Christus Rex!

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Immagine correlataDomenica 28 ottobre 2018, festa di Cristo Re (istituita dal Papa Pio XI nel 1925) un po’ l’ “onomastico” del nostro Circolo “Christus Rex” che ne prende il nome in latino poiché la sua mission è riassunta nella “Quas Primas” di Pio XI. Abbiamo avuto la Grazia di assistere alla S. Messa tridentina “non una cum”, celebrata da un sacerdote dell’ I.M.B.C. cui è seguito un momento conviviale.
Segnalazione del Centro Studi Federici
 
Consacrazione del genere umano al Sacratissimo Cuore di Gesù,  da recitarsi ogni anno all’ultima domenica di ottobre
 
O Gesù dolcissimo, o Redentore del genere umano, riguardate a noi umilmente prostrati innanzi al vostro altare. Noi siamo vostri, e vostri vogliamo essere; e per vivere a voi più strettamente congiunti, ecco che ognuno di noi, oggi spontaneamente si consacra al vostro sacratissimo Cuore. Molti, purtroppo, non vi conobbero mai; molti, disprezzando i vostri comandamenti, vi ripudiarono. O benignissimo Gesù, abbi misericordia e degli uni e degli altri e tutti quanti attira al vostro Sacratissimo Cuore. O Signore, siate il Re non solo dei fedeli che non si allontanarono mai da voi, ma anche dì quei figli prodighi che vi abbandonarono; fate che questi, quanto prima, ritornino alla casa paterna, per non morire di miseria e di fame. Siate il Re di coloro che vivono nell’inganno e dell’errore, o per discordia da voi separati; richiamateli al porto della verità, all’unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile sotto un solo pastore. Siate il re finalmente di tutti quelli che sono avvolti nelle superstizioni dell’Idolatria e dell’Islamismo; e non ricusate di trarli tutti al lume e al regno vostro. Riguardate finalmente con occhio di misericordia i figli di quel popolo che un giorno fu il prediletto; scenda anche sopra di loro, lavacro di redenzione di vita, il sangue già sopra essi invocato. Elargite, o Signore, incolumità e libertà sicura al la vostra Chiesa, largite a tutti i popoli la tranquillità dell’ordine. Fate che da un capo all’altro della terra risuoni quest’unica voce: Sia lode a quel Cuore divino da cui venne la nostra salute; a lui si canti gloria e onore nei secoli dei secoli. Così sia.

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Nell’educazione va messo al centro l’aspetto religioso, parola di don Bosco

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Segnalazione di Redazione BastaBugie
La formazione in famiglia e a scuola non è equilibrata se non è percepita come l’unione di corpo e anima
di Teresa Mancini

Abbiamo già sottolineato come i principi ispiratori del Sistema Preventivo di Don Bosco, ampiamente ed efficacemente applicati nel tempo e nello spazio (la famiglia dei Salesiani e l’opera degli oratori sono una realtà diffusa in molti Paesi del mondo, che non smette di dare frutti), trovino completa applicazione ed utilità non solo nel campo dell’azione pastorale a favore dell’educazione dei giovani nelle parrocchie, negli oratori, nell’attività di catechesi, ma come questi “principi cardine” abbiano una indiscussa validità educativa in tutti i contesti educativi, inclusa la famiglia.
È nostra convinzione che gli indirizzi pedagogici del Santo pedagogo non solo sono trasferibili nelle dinamiche relazionali genitori-figli, ma che proprio essi possono costituire quei correttivi così indispensabili nelle nostre, spesso drammatiche, emergenze educative, nell’affrontare i problemi educativi che ci impegnano e spesso ci sconfiggono come genitori. È questa la tesi che ci sta più a cuore: Don Bosco è un faro acceso anche nelle nostre famiglie: egli guida e recupera al bene anche i nostri figli, se comprendiamo, accogliamo e applichiamo il messaggio che ci comunica.

RAGIONE, RELIGIONE, AMOREVOLEZZA
Abbiamo già argomentato “en passant” sulle tre parole chiave che ispirano il suo pensiero: ragione, religione, amorevolezza, e su come questi tre aspetti, se ben coniugati nell’approccio docente-discente, assicurino la fiducia dei nostri ragazzi verso l’educatore realizzando il tanto auspicato “successo educativo”. Mi sono chiesta in quali di questi tre elementi la nostra realtà attuale risulta più carente, più lontana dal modello proposto: nella ragione, nella religione, nell’amorevolezza? Ho cercato di ipotizzare cosa ci direbbe oggi Don Bosco osservando i nostri ragazzi, guardando dentro le nostre famiglie.
Una prima presa di coscienza: forse, nelle nostre esperienze come educatori non manca il richiamo alla “ragione” e all'”amorevolezza”, ma non è più centrale la “religione”. Capita infatti, in modo sempre più convinto e diffuso, che, in nome di un indiscusso principio di laicità del servizio scolastico pubblico, ad esempio, o in nome di una libertà di scelta del proprio credo religioso, dei valori ispiratori fondamentali della propria vita, venga trascurato, addirittura accantonato l’aspetto spirituale della formazione dei nostri bambini, demandando ogni responsabilità alla parrocchia e affidando una delega in bianco ai catechisti che operano nel territorio, o aspettando che i nostri ragazzi, una volta cresciuti, facciano “liberamente” le proprie scelte.
Don Bosco ci insegna che ciò è fallimentare, se da subito, e permeando ogni esperienza, attività e conoscenza, non si realizza un collegamento dialettico tra ciò che è immanente e ciò che è trascendente, se non diamo alle nostre azioni, scelte, progetti la direzione che Dio, nella Sua infinita bontà ci ispira, se nella nostra realtà quotidiana non ci mettiamo in dialogo con Lui. Continua a leggere

Die Welt: “La BCE dovrebbe comprare tutto il debito”

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DIE WELT: "LA BCE DOVREBBE COMPRARE TUTTO IL DEBITO"

DIE WELT: “LA BCE DOVREBBE COMPRARE TUTTO IL DEBITO”

“Mentre in Italia Corriere, il Sole 24 Ore, Il Fatto Quotidiano insistono  che il debito va pagato col sangue,  Die Welt ha un articolo in cui si discute sulla soluzione di FAR COMPRARE ALLA BANCA CENTRALE TUTTO IL DEBITO PUBBLICO https://www.welt.de/wirtschaft/article182541188/Euro-Zone-Oekonom-Tooze-schlaegt-eine-Schuldenunion-vor.html?wtmc=socialmedia.twitter.shared.web … “  segnala Gianni Zibordi il trader. https://www.welt.de/wirtschaft/article182541188/Euro-Zone-Oekonom-Tooze-schlaegt-eine-Schuldenunion-vor.html?wtmc=socialmedia.twitter.shared.web Effettivamente  su Die Welt il direttore delle pagine economiche intervista Adam Tooze, …

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Orban vince contro la propaganda LGBT: proibiti gli “studi di genere”

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Risultati immagini per Orbandi Chiara Soldani

Persevera, Viktor Orban. E, veramente, fa quello che dice. Così, grazie a un decreto legislativo in vigore dal 20 ottobre, in Ungheria è proibito l’insegnamento degli studi di genere nelle università. La “teoria gender” non è scienza bensì propaganda: stop a fondi pubblici e a uno spreco non solo di soldi, ma pure di tempo. Quale figura professionale poteva mai generare un simil programma accademico? Il “gender-ologo”? Orban si è opposto, mirando al “ripristino della moralità”.

Moralità, neppure in questo caso, seguita da George Soros: gli studi di genere, avevano esordito ben 15 anni fa per volere della Central European University di Budapest (ateneo fondato e finanziato dallo stesso Soros). Per meglio specificare le ragioni del decreto, si è anche espresso il vicepremier Zsolt Semjen: “Gli studi di genere sono un’ideologia, non una scienza”. E in una nota, si aggiunge che “il governo ungherese è dell’opinione che le persone nascano uomini oppure donne. Non mettiamo in discussione il diritto di ognuno di vivere come meglio crede, ma lo Stato non può assegnare risorse per l’organizzazione di programmi educativi basati su teorie prive di rilevanza scientifica”.

Prevedibile e ormai stantia, la sequela di polemiche e “parole grosse” volate dall‘universo LGBT. Orban è un orco e la sua è una “democrazia illiberale che punta alla progressiva riduzione delle libertà. Il modo più efficace per uccidere la libertà alla sua radice è proprio questo, sopprimere il libero pensiero”. Più che di “libero pensiero” bisognerebbe parlare di “propaganda del pensiero unico”: al quale, strenuamente, Orban si oppone. E, peraltro, con tangibile successo.

Fonte: https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/orban-vince-contro-la-propaganda-lgbt-proibiti-gli-studi-di-genere-95362/ Continua a leggere

Europeisti

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EUROPEISTI

“la BCE dovrebbe rivedere la sua decisione di terminare il quantitative easing. Troppe nubi all’orizzonte”. (Financial Times) https://www.ft.com/content/d26d0d02-d77b-11e8-ab8e-6be0dcf18713 Per Tajani, è stata la UE a vincere il nazismo e il comunismo Scenette dal Parlamento Europeo. Tajani cerca di sedare un litigio sul nazismo e il comunismo – sì, il livello è questo – dicendo «queste due dittature sono scomparse grazie …

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Egemonia di culture antinazionali

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di Luciano Del Vecchio

Egemonia di culture antinazionali

Fonte: Appelloalpopolo

Per non farsi travolgere da una storia che, al contrario di quanto teorizzava il politologo americano Francis Fukuyama, non s’è mai fermata e che, in questi anni, ha accelerato drammaticamente il suo corso, dovremmo provare a ragionare di politica non solo con ideologie o categorie sociologiche, ma anche in termini di fattori geografico-storici e fisico-ambientali, che la geopolitica studia e interpreta come elementi che condizionano la storia. L’Italia, dopo la morte della Patria, sembra avere pressoché dimenticato storia e geografia, e con esse la grande politica, che è innanzitutto politica estera, rinunciando ad esercitare un ruolo qualsiasi sulla scena internazionale. Su questo spazio gIi Italiani sembrano essersi rifugiati in una sorta di disturbo dissociativo che li incapacita di percepirsi popolo sulla loro terra, di riconoscersi nella loro storia e identità, che la narrazione storiografica anglosassone ha distorto e alterato da circa 70 anni. Regrediti collettivamente a un bisogno infantile di tutela coloniale, giulivi di retrocedere a provincia straniera, come nei periodi politicamente più infelici della nostra storia, abbiamo rinunciato al diritto-dovere di farci guida di libertà e democrazia per i paesi fratelli. Nella fluida incertezza del presente, l’Italia, per ritrovare la capacità di riconoscersi allo specchio e di aver piena coscienza dei suoi destini, necessita di riscoprire l’interesse nazionale, che è legato storicamente all’area geografica che occupa, al suo sviluppo economico e progresso sociale, alla libertà sua e a quella dei popoli mediterranei, che è anche la sua. La riconquista della sovranità popolare e nazionale non può prescindere dalla consapevolezza della sua missione geopolitica, imposta da un territorio che si proietta nel “suo” mare per migliaia di chilometri di coste tra e verso terre abitate da popoli, la cui pace e sicurezza sono vitali per l’Italia.

Nazione a sovranità apparente, paese ridotto ad arsenale straniero, popolo storicamente maledetto a scannarsi in continue dispute civili a pro dello straniero di turno, che una o più fazioni invocano spesso a invaderci territorialmente o a condizionarci politicamente, fin dal secolo scorso ci siamo consegnati all’egemonia di fumose culture antinazionali. Internazionalismo proletario, ecumenismo clericale, cosmopolitismo illuminista, tutti declinati ora come mondialismo, minacciano da sempre la coesione e la concordia nazionali e, nel presente, allungano le loro ingannevoli ombre sotto forma di compiaciuta autodenigrazione di massa e di umanitarismo ipocrita e politicamente garbato verso sopravvenienti afflussi. Ora sprofondiamo nel baratro della dissoluzione europeista delle multinazionali e dei finanzieri apolidi, ignorando che la nostra sorte non può essere disgiunta da quella del Mediterraneo, come compresero bene coloro i quali, durante la Prima Repubblica, osarono prendere decisioni autonome in politica estera. A cominciare da Enrico Mattei, il creatore della grande politica energetica nazionale, a cui seguì la coerente azione di Aldo Moro, ucciso non per le “convergenze parallele” ma perché filoarabo; per finire a Bettino Craxi, costretto all’esilio dall’ambigua operazione Mani Pulite, non per corruzione ma per Sigonella, assurta a vicenda-simbolo di una sia pur effimera manifestazione di riscoperta indipendenza. La loro sorte conferma che qualunque politico o imprenditore che osi opporsi al ruolo marginale imposto al Paese, viene eliminato politicamente o fisicamente. Continua a leggere

Peccato, grazia e idiozia buonista

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Risultati immagini per idiozia buonistaSegnalazione di Angelo Mazzocchi

di Nicola Liberio

Cari amici, come sempre , se faccio dei post di fede e dottrina, i quali sono sempre affidati alla libertà e sensibilità di chiunque legge, è solo per cercare di aiutare i cristiani oggi, confusi e sbandati, del resto se i preti, non tutti , ovviamente , sono formati male e confusi, con le dovute eccezioni, figuriamoci i fedeli. Ecco un video del prof. C. Gnerre che spiega bene la neccessità, di una chiara dottrina
Per cui facciamo insieme una veloce sintesi :
1-La logica da seguire, che è poi fondamentale è DIO DICE A NOI NELLA SUA PAROLA, RETTAMENTE INTERPRETATA DAL MAGISTERO BIMILLENARIO (ESCLUSI GLI ERETICI MODERNISTI, CHE FALSANO LO STESSO), E POI E’ CERTIFICATA DALLA TRADIZIONE VIVA, ( santi ed esorcisti in primis per duemila anni).
2- Da questa logica , in forza di quanto detto sopra, sappiamo che gli attori della storia sono diversi:
-DIO CREATORE E PADRE, CHE E ‘ TRINITA’.
-SATANA, NEMICO MORTALE DELL UOMO E AVVERSARIO DI DIO.
-IL PECCATO DI ORIGINE E ATTUALE, SUA ARMA MORTALE E DOVE ANCORA OGGI SPINGE OGNI UOMO E L ‘UMANITA’ INTERA.
CRISTO, FIGLIO DI DIO, INCARNATO ,MORTO E RISORTO PER DISTRUGGERE IL PECCATO E MORTE , SUA CONSEGUNZA.
-IL DESTINO ETERNO DI OGNI UOMO , CIOE’ I NOVISSIMI , COMPRESO INFERNO E PARADISO.
Un es, per capire in concreto quanto ho detto su, ecco una analisi teologica storica SERIA ,dove gli attori, passsatemi il termine, SU DETTI SONO TUTTI PRESENTI: https://www.youtube.com/watch?v=EgYsi01hOfw
ORA ,CAPITO IL QUADRO BIBLICO E CREDUTO, nei vari post da me fatti e relativi link, che trovate in rete, si metteva in evidenza , come il maligno opera e COME CRISTO SALVA, OLTRE ALLA TERRIBILE DERIVA modernista https://it.wikipedia.org/wiki/Modernismo_teologico ,dei falsi ecclesiali, neo modernisti, fino ai nostri giorni, con una CHIESA PORTATA ALLA DERIVA E CHE SFOCIA, NELLA RELIGIONE UMANITARIA CON TUTTE LE NEFANDE CONSEGUENZE .

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