Perché nel paradiso svedese vanno forte gli estremisti? Perché non è un paradiso

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di Rodolfo Casadei

Perché nel paradiso svedese vanno forte gli estremisti? Perché non è un paradiso

Fonte: Tempi

È il paese industrializzato che si è ripreso meglio dalle conseguenze della crisi finanziaria globale del 2008, il secondo migliore di tutta l’Unione Europea per tasso di disoccupazione (5,9 per cento) e il primo per tasso di occupazione (82 per cento della manodopera); il suo Pil cresce al ritmo del 3 per cento annuo grazie anche agli investimenti in sviluppo e ricerca, i più alti di tutta Europa (3,3 per cento del Pil) ed è posizionato al primo posto nelle classifiche mondiali dello sviluppo sostenibile, delle opportunità imprenditoriali e della competitività economica. Eppure alle elezioni previste per domenica 9 settembre il suo principale partito di governo rischia di registrare il peggiore risultato degli ultimi 100 anni, mentre i due partiti di opposizione di estrema sinistra e soprattutto di estrema destra sono accreditati del miglior risultato della loro giovane storia.

Com’è possibile? È possibile se siete in Svezia, e se ai dati socio-economici più belli del mondo o d’Europa si affiancano statistiche inquietanti come quelle che ultimamente sono balzate agli onori delle cronache: in un paese di 10 milioni di abitanti dove fino a 10 anni fa le sparatorie erano quasi sconosciute, ne sono state registrate ben 320 l’anno scorso, insieme a 110 omicidi e 7.226 stupri denunciati, il 10 per cento in più del 2016. Il 36 per cento delle donne dichiara di sentirsi in pericolo al calar della notte, e i verbali di polizia danno loro ragione: le denunce di violenze sessuali sono triplicate fra il 2012 e il 2016, interessando così il 4,1 per cento di tutte le donne, contro l’1,4 per cento di sei anni fa. Continua a leggere

Se anche la sinistra se ne accorge: “Il popolo si rivolta contro le élite”

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di Matteo Carnieletto

Se anche la sinistra se ne accorge:  “Il popolo si rivolta contro le élite”

Fonte: Gli occhi della guerra

Si fa presto a dire che il populismo è il male assoluto. Una sorta di fascismo del nuovo millennio da estirpare. Certo, nei movimenti populisti di oggi ci sono punte di estremismo, a volte perfino di razzismo. Ma non si può comprendere come questi movimenti stiano avendo successo in tutto il mondo senza comprenderne le cause. Quelle più profonde e che hanno creato il malcontento nel popolo che poi va alle urne e decide chi premiare (o castigare).
In un’intervista a Il Manifesto, il noto attivista Noam Chomsky ha detto la sua, non risparmiando nessuno, soprattutto la sinistra americana: “Negli Usa molti lavoratori hanno votato per Obama, credendo nel suo messaggio di speranza e cambiamento, e quando sono stati rapidamente disillusi, hanno cercato qualcosa’altro. Questo è terreno fertile per demagoghi come Trump, che fine di essere la voce dei lavoratori mentre li indebolisce di volta in volta attraverso politiche antisindacali della sua amministrazione, che rappresenta l’ala più selvaggia del Partito Repubblicano”. Qui Chomsky ha ragione sulla prima parte, ma torto sulla seconda, dato che con Trump si è registrato il tasso più basso di disoccupati dal 2000.  Continua a leggere

Il futuro del Sovranismo

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di Roberto Siconolfi

Il futuro del Sovranismo

Fonte: Ereticamente

Tutto il movimento politico-ideologico legato allo schieramento sovranista/populista si muove in un contesto e su una serie di direzioni precise. Proseguendo per questa strada nuovi interrogativi vengono fuori, su scelte cruciali alle quali si può rispondere sia con l’alternativa secca oppure con l’affermazione di un’ondata ideologico-politica pluraleche pur avendo un’asse centrale ben distinto, contiene “diverse” se non addirittura “contrastanti” opzioni. Per quanto riguarda il contesto,partendo dall’aspetto più evidente, bisogna prendere atto della prosciugazione definitiva dell’area politica di sinistra ma più precisamente del marxismo. La morte di Domenico Losurdo incarna una fine simbolica di tutto il marxismo “intellettualmente onesto” col quale vale la pena ancora confrontarsi e col quale si possono trovare anche punti di convergenza per battaglie politiche molto concrete.  Stesso discorso può valere per determinate soggettività politiche, esponenti di quell’area. Tuttavia, bisogna prendere atto che il marxismo è completamente finito, e non per motivi di chissà quale portata storica. Esso ha raggiunto il suo punto minimo, lo“0” della sua parabola discendente. Continua a leggere

L’oracolo del nulla

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di Paolo Sensini 

L'oracolo del nulla

Fonte: Paolo Sensini

Dall’alto del suo borioso sapere ha devastato ogni cosa che gli è capitata tra le mani: la filosofia, ridotta a citazionismo e campionario d’astruserie incomprensibili; Venezia, di cui è stato sindaco per 3 mandati durati ben 17 anni (1993-2010) dove ha collezionato disastri su disastri trasformandola da città in declino a città morta, spogliata da un turismo rapace e distruttivo; la Margherita, intesa come il partito politico capeggiato da Francesco Rutelli dove il filosofo lagunare era responsabile della formazione dei quadri dirigenti e che si è poi dissolto nel nulla… Ma tutti i media di regime lo accolgono nelle loro trasmissioni come fosse l’oracolo di Delfi. Ora il doge dei tuttologi che campa da una vita a spese dei contribuenti ha deciso, insieme ad altri suoi parigrado baroni accademici, di risollevare le sorti politiche dell’Europa con la fondazione di un raggruppamento transnazionale che rimetta le cose a posto. Il programma? Eccone un piccolo assaggio: «Scendere dall’acropoli, ricostruire una presenza nella pianura. Il senso del nostro appello è dire a tutti: organizzatevi […]. Le forze che condividono questo progetto si mettano insieme, in modo transnazionale: Macron in Francia, Ciudadanos in Spagna, Tsipras in Grecia, che è stato bravissimo. Un progetto che si chiami Nuova Europa: un governo nuovo, di rottura con la vecchia interpretazione dell’Europa e in contrasto con i sovranisti […]. La radice dell’identità non va cercata nel passato, la radice si può individuare solo nel futuro». In pratica il filosofo divo porpone di sciogliere il PD per dare vita a una forza politica per risollevare le sorti di una sinistra in caduta libera. Perché lui, in fatto di “radici”, se ne intende parecchio. Ecco i toni con cui questo filibustiere dipingeva i suoi concittadini mentre era sindaco di Venezia: «La cosiddetta società civile ti invade ogni giorno l’ufficio perché ha la prostituta nel viale, o il casino nel bar sotto casa, o il mendicante o la strada dissestata […]. Un esercito di infanti incapaci di arrangiarsi… E io rispondevo: va bene, ti faccio l’ordinanza, così smetti di rompermi le palle». Che dire: non poteva esserci miglior viatico per il definitivo affondamento della sinistra. Continua a leggere

Norvegia, i giudici mettono sotto accusa i vertici delle ong

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La magistratura norvegese ipotizza, a carico dei vertici delle associazioni, i reati di “appropriazione indebita” e “riciclaggio internazionale di denaro”

di Gerry Freda

In Norvegiale ong sono finite al centro di una “bufera mediatica”. I vertici di diversi enti no-profit sono stati infatti indagati dalla magistratura del Paese nordico perché sospettati di avere sottratto, per scopi privati, ingenti somme dalle casse delle associazioni.

Altri esponenti del mondo del volontariato sono stati invece incriminati per avere percepito finanziamenti da parte di Governi stranieri in violazione della normativa antiriciclaggio. Continua a leggere

Disponibile il numero 129 di Sursum Corda

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Sul sito è disponibile il numero 129 (del giorno 9 settembre 2018) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.

Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:

– Comunicato numero 129. La penitenza e la peccatrice innominata;

– Orazione per la Natività di Maria Santissima;

– Triduo in onore di Maria SS.ma Bambina;

– Concilio di Vienne: soppressione dei Templari;

– Preghiera alla B. Vergine graziosa Bambina;

– Il rapporto fra Satana e la donna (Seconda parte);

– Preghiera a Santa Rosalia;

– Evitare le occasioni pericolose e le illusioni;

– Teologia Politica 117. Contro la frenesia degli anarchici e dei ribelli alla legittima autorità.

A cura di Carlo Maria Di Pietro Continua a leggere

Salvini, ossia il torto di aver ragione…

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SALVINI, OSSIA IL TORTO DI AVER RAGIONE. Non sarà perdonato.

SALVINI, OSSIA IL TORTO DI AVER RAGIONE. Non sarà perdonato.

In Italia “le cose vanno selvaggiamente”  (Irlmaer)   Salvini si è messo nei guai veramente con la sua dichiarazione su Facebook. Non mi sembra se ne renda conto. Forse non conosce appieno il potere in mano alla casta giudiziaria, che ha così esplicitamente sfidato. Un potere di triturare un uomo fino  alla morte, di fronte al quale non c’è scudo. …

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State attenti il Pd è finito la sinistra no

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Il mondo della scuola, della magistratura, della finanza, della cultura e dei centri nevralgici dello Stato sono saldamente in mano a una classe dirigente storicamente profondamente di sinistra

di Alessandro Sallusti

Si fa in gran parlare nei giornali e nei dibattiti estivi del tentativo in corso di ricostruire se non il Pd almeno una sinistra credibile e competitiva sul piano elettorale.

La prima considerazione è che c’è una sproporzione abissale tra il tanto spazio dedicato al tema sui mezzi di informazione e la scarsa affluenza di pubblico alle varie feste dell’Unità sui cui palchi si alternano vecchi residuati bellici, tipo Veltroni, e aspiranti neocapi, da Martina a Zingaretti. È questo il segno che il futuro della sinistra non interessa più a nessuno, neppure ai militanti storici, probabilmente nauseati dalla continua e inconcludente guerra tra le varie bande interne. Che ne sarà del Pd è un quesito che ormai si pongono solo opinionisti nostalgici, intellettuali allo sbando e politici frustrati.

Un paese apparentemente desinistrizzato è un sogno che si avvera, e se così fosse sarebbe una sorta di «missione compiuta» da parte di chi ha combattuto decenni, in politica e sui posti di lavoro, per raggiungere questo obiettivo. Se fosse vero, ma non lo è. Stiamo commettendo l’errore di fare coincidere la fine di un partito con la fine di un’ideologia, il momentaneo successo di Salvini con il definitivo riscatto di tutto ciò che non è di sinistra. Stiamo attenti. Già questo governo è nel suo dna di sinistra perché i Cinquestelle sono un movimento di neo-estrema sinistra, come hanno dimostrato tutte le analisi dei flussi elettorali. Ma cosa assai più importante è che il mondo della scuola, della magistratura, della finanza, della cultura e dei centri nevralgici dello Stato sono saldamente in mano a una classe dirigente storicamente profondamente di sinistra.

La quale non ci pensa neppure a farsi da parte solo perché, per la prima volta dal Dopoguerra, è rimasta orfana di un solido, organizzato e agguerrito partito di riferimento. Macché, questo sistema, sopravvissuto e anzi cresciuto nonostante elettoralmente minoritario negli anni del berlusconismo imperante, certo non disarmerà per le urla di Salvini o l’arroganza del finto democristiano Di Maio. Anzi, i buoni comunisti danno il meglio di sé proprio quando sentono squilli di battaglia e annusano l’odore del sangue. Il loro scopo oggi non è certo quello di resuscitare l’ormai inutile Pd, semmai è di sabotare la Lega (operazione già in corso) e infiltrarsi ancora di più nei Cinquestelle. Quindi per un liberale c’è poco da festeggiare e disarmare, perché il Pd sarà pure in rotta ma la sinistra è viva e vegeta.

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