Il Governo Renzi promuove l’ideologia del gender nelle scuole
Segnalazione Corrispondenza Romana
Il Governo Renzi promuove l’ideologia delgender nelle scuole italiane. Il 31 ottobre 2014 il “Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca” (MIUR) e il “Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri” hanno infatti inviato una circolare ai dirigenti scolastici di ogni ordine e gradoesortandoli a mettere in atto le azioni previste dal Protocollo d’Intesa, siglato il 30 gennaio 2013, tra il “MIUR” e il “Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri”, con il quale le parti “si impegnano a promuovere un piano pluriennale di attività comuni, Continua a leggere
Bergoglio’s Theology of Surprises
Segnalazione di don Anthony Cekada
Bergoglio’s Theology of Surprises
Francis Watch 9
Bp. Donald Sanborn and Fr. Anthony Cekada
THURSDAY, NOVEMBER 27, 2014
LINK GOES LIVE at 7:00 PM EST Restoration Radio Continua a leggere
Nuova perquisizione a casa del Prof. Robert Faurisson
ROBERT FAURISSON: Comunicato: nuova perquisizione al domicilio del professor Faurisson –
Mercoledì 19 novembre 2014, due ufficiali della Polizia giudiziaria di Clermont-Ferrand, di cui un comandante, si sono recati a Vichy presso il domicilio del professore Faurisson e hanno proceduto ad una perquisizione per confiscare computer e documenti. Non hanno trovato né il computer né i documenti ricercati.http://robertfaurisson.blogspot.fr/2013/05/il-est-temps-den-finir-avec-la-chambre.html
“Una nota sulla pretesa camera a gas dello Struthof”
http://robertfaurisson.blogspot.fr/2013/08/note-sur-la-pretendue-chambre-gaz.html
Dopo aver dichiarato la propria incompetenza la procura di Strasburgo aveva trasmesso l’affare alla procura di Cusset (periferia di Vichy), dove un giudice istruttore aveva a sua volta incaricato dell’inchiesta il suddetto comandante della polizia giudiziaria di Clermont-Ferrand. Continua a leggere
Striscia di Gaza: arriva il materiale per la ricostruzione, ma non è sufficiente
Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo
di Redazione
Il funzionario dell’Autorità palestinese responsabile dell’ingresso delle merci a Gaza attraverso il valico di Kerem Shalom, Raed Fatuh, ha dichiarato oggi che ventotto camion, ognuno caricato con 40 tonnellate di cemento, hanno fatto ingresso nella Striscia di Gaza. “Questa è la più grande fornitura di cemento dalla fine della guerra”, ha aggiunto Fatuh, “Ma non è sufficiente per la ricostruzione post-bellica”.
Sterminatori travestiti da filantropi: Unicef e Kill…ops…Save the Children
Segnalazione di Gianni Toffali
http://www.vitanuovatrieste.it/kenya-la-campagna-segreta-di-unicef-e-oms/
Una campagna di sterilizzazione di massa attuata con l’inganno da organizzazioni delle Nazioni Unite è stata smascherata grazie ai vescovi e ai medici cattolici del Kenia. La campagna di vaccinazione contro il tetano utilizzata per indurre la sterilità delle giovani donne.
C’è un tipo di vaccino anti tetano che si somministra in cinque dosi, tramite iniezione. Dal marzo di quest’anno, in Kenya, sono state inoculate le prime tre dosi di questo vaccino a un milione di donne, nell’ambito di una campagna per la prevenzione del tetano neonatale organizzata da due agenzie delle Nazioni Unite, l’Oms e l’Unicef, che si propone di raggiungere in tutto 2,3 milioni di donne di età compresa tra 14 e 49 anni.
Vittime del comunismo: don Miroslav Bulesic
Segnalazione del Centro Studi Federici
Il ricordo del sacerdote Miroslav Bulešić (1920 – 1947) martirizzato dai comunisti titini in Istria, una delle innumerevoli vittime del comunismo dimenticate dalla storiografia ufficiale.
(…) PARROCO A BADERNA
Nell’ autunno del 1943 Bulešić viene nominato parroco di Baderna. In questa parrocchia, nei due anni seguenti si dedica con grande impegno al ministero pastorale e, nello stesso tempo, s’interessa con grande coraggio e senza risparmiarsi per coloro che nell’infuriare della guerra erano maggiormente esposti. Nel mese di maggio del 1944 scrive cosi al rev. Ivan Pavić: “Tra il popolo afflitto e sanguinante noi dobbiamo essere come il buon Samaritano: consolare, curare, sollevare, fasciare ogni ferita…” Nel territorio di Parenzo, come in tutta l’Istria, operavano allora tre eserciti: i partigiani, i fascisti (la Rsi, ndr) ed i Tedeschi. In tutto questo tempo pieno di odio il rev. Bulešić manifesto un vero amore per la propria patria, ma senza compromettere l’universalità e la coerenza del sacerdote cattolico, vedendo in ogni uomo, qualunque fosse la sua divisa militare, l’immagine di Dio, come egli stesso si esprime: “Io sono un sacerdote cattolico ed amministrerò i santi sacramenti a tutti coloro che me li richiederanno: ai Croati, ai Tedeschi, agli Italiani“. A causa di questo suo atteggiamento deciso e coerente, Bulešić viene minacciato da varie parti ed egli nella primavera del 1944, in un’annotazione nel suo diario personale, si rivolge cosi a Dio: “Se vuoi che venga a Te, ecco mi pronto. Ti offro tutta la mia vita per il mio gregge. Confidando nelle Tua grazia e se Tu me ne renderai degno, non temo il martirio, anzi lo desidero ardentemente. Sia fatta la Tua volonta“. Poi, come se avesse il presentimento che anche il suo sacrificio potrebbe essere interpretato erroneamente, egli stesso spiega per che cosa e disposto a sacrificare la vita: “Desidero morire soltanto per la gloria di Dio e per la salvezza dell’anima mia e delle anime dei miei fedeli“. Ai propri nemici e persecutori manda questo messaggio: “La mia vendetta è il perdono“. Mentre le accuse e le calunnie diventavano sempre più frequenti, Bulešić, il giorno di Natale 1944 nell’omelia dice apertamente ai propri parrocchiani: ” Non ho paura di nulla perchè so di fare in tutto il mio dovere, e sono tranquillo di fronte a Dio e di fronte agli uomini. Sappiate che io conserverò sempre la mia fede e la mia onesta, che non tradirò per nessuna cosa al mondo; senza paura diro a ciascuno quello che e giusto. Mi atterro sempre a questi principi che sono i principi di Cristo. La sua strada sarà anche la mia strada“. Alla fine della guerra Bulešić si trovava a Baderna, ma già nell’autunno del 1945 viene nominato parroco di Kanfanar.
Quando per Renzi l’astensione era la vera vincitrice delle elezioni
Segnalazione Quelsi
Il messaggio arrivato dalle regionali di domenica è abbastanza chiaro: ha vinto il partito del non voto, il partito della gente che in questo difficile momento della politica ne farebbe volentieri a meno. E’ inutile commentare ulteriormente analizzando flussi, sommando o sottraendo voti rispetto alle europee di cinque mesi fa o alle regionali del 2010. L’unico dato da prendere in considerazione è quel 63% di elettori che si sono rifiutati di recarsi ai seggi, rinunciando a esercitare un diritto democratico che oggi sembra aver perso valore. Insomma, la gente si è rotta. Punto. E sembrano averlo capito un po’ tutti, a parte un paio di personaggi politici che fanno a cazzotti con la realtà e soprattutto con la coerenza.
Ricorrenza del Martirio di Padre PRO (Guadalupe, 13 gennaio 1891 – Città del Messico, 23 novembre 1927)
Segnalazione Edizioni Amicizia Cristiana
Miguel Agustin Pro nacque a Guadalupe, in Messico, il 13 gennaio 1891. Era il figlio maggiore di Miguel Pro e Josefa Pro de Juarez. Miguel. Aveva molte capacità, fra cui suonare la chitarra e parlare in pubblico senza alcuna paura.
Nel 1914 Michele Agostino Pro si trasferì in una casa religiosa in California; successivamente si recò in Spagna e in Belgio per continuare i suoi studi. Fu ordinato sacerdote il 31 agosto 1925 nella Compagnia di Gesù.
Nell’estate del 1926 Miguel fu autorizzato a tornare in Messico; lungo la strada si fermò a Lourdes e riuscì a celebrare la Messa nella Grotta di Massabielle.
Anche Padre Pro adottò quello stratagemma, tuttavia alcune persone che conoscevano la sua identità minacciarono di denunciarlo alle autorità. Accadde così che, mentre celebrava l’atto di Consacrazione, Padre Pro fu prelevato dai gendarmi e portato in carcere, processato e poi lasciato libero. Ma i suoi problemi con la giustizia erano appena iniziati: l’accusa che lo raggiunse in breve fu quella dell’omicidio di Alvaro Obregon.
Un’Europa fragile e impaurita, si divide sulle sanzioni alla Russia
di Salvo Ardizzone
Al G20 di Brisbane, il tema al centro degli incontri è finito per essere la crisi in Ucraina più che gli argomenti economici in agenda. I leader più vicini a Washington (l’australiano Abbot, il canadese Harper e naturalmente David Cameron) sono stati volutamente ruvidi con Putin, nel tentativo di metterlo nell’angolo; da ultima, sabato sera, la Merkel s’è presentata all’improvviso nell’albergo del presidente russo per un incontro fiume: due ore faccia a faccia, continuato per altre quattro anche con Juncker (docile strumento della Cancelliera) chiamato nel cuore della notte.






