La transeuropa per tutti i gender

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di Marcello Veneziani

Mentre le forze politiche litigano sul Mes, tomo tomo cacchio cacchio, l’Europarlamento ha approvato il Ces, che come dice la sigla da noi liberamente desunta, è un luogo di pubblica indecenza. La spiegazione dell’acronimo è alla fine dell’articolo, ora vi racconto le premesse. Il Parlamento europeo ha approvato nel silenzio-assenso di tutti, cattolici e leghisti inclusi, una risoluzione che confuta i generi stereotipati, ovvero – fuor di linguaggio eurocratese- reputa il sesso maschile e femminile e dunque i ruoli genitoriali del padre e della madre come stereotipi di cui liberarci.

Con 500 voti a favore e 91 contrari è passata l’altro giorno la risoluzione con la quale l’europarlamento invita il Consiglio a concludere la ratifica della Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne, nota anche come Convenzione di Istanbul. La convenzione fu approvata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 7 aprile 2011 a Istanbul (da noi c’era ancora Berlusconi sotto attacco). Detta così, a prima vista, nessuno sarebbe e oserebbe dirsi contrario. Ma a leggere attentamente tra le righe ci sono aspetti inquietanti che non riguardano solo le violenze alle donne, e che anzi non riguardano solo le violenze in genere. Per esempio quando il Parlamento europeo ribadisce che è “favorevole a uno stanziamento specifico di 193,6 milioni di euro per azioni di prevenzione e lotta alla violenza di genere nell’ambito del programma Diritti e Valori”.

Sapete che vuol dire “azioni di prevenzione”contro la violenza di genere? Insegnare per esempio ai bambini nelle scuole che padre e madre, maschile e femminile sono solo stereotipi del passato mentre i generi sono molti di più e i sessi si scelgono, non sono naturali. L’art. 14 comma 1 lo dice esplicitamente quando richiede «azioni necessarie per includere nei programmi scolastici di ogni ordine e grado dei materiali didattici su temi quali la parità tra i sessi, i ruoli di genere non stereotipati». Le azioni penali contro le violenze verso chiunque, donne, bambini, omo o trans sono già previste da tutti i codici; ma qui si parla di pedagogia, di educazione al gender, veicolando modelli di riferimento alternativi alla famiglia che sfiorano pericolosamente il modello Bibbiano.

Non hanno nulla da obbiettare gli europarlamentari cattolici e popolari, che sono se non sbaglio d’ispirazione cristiana e nei loro programmi politici dicono di voler tutelare le famiglie e i bambini? I loro leader non dicono nulla? E dov’erano i parlamentari leghisti se è vero che gli unici italiani presenti che hanno votato contro sono Carlo Fidanza, Pietro Fiocchi, Nicola Procaccini di Fratelli d’Italia e Giuseppe Milazzo di Forza Italia, mentre tutti gli altri presenti hanno votato a favore? È possibile che taccia pure la neo-presidente della commissione europea Ursula von der Leyen, che se non sbaglio è cattolica praticante, esponente dei popolari e madre di numerosi figli? Nulla da dire anche da parte del nostro presidente della repubblica Sergio Mattarella, democristiano d’antico pelo e Giuseppi Conte che nei pur vari travestimenti si è sempre detto cattolico? E la Chiesa imbergoglita tace sull’argomento, il Papa non batte ciglio, la Conferenza episcopale non dice una parola in difesa della famiglia, i preti bellaciao e nientepresepe tacciono commossi? Nessuno che spenda una parola? E i conservatori, i nazionalisti si sono fatti sentire ad alta voce? Dobbiamo riconoscere che da noi l’unico ad aver detto in merito qualcosa di recente e di decente è stato addirittura Romano Prodi che ha denunciato la deriva gaia della sinistra italiana che a suo dire non difende più gli operai ma gli omosessuali.

La denuncia del misfatto euro-turco proviene da Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia, ma non sembra che abbia suscitato altre prese di posizione.“Grazie alla superficialità di tanti eurodeputati – dicono  i due – è stato fatto entrare in Italia un nuovo cavallo di Troia di cui i nostri bambini – e le loro famiglie, aggiungiamo noi – pagheranno le conseguenze”.

A suo tempo, perfino il governo Monti depositò presso il Consiglio d’Europa una nota a verbale con la quale dichiarò che avrebbe applicato “la Convenzione nel rispetto dei princìpi e delle previsioni costituzionali” ossia purché non fosse in contrasto con gli articoli della Carta che tutelano la famiglia. Si erano accorti che veniva inserito materiale scottante pro-gender e preferirono mettere le mani avanti. Furono perlomeno prudenti, forse perché avevano di fronte un’altra Chiesa che non sarebbe rimasta muta.

Come è chiaro, non si tratta di discriminare nessuno, si tratta invece di non relativizzare e declassare il ruolo della famiglia, dei genitori, della procreazione secondo natura, da che mondo è mondo. Si tratta, certo, di tutelare ogni cittadino da ogni violenza e intemperanza ma di riconoscere, come fanno la nostra costituzione, la nostra tradizione civile e religiosa, la nostra civiltà, che la famiglia è l’architrave di ogni società e non può essere sostituita con nessun’altra forma variabile di sessualità e di unione.

La cosa che più sconcerta di questa ideologia alla cirinnà, tanto per dare un nome indicativo del livello in cui veniamo precipitati, è la negazione della realtà, della natura, dell’umanità come le abbiamo finora conosciute e vissute: tutto quel che si chiamava ordine naturale, famiglia, genitori, figli, tradizione, cultura, è ridotto a stereotipo, cioè pregiudizio, convenzione rigida e antiquata, menzogna da cui liberarci. La nomenklatura europea sta sfregiando a colpi di risoluzioni la realtà, la natura, l’umanità anche se in apparenza sembra mossa da motivi morali e umanitari. Non possiamo far finta di niente. Intendiamoci, è solo un tassello, ma si sta costruendo un ordito che ha come bersaglio la famiglia e i sessi secondo natura. Se il Mes colpisce gravemente gli stati sovrani, il Ces – come riassumiamo la Convenzione europea sessuale, colpisce gravemente le famiglie naturali, i loro figli e le coppie genitoriali. Aiuto, Mamma e Babbo, la famiglia è finita nel Ces.

MV, La Verità 1° dicembre 2019

La Slovacchia scoraggia l’aborto

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di Matteo Orlando per AGERECONTRA.IT

 

Il Parlamento slovacco ha dato il via libera a un disegno di legge che obbligherà le donne a vedere l’immagine del loro bambino non ancora nato prima di praticare l’aborto che eventualmente hanno chiesto.
Inoltre, quando sarà possibile, dovranno anche ascoltare il battito cardiaco fetale.
Il disegno di legge, che sarà approvato senza problemi di voti parlamentari, costituisce una prima forma di legge dissuasiva sull’aborto adottata nel continente europeo.
Un altro aspetto fondamentale della legge è che sarà vietata la pubblicità di cliniche abortive.
Ci saranno multe considerevoli per coloro che infrangono questa regola.
In Slovacchia vivono circa 5,4 milioni di persone e ogni anno vengono eseguiti in media 7.500 aborti volontari.
Il deputato Richard Vasecka, ritiene che questa legge dissuasiva sull’aborto potrebbe ridurre il numero di aborti dell’80%.
La misura è stata applaudita dai cattolici di questa nazione dell’Europa centrale.
Lo scorso settembre circa 50 mila persone si sono radunate nel centro di Bratislava, la capitale del paese, per mostrare il loro sostegno al disegno di legge poi proposto.
I gruppi che affermano di difendere i diritti umani, ma che in realtà non difendono il principale diritto umano, il diritto alla vita, hanno criticato la futura legge.
Sia Human Rights Watch, che Amnesty International che la Marie Stopes International considerano la misura “regressiva”. Ritengono che queste modifiche non rispondano a nessun motivo medico.
Attualmente, in Slovacchia, il delitto dell’aborto è consentito, su richiesta delle donne, fino alla dodicesima settimana di gestazione, sebbene legalmente questo periodo possa essere prolungato fino a 24 settimane, a condizione che sia sostenuto da motivi medici.

Spuntano misteriosi manifesti con volto “orwelliano” della Boldrini: è polemica

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Roma, 28 nov – In molte città italiane, da nord a sud, sono comparsi curiosi manifesti con il volto di Laura Boldrini. Sotto la faccia dell’ex presidente della Camera campeggia una scritta: “Pensa come vuoi ma pensa come noi”. Sembra chiaro lo spirito ironico e il richiamo al pensiero unico dominante. Nessuno ha però rivendicato l’azione e sui manifesti non vi sono simboli politici. C’è soltanto uno strano occhio, che evoca quello del Grande Fratello che tutto vede. E poi un’altra scritta, in corsivo e tra virgolette. Una frase che potrebbe aver pronunciato qualche esponente politico particolarmente ansioso di aprire porte e accogliere tutti: “Gli immigrati ci offrono uno stile di vita che presto sarà molto diffuso tra tutti noi”.

Misteriosa e ironica protesta

Si tratta dunque di una provocazione e allo stesso tempo di una protesta contro chi vorrebbe approvare lo ius soli? Alla base del manifesto, proprio all’altezza dello strano occhio che riecheggia il 1984 di George Orwell, c’è anche un’altra scritta: “Ministero della verità”. Anche in questo caso dunque sembra che gli autori del gesto abbiano voluto lanciare una frecciata a coloro che si ritengono gli unici detentori di una sorta di verità assoluta e per questo insindacabile. Fatto sta che in rete si leggono reazioni di ogni tipo, tra approvazioni, indignazioni e interpretazioni più disparate, in alcuni casi piuttosto bislacche.

Le reazioni indignate

Ad esempio a Udine il consigliere comunale Cinzia Del Torre ha subito intravisto del ‘sessismo’ e ha voluto segnalare alla Digos i manifesti: “A tre giorni dalla Giornata contro la Violenza sulle Donne, si dimostra, ancora una volta che i peggiori attacchi, vigliacchi perché anonimi, anche in politica, sono rivolti alle donne, ha dichiarato Del Torre. Cosa ci sia di sessista è arduo dirlo.

“E’ stato un vile e ignobile atto vandalico – ha dichiarato invece Arcangelo Riccardi, consigliere del comune di Villachiara (Brescia) – un insulto all’onorevole Boldrini e a tutti quanti ritengono che il fenomeno dell’immigrazione debba essere gestito responsabilmente, garantendo al contempo sicurezza ed accoglienza”. La Repubblica si spinge oltre e parla di “campagna razzista contro Boldrini che in queste ore sta apparendo in diverse città d’Italia”.

I manifesti sono senza dubbio misteriosi, ma una cosa è certa: la sinistra è andata in tilt anche stavolta.

Alessandro Della Guglia

Da https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/spuntano-misteriosi-manifesti-volto-orwelliano-boldrini-polemica-138183/

Orban sui cristiani perseguitati e sull’Europa che tace

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L’EDITORIALE DEL VENERDÌ
di Matteo Orlando
Aiutare i cristiani perseguitati nel mondo può aiutare a salvare l’Europa. Lo ha detto il primo ministro ungherese Viktor Orbán, denunciando l’indifferenza di gran parte dei politici europei sul tema.
Orbán ha spiegato che le radici cristiane del suo paese lo costringono ad aiutare i cristiani perseguitati per la loro fede.
Il cinquantaseienne politico ungherese, parlando a Budapest durante la seconda Conferenza internazionale sulla persecuzione cristiana, si è detto convinto di seminare “un seme, dando ai perseguitati ciò di cui hanno bisogno e restituendo loro la fede, l’amore e la perseveranza cristiana”.
Orbán, sposato con Aniko Levai, padre di cinque figli (Rahel, Gaspar, Sara, Rosa e Flora) è un cristiano calvinista, mentre sua moglie e i suoi figli sono cattolici.
Durante il suo discorso contro la persecuzione dei cristiani nel mondo, il premier del paese centroeuropeo ha elogiato le radici cristiane dell’Ungheria ed ha riferito che quattro persone su cinque perseguitate nel mondo lo sono a causa della loro fede cristiana.
Infatti, circa 245 milioni di cristiani in tutto il mondo subiscono un’estrema persecuzione. “Eppure, l’Europa rimane silenziosa ancora e ancora!”.
Il primo ministro ungherese ha sostenuto che la persecuzione cristiana non è solo un attacco alla gente, ma a un’intera cultura, che si verifica “anche qui in Europa”. Questa persecuzione a volte è violenta ma a volte più sottile, ed include “lo scambio di popolazione attraverso la migrazione di massa, la stigmatizzazione, la beffa e il muso del politicamente corretto”.
Difficile dargli torto!

Amazzonia, arrestati quattro volontari di una Ong: appiccavano incendi in Brasile

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I volontari dell’associazione Psa avrebbero appiccato alcuni roghi nello Stato del Parà, per avere finanziamenti internazionali. Il Wwf aveva ottenuto per loro donazioni, tra cui anche quella DiCaprio.

Quattro volontari di una Ong che combatte gli incendi nella foresta dell’Amazzonia, in Brasile, sono stati arrestati. L’accusa: aver appiccato roghi ad Alter do Chao, nello Stato del Parà, per ottenere finanziamenti internazionali. A finire nel mirino degli inquirenti è stato il Progetto Salute ed Allegri (Psa), la cui sede è stata perquisita e dove sono stati sequestrati computer e documenti. Continua a leggere

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