Attentato Strasburgo, parla Meluzzi: “Qualcosa non torna”

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Un nuovo attentato terroristico, stavolta a Strasburgo una delle capitali dell’Europa politica, sede del Parlamento europeo. Sembra ormai confermata la matrice terroristica islamica  L’attentatore che ha aperto il fuoco ai mercatini di Natale però in questo caso non viene dal Medio Oriente ma è nato in Francia ed è definito un “ibrido”, uno cioè che si è radicalizzato dopo essere passato per la criminalità comune. Uno insomma che mescola reati comuni come la rapina, lo spaccio di droga, l’estorsione al radicalismo islamico. E’ molto probabile che la radicalizzazione sia avvenuta proprio in carcere dove l’uomo sarebbe stato recluso più volte in passato. Era infatti già noto alle forze di polizia, era stato schedato come pericoloso ed era sfuggito di un soffio ad una perquisizione nella mattinata di ieri nell’ambito di un’indagine su un caso d’estorsione. Lo Speciale ne ha parlato con lo psichiatra e criminologo forense Alessandro Meluzzi con il quale abbiamo cercato di capire come sia possibile individuare e fermare questi soggetti cosiddetti “ibridi”. Continua a leggere

Svezia, una scuola vieta la festa di Santa Lucia in nome della “uguaglianza”

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Santa LuciaTradizioni calpestate

Non c’è pace per Macron: gilet gialli ancora in piazza

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La Francia è una polveriera. Mentre i  gilet gialli continuano a manifestare contro Emmanuel Macron, il terrore piomba sul Paese con i colpi sparati da Cherif Chekkat, un estremista che avrebbe agito per vendicare i suoi “fratelli in Siria”. Un Paese sull’orlo del precipizio, come l’hanno definito molti analisti, che ora può implodere.

Nel suo discorso alla nazione, il presidente francese ha proposto diverse iniziative per accontentare i manifestanti. Iniziative che, però, rappresentano essenzialmente un bluff, dato che erano già nel programma di Macron, come ha spiegato Le Figaro. Per questo i gilet gialli stanno ancora protestando, e sabato saranno ancora in piazza, nonostante il presidente dell’Assemblea nazionale francese Richard Ferrand abbia chiesto ai manifestanti di fermarsi.  Continua a leggere

In memoria di Aleksandr Solženicyn testimone (dimenticato) delle atrocità dell’utopia socialista

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Aleksandr Solženicyn

12 Dic 2018

«Non dimenticate la vostra stirpe, il vostro passato, studiate quanto riguarda i vostri nonni e antenati, adoperatevi a rafforzarne la memoria»: così ebbe a scrivere sull’importanza della memoria e del passato Pavel Florenskij pochi anni prima di morire fucilato dal regime sovietico per presunte “attività controrivoluzionarie”. Dalle riflessioni di Florenskij emerge tutta l’importanza di ricordare ciò che è stato, come nel caso del centenario della nascita, avvenuta l’11 dicembre 1918, della vita e del pensiero di Aleksandr Solženicyn che, in ragione della sua esperienza e delle sue opere, può essere considerato a tutti gli effetti uno degli ultimi autori occidentali, oggi quasi del tutto estinti, non soltanto genuinamente liberi, ma difensori della autentica libertà. Preliminarmente occorre notare l’indifferenza con cui il mondo occidentale in genere ed europeo in particolare si è approcciato ad un tale anniversario, dimostrandosi così almeno due caratteristiche dell’attuale scenario culturale alquanto preoccupanti: in primo luogo una generica noncuranza per la storia, trascuratezza che comporta la possibilità di ripetere gli errori e perfino gli orrori del passato; in secondo luogo, a fronte di una continua esaltazione della libertà viene dimostrata una carente conoscenza della reale natura della stessa e dei suoi più grandi maestri tra cui si può e si deve annoverare Solženicyn. Continua a leggere

Salvini ha deciso di abbandonare la lotta contro l’euro o si tratta solo di una mossa tattica?

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di Paolo Becchi

A maggio si vota per il rinnovo del Parlamento europeo. Salvini ha di recente smussato i toni della polemica contro la Ue e delle critiche radicali sull’euro di cinque anni fa oggi non è rimasto molto, anzi nulla. Certo, quando si è al governo bisogna essere prudenti e soprattutto in questa fase di confronto con la Commissione europea è meglio evitare di parlare della moneta unica per non dare in pasto al mainstream la scusa dell’eventuale impennata dello spread.

Per le elezioni europee Salvini però non dovrebbe fare campagna elettorale da vicepremier e ministro, bensì da leader del partito politico che potrebbe addirittura affermarsi quale prima forza del Paese. E a proposito delle elezioni europee vogliamo porre la questione: Salvini ha deciso definitivamente di abbandonare il tema dell’uscita dell’Italia dall’euro, lasciando la lotta per il recupero della sovranità monetaria a Fratelli d’Italia, CasaPound e sovranisti vari sull’orlo di una crisi di nervi? O si tratta solo di un mero e momentaneo ripiegamento tattico? Continua a leggere

La Francia sforerà il tetto del 3% E adesso cosa farà l’Europa?

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Emmanuel Macron non riuscirà probabilmente a placare i gilet gialli, visto che l’ala più intransigente ha già detto di riprendere le iniziative per la quinta giornata di mobilitazione. Ma intanto, il presidente francese ha ottenuto un primo risultato: sforare il tetto del 3%. Come ha spiegato il presidente dell’Assemblea nazionale, Richard Ferrand, la Francia “probabilmente aumenterà il deficit” pubblico “temporaneamente” per finanziare le misure annunciate da Macron in risposta ai gilet gialli.

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Caso Corinaldo, parla Crepet: «Insultato perché critico il trap. I genitori sbagliano»

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A Corinaldo, in provincia di Ancona, cinque adolescenti e una giovane mamma di 39 anni sono morti mentre fuggivano da una discoteca piena zeppa di minorenni dove si doveva svolgere un concerto di Sfera Ebbasta, uno dei cantanti trap più in voga del momento.

Pare che a scatenare il panico sia stato un giovane teppista che, pur rubare una catenina a un coetaneo, avrebbe spruzzato uno spray urticante che in poco tempo avrebbe reso irrespirabile l’aria nel locale. Gli inquirenti stanno svolgendo le dovute indagini.

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“Sinistra censura film sulle foibe”.

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Deputato lo fa proiettare: è sold out Sarà tutto esaurito a Bologna per la proiezione di “RedLand, rosso d’Istria”. Bignami: “Ho voluto organizzarla per onorare centinaia di emiliani e romagnoli innocenti e brutalmente assassinati.

Un film “scomodo”, non molto pubblicizzato e un po’ snobbato da certa sinistra. “Redland, rosso d’Istria” racconta l’Italia di ieri e (involontariamente) anche quella di oggi. Continua a leggere

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