Possono gli Stati Uniti evolversi come la Russia ed il resto dell’umanità?

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Segnalazione di Federico Prati

di Finian Cunningham

Avete notato come gli esponenti dell’amministrazione USA  sembrano essere  capaci ogni momento di parlare costantemente circa la guerra, guerra e sempre  guerra? Dall’altra parte la Russia e  la maggior parte dei paesi del mondo  stanno parlando di associazione, di sviluppo, di integrazione, di progresso, di  prosperità e di pace. Cosa si prepara per l’umanità, la pace o la guerra?  I dirigenti nordamericani  sono fossilizzati su una apparente routine mentale  di ostilità, di sospetti, di inimicizia e di guerra. Guardateli negli occhi.  Quello che offrono è un tunnel senza uscita di rassegnazione, senza progresso,  senza umanità e soltanto di conflitto permanente.

In contrasto con questo, il presidente russo Vladimir Putin, ed altri leader  mondiali, si sforzano per sancire una visione di speranza per l’umanità’, una  visione che poggia le sue basi sulla cooperazione, l’associazione e lo sviluppo  comune.

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GUIDA PRATICA ALLA LEGGE BAVAGLIO: CIO’ CHE NON SI PUO’ FARE IN SPAGNA DAL 1° LUGLIO 2015

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Europa
Manifestacion

FONTE: RT.COM

Dal tweettare su una protesta al fotografare un ufficiale di polizia, dalle  concentrazioni davanti al parlamento o impedire uno sfratto. Questo è ciò che  gli spagnoli non potranno più fare liberamente da mercoledì, giorno  dell’entrata in vigore della controversa legge sulla sicurezza pubblica,  soprannominata ‘legge bavaglio’.
Questa guida sulla controversa legge è stata preparata dal quotidiano digitale  ‘El Plural’, con l’obiettivo di far sapere agli spagnoli cosa possono fare da  questo mercoledì 1° luglio, o almeno quello che potrebbe costare loro delle  multe se lo fanno. Come osserva il portale, questo “linguaggio contorto e  criptico” della legge “permetterà  all’Amministrazione di sanzionare senza  permesso giudiziario per ragioni che non sono chiare nel testo.”

1. Manifestare in una “infrastruttura che fornisce servizi di base per la  comunità”

Che cosa intende?

Nella redazione calzano a pennello i tipici atti di protesta di Greenpeace,  che spesso includono la scalata di una centrale nucleare e il dispiegamento di
uno striscione, una concentrazione in un aeroporto o anche una protesta durante  una trasmissione di notizie un’emittente pubblica, come nel caso del canale 9.

Come sarà sanzionato?

Tutte queste azioni ora sono considerate infrazioni molto gravi che possono  essere sanzionate con cifre comprese tra 30.001 e 600.000 €.

2. Diffondere in rete messaggi riguardanti una protesta o manifestazione a  venire

 

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“Essi furono dignitari della Chiesa e prelati religiosi”

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INFERNO

Segnalazione di Federico Prati

L’INFERNO VISTO DA SANTA VERONICA GIULIANI: “SARÀ SEMPRE COSÌ. SEMPRE, SEMPRE,
SEMPRE”

Santa Veronica Giuliani (Orsola) nacque il 27 dicembre 1660. Entrò nel  monastero delle Clarisse Cappuccine di Città di Castello. Morì il 9 luglio  1727. Una visione dell’inferno, avuta nel 1696, è così raccontata da Santa  Veronica: «Parvemi che il Signore mi facesse vedere un luogo oscurissimo; ma  dava incendio come fosse stata una gran fornace. Erano fiamme e fuoco, ma non  si vedeva luce; sentivo stridi e rumori, ma non si vedeva niente; usciva un  fetore e fumo orrendo, ma non vi è, in questa vita, cosa da poter paragonare.  In questo punto, Iddio mi dà una comunicazione sopra l’ingratitudine delle  creature, e quanto gli dispiaccia questo peccato. E qui mi si  imostrò tutto  appassionato, flagellato, coronato di spine, con viva, pesante croce in spalla.  Così mi disse: “Mira e guarda bene questo luogo che non avrà mai fine. Vi sta,  per tormento, la mia giustizia ed il rigoroso mio sdegno”.
In questo mentre, mi parve di sentire un gran rumore. Comparvero tanti demoni:  tutti, con catene, tenevano bestie legate di diverse specie. Le dette bestie,  in un subito, divennero creature (uomini), ma tanto spaventevoli e brutte, che  mi davano più terrore che non erano gli stessi demoni. Io stavo tutta tremante,  e mi volevo accostare dove stava il Signore. Ma, con tutto che vi fosse poco  spazio, non potei mai avvicinarmi più. Il Signore grondava sangue, e sotto quel  grave peso stava. O Dio! Io avrei voluto raccogliere il Sangue, e pigliare  quella Croce, e con grand’ansia desideravo il significato di tutto. In un  istante, quelle creature divennero, di nuovo, in figura di bestie, e poi, tutte  furono precipitate in quel luogo oscurissimo, e maledicevano Iddio e i Santi.  Qui mi si aggiunge un rapimento, e mi parve che il Signore mi facesse capire,  che quel luogo era l’inferno, e quelle anime erano morte, e, per il peccato,  erano divenute come bestie,  e che, fra esse, vi erano anche dei religiosi […]. Mi pareva di essere  trasportata in un luogo deserto, oscuro e solitario, ove non sentivo altro che  urli, stridi, fischi di serpenti, rumori di catene, di ruote, di ferri, botti  così grandi, che, ad ogni colpo, pensavo sprofondasse tutto il mondo. E io non  aveva sussidi ove rivolgermi; non potevo parlare; non potevo invitare il  Signore. Mi pareva che fosse luogo di castigo e di sdegno di Dio verso di me,  per le tante offese fatte a Sua Divina Maestà. E avevo davanti di me tutti i  miei peccati […]. Sentivo un incendio di fuoco, ma non vedevo fiamme; altro  che colpi sopra di me; ma non vedevo nessuno. In un subito, sentivo come una  fiamma di fuoco che si avvicinava a me, e sentivo percuotermi; ma niente  vedevo. Oh! Che pena! Che tormento! Descriverlo non posso; e anche il sol  ricordarmi di ciò, mi fa tremare. Alla fine, fra tante tenebre, mi parve di  vedere un piccolo lume come per aria. A poco a  poco, si dilatò tanto. Mi sembrava che mi sollevasse da tali pene; ma non  vedevo altro».

Un’altra visione dell’inferno è del 17 gennaio 1716. La Santa racconta che in  detto giorno fu trasportata da alcuni angeli nell’inferno: «In un batter d’occhio mi ritrovai in una regione bassa, nera e fetida, piena di muggiti di  tori, di urli di leoni, di fischi di serpenti […]. Una grande montagna si  alzava a picco davanti a me ed era tutta coperta di aspidi e basilischi legati  assieme […]. La montagna viva era un clamore di maledizioni orribili. Essa  era l’inferno superiore, cioè l’inferno benigno. Infatti, la montagna si  spalancò e nei suoi fianchi aperti vidi una moltitudine di anime e demoni  intrecciati con catene di fuoco. I demoni, estremamente furiosi, molestavano le  anime le quali urlavano disperate. A questa montagna seguivano altre montagne  più orride, le cui viscere erano teatro di atroci e indescrivibili supplizi.  Nel fondo dell’abisso vidi un trono mostruoso, fatto di demoni terrificanti.  Al centro una sedia formata dai capi dell’abisso. Satana ci sedeva sopra nel  suo indescrivibile orrore e da lì osservava tutti i dannati. Gli angeli mi  spiegarono che la visione di Satana forma il tormento dell’inferno, come la  visione di Dio forma la delizia del Paradiso. Nel frattempo, notai che il muto  cuscino della sedia erano Giuda ed altre anime disperate come lui. Chiesi agli  angeli di chi fossero quelle anime ed ebbi questa terribile risposta: “Essi  furono dignitari della Chiesa e prelati religiosi».

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Dittatura LGBTP, la Cassazione collabora

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Segnalazione di Federico Prati

Dittatura LGBTP. La sentenza della Cassazione è un grimaldello contro la  famiglia – padre, madre e figli

di Piero Laporta

Cassazione il 20 luglio: «M.M. aveva richiesto […] l’autorizzazione al  trattamento chirurgico per la modificazione definitiva dei caratteri sessuali  primari al fine di ottenere la rettificazione dei caratteri anagrafici. Il  Tribunale aveva accolto la domanda. Dopo circa dieci anni è stata richiesta dal  M. la rettificazione dei propri atti anagrafici enza sottoporsi al trattamento  chirurgico di adeguamento dei caratteri sessuali primari al genere femminile.  […] il ricorrente temeva le complicanze di natura sanitaria; che nel frattempo  aveva raggiunto un’armonia con il proprio corpo che lo aveva portato a sentirsi  donna a prescindere dal trattamento anzidetto.» La Cassazione, riformando il iudizio di merito, ha accontentato M. L’identità  sessuale non è anatomica, ma autocertificata.  La sentenza precarizza i rapporti sociali? Per il principio d’uguaglianza,  presto chiunque potrà chiedere di cambiare, preferendo i panni dell’altro  sesso? Poco importa. Intanto M. M. può candidarsi fra le “quote rosa” e  accedere ai gabinetti femminili. “Maschio” o “femmina” è declaratorio e non più oggettivamente certificatorio  per via anatomica. Ecco due possibili conseguenze, causate dal potere sottratto
alla famiglia e conferito agli omosessuali.  Primo. La “capacità genitoriale” degli omosessuali sfocia nell’adozione ovvero  nell’acquisto di bambini, i quali vanno dunque sotto la loro potestà. Allora “genitore 1” e “genitore 2” possono riscontrare un orientamento sessuale del  loro adottato – non è solo un dato culturale? – differente dal dato biologico e  ne chiedono la sanzione al tribunale. Oggi – forse – dovrebbero attendere la  Cassazione, domani basterà il giudice di pace.  Secondo. Le pedagogie gender, inoculate anche nella scuola, conferiscono alle  maestrine, come per esempio quelle triestine, la potestà di valutare l’ orientamento sessuale del bambino. Esse riscontrano che un bebè ha un  orientamento sessuale diverso dal sesso biologico, conculcato da mamma e papà.  Si rivolgono al tribunale. Mamma e papà, genitori indegni, perdono il bebé,  perché sia affidato a un coppia omosessuale certamente più idonea.  Fantasioso? Dieci anni fa avreste detto lo stesso del diritto di adottare  bambini da parte di coppie omosessuali. Dieci anni fa avreste detto lo stesso  dello strapotere LGBTP.  Il popolo LGBTP sostiene le cerchie guerrafondaie e, parafrasando Karl Krause,
utilizza il diritto come un grimaldello che non lascia sul luogo del delitto.

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L’Angelo sterminatore: lo cercano? L’avranno!

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Segnalazione di Federico Prati

di Antonio Farina

L’Apocalisse presenta immagini tremende del castigo finale per l’ostinazione  nel peccato. La nostra attenzione si sofferma però sul castigo delle
cavallette, menzionato ancor prima nell’Esodo. Ci sono particolari da notare,  che sembrano simboleggiare un peccato oggi dilagante.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci insegna che uno dei peccati più gravi  contro lo Spirito Santo (il quinto per l’esattezza) è l’ostinazione nel  peccato. Nel libro la Teologia della perfezione cristiana l’autore Antonio Royo  Marìn così etichetta coloro che si ostinano nella via del male: «Si danno al  peccato per raffinata malizia e satanica ostinazione… Infrante le ultime  barriere che li trattengono sull’orlo del precipizio, si abbandonano, per una  specie di vendetta contro Dio e contro la propria coscienza, ad ogni sorta di  delitti e di disordini. Attaccano fieramente la religione, combattono la  Chiesa, odiano i buoni, fanno parte delle sette anticattoliche e, perseguitati  dai rimorsi della 10ro coscienza, si immergono sempre più nel male.  È il caso di Giuliano l’Apostata, Lutero, Calvino, Voltaire e di tanti altri  che hanno trascorso la vita rifiutando ostinatamente la luce e odiando Dio e  tutto quanto è santo… Uno di questi disgraziati giunse a dire: “lo non credo  nell’ esistenza dell’Inferno; però, se esiste ed io vi andrò, almeno avrò il  piacere di non curvarmi mai davanti a Dio”» (lib. 1, cap. 1, Lotta contro il  peccato, p. 357).

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Piccolo Catechismo: come salvarsi l’anima

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di Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B.

PICCOLO CATECHISMO o COME SALVARSI L’ANIMA

10 comandamenti di Dio

  1. Non avrai altro Dio al di fuori di Me
  2. Non nominerai il nome di Dio invano (Bestemmie)
  3. Santificare le feste
  4. Onora il padre e la madre
  5. Non ucciderai
  6. Non commetterai atti impuri
  7. Non ruberai
  8. Non dirai false testimonianze (Bugie)
  9. Non desidererai la donna d’altri
  10. Non desidererai la roba d’altri

5 comandamenti della Chiesa

  1. Assisterai devotamente alla Messa di Domenica e nelle feste d’obbligo.
  2. Digiunerai e farai astinenza nei giorni prescritti (Mercoledì delle ceneri, Venerdì Santo), di carne ti asterrai durante la Quaresima, vigilie e tutti i venerdì dell’anno.
  3. I tuoi peccati confesserai e ti comunicherai almeno una volta l’anno, per Pasqua.
  4. Darai la decima alla Chiesa secondo i costumi e le tue possibilità.
  5. Non celebrerai nozze solenni in tempi proibiti (Avvento, Quaresima, vigilie)

4 peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio

  1. Omicidio volontario (assassinio, aborti, contraccettivi abortivi)
  2. Peccato impuro contro natura (masturbazione, coito interrotto e contraccezione, sodomia, lesbismo, bestialità, rapporti contro natura fra sposi).
  3. Oppressione dei poveri /   4. Non pagare il giusto agli operai

6 peccati contro lo Spirito Santo

  1. Disperazione della propria salvezza /    2. Presunzione di salvarsi senza meriti

3..    Combattere la Verità conosciuta /          4. Invidiare la grazia altrui

5..   Ostinazione nel peccato /                       6. Impenitenza finale

7 vizi capitali: Orgoglio, Avarizia, Lussuria, Ira, Gola, Invidia, Pigrizia

3 virtù teologali: Fede- Speranza- Carità

4 virtù cardinali: Prudenza- Giustizia- Forza- Temperanza

7 doni dello Spirito Santo: Sapienza, Intelletto, Forza, Consiglio, Scienza, Pietà, Timore di Dio

12 frutti dello Spirito Santo

Carità, Gioia, Pace, Pazienza, Bontà, Benignità, Mansuetudine, Modestia, Longanimità, Fede (Fedeltà), Continenza, Castità.

4 fini ultimi: Morte, Giudizio, Paradiso, Inferno

9 cori angeli: Angeli, Arcangeli, Potenze, Principati, Dominazioni, Virtù, Troni, Cherubini, Serafini

7 opere di misericordia corporali

  1. Dare da mangiare agli affamati / 2. Dare da bere agli assetati
  1. Vestire chi è ignudo /                4. Ospitare chi è senza tetto /  5. Visitare gli ammalati
  1.     Visitare i carcerati /                   7.  Seppellire i morti

7 opere di misericordia spirituali

  1. Consigliare i dubbiosi /    2. Istruire gli ignoranti /    3. Riprendere i peccatori
  1. Consolare gli afflitti /    5. Perdonare le offese ricevute

6..    Sopportare pazientemente le persone moleste/ 7. Pregare Dio per i vivi e per i morti

7 sacramenti: Battesimo- Cresima- Confessione- Eucaristia- Matrimonio- Ordine- Estrema unzione

La Vergine Maria: Madre di Dio. Triplice verginità, prima del parto, durante il parto (non partorì co-me le altre mamme, ma il Verbo uscì da Lei come la luce passa attraverso il cristallo senza romperlo), dopo il parto (Vergine perpetua fino alla morte).

12 apostoli: Pietro, Giacomo, Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Giacomo e Giovanni, Simone, Giuda Taddeo, Tommaso, Mattia (che sostituì Giuda Iscariota).

IL ROSARIO.

Contiene tutto il Vangelo. La vita di Gesù e Maria. Preghiera la più temuta da satana. “Non c’è problema ma-teriale o spirituale, nazionale o internazionale, che non si possa risolvere col Santo Rosario”  – Lucia di Fatima.

Il Rosario è fatto di 15 misteri o decine: 5 misteri gaudiosi / 5 dolorosi  / 5 gloriosi.

Se non si dice il Rosario intero di 15 posti, si recitano i misteri gaudiosi il lunedì e il giovedì; i dolorosi il martedì e il venerdì; i gloriosi il mercoledì, il sabato e la domenica.

Come recitarlo.

. Si fa il segno della croce: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

. Si enuncia il mistero. Per esempioPrimo mistero: L’Annuncio dell’angelo a Maria.”

. Poi si dicono 1 Padre Nostro, 10 Ave Maria, 1 Gloria al Padre.

. Poi la preghiera chiesta dalla Madonna a Fatima:O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia”.

Poi si passa al mistero seguente e si ripetono le stesse cose. Continua a leggere

Eraclea, profughi protestano per il cibo e lo buttano in strada

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Gli immigrati ospiti del residence “Mimose” hanno protestato per il cibo considerato “scadente”. Giorgia Meloni: “Quei soldi dovrebbero essere usati per le famiglie italiane”

Una protesta scoppiata ad ora di cena. I profughi ospiti al residence Mimose di Eraclea (Venezia) hanno lanciato in strada i vassoi con il cibo, iniziando a protestare con urla di rabbia per il trattamento riservato loro.

L’obiettivo della sollvezione dei profughi era la cooperativa Solaris che gestisce il residence di accoglienza.

Il tutto è successo ieri sera, in una città che ospita numerosi profughi e che da tempo si sta opponendo all’arrivo di ulteriori immigrati. Il sindaco di Eraclea, Giorgio Talon, è stato avvertito della protesta e la polizia si è recata sul posto per evitare che la situazione degenerasse.

Commenti sulla vicenda sono arrivati anche dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che su Facebook ha scritto: “A chi si lamenta e nel 90% dei casi non ha diritto all’asilo politico e alle ”solidali” cooperative che hanno trasformato l’immigrazione un business, ricordo che lo Stato italiano spende 30 euro al giorno per immigrato. Soldi che l’Italia non prevede invece per i suoi anziani, per i disoccupati, per le famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese e a mettere in tavola la cena”. Poi ha lanciato un appello contro Matteo Renzi:Al Governo invece chiedo: avete già messo in ginocchio Eraclea, la sua immagine di località turistica e gli operatori del settore con le vostre folli politiche sull’immigrazione. Dopo l’ennesima protesta di ieri continuerete a dormire o vi svegliate?“.

Probabilmente continueranno a dormire.

 

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Schio: “profughi” fuggono, Coop non lo dice, per continuare ad incassare

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SCHIO / VALLI DEL PASUBIO – Tra giovedì e sabato una metà della quarantina di giovani maschi arrivati nel grande hotel sulla Provinciale 46, a circa 500 metri dal passo Pian delle Fugazze si sono dileguati.

Ma il direttore della cooperativa che li gestisce (una onlus a pagamento di Monselice) ha evitato di avvisare qualcuno.

Fonte: http://voxnews.info/2015/07/27/schio-profughi-fuggono-coop-non-lo-dice-per-continuare-ad-incassare/

Un PM coraggioso apre un processo contro il golpe finanziario

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Nel 2011 l’Italia subì un colpo di Stato. Il governo capeggiato da Silvio Berlusconi, non convinto di percorrere la via dell’austerità, parlò di uscita del nostro Paese dall’euro e la finanza immediatamente passo all’attacco sostituendo Berlusconi con un proprio governo, quello di Mario Monti. Qui il punto non è difendere o meno Berlusconi, che dopo aver subito tutto questo, per bieca convenienza, si alleò con chi lo aveva deposto votando un atto eversivo come il pareggio in bilancio in Costituzione. Il pareggio in bilancio rappresenta infatti la resa dell’Italia alla dominazione straniera, impedendo al Paese il libero esercizio della propria sovranità economica con violazione evidente dei principi fondamentali della Costituzione (artt. 1-11).

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Che cosa accadde nel 2011 lo sappiamo bene. La banca centrale europea annunciò che non avrebbe più comprato i nostri titoli di Stato sul mercato secondario. Le agenzie di rating iniziarono a declassare i nostri titoli di Stato e Deutsche Bank vendette i titoli italiani in suo possesso. L’azione coordinata degli organismi finanziari provocò l’impennata artificiale dello spread. Tutto questo ovviamente non bastava a portare alla resa di Berlusconi che ben sapeva che uscendo dall’euro e recuperando la sovranità monetaria in un Paese di grande produttività e forza industriale come l’Italia non avrebbe avuto alcun problema a disintegrare il dominio finanziario. Allora la finanza colpì le sue aziende e la paura di perdere la propria ricchezza lo portò alla resa ed all’avvento di Mario Monti, ovvero colui che con le sue politiche ha distrutto il Paese rendendo scientemente molto più difficile di allora un’uscita dal cappio europeo. Monti ha infatti distrutto, con politiche mirate, i settori trainanti dell’economia italiana a finché la ribellione non potesse più essere una scelta praticabile.

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IOSTOCONDANILO: I conciliari, “inquisitori” dei cattolici e tolleranti di tutti i nemici della Chiesa

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo scritto, avendo a suo tempo aderito alla campagna “Iostocondanilo” e rilanciamo l’invito all’acquisto del libro “Ancilla Hominis”, oppure ad altri aiuti concreti e preghiere per Danilo Quinto e la sua famiglia. 

ANCILLA HOMINIS


di Danilo Quinto

Con l’articolo che riporto qui sotto – intitolato “Nel rispetto assoluto della tua libertà…” – davo notizia, lo scorso 7 giugno, su www.radiospada.org, del licenziamento ricevuto dall’Agenzia Sir:

“Nel rispetto assoluto della tua libertà, prendo atto della tua posizione sul Papa che è in netta opposizione a quella del SIR. Ti comunico che, essendo venuto meno il rapporto fiduciario con il direttore, e d’intesa con l’amministratore delegato, con la pubblicazione odierna dei due ultimi tuoi articoli, si ritiene conclusa la tua collaborazione con l’Agenzia SIR. Buona fortuna.”.

E’ il testo dell’sms che ho ricevuto oggi dal Direttore dell’Agenzia SIR, dopo una sua telefonata di ieri, all’ora di cena, nella quale mi raccontava che qualcuno gli aveva segnalato alcuni degli articoli che ho scritto nelle ultime settimane sul sito di “Radio Spada” e su altri siti. “Sono qui davanti al video” – mi ha detto – “e sono allibito e esterrefatto”. “A che cosa ti riferisci, in particolare?”, ho chiesto. “Ai tuoi articoli e al tuo libro sul Papa”. “Qual è l’accusa che mi fai? Dovrei rinunciare alla mia identità? Non dovrei pensare? Mi dovrei sopprimere? Non comprendo poi quale problema vi sia, considerato che per Sir svolgo la collaborazione sotto pseudonimo, così come mi è stato chiesto e imposto”. Gli ho chiesto, infine, se con la telefonata intendesse licenziarmi. Mi ha risposto che non aveva il potere per farlo. Non aveva il potere, ma la faccia l’ha avuta. Con un sms, senza neppure avere il coraggio di dirmelo guardandomi negli occhi.

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Famiglia – obiettivo da distruggere per il “Nuovo Ordine Mondiale”

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NOM

 

 

Anche la Corte Suprema del Messico, ancor prima di quella statunitense, si è messa d’impegno per smantellare la famiglia naturale.Un articolo della Costituzione del Paese definisce “matrimonio” l’unione di un uomo e di una donna ed è stato fortemente criticato.

La più alta Corte in Messico ha dichiarato che con il termine “matrimonio” non si possono escludere le unioni di persone dello stesso sesso e dei più svariati orientamenti sessuali. L’attitudine alla procreazione, inoltre, non può essere una componente essenziale del matrimonio.

Anche in Messico, come in USA, come in Europa, i giudici si arrogano il potere di modificare, abrogare o creare il diritto naturale

Tra le denunce di questa grave forma disumana di totalitarismo segnaliamo ai nostri lettori quello che ha scritto il Cardinale Juan Sandoval, Arcivescovo emerito della diocesi di Guadalajara, in un articolo intitolato “La verità sul matrimonio”, di cui ci parla LifeSiteNews.

Il Cardinale Sandoval sostiene ovviamente che il matrimonio sia esclusivamente tra uomo e donna ed il resto sia “deviazione”. Poi aggiunge:

Mi domando da dove vengano le pressioni sulla Corte Suprema, affinché vada contro la moralità e con questo distrugga un intera nazione. Il problema è che ci sono organizzazioni internazionali che vogliono creare un Mondo Nuovo per distruggere la famiglia, la Chiesa, le sovranità nazionali, che sono viste come fastidi. Uno dei modi per portare alla distruzione la società è quello di pervertire il concetto di famiglia con il matrimonio  tra persone dello stesso sesso, e questo è inaccettabile.”

Il Cardinale Sandoval ha esortato i Cattolici (e il clero) a protestare e ad agire concretamente contro i programmi di governo contro la famiglia e contro la vita e sottolinea che certe aberrazioni distruttive dovrebbero essere rigettate da tutti i cattolici e non solo.

Poco dopo dodici organizzazioni per i diritti degli omosessuali hanno denunciato il Cardinale Sadoval per il suo messaggio, secondo loro pieno di discriminazione e violenza. Come dice il portavoce di una delle dodici associazioni, Carlos Becerra, “stiamo valutando azioni legali in difesa dei diritti umani, e per creare un precedente giurisprudenziale che impedisca il ripetersi di queste discriminazioni”.

Le organizzazioni omosessualiste sembrano essere – ancora una volta – il “braccio armato” del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale, sogno di un potere internazionale di matrice finanziaria, influente su Governi e istituzioni, che punta alla destrutturazione della società (e quindi della famiglia) per creare individui soli, instabili e insoddisfatti, facili da governare, ottimi consumatori.

 L.T.

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San Gaspare del Bufalo, vita per immagini, grande nemico di Bonaparte e dei risorgimentalisti

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Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

Giusto per riconciliarci (in epoca bergoglista) con Dio e con la Santa Chiesa, vedendo com’essa era ed è veramente. Vita per immagini di San Gaspare del Bufalo, grande nemico di Bonaparte e dei risorgimentalisti (carbonari, massoni, anticlericali ecc.) …

 

SAN GASPARE

 

 

Vita di San Gaspare del Bufalo

(Roma, 6 gennaio 1786 – ivi, 28 dicembre 1837)

 

Tomba di San Gaspare del Bufalo nella chiesa romana di Santa Maria in Trivio

Breve nota biografica

Nato a Roma il 6 gennaio 1786 da Antonio ed Annunziata Quartieroni, fin dai primi anni si fece notare per una vita dedita alla preghiera e alla penitenza e per segni non dubbi della chiamata alla vita religiosa.

Tentò anche di fuggire di casa per recarsi ad evangelizzare i pagani, sognando la gloria del martirio.

Completati gli studi presso il Collegio Romano che in quei tempi, data la soppressione della Compagnia di Gesú, era diretto dal clero secolare, nel 1798 indossò l’abito talare e si diede ad organizzare opere di assistenza spirituale e materiale a favore dei bisognosi. Si deve a lui la rinascita dell’Opera di San Galla, della quale fu eletto direttore nel 1806. Ordinato sacerdote il 31 luglio 1808, intensificò l’apostolato fra le classi popolari fondando il primo oratorio in S. Maria in Pincis e specializzandosi nella evangelizzazione dei “barozzari”, carrettieri e contadini della campagna romana, che avevano i loro depositi di fieno nel Foro Romano, chiamato allora Campo Vaccino.

Per la Chiesa, intanto, correvano tempi duri: nella notte dal 5 al 6 luglio 1809 Pio VII fu fatto prigioniero e deportato. Il 13 giugno 1810 Gaspare rifiutò il giuramento di fedeltà a Napoleone e venne condannato all’esilio e poi al carcere, che sostenne con animo sereno per quattro anni. Tornato a Roma nei primi mesi del 1814, dopo la caduta di Napoleone, mise le sue forze e la sua vita al servizio del papa. Pio VII gli diede l’ordine di dedicarsi alle missioni popolari per la restaurazione religiosa e morale dell’Italia e Gaspare abbandonò la città, la famiglia ed ogni altro suo progetto per dedicarsi totalmente al ministero assegnatogli, al quale attese per tutto il resto della sua vita, con zelo instancabile.

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Bergoglio: «Corano libro di pace». Violenza «colpa degli estremisti». È proprio così?

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Segnalazione Radio Spada

 

Bergoglio: «Corano libro di pace». Violenza «colpa degli estremisti». È proprio così?

di CdP Ricciotti

Nella riflessione «I ‘fatti di Parigi’. Scacco al Re in tre mosse» abbiamo dimostrato come i “poteri forti”: 1) vogliono dipingere e farci accettare un fantomatico “Islam moderato”; 2) vogliono legittimare la blasfemia e punire la religiosità, a patto che non si tocchino i Giudei; 3) vogliono condannare l’integrità religiosa, definita “estremismo”, di qualsiasi popolo e fede, eccezion fatta per i Giudei.

Ma esiste davvero l’Islam moderato?

Gli aspiranti noachiti della TV, della stampa e della “setta vaticanosecondista” sostengono che l’Islam sarebbe una «religione di pace», mentre sarebbero proprio gli estremisti islamici ad adulterare il messaggio di Maometto mediante delle «arbitrarie interpretazioni del Corano».

Tutte fantasie falso ecumeniche utili esclusivamente al progredire del NWO, ovvero strumentali all’instaurazione del Governo Unico Globale dei popoli, da convertire definitivamente al noachitismo ed al servizio della Sinagoga.

Si è già accennato qualcosa in «IMMIGRAZIONE E ACCOGLIENZA. L’anatema terzomondista. Riflessioni su massoneria e monito bergogliano»; «Cosmopolitismo, crisi economica e distruzione delle identità nazionali». Libro: «Humanum Genus. Dissertazione su Massoneria, Sette segrete e Cosmopolitismo».

Leggiamo il “tollerante” Corano, «libro di pace» come ebbe a definirlo Bergoglio durante il volo di ritorno dalla Turchia (qui il video su Rai TV). Libro baciato in più occasioni anche da Wojtyla, come abbiamo dimostrato in «Breve su K. Wojtyla ed il Corano».

Alcune citazioni con corretta interpretazione:

– «E quando il tuo Signore ispirò agli angeli: “Invero sono con voi: rafforzate coloro che credono. Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi! E ciò avvenne perché si erano separati da Allah e dal Suo Messaggero”. Allah è severo nel castigo con chi si separa da Lui e dal Suo Messaggero! Assaggiate questo! I miscredenti avranno il castigo del Fuoco! 0 voi che credete, quando incontrerete i miscredenti in ordine di battaglia non volgete loro le spalle. Chi in quel giorno volgerà loro le spalle – eccetto il caso di stratagemma per [meglio] combattere o per raggiungere un altro gruppo – incorrerà nella collera di Allah e il suo rifugio sarà l’inferno. Qual triste rifugio! Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi» (Sura 8, 12-17);

– «Allah ha comprato dai credenti le loro persone e i loro beni [dando] in cambio il Giardino, [poiché] combattono sul sentiero di Allah, uccidono e sono uccisi. Promessa autentica per Lui vincolante, presente nella Torâh, nel Vangelo e nel Corano. Chi, più di Allah, rispetta i patti? Rallegratevi del baratto che avete fatto. Questo è il successo più grande» (Sura 9, 111);

– «La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l’ignominia che li toccherà in questa vita; nell’altra vita avranno castigo immenso» (Sura 5, 33);

– «Combatti dunque per la causa di Allah – sei responsabile solo di te stesso – e incoraggia i credenti. Forse Allah fermerà l’acrimonia dei miscredenti. Allah è più temibile nella Sua acrimonia, è più temibile nel Suo castigo» (Sura 4,84). «Combatti», arabo «katel», radice della parola «uccidere, assassinare, trucidare »;

– «In verità Allah ama coloro che combattono per la Sua causa in ranghi serrati come fossero un solido edificio» (Sura 61,4);

– «Combattete per la causa di Allah contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, che Allah non ama coloro che eccedono» (Sura 2,190);

– «Vi è stato ordinato di combattere, anche se non lo gradite. Ebbene, è possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi che amiate una cosa, che invece vi è nociva. Allah sa e voi non sapete» (2, 216);

– «Ti chiedono del combattimento nel mese sacro. Dì: “Combattere in questo tempo è un grande peccato, ma più grave è frapporre ostacoli sul sentiero di Allah e distogliere da Lui e dalla Santa Moschea. Ma, di fronte ad Allah, peggio ancora è scacciarne gli abitanti. La sovversione è peggiore dell’omicidio» (Sura 2, 217);

– «Non hai visto coloro ai quali fu detto: “Cessate il combattimento, eseguite la preghiera e pagate la decima”? Quando fu loro ordinato di combattere, ecco che una parte di loro temendo gli uomini quanto temono Allah o ancor di più, dissero: “0 Signor nostro, perché ci hai ordinato il combattimento? Se potessi rinviarci il termine!” Di’ loro: “Il godimento di questo mondo ha poco valore, mentre l’Altra vita è migliore per chi è timorato [di Allah], Lì non subirete la minima ingiustizia”» (Sura 4,77);

– «Combattano dunque sul sentiero di Allah, coloro che barattano la vita terrena con l’altra. A chi combatte per la causa di Allah, sia ucciso o vittorioso, daremo presto ricompensa immensa» (Sura 4,74);

– «Coloro che credono combattono per la causa di Allah, mentre i miscredenti combattono per la causa degli idoli. Combattete gli alleati di Satana. Deboli sono le astuzie di Satana» (Sura 4,76);

– «Non combatterete contro gente che ha violato i giuramenti e cercato di scacciare il Messaggero? Sono loro che vi hanno attaccato per primi. Li temerete? Allah ha ben più diritto di essere temuto, se siete credenti. Combatteteli finché Allah li castighi per mano vostra, li copra di ignominia, vi dia la vittoria su di loro, guarisca i petti dei credenti». (Sura 9,13-14);

«Presso Allah il computo dei mesi è di dodici mesi [lunari] nel Suo Libro, sin dal giorno in cui creò i cieli e la terra. Quattro di loro sono sacri. Questa è la religione retta. In questi mesi non opprimete voi stessi, ma combattete tutti assieme i politeisti, come essi vi combattono tutti assieme. Sappiate che Allah è con coloro che [Lo] temono» (Sura 9,36);

– «Leggeri o pesanti, lanciatevi nella missione e lottate con i vostri beni e le vostre vite. Questo è meglio per voi, se lo sapeste!» (Sura 9,41);

– «0 voi che credete, combattete i miscredenti che vi stanno attorno, che trovino durezza in voi. Sappiate che Allah è con i timorati». (Sura 9, 123);

– «Quando [in combattimento] incontrate i miscredenti, colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati, poi legateli strettamente. In seguito liberateli graziosamente o in cambio di un riscatto, finché la guerra non abbia fine. Questo è [l’ordine di Allah], Se Allah avesse voluto, li avrebbe sconfitti, ma ha voluto mettervi alla prova, gli uni contro gli altri. E farà sì che non vadano perdute le opere di coloro che saranno stati uccisi sulla via di Allah» (Sura 47,4);

– «Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell’omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti» (Sura 2, 191);

– «Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono l’orazione e pagano la decima, lasciateli andare per la loro strada. Allah è perdonatore, misericordioso» (Sura 9, 5). Di questa “decima” e del suo significato ve ne ho già parlato in passato;

– «Profeta, incita i credenti alla lotta. Venti di voi, pazienti, ne domineranno duecento e cento di voi avranno il sopravvento su mille miscredenti» (Sura 8, 65);

– «[Gli ipocriti e i miscredenti] Maledetti! Ovunque li si troverà saranno presi e messi a morte» (Sura 33, 61);

– «Quando incontrate gli infedeli, uccideteli con grande spargimento di sangue e stringete forte le catene dei prigionieri» (Sura 47, 4);

– «Preparate, contro di loro, tutte le forze che potrete [raccogliere] e i cavalli addestrati, per terrorizzare il nemico di Allah e il vostro e altri ancora che voi non conoscete, ma che Allah conosce. Tutto quello che spenderete per la causa di Allah vi sarà restituito e non sarete danneggiati» (Sura 8, 60);

– «Combatteteli finché non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah. Se desistono, non ci sia ostilità, a parte contro coloro che prevaricano» (Sura 2, 193);

– «Mese sacro per mese sacro e per ogni cosa proibita un contrappasso. Aggredite coloro che vi aggrediscono. Temete Allah e sappiate che Allah è con coloro che Lo temono» (Sura 2, 194);

– «E non chiamare morti coloro che sono stati uccisi sulla via di Dio, anzi, vivi sono, nutriti di Grazia presso il Signore!» (Sura 3, 169).

E così via.

OBIEZIONE 1. Tempo fa alcuni mossero delle obiezioni alla mia affermazione: «Nel momento in cui la “barba del Profeta” li chiamerà alla “guerra santa”, vuoi per opportunità o vuoi per legami di sangue, codesti soggetti improvvisamente diventeranno “fondamentalisti�� ed il vicino della porta accanto potrebbe trasformasi nel nostro carnefice». Dicevano alcuni: «non è vero, essi sono integrati, sono pacifici». Falso, falsissimo. Precisato che i burattinai della sovversione tentano di distruggere, per finalità cosmopolite, l’identità islamica in due modi: guerra o corruzione (mediante la presunta integrazione degli stessi nelle già eticamente corrotte società occidentali), confutiamo adesso l’obiezione «sono pacifici».  Solitamente i “pacifinti” estrapolano dei versetti della Sura 9 («a voi la vostra religione, a me la mia») e dei versetti della Sura 2 («Non c’è costrizione nella religione») per sostenere la loro tesi: «sono pacifici». Smascheriamo quest’inganno usando lo stesso commento dell’Ucoii. La Sura 109, contro il sincretismo, recita: «1. Di’: «O miscredenti!  2. Io non adoro quel che voi adorate  3. e voi non siete adoratori di quel che io adoro.  4. Io non sono adoratore di quel che voi avete adorato  5. e voi non siete adoratori di quel che io adoro:  6. a voi la vostra religione, a me la mia». Spiega il commentatore dell’Ucoii: «I notabili meccani, nel tentativo di limitare i danni che paventavano all’economia e alla potenza Quraysh in conseguenza alla predicazione di Muhammad (pace e benedizioni su di lui) proposero un ridicolo compromesso all’Inviato di Allah: un anno tutti quanti avrebbero adorato il Dio Unico (gloria a Lui l’Altissimo) e un anno gli dèi. Il Profeta rifiutò nettamente la proposta e questa sura fu rivelata per ribadire l’assoluta impossibilità di mercanteggiare sui precetti dell’Altissimo (gloria a Lui), l’improponibilità di ogni sincretismo religioso, della conciliazione dottrinale tra le religioni e la conseguente specificità del rito che impedisce ogni concelebrazione interreligiosa». La Sura 2 recita: «256. Non c’è costrizione nella religione. La retta via ben si distingue dall’errore. Chi dunque rifiuta l’idolo e crede in Allah, si aggrappa all’impugnatura più salda senza rischio di cedimenti. Allah è audiente, sapiente. 257. Allah è il patrono di coloro che credono, li trae dalle tenebre verso la luce. Coloro che non credono hanno per patroni gli idoli che dalla luce li traggono alle tenebre. Ecco i compagni del Fuoco in cui rimarranno in eterno». Come afferma il libro «Il Corano» (Biblioteca delle libertà, 2015, M. C. Allam, pag. XXX e XXXI): «Quando il 10 maggio 1994, in un sermone pronunciato in una moschea di Johannesburg, l’allora presidente palestinese Yasser Arafat disse, a proposito dell’accordo di pace sottoscritto con il premier israeliano Yitzhak Rabin il 13  settembre 1993, “Questo accordo non rappresenta per me più dell’accordo concluso dal nostro profeta Maometto con i Quraishiti”, emerse l’inganno islamico che contempla solo la tregua con il nemico ma non la pace. La “hudna”, la tregua di Hudaybiya, risale al 628 dC. All’epoca Maometto, dalla sua roccaforte di Medina, si diresse alla Mecca, sua città natale da cui era stato costretto all’esilio, per compiervi un pellegrinaggio. Ma soltanto 1600 dei suoi fedeli accettarono di seguirlo. Di fronte al rifiuto di accoglierlo da parte degli abitanti della Mecca e alla loro superiorità numerica e militare, Maometto accettò un accordo di tregua che lo impegnava a porre fine a tutte le ostilità contro la città in cambio della promessa che l’anno successivo lui e i suoi fedeli avrebbero potuto compiere il pellegrinaggio. Ma nel giro di un anno Maometto consolidò le proprie forze, mentre la Mecca si indebolì a seguito di importanti defezioni tra i suoi leader, che aderirono all’islam. Fu così che nel novembre del 629 dC, dopo una violazione della tregua da parte dei quraishiti, Maometto denunciò il trattato e nel gennaio del 630 conquistò La Mecca con un esercito di 10rnila uomini. È un precedente giuridico islamico a cui fanno riferimento tutti gli accordi tra i musulmani e gli infedeli. In base ad esso è possibile sottoscrivere un accordo con il nemico e infrangerlo successivamente non appena ciò si renda possibile».

OBIEZIONE 2. Abbiamo risposto alla prima obiezione. Veniamo adesso ad una seconda obiezione: «anche la Bibbia contiene versetti incitanti alla guerra». Obiezione risibile perché vorrebbe equiparare Giudei del Talmud e Cattolici del Magistero sullo stesso piano. Tale obiezione è intrinsecamente ignorante e falsa poiché Gesù perfezionò l’Antica Legge (ancora in vigore presso i Giudei); il Cattolico ha come guida il Magistero, non semplicemente la Scrittura. Il Cattolico differisce dal Protestante anche per questo: il Cattolico docilmente lascia che sia la Chiesa ad interpretare correttamente la Scrittura, il Protestante pretende di leggerla senza guida santa secondo il demoniaco metodo delSola Scriptura, con i danni che tutti conosciamo (roghi delle streghe, persecuzioni, suicidi di massa, etc – tutte barbarie perpetrate generalmente dai Protestanti). Papa Leone XIII nella «Providentissimus Deus», 18 novembre 1893, affronta i temi della Bibbia e degli studi biblici ed esegetici ad essa legati. I medesimi temi verranno ripresi dalle encicliche «Spiritus Paraclitus» di papa Benedetto XV e «Divino Afflante Spiritu» di papa Pio XII. Questi documenti sono una difesa della Scrittura contro gli errori moderni.

OBIEZIONE 3. «Il Corano però ha anche versetti di pace», dicono sempre i “pacifinti” alla Bergoglio. Risposta. Difatti il Corano, non essendo affatto la «Madre del Libro» (come lo chiamano i Maomettani), ma essendo semplicemente uno scritto umano, è ricco di contraddizioni secondo la teoria «dell’abrogante e dell’abrogato» – «an-nāsikh wa’l- mansūkh» (opinione per cui certi versetti del Libro, con le loro prescrizioni successive, possano sostituirne altre precedenti). Nel caso della “Guerra Santa” (Jihād) non vengono segnalate contraddizioni (Ivi., pp. 385 e 386).

OBIEZIONE 4. «Anche la Chiesa ha fatto le Crociate e procurato violenza». Ho già risposto qui: «Dall’inquisizione alla pedofilia. Breve difesa della Chiesa dalle false accuse».

Buon approfondimento.

di CdP Ricciotti

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Srebrenica, una storia da riscrivere? C’è chi punta il dito contro Clinton

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Segnalazione Quelsi

 
by Mario Bocchio

Srebrenica (1)

Esattamente vent’anni fa, il mondo Occidentale fu scosso dalla tragedia di Srebrenica, in Bosnia. Si era dissolta la Jugoslavia ed era scoppiato un sanguinoso conflitto in cui più di una nazione nutriva il proprio tornaconto, compresa l’Italia. Troppi misteri, tante verità ancora da fare emergere. L’argomento è spinoso.
Resta il fatto storico che nel luglio del 1995, in quella zona montuosa che in lingua serbo-croata significa miniera d’argento, si consumò il massacro di civili bosniacchi. Srebrenica era un’enclave bosniaca circondata da territori abitati da serbi bosniaci; la Forza di protezione dell’Onu (Unprofor) la considerava un cuscinetto di sicurezza e aveva delegato al controllo i Caschi blu olandesi.
Quando l’area venne occupata dalle truppe serbo-bosniache, gli stessi Caschi blu rimasero inoperosi, trincerandosi dietro al fatto che le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu fino a quel momento votate, non davano alla Forza mezzi ed autorizzazione ad agire. Alla fine, rimasero uccisi circa ottomila uomini e ragazzi bosniaci musulmani.

L’ex parlamentare del Partito di azione democratica (Sda) della Bosnia Ibran Mustafic, ha pubblicato un libro “scomodo” proprio su quella strage, confermando che allora, tra le vittime, vi furono anche dei serbi.
Il titolo è emblematico – “Il caos pianificato” -, le pagine dimostrano come quei morti furono il tragico risultato dell’errore dei politici bosniacchi e dei vertici militari, che ordinarono all’esercito bosniacco – che si trovava in una zona demilitarizzata sotto controllo dell’Onu -, di colpire l’esercito e i civili serbi.
Mustafic sostiene infatti che lo stesso Naser Oric, comandante del secondo corpo dell’esercito della Bosnia e Erzegovina, ha confermato di aver ucciso il giudice serbo di Srebrenica Slobodan Ilic, con una coltellata negli occhi e tagliandogli la gola. Tuttavia, il Tribunale dell’Aja ha condannato Oric a soli due anni di carcere. Riportando dettagliatamente i nomi dei colpevoli e delle vittime, il libro spiega ad esempio, che l’infermiera Rada Milanovic è stata uccisa da un certo Zulfo Tursunovic, mentre Emir Halilovic è stato l’assassino di vittime anziane.

Almeno mille musulmani bosniaci di Srebrenica sarebbero stati uccisi dai loro connazionali, perché c’erano liste di coloro a cui “deve essere impedito di raggiungere la libertà, a qualsiasi costo”, ha spiegato Mustafic.
Secondo Mustafic, l’elenco sarebbe stato compliato dalla mafia di Srebrenica, che comprendeva la leadership politica e militare di Srebrenica dal 1993. “I padroni della vita e della morte nella zona” , proprio come lo stesso Oric , assassino conclamato di più di 3000 serbi.
“Il genocidio di Srebrenica è stato concordato tra la comunità internazionale e Alija Izetbegovic (allora presidente della Bosnia ed Erzegovina, N.d.R.), tra Izetbegovic e l’allora presidente Usa Bill Clinton. E per quanto mi riguarda, il loro accordo è un crimine più grande di tutto quello che è successo nel luglio 1995. Il momento in cui Bill Clinton entrò nel Memoriale di Srebrenica è stato il momento in cui il cattivo torna sulla scena del crimine”, ha detto Mustafic.

Insomma, quella storia è inquietante soprattutto anche per il comportamento dell’Italia, che pur avendoli come vicini non ha mai alzato la voce per impedire il massacro. Anzi, Massimo D’Alema ci ha messo del suo.
Mustafic ha inoltre evidenziato come ci siano grandi mistificazioni con i nomi e il numero delle vittime di Srebrenica: “So di un padre che ha perso suo figlio, ma il figlio non è mai stato tra quelli uccisi o dispersi. Allo stesso modo, un uomo che è morto nei Paesi Bassi è stato messo nell’elenco delle vittime di Srebrenica. Molti bosniaci musulmani hanno deciso di dichiararsi vittime perché non avevano alcun mezzo di sostentamento ed erano senza lavoro, così hanno usato l’occasione. Un’altra cosa che non torna è che tra il 1993 e il 1995. Srebrenica era una zona smilitarizzata. Come mai improvvisamente abbiamo così tanti invalidi di guerra di Srebrenica?”.
Mustafic ha scritto un libro che mai come oggi è di estrema attualità. Per tanti motivi.

Quella storia è inquietante perché prima ci hanno provato con la nostra Resistenza e ci stanno provando ancora, da Mani pulite in poi: creano i mostri (la classe politica) e una finta opinione pubblica, facilmente manipolabile. Ma i burattinai rimangono sempre fuori.

Ogni guerra negli ultimi decenni ha visto lo zampino americano che ha creato false flags e mostri da abbattere, talebani e miliziani dell’Isis compresi. Il tutto ha due scopi finali: indebolire l’Europa e isolare Cina e Russia.
E c’è anche uno scopo intermedio, basti pensare alla creazione artificiale dello stato del Kosovo: fornire delle basi logistiche per il narcotraffico e premiare le criminalità organizzate che hanno permesso le conquiste di questi nuovi satelliti. È sempre lo stesso schema degli Usa dalla Seconda guerra mondiale (con la nostra mafia), e ciò spiega meglio di ogni altro discorso che cosa intendano per democrazia negli States.

Il NYT mostra al mondo il vero volto della Roma di Marino: sfascio, mafia, incuria e degrado

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Segnalazione Quelsi

 
by Rosengarten

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Nel suo numero di ieri, il New York Times, il più conosciuto quotidiano del mondo, ha aperto in prima pagina con la foto qui riprodotta che mostra due turisti adulti ed una in erba, che passeggiano, si fa per dire, tra le montagne di rifiuti accumulate lungo i fatiscenti vicoli di Trastevere, nel cuore del centro di Roma, vicoli che fino a qualche tempo fa erano descritti come “caratteristici e pittoreschi” ed erano meta imperdibile di ogni visitor della capitale. Nell’articolo titolato : “The Mayor’s Honest, but Is That Enough to Halt the Eternal City’s Decline?”, cioè “Il sindaco è onesto, ma basta questo ad arrestare il declino della Città Eterna?” si sottolineano tutti i pressanti problemi che stanno rendendo Roma una città ingovernabile, in mano alla mafia delle cooperative rosse, ed in cui non si riesce a far funzionare più nulla.

L’articolo esordisce affermando che : “Le erbacce arrivano alle ginocchia, i dipendenti della metropolitana sono esasperati e reagiscono rallentando il servizio alla velocità di chi nuota, il principale aeroporto della città è stato reso superaffollato e caotico da un incendio, la pletora di arresti di funzionari pubblici rende sempre più evidenti le infiltrazioni criminali nel governo della città. A tutto questo si aggiunge quello che i romani chiamano “degrado”, il degrado dei servizi, degli edifici, della qualità della vita e la sensazione generale che la loro antica città stia cadendo a pezzi più di quanto fosse mai avvenuto in precedenza”.

Lo stesso articolo è proposto anche sul sito del giornale, ma con un titolo differente, “Romans Put Little Faith in Mayor as Their Ancient City Degrades”, cioè “I romani ripongono poca fiducia nel sindaco mentre la loro antica città si degrada” col quale si punta a sottolineare come, posto che esiste un mare di problemi da risolvere anche se non tutti per colpa di Marino, il sindaco abbia completamente perso di credibilità e che nessuno lo ritiene più in grado di poter fronteggiare la situazione di estrema e quasi irrecuperabile gravità che si è venuta a creare dopo la sua elezione a primo cittadino voluta dal PD. L’articolo è corredato da un video e da una serie di foto dello stesso tenore di quella mostrata sopra che hanno subito fatto, e più volte, il giro del mondo. Uno spot negativo di cui non si avvertiva la necessità, e che getta fango a palate sull’immagine di una città incolpevole che è il faro del cattolicesimo, che è considerata un museo a cielo aperto della storia dell’arte e che vanta una civiltà plurimillenaria ed un patrimonio di monumenti come nessun’altra al mondo.

In effetti il NYT appare sin troppo tenero nei confronti di un sindaco che non riesce a far funzionare nulla, neppure quello che prima di lui aveva sempre funzionato abbastanza bene, come la raccolta dei rifiuti o le metropolitane; che perde quasi quotidianamente consenso persino all’interno della sua giunta i cui membri se ne stanno andando uno alla volta prendendo le distanze da lui. Un sindaco che ha reso introvabili i vigili urbani e che ha preso decisioni spesso incomprensibili con risultati disastrosi, come nel caso della viabilità cittadina, o la cacciata dei “romani” da intere e vaste aree del centro ora affidate alle “cure esclusive” di abusivi, rom, sinti, camminanti, clandestini, ladri, scippatori ed assassini, quindi non più fruibili nè dai cittadini, nè dai turisti. Però l’uscita del NYT sembra quasi una risposta agli elogi che Bill De Blasio, primo cittadino “razzista al contrario” di New York, aveva rivolto al collega di Roma in occasione della due giornate svoltasi in Vaticano, un workshop sul tema “Modern Slavery and Climate Change” ( Schiavitù moderrna e cambiamento climatico) voluto dal Papa ed a cui hanno partecipato i sindaci delle 70 maggiori città del mondo.

Il sindaco di New York aveva elogiato Marino per il cambiamento (sì, in peggio, ndr) che ha promosso, per la sua leadership e per il “coraggio mostrato nel contrastare la corruzione dilagante”. Coraggio? Qui è ora che De Blasio e tanti altri in Usa ed Italia che compongono la cricca di popolar-demagoghi demo-piddini si decidano e che poi si comportino coerentemente con la loro decisione. Delle due l’una: o Marino nulla sapeva del sistema mafioso che le coop rosse avevano costruito in Campidoglio attorno a Buzzi, ed allora è un eroe involontario ed inconsapevole, senza merito alcuno, ma con la grossa responsabilità di essere uno sprovveduto, incapace di gestire il governo della città e di accorgersi di quanto accadeva attorno a lui; oppure Marino sapeva…

Il sindaco di Roma Marino ovviamente ha ringraziato De Blasio, quasi commosso ed incredulo che ci possa essere ancora qualcuno che mostri di averlo in una qualche considerazione, sia pure di facciata. E come è solito fare, ha subito colto l’occasione per esternare cose che gli passavano per la testa e che nulla avevano a che fare con i temi in discussione. Ha spiegato il sindaco che “è stato recentemente
approvato il nuovo Piano Generale Urbano Traffico, che ridurrà i movimenti quotidiani di autovetture fino al 14%, aumentando del 20% il trasporto pubblico…Inoltre, stiamo promuovendo nuove misure per rafforzare i sistemi di condivisione e l’utilizzo delle bici. Vorrei citare il Grande raccordo Anulare delle Biciclette che permetterà a cittadini e turisti di godere la città da una diversa prospettiva”.

Insomma, Marino si ripropone di migliorare la mobilità di una città costruita 2000 anni fa, congestionata e senza corsie preferenziali, e quando ci sono nessuno le tiene sgombre, favorendo il ricorso al trasporto pubblico fatto di mezzi di superficie impossibilitati a muoversi e che non passano mai e di metropolitane che hanno la frequenza dei treni della Transiberiana, senza introdurre drastiche ed efficaci misure per rendere tali mezzi più rapidi e capaci. In compenso vagheggia una più larga diffusione delle biciclette nella città dei Sette Colli, che però nell’area metropolitana ne conta almeno una cinquantina, alcuni dei quali con pendenze di tutto rispetto, nella speranza che i cittadini romani si trasformino in campioni del pedale alla Nibali. E’ con soluzioni insulse come queste che Marino, nato a Genova e cresciuto a Palermo, che si è formato anche negli Usa come ricorda il NYT, cosa che aveva fatto sbocciare nei romani la speranza, subito dissolta, di essere amministrati con lo stile e la lungimiranza degli anglo-sassoni (ma Marino neanche lo parla l’inglese, figuriamoci), pensa di affrontare i problemi che angosciano la capitale, di accogliere le decine di milioni di turisti previsti per l’Anno Santo straordinario, di sostenere in modo credibile la candidatura di Roma ad ospitare le Olimpiadi del 2024. Se non lo mandano subito a casa, c’è da ritenere che ne scriverà tanti di articoli su Marino il New York Times.

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Orban: immigrazione mette a rischio l’identità culturale europea

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Ungheria: Orban, immigrazione illegale mette a rischio l’identità culturale europea

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Baile Tusnad, Romania, 26 lug – L’immigrazione illegale è una “minaccia per l’Europa” e l’Unione europea non fa nulla per difendersi dalle “masse di clandestini” che contribuiscono “a far prosperare terrorismo, disoccupazione e criminalità”. Una colpevole inerzia che – prospettiva ancora più grave – mette a rischio l’Europa di “perdere la propria identità culturale”. Parole che vorremmo sentir pronunciare da qualcuno del governo italiano e che invece dobbiamo accontentarci di ascoltare dalla voce del premier ungherese Viktor Orban, intervenuto a una scuola estiva di Baile Tusnad, in Romania. Parole che testimoniano una visione e una statura di livello europeo del leader della piccola nazione dalla tradizione grande e orgogliosa, consapevole del fatto che la ricchezza del nostro continente consiste prima di tutto nei valori e tradizioni, nell’intelligenza e nella volontà dei propri abitanti, un patrimonio insostituibile da difendere a ogni costo.

Parole, inoltre, tutt’altro che vuote, anzi piene di significato perché associate ad azioni coraggiose e incisive. A partire dal “muro” – un reticolato in filo spinato alto quattro metri – lungo i 175 km di frontiera tra il paese magiaro e la Serbia, recentemente approvato a schiacciante maggioranza dal Parlamento di Budapest e la cui costruzione, già in corso, “sarà ultimata entro il 31 agosto”, secondo le parole dello stesso Orban.

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Quanto poi al presunto “scandalo” dei treni a porte chiuse – apparentemente di qualità superiore rispetto a qualsiasi treno per pendolari in Italia, né più affollati, a giudicare dalle immagini – utilizzati per trasportare gli immigrati clandestini dalla frontiera meridionale ai campi allestiti presso la capitale, la misura è stata presa semplicemente per evitare che gli illegali ospiti, appena registrati, potessero scendere e far perdere le proprie tracce.

Sorprende non poco, allora, l’orrore suscitato nella stampa allineata con l’ideologia dell’accoglienza a prescindere, la stessa stampa che – conformandosi alla sempiterna reductio ad hitlerum, vera panacea in assenza di argomenti razionali – si spinge oltre il ridicolo paragonando gli eleganti treni ungheresi senza fermate intermedie ai vagoni piombati del 1944. Ma tant’è in questo mondo a rovescio.

E anche sul bilancio dell’accoglienza l’Ungheria di Orban, Fidesz (partito di maggioranza) e Jobbik (il partito ancora più nazionalista e identitario) detiene un primato invidiabile, essendo l’unico paese Ue a non aver accolto nemmeno un immigrato, nonostante gli oltre 80 mila richiedenti asilo nel 2015 (erano 43 mila in tutto il 2014 e appena duemila nel 2012). Il vice-premier magiaro Janos Lazar ne va giustamente fiero: “Questa gente doveva essere fermata e registrata già in Grecia, perché sono entrati in Ue da lì. A quel che mi risulta, nei Balcani non c’è attualmente alcuna guerra. Hanno pagato dei trafficanti, in Serbia, e vengono trasportati a bordo di autobus fino al confine ungherese. Costruiamo una barriera proprio per farla finita con tutto questo”.

Gli ungheresi, le cui proteste anti-governative devono essere particolarmente flebili se nemmeno i media europei allineati ne danno notizia, devono essere fatti di una pasta particolare, quella che probabilmente noi Italiani abbiamo smarrito, se senza battere ciglio accettiamo il fatto che nella sola giornata di ieri non meno di duemila nuovi immigrati sono sbarcati tra Sicilia (1500), Puglia (400, a carico della Marina militare italiana) e Calabria, quasi tutti maschi e quindi automaticamente non profughi ma semplicemente illegali.

Francesco Meneguzzo

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