Da Vauro a Carla Bruni: chi sono i fans italiani dell’assassino Cesare Battisti

Nessuno si ricorda più dell’appello per Battisti
In tanti, oggi, imbarazzati dai brindisi e dagli “schiaffi” all’Italia dell’assassino Cesare Battisti, arrestato e rilasciato subito in Brasile, preferiscono restare in silenzio. Ma in tanti, tra gli intellettuali o pseudotali, in Italia e all’estero, nelle file della sinistra, per anni hanno protetto, difeso e firmato appelli in favore di quel terrorista vile, condannato per omicidio e scappato all’estero, che con la scusa dei libri si trincera dietro una presunta persecuzione politica. Dall’alto di quattro omicidi, due diretti e due indiretti, decine di rapine e un uomo condannato a vita su una sedia a rotelle, in nome della militanza nel gruppo dei “Proletari armati per il comunismo”. Continua a leggere


Roma, 14 gen – Di solito pubblica almeno uno o due post al giorno dalla sua pagina Facebook. Ieri invece abbiamo assistito al silenzio imbarazzante di Roberto Saviano, non una parola sulla cattura di Cesare Battisti. Il perché lo scrittore abbia deciso di non commentare una notizia di tale portata è semplice: nel 2004 firmò un appello di “intellettuali” che chiedevano la scarcerazione del terrorista rosso, all’epoca detenuto in Francia. A dire la verità il “bardo cosmopolita” era in buona compagnia, insieme a lui firmarono tra gli altri l’allora deputato dei Verdi Paolo Cento, Christian Raimo e Vauro.

L’ambasciatore italiano Bernardini: la democrazia è più forte del terrorismo

Claudio Baglioni è sempre più nella bufera per le sue parole sull’immigrazione e sulle scelte del governo per contrastarla. Spunta il caso New Trolls
Spiazzato dalla Chiesa valdese che ha deciso di adottare quindici migranti sbarcati a Malta, cioè uno per ogni valdese, Papa Bergoglio ha riunito il cerchio magico-curiale e ha deciso: daremo noi, Chiesa cattolica, il reddito di cittadinanza ai migranti, visto che il governo tergiversa ed è piuttosto riluttante ad estenderlo pure a loro. Apriti cielo. Panico tra i preti e le suore, fuggi fuggi generale. Già quando lanciò l’idea di un’adozione a parrocchia, la risposta fu un mezzo fiasco. Ma ora la svolta è radicale, coinvolge direttamente la Santa Sede e stavolta è davvero impegnativa, non come accadde con i profughi della nave Diciotti che dal Vaticano finsero di prendersi in carico un centinaio di migranti, gran retorica sull’accoglienza e sul gesto umanitario, ma poi li lasciarono andar via dal centro di Ariccia. Stavolta toccherà migliaia di persone. Per ottenere il reddito di cittadinanza, che il papa ha voluto cristianamente ribattezzare il “redento di cittadinanza”, basterà presentare domanda alla caritas, avere i requisiti, cioè non avere nulla e fuggire da tutto. Fa punteggio essere nero, venire da molto lontano, essere islamico. Sono esclusi i poveri nostrani e i barboni che stazionano nel colonnato vaticano, allontanati dai papa-vigilantes. I migranti beneficiati dovranno però frequentare, a scelta, una parrocchia, una moschea o un centro sociale. Al terzo rifiuto, come per il reddito governativo di cittadinanza, sarà loro revocato il sussidio.
A cinquant’anni dal suo sacrificio, il concerto dedicato a Palach rischia di naufragare per colpa delle polemiche. I dem lo hanno definito un evento “nazi-rock” e da Praga si sono mobilitati anche sei senatori della Repubblica Ceca