacceso-fuoco-santo-gerusalemme/?t=1&cn=ZmxleGlibGVfcmVjc18y&refsrc=email&iid=87e88bb8274940dbadf2c5e411f85c40&fl=4&uid=974325840&nid=244+272699400 Continua a leggere

Disponibile il numero 107 di Sursum Corda

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Sul sito è disponibile il numero 107 (del giorno 8 aprile 2018) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Soci e Sostenitori.

Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:

– Comunicato numero 107. La Purificazione di Maria;

– Regina Coeli;

– Preghiera a San Vincenzo Ferreri, Confessore;

– Gli anatemi del Concilio di Efeso, numeri 5, 6, 7 e 8;

– Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Giovanni Nano (parte 1);

– Preghiera per il Lunedì dell’Angelo;

– San Tommaso: quali siano le cose che dispongono al ben vivere e quali indispongono;

– San Tommaso: come al re spetta fondare città o castelli e come scegliere la regione;

– Preghiera a Sant’Isidoro, Vescovo e Dottore;

– Dizionario di teologia dommatica. Che cos’è l’Enciclica;

– Dizionario di teologia dommatica. L’Indefettibilità della Chiesa;

– Racconti miracolosi n° 55. L’orazione mentale di San Luigi Gonzaga.

Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di san Giovanni di Dio.

Ossequi, Carlo Di Pietro. Continua a leggere

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