Il cristianesimo non è una sharia

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Quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi è forse un cambiamento epocale che investe uno degli elementi fondamentali dell’identità italiana: il cattolicesimo. Sbagliano le gerarchie clericali a pensare di poter orientare ciò che rimane del “popolo cattolico” verso le sponde di quell’umanitarismo progressista che rappresenta l’esito estremo del Concilio Vaticano II. In senso ancor più radicale, sbagliano a pensare che essi detengano ancora il “monopolio del Sacro”. Continua a leggere

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Intervista a Marcello Veneziani di Alessandro Rico per La Verità

Marcello Veneziani è uno degli intellettuali di destra più brillanti del nostro Paese. Con la Verità ha conversato a tutto campo su populismo, sovranismo, Europa, crisi del centrodestra.

Tutti ne parlano, molti a sproposito. Ma cos’è il populismo, professor Veneziani?
Il populismo è la scuola elementare della nuova politica.

Efficace ma sibillino. Me lo spiega meglio?
Il populismo parte dal disagio della gente che si sente espropriata del potere di decidere, messa all’angolo dalle oligarchie. E reagisce riportando in auge la questione della centralità del popolo. Continua a leggere

Morire a 11 anni per il volgare vuoto di Sfera Ebbasta, una tragedia nella tragedia

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La tragedia di Corinaldo. Sei vittime alla discoteca Lanterna Azzurra, accorse per il trapper Sfera Ebbasta, profeta della droga libera, della donna-oggetto, del nichilismo assoluto. Ci sono modelli di vita verso cui non bisognerebbe accompagnare i figli, mette tristezza che le volgarità del trapper siano l’ultima cosa attesa da quegli adolescenti.

 

«Hey troia! Vieni in camera con la tua amica porca. Quale? Quella dell’altra volta». E’ per ascoltare questa poesia che due giorni fa sono morti 5 ragazzini minorenni ed una mamma, nella tragedia di Corinaldo (Ancona). Travolti dalla calca durante un fuggi fuggi generale nella discoteca “Lanterna azzurra”, provocato dall’uso di uno spray urticante. Continua a leggere

Cattedrali trasformate in teatri e circhi, il caso del Duomo di Milano

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Venerdì 23 novembre la cantante Giorgia ha lanciato il suo nuovo disco Pop heart nel Duomo di Milano. Oggi, chiese e cattedrali, sempre più vuote di fede, si trasformano in squallidi teatri, dove si canta e si balla. Perciò, oltre ad impedire alle persone che ancora desiderano pregare in chiesa con liturgie sempre più protestanti, con un rumoroso attivismo pastorale, con catechiste affamate di protagonismo e presbiteri sempre meno sacerdotali e sempre più conviviali, si profanano luoghi di culto con concerti di musica profana e mostre, più o meno degeneri. Continua a leggere

Solgenitsyn, dal gulag all’oblio

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di Marcello Veneziani

«Sono infinitamente difficili tutti gli inizi, quando la semplice parola deve smuovere l’inerte macigno della materia. Ma non c’è altra strada se tutta la materia non è più tua, non è più nostra. Anche un grido può provocare una valanga in montagna». Da ragazzo queste parole di Alexander Solgenitsyn m’incoraggiavano a pensare che l’impresa di svegliare il mondo non fosse impossibile. Ripenso oggi, a cent’anni giusti dalla sua nascita e a dieci dalla sua morte, con commosso stupore al grido di Solgenitsyn e alla valanga che aveva creato. Continua a leggere

Gilet gialli, Macron: «ho fatto cavolate ma cambierò rotta»

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Il  presidente della repubblica francese Emmanuel Macron terrà stasera alle 20 un discorso alla nazione sui gilet gialli che da settimane protestano in tutto il Paese. «Ho fatto delle cavolate – ha detto Macron dopo migliaia di arresti, centinaia di feriti e 3 morti -. Ci sono troppe tasse in questo Paese – ha aggiunto sfogandosi con dei sindaci». Tra le concessioni che il presidente francese intende fare ai gilet gialli nel cambio di rotta del suo governo, che potrebbe subire un rimpasto,  proprio il taglio delle tasse, ma anche la rinuncia all’ecotassa. Le sue decisioni saranno anticipate oggi alle 10 da un incontro con le più alte cariche dello Stato, i sindacati e i partiti. (t.d.b.)
fonte: https://www.vvox.it/2018/12/10/gilet-gialli-macron-ho-fatto-cavolate-ma-cambiero-rotta/

Salvini ricordi a Juncker che i trattati dell’Ue si fondano sulla crescita

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di Paolo Becchi su Libero, 09/12/2018


Salvini ha detto molte cose e toccato diversi argomenti, ma il cuore del discorso politico è stato l’Europa e la nostra collocazione nell’Unione. Di fatto ha già iniziato la lunga campagna elettorale per le prossime elezioni europee, le quali per Salvini non saranno più caratterizzate, come quelle precedenti, da una critica radicale della moneta unica. Potrà piacere o meno ma questa è la direzione presa.

Cambiare l’Italia ma anche cambiare dall’interno l’Unione; questo il messaggio di un politico che in questo modo ha voluto mostrare di vivere non solo di tattica, ma anche di una più ampia visione politica. Se riuscirà a cambiare l’Ue come sta cercando di cambiare l’Italia è difficile dirlo oggi. Bisognerà aspettare il risultato, peraltro non scontato, delle prossime elezioni europee. Ma pensiamo intanto all’oggi. Continua a leggere

Reddito di cittadinanza, almeno 2 anni per farlo funzionare. Ecco perché

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di Milena Gabanelli e Rita Querzè

Il reddito di cittadinanza erogherà 780 euro al mese a chi non ha lavoro e le offerte transiteranno dai «Centri per l’impiego» (Cpi), presso i quali tutti gli aventi diritto devono registrarsi. La manovra vale 7,1 miliardi l’anno. L’efficienza di questi centri è, dunque, cruciale per scongiurare il rischio che l’operazione non sia solo una forma di assistenzialismo.

Il sistema oggi è mal messo, e per capire cosa serve per farlo marciare abbiamo visitato i Centri per l’impiego che funzionano. Non c’è bisogno di andare nello Stato del Mississippi (da cui arriva il consulente del ministero del Lavoro Mimmo Parisi) perché ce ne sono alcuni anche in Italia, pochi, ma ci sono: a Milano e Treviso, per esempio. Ecco dieci cose necessarie subito.
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