Il patto scellerato sulla droga
QUINTA COLONNA
C’è una campagna strisciante e pervasiva nel nostro Paese che vuol rendere “normale” la diffusione della droga. È una campagna che passa dalla proposta ripresentata in Senato di legalizzare la coltivazione e la vendita dell’hashish e della marijuana, cavallo di battaglia di sinistre, radicali, liberal e grillini “fumati”. Si sono moltiplicati in breve tempo e in ogni angolo i negozi dedicati alla cannabis (intorno a casa mia ne sono sorti in pochi mesi 5 o 6). Senza dire dei messaggi quotidiani sulla droga tra canzoni, film, letture. Eppure una percentuale altissima di atti criminali, violenze sessuali o incidenti stradali è accompagnata da quelle pratiche: spaccio, uso, stati d’alterazione, necessità di procurarsi la droga.
La droga è il Gran Rimosso della nostra vita pubblica perché è il punto di confluenza di due aspetti politicamente sensibili: i racket dell’immigrazione clandestina (dalla mafia nigeriana in giù) e la diffusione di una visione libertaria, libertina e permissiva. Da una parte la manovalanza massiccia di migranti, soprattutto neri, nello spacciare e procurare la droga e dall’altro un modello di società radical, trasgressiva, anti-proibizionista che deriva dai piani alti della nostra società, dal nichilismo diffuso oltre che dal cinismo degli imprenditori di morte. Sulla droga la libertà psichedelica del “tutto è permesso” di matrice sessantottina, dove i diritti sconfinano nei desideri, s’incontra con l’accoglienza illimitata di migranti che per fame ed estraneità al territorio sono facilmente reclutabili nel racket. Continua a leggere



Gran parte del disagio giovanile contemporaneo è dovuto 
Le provano tutte per bloccare, ostacolare, ritardare le azioni di contrasto dell’immigrazione incontrollata (poi qualche rosicone, che non ha mai amministrato neanche un condominio, la fa facile ed è sempre pronto a criticare o lamentarsi, n.d.r.)
Non bastava la terribile strage annunciata dallo Stato di New York, dove i democratici hanno approvato una legge che consente di abortire fino al momento della nascita per qualunque motivo, adesso si aggiungono anche altri tentativi di legalizzare aberrazioni simili, in America: in Rhode Island,
In questi giorni stavo sfogliando i quotidiani degli anni Ottanta. È cambiato quasi tutto, tranne una cosa: la potenza della magistratura nel dettare l’agenda politica o agenda setting, come dicono gli «esperti». Certo, allora si trattava solo di qualche arresto di amministratori locali (ovviamente dei partiti di governo) il giorno prima delle elezioni o di scontri tra il presidente Cossiga e il Csm. Niente rispetto a quello che sarebbe accaduto dopo. Ma era già visibile il disegno e già percepibile la tentazione.
Ferrara, 18 feb – Sappiamo che a Ferrara, nella zona Gad, lo spaccio di droga gestito dalla mafia nigeriana (o etnica, come amano chiamarla i conduttori e i giornalisti rispettosi del prossimo) ha reso quel posto invivibile e assimilabile a quei luoghi nel mondo in cui col calar del sole tutti si chiudono in casa aspettando con ansia la mattina. Il dramma è che non siamo in Venezuela o in Iraq, siamo in Italia, nell’Emilia Romagna che tutti conosciamo per mille motivi ma non certo per la presenza massiccia di bande criminali costituite da immigrati giunti qui via mare, accolti dalla sinistra alla deriva e sistemati dalle cooperative con la bava alla bocca.
“Il più pericoloso antisemitismo è tornato nel cuore dell’Europa…E’ la stessa feroce dinamica da cui si originavano i pogrom in Russia ai tempi degli zar, in Germania al tempo dei nazisti, nei paesi arabi – da Baghdad a Tripoli – negli anni Quaranta e Cinquanta”. Cosi, il direttore della Stampa Maurizio Molinari, ha voluto dedicare un fondo di suo …