Aggredire i cattolici negli Usa? Yes, we can

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Segnalazione del Centro Studi Federici

USAPer i media, specializzati nel gridare al razzismo e alla discriminazione, non è considerata una notizia importante l’aggressione, da parte di gruppi protestanti, di famiglie cattoliche mentre si recano in chiesa (per partecipare a dei riti di stampo protestante, ma questa è un’altra storia…). Nella “terra della libertà” questi episodi si sono ripetuti nelle ultime settimane, nell’indifferenza generale.

USA: prosegue la caccia al cattolico da parte dei protestanti

A Washington e nel Maryland, Stati Uniti, gruppi di protestanti hanno attaccato i fedeli cattolici che si recavano a Messa fino all’interno delle chiese. Nessuna campagna mediatica men che meno dal “Nobel per la Pace” sempre attento ai cosiddetti “diritti umani”. Unica voce fuori dal coro? il Washington Post  Continua a leggere

BUSSOLENGO – VERONA. MANIFESTAZIONE CONTRO IL TRADIMENTO DI ALCUNI “ITALIOTI”

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di Simone Costa 

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Ieri 19/11/2014, le nostre bandiere sventolavano a Bussulengo – Verona insieme a quelle di Forza Nuova (sotto i nostri vessilli, erano  presenti anche delegazioni di comuni Cittadini,  del Movimento Idea Sociale di Verona e di Difesa Sociale)  a voler rimarcare che il nostro tradizionalismo militante non darà mai tregua al businnes di essere umani provenienti da altre realtà che,  gli albergatori nostrani (italiani) senza scrupoli,  hanno in essere con un governo non eletto dal Popolo e privo di una qualsivoglia “dignità nazionale”; la chiesa conciliare, poi,  sempre più partecipe a questo scempio, è primo attore in questo film già visto. Continua a leggere

Un film politicamente scorretto: “Bajo un manto de estrellas”

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Segnalazione di Federico Prati

 

BAJO UN MANTO DE ESTRELLAS.
Su única arma era el Amor.

 

ESTRELLASVerano de 1936.
El convento dominico de Almagro se vacía en los primeros días del mes de Julio. Novicios y estudiantes son enviados  a diversos lugares de España para pasar las vacaciones, reduciéndose así los habitantes del edificio a una veintena de frailes de todas las edades.
El 18 de Julio el ejército de África se levanta en armas contra el gobierno de la República, lo que supondrá, por las circunstancias políticas del momento, una severa amenaza para los religiosos.
En el nerviosismo expectante de los primeros días, la cosa no pasó de visitas molestas e indagaciones suspicaces, pero cuando presenciaron el incendio de la cercana parroquia Madre de Dios, ya no les cupo duda de la tormenta que se cernía sobre sus cabezas.
Comenzaba así una épica historia de sacrificio, sufrimiento, fe, amor y perdón que dejaría escritos, a sangre y fuego, sus nombres en la Historia.

http://bajounmantodeestrellas.com/sinopsis/

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L’alleanza strategica tra la Russia e l’Iran

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Segnalazione di Federico Prati

 

PUTIN CON IRAN

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si tratta di un articolo interessante perché pone i loro punti di vista che in molti frangenti viaggiano paralleli ai nostri, che, però, alla “cultura dell’attesa” mettiamo la testimonianza e la lotta per la Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo.

Tra la Russia e l’Iran deve svilupparsi una partnership strategica, che dovrebbe evolvere in futuro su queste direttive.

1. Direttiva geopolitica. Se osserviamo la struttura degli interessi strategici della Russia e dell’Iran su tutta la zona delle nostre frontiere comuni, vediamo con chiarezza il seguente quadro: gli interessi russo-iraniani quasi sempre e dappertutto sono gli stessi. In Afghanistan, Asia centrale, nella regione del Caspio, nel Caucaso meridionale – abbiamo rigorosamente gli stessi obiettivi: per prevenire la crescita di influenza della NATO (USA e Europa occidentale), vincolare la possibile espansione della potenza cinese, fermare il radicalismo salafita e wahabita, incentrato sull’Arabia Saudita, sul Qatar e certi ambienti in Pakistan. Sia la Russia che l’Iran supportano l’Armenia, ma la Russia e l’Iran sono interessati anche al riavvicinamento con l’Azerbaigian. Sia la Russia che l’Iran beneficerebbero della caduta della marionetta USA Saakashvili in Georgia e l’avvento di una politica più razionale ed equilibrata. Sia la Russia che l’Iran accoglierebbero il riorientamento della Turchia in chiave geopolitica eurasiatica. E anche in Medio Oriente, dove la Russia agisce indirettamente, e l’Iran, al contrario, ha un interesse vitale, oggi siamo pienamente d’accordo sulla questione della Siria, e questo significa che condividiamo la posizione (critica) verso la Turchia, l’Arabia Saudita, il Qatar e Israele. Allo stesso tempo, con l’alleanza con l’Iran, la Russia sarà in grado di realizzare il vecchio sogno della sua geopolitica: l’accesso ai mari caldi. Oggi esiste la possibilità per una svolta storica in questo senso.

2. Direttiva riconducibile alle relazioni internazionali. Russia e Iran sono a favore di un ordine mondiale multipolare. Putin e Ahmadinejad hanno criticato fortemente l’unipolarismo dell’Occidente; quest’ultimo vorrebbe negare il diritto di decidere per tutta l’umanità. La politica di entrambi i paesi è favorevole a un mondo multipolare. Quindi, i due paesi hanno un interesse vitale finalizzato alla creazione di un mondo multipolare contro l’egemonia americana. Sviluppare quindi una “Teoria di un mondo multipolare” è molto importante per la Russia e l’Iran.

3. Direttiva ideologica. La struttura politica iraniana non corrisponde a nessuna delle classiche ideologie politiche dell’Occidente nei tempi moderni. Questo non è il liberalismo, non è il comunismo, non è nemmeno il nazionalismo. Pertanto, la filosofia politica del moderno Iran sta oltre queste tre ideologie, nell’alveo della “quarta ideologia”. In questo senso, è importante che il mio libro “La Quarta Teoria Politica” sia stato tradotto in lingua farsi e pubblicato di recente a Teheran. La Russia moderna è in una situazione simile: il comunismo e il liberalismo sono screditati, il nazionalismo porterà alla disintegrazione della società multi-etnica in Russia. Per il futuro, anche la Russia si muove nel campo della “quarta teoria politica.” Ciò ci unisce e rende il nostro lavoro più semplice.

4. Direttiva economica. Iran e Russia condividono un interesse a minare l’egemonia degli Stati Uniti per l’economia, come anche per il dollaro. I nostri paesi lavorano per la fine dell’imperialismo e della dittatura della finanza globale. Unire le forze nel campo dell’energia trasformerà i nostri paesi in una holding di energia di importanza globale. Inoltre, l’Iran e la Russia sono interessati a uscire dalla zona del dollaro e sono impegnati nella creazione della moneta eurasiatica. La Russia deve aiutare l’Iran a rompere il soffocante blocco economico. Nell’economia, i nostri interessi sono assolutamente identici.

5. Direttiva spirituale. Durante il mio soggiorno nella città santa sciita di Qom in una conversazione con l’Ayatollah Hamedani (1) ho notato il termine che ha usato – “cultura dell’attesa”, “farhange entezor” (in persiano). L’idea era che il senso spirituale della religiosità dell’Iran è riconducibile all’attesa del Mahdi, il Salvatore del mondo, che metterà fine all’oppressione, al capitalismo, al dominio dell’Occidente e riempirà il mondo di giustizia. L’Ayatollah Hamedani ha anche parlato delle credenze degli sciiti ortodossi, che sono in attesa del tempo della Seconda Venuta, e che secondo le tradizioni del Profeta, nella battaglia finale, i musulmani e cristiani sono dalla stessa parte contro le orde dell’Anticristo (atlantismo, Stati Uniti, globalizzazione). E che tutto sarà deciso, sempre secondo le tradizioni islamiche, a Damasco. Questa “cultura dell’attesa” unisce i nostri popoli e crea nella nostra società, una prospettiva riconducibile ad una visione del mondo che vede lo scopo della vita non nel benessere materiale, ma nella realizzazione del grande obiettivo – il trionfo della verità, del bene e della giustizia. La nostra lotta è per un futuro migliore, contro l’ingiustizia e la corruzione, in cui ci troviamo oggi.

 

(1)L’Ayatollah Noori Hamedani è uno dei sapienti religiosi più importanti dell’Iran e del mondo sciita.

 

 

 

 

di Alexander Dugin – 19/11/2014

Fonte: millennivm

 

 

 

Il muro di Berlino è davvero crollato?

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

 

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Nessuna vittoria della democrazia! E’ stato rimosso da chi lo aveva eretto perchè non gli era più utile

 

di Oscar Sanguinetti

Novembre 2014: si commemora il quarto di secolo dalla “caduta”, dal “crollo”, dall'”abbattimento” del Muro di Berlino. Ma si è trattato davvero di una caduta, di un crollo, di un abbattimento? A mio modesto avviso, no.

Il Muro non è caduto – chi lo avrebbe fatto cadere? –, non è crollato – quale sisma ne avrebbe minato le fondamenta? – e nemmeno è stato abbattuto – dov’è stato il vento inarrestabile che lo avrebbe travolto? –: il Muro è semplicemente stato rimosso, tolto di mezzo, smantellato da chi lo aveva eretto.

 

FRUTTO DI REALPOLITIK

Già lo segnalava con fine acume, a poco più di un mese dai fatti, il giornalista ed ex iscritto al Partito Comunista Saverio Vertone (1927-2011), che scriveva su il Corriere della Sera: «[…] considerata nei suoi effetti visibili, la spallata che sta cancellando regimi, partiti, costituzioni, sistemi economici e persino interi Stati nell’Europa centro-orientale, sembra un miracolo della volontà popolare. E il Muro di Berlino che cade scoperchiando prigioni e latrine di Stato può ricordare a qualcuno le Mura di Gerico che si afflosciano come cartapesta sotto l’urto sonoro delle trombe di Giosuè. Non è così. La spallata dei popoli è stata data quando i guardiani avevano aperto le gabbie. Lo schianto improvviso dell’impero comunista finisce nella consapevolezza e nello spirito, ma è cominciato nella materia e nell’economia, ed è passato al vaglio razionale della Realpolitik. […] L’erede di Lenin [Gorbaciov] non ha scelto la libertà, ma la sopravvivenza […] [e] cerca adesso di convincere il mondo capitalista a partecipare in extremis al salvataggio di un sistema che per settant’anni si è presentato come un’antitesi mortale al capitalismo».

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Prezzo del petrolio sotto i 75 dollari. Consumatori: Italia con la benzina più cara in Ue

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Segnalazione Quelsi

 

by Vittorio Argese

 

pompa benzinaIl petrolio in continuo ribasso comincia ad avere effetto anche sul prezzo dei carburanti. Il greggio Wti è sceso sottoi 75 dollari al barile (74,41 le quotazioni in Asia questa mattina) e anche il Brent è ormai costantemente sotto gli 80 dollari. Condizione che inizia ad impattare sui prezzi alla pompa anche perché le prospettive di un taglio da parte dell’Opec sembrano ancora incerte in vista della riunione a Vienna del 27 novembre prossimo con la posizione dell’Arabia Saudita che sembra voler mantenere immutata la propria produzione. Gli appelli a diminuire la produzione avanzata esplicitamente da Venezuela ed Ecuador per sostenere il prezzo del petrolio si scontrano così con il desiderio di Riad di mantenere inalterate le proprie quote di mercato.

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“Hate speech”: la rivoluzione del gender si serve del linguaggio

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

 

no hatedi Lupo Glori «Usa internet col cuore: no all’odio, no all’intolleranza sul web». Questo l’ambiguo motto della campagna promossa dal dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei ministri che aderisce al progetto Young People Combating Hate Speech Online (I giovani combattono l’istigazione on line all’odio) lanciato dal Consiglio d’Europa volto a sensibilizzare i giovani contro il cosiddetto cyberbullismo, ossia episodi di intolleranza ed espressioni violente sul web, nei confronti del “diverso” riguardo differenze religiose, di genere e culturali.

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1914-2014. Centenario della Prima Guerra mondiale. Il Cerchio Vi propone…

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Segnalazione di Edizioni Il Cerchio 

 

FINIS EUROPAE. 1914-2014

A cent’anni dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

 

LIBRO

 

 

 
Caro Amico, Gentile Amica,

Il Centenario della 1° Guerra mondiale sarà in tutt’Europa occasione per rimeditare le ragioni profonde della crisi della civiltà europea, così come si è consumata nel corso del XX secolo fino ai giorni nostri.

In Italia, le prime avvisaglie non sono consolanti: da un lato un disinteresse peloso, e d’altro canto retorica e stereotipie appaiono dilagare, purtroppo, ovunque.

Come troppo spesso abbiamo visto accadere.

La comune speranza risiede nella capacità di ogni di noi di non rinunciare al ben dell’intelletto, al di là di ogni “verità” massmediale. Perché, come Orwell ci ha insegnato, chi controlla il passato controlla il presente. E tiene in pugno il futuro.

Per questo Il Cerchio Vi propone una serie di strumenti utilissimi, alcuni dei quali assolutamente inediti, per capire meglio cosa accadde prima e attorno al 1914, e per quali ragioni quegli eventi portano in sé la responsabilità in radice dei disastri del ‘900, frutto maturo della Finis Europae, e della grande crisi contemporanea.

Un’occasione unica, anche per le condizioni economiche offerte dall’Editore, fino al 30 novembre 2014.

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