C’è un modo diverso di essere europeisti. Anzi due

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Viktor Orban

“Nessuno vi ha invitati. Ma adesso che siete qui, dovete rispettare le nostre norme, come noi rispettiamo le vostre quando andiamo nei vostri paesi. Se non vi piace qui, andatevene”. E’ la frase che il presidente ceco Milos Zeman ha rivolto ai clandestini, che avevano organizzato una rivolta in un centro di ritenzione a nord-est della repubblica, compiendo atti di vandalismo; la polizia aveva dovuto far ricorso ai lacrimogeni. Un tipo di cose cui siamo assuefatti noi, ma nei paesi civili fanno ancora una certa impressione.

Indignazione ufficiale e ufficiosa dei “grandi” media, mentre la frasetta è diventata (come si dice) “virale sul web”. E’ tipica patologia del nostro tempo che le più ovvie asserzioni di verità siano vietate, e che chi le pronuncia sia additato come uno scandaloso o (secondo i casi) come un coraggioso alternativo. Sono forse stati invitati, i clandestini? No. Esigere che rispettino “le nostre norme” è forse una pretesa assurda, che denota mancanza di carità? Se no, possono andarsene da casa nostra: Zeman dice la verità. Che cattiveria!

La Stampa, divenuta sotto la direzione del Calabresi l’Amerikano il modello del politicamente corretto più viscido e untuoso, qualche settimana fa’ ha voluto assestare il calcio dell’asino (è la sua specialità) su Orban. “L’Ungheria alza un muro contro i migranti”, e commenta: “Nuove cortine di ferro rischiano di spuntare in Europa”.

Un esempio di furfanteria giornalista impunito (come tanti altri). Naturalmente si tace che l’Ungheria ha 9 milioni di abitanti e vede arrivare decine di migliaia di immigranti ogni mese.

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Siena, il bonus bebè arriva dal parroco: “Duemila euro se fai tre figli” e…prima gli italiani!

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STEFANO BIMBI

 

Parroco conciliare, ma stavolta l’iniziativa e’ buona, e attuale. Nella sua praticita’ lancia un ottimo messaggio

Siena, 9 agosto 2015 – Duemila euro a famiglia per ogni figlio nato a partire dal terzo. Intanto gli italiani di fede cattolica, poi, se ci saranno i soldi, anche quelli stranieri, purché cattolici. È il bonus bebè fatto in casa, anzi in parrocchia. Ideato da un giovane sacerdote, don Stefano Bimbi, parroco di Staggia, piccolo borgo in provincia di Siena. Siccome nelle famiglie le casse sono a secco da un bel po’ e con i bilanci crollano anche le nascite, per invertirela tendenza o comunque per incoraggiare babbi e mamme a mettere al mondo altri bambini, la parrocchia ha deciso di frugarsi in tasca e regalare un assegno da duemila euro a ogni famiglia con almeno tre bambini. Mica poco visti i tempi. Tra i requisiti per ricevere i soldi figurano l’avere la cittadinanza italiana, l’essere sposati in chiesa e la residenza in questo piccolo borgo sprofondato nella campagna senese.

 

L’assegno viene consegnato ai genitori il giorno del battesimo e quindi, oltre a quelle straniere, sono automaticamente escluse anche le famiglie di altre religioni. Le finanze, nonostante il buon cuore dei tanti parrocchiani che non lesinano offerte, non sono floride e in attesa di tempi migliori il parroco, don Stefano Bimbi, che ha avuto l’idea del bonus bebè, è costretto a fare di necessità virtù. “Se le possibilità economiche ce lo consentiranno, in futuro estenderemo il contributo anche alle famiglie straniere. Me lo auguro vivamente. Al momento siamo partiti dagli italiani, non possiamo fare di più”, spiega il sacerdote. Dall’inizio dell’anno a oggi sono già quattro i bambini nati cui è andato il dote il tesoretto.

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Bergoglio chiede la “conversione ecologica” a tutti i cristiani

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papa-francesco

Una volta erano pastori di anime, ora sono ostaggi della lobby green. Invece di tentare di riempire le chiede vuote, Bergoglio dimentica le anime e chiede sì la conversione, ma alla alla lobby ecologista.

“In un tempo in cui i cristiani affrontano sfide identiche ed importanti”, e’ necessario “dare risposte comuni, per risultare piu’ credibili ed efficaci”. Lo scrive Papa Francesco nella lettera, resa nota oggi, con la quale istituisce una “Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato”, da celebrarsi ogni anno il primo settembre, nella stessa data, cioe’, in cui viene celebrata anche dalla Chiesa Ortodossa e cio’ rappresenta, sottolinea il Pontefice, un’occasione proficua per testimoniare la crescente comunione”.

L’auspicio di Bergoglio e’ che la Giornata possa coinvolgere anche altre Chiese ed essere celebrata “in sintonia con le iniziative” promosse dal Consiglio ecumenico delle Chiese, rispondendo cosi’ all’esigenza di “una risposta comune dei cristiani” necessaria per essere credibili ed efficaci.

Papa Francesco pensa anche a ulteriori iniziative “da promuovere a livello internazionale ed ecumenico” in occasione della Giornata, ed afferma che i cristiani, in quanto tali, debbono “offrire il loro contributo al superamento della crisi ecologica che l’umanita’ sta vivendo”.

Citando la sue recente Enciclica “Laudato si’”, il Pontefice ricorda che “la spiritualita’ non e’ disgiunta dalla natura, ma piuttosto vive in comunione con essa”. Di qui, l’esortazione ad una vera e propria “conversione ecologica” a cui i cristiani sono chiamati, perche’ “vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio e’ parte essenziale” di una vita virtuosa. Essenziale, scrive il Papa, e non “opzionale o secondaria”, nell’esperienza cristiana.

In quest’ottica – sottolinea la lettera pubblicata oggi – la Giornata diventa, per i credenti e le comunita’, “una preziosa opportunita’” per rinnovare la propria vocazione di “custodi del Creato”, per ringraziare Dio per la sua “opera meravigliosa” affidata all’uomo e, soprattutto, per invocare “la sua misericordia per i peccati commessi contro il mondo in cui viviamo”. (AGI) .

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Quando i comunisti italiani discriminavano i gay

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Quando il Pci “mangiava” i gay. Il caso Pasolini

di Rino Cammilleri

Tra la fine del 1949 e i primi mesi dell’anno seguente Pier Paolo Pasolini venne espulso dal Partito Comunista Italiano, ufficialmente per «deviazioni ideologiche», in verità per uno scandalo omosessuale in cui il futuro regista era rimasto coinvolto. Come ricorda Marco Belpoliti in un suo saggio dedicato alla faccenda, nel settembre del 1949 il settimanale comunista di Udine, Lotta e lavoro, aveva accusato di corruzione di minorenni un alto esponente democristiano del quale venivano fornite pure le iniziali.

La clamorosa sconfitta nelle elezioni del 18 aprile 1948 ancorabruciava, e specialmente nel Friuli-Venezia Giulia la batosta per i comunisti era stata pesante. Così, lo scandalo Pasolini –che era pure segretario di sezione- a poche settimane di distanza non poteva essere tollerato. Al di là degli artifici verbali della misura espulsiva, il giudizio del Pci sull’omosessualità era, a quel tempo, diametralmente opposto a quello, odierno, dei suoi eredi. Sempre Belpoliti rammenta che nel maggio 1950 (dunque, pochi mesi dopo l’espulsione di Pasolini) su Rinascita, la rivista ufficiale del partito, il leader Palmiro Togliatti, firmandosi con lo pseudonimo Roderigo di Castiglia (singolarmente, un grande combattente cristiano contro i musulmani del IX secolo), se l’era presa con le posizioni antisovietiche dello scrittore francese André Gide, consigliando a quest’ultimo, piuttosto, di «occuparsi di pederastia, dov’è specialista».

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Bergoglio alla fedele brasiliana: “È meglio Maradona o Pelé?”

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Papa Francesco alla fedele brasiliana: “È meglio Maradona o Pelé?”

Simpatico siparietto durante l’incontro tra il Papa e il Movimento Eucaristico Giovanile, avvenuto venerdì 7 agosto. Al termine dell’intervento della 19enne brasiliana Ana Carolina Santos Cruz, Francesco l’ha salutata e le ha chiesto: “È meglio Maradona o Pelé?”. Pronta la risposta della fedele: “Pelé!”. Francesco è scoppiato a ridere e Ana Carolina l’ha calorosamente abbracciato(a cura di Lucio Perotta)

 

Fonte: http://m.gazzettadireggio.gelocal.it/video/sport/papa-francesco-alla-fedele-brasiliana-e-meglio-maradona-o-pele/45729/45825

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Liberismo: se lo conosci lo eviti

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       liberismo                                2 agosto – Gianvito Armenise – Senza dubbio il padre della scuola liberista (o classica), conosciuta anche come scuola del liberalismo economico, fu Adam Smith che visse nell’Inghilterra del XVIII sec. Cardine della sua teoria è l’assoluta convinzione che l’operare del singolo, alla ricerca del proprio esclusivo interesse e benessere economico, determini un miglioramento delle condizioni dell’intera collettività. Egli chiama tale meccanismo equilibratore “mano invisibile”. Affinché lo stesso meccanismo possa esplicare al meglio le proprie potenzialità, è necessario che lo Stato si limiti ad assicurare l’ordine interno, la difesa dei confini nazionali da eventuali attacchi esterni, la giustizia, ecc. Punto e basta. Uno Stato, quindi, che non può e non deve intervenire ed interferire nelle faccende economiche. Ma ciò che emerge a chiare lettere dall’interpretazione smithiana è l’acritica fiducia nel ruolo del mercato che sarebbe in grado, da solo, di ripristinare in ogni momento l’equilibrio tra domanda ed offerta. Ciò appare in modo ineluttabile dalla “legge degli sbocchi” di J. B. Say (1767-1882) secondo cui un bene, per il sol fatto di esser stato prodotto, genererebbe una domanda di importo equivalente. Appare quindi il momento di operare alcune considerazioni. Anzitutto la validità della”mano invisibile” sembra posare su pilastri d’argilla poiché è tutto da dimostrare che, nel tentativo di perseguire un beneficio personale, l’individuo possa – sic et simpliciter – aumentare il benessere della collettività. Al contrario, in tal guisa si favorirebbero comportamenti egoistici ed utilitaristici della società che risulterebbe non più guidata da uno spirito di effettiva solidarietà tra gli individui e/o le categorie.

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Ultime notizie sulla crisi internazionale tra Siria-Turchia- Stati Uniti

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ZAR PUTIN

 

Segnalazione di Vittoriano Mezzi


The Moscow Times- Il presidente russo, Vladimir Putin, ha rotto il protocollo diplomatico convenzionale ed ha convocato personalmente l’ambasciatore turco a Mosca, Sr. Ümit Yardim, per avvertirlo che la Federazione Russa intende rompere nell’immediato le relazioni diplomatiche con la Turchia a meno che il presidente turco, Recep T. Erdoğan, metta fine al suo sostegno fornito all’ISIS ed ai ribelli in Siria, dove la Russia dispone della sua ultima base navale nel Mediterraneo, a Tartous.

Il presidente russo presumibilmente è entrato in una lunga discussione nel criticare la politica estera turca ed il suo ruolo malevolo in Siria, in Iraq e nello Yemn dovuto all’appoggio fornito costantemente dal governo di Ankara ai terroristi di Al Qaeda-sauditi, ha informato di questo il Times di Mosca, riferendo che la conversazione con l’ambasciatore turco è divenuta molto accesa fino a sfociare in una accesa polemica.

Secondo le informazioni filtrate ed ottenute da “The Moscow Times”, l’incontro tra Putin e l’ambasciatore turco era imbevuto da intenso risentimento reciproco dove il sr. Yardim ha respinto tutte le accuse della Russia, attribuendo alla Federazione russa la causa della dura e prolungata guerra civile in Siria. “…..allora dica al suo presidente dittatore che può andare all’inferno assieme ai suoi terroristi dell’ISIS e noi faremo in modo che la Siria divenga niente di più che una grande Stalingrado, per Erdogan ed i suoi alleati sauditi che non sono meglio di Adolf Hitler”, questa la testuale risposta di Putin nella riunione a porte chiuse di due ore con l’emissario turco.

“Come risulta ipocrita il suo presidente visto che lui afferma di difendere la democrazia e di fustigare il golpe militare in Egitto, ha aggiunto Putin, mentre approva simultaneamente tutte le attività terroriste dirette a rovesciare il presidente siriano! “Ha aggiunto Putin.

Il presidente russo ha continuato dicendo che il suo paese non abbandonerà mai il governo legittimo in Siria e coopererà con i suoi alleati, come si sa con l’Iran e con la Cina, per trovare una soluzione politica all’interminabile guerra in Siria che ha fatto precipitare la nazione araba in un situazione di conflitto permanente e di anarchia religiosa.

Fonte: www.maurizioblondet.it/putinallambasciatoreturcofaremodellasiriau

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Mentre la “Contro-Chiesa” si occupa di immigrati…sempre più italiani chiedono di diventare massoni

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NOM

Segnalazione di Federico Prati

Il Grande Oriente si apre ai social e cresce il numero dei “bussanti”. 800 nei  primi tre mesi dell’anno, ormai i liberi muratori sono più di 20mila

di Marco Sarti

Con buona pace di complottisti e cospirazionisti vari, i massoni d’Italia si  aprono al grande pubblico. La parola d’ordine è trasparenza. Due settimane fa  il Grande Oriente d’Italia ha inaugurato un nuovo sito internet. Per accedere a  contenuti un tempo appannaggio di pochi eletti, adesso ai profani basta  navigare in rete. «Ci siamo modernizzati» ammette Stefano Bisi. Il merito è  anche suo. Il giornalista senese è stato eletto un anno e mezzo fa Gran Maestro  della principale comunione massonica italiana. E la novità è sorprendente:  ormai gli italiani fanno la fila per entrare in loggia. «Abbiamo superato i  22.500 fratelli – racconta – il massimo storico mai raggiunto nella nostra  storia».

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Associazione ebraica aderisce a marcia ispirata all’enciclica di Bergoglio

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CANDELABRO

Segnalazione di Federico Prati

Perché un’ Associazione ebraica aderisce a una marcia ispirata all’enciclica  ecologista di Bergoglio?

Pubblicato:  26/06/2015 13:35 CEST    Aggiornato:  26/06/2015 13:35 CEST

L’Associazione di cultura ebraica Hans Jonas, che presiedo, aderisce alla  marcia “Una Terra. Una famiglia umana” che celebra l’enciclica “Laudato si'”  pubblicata nei giorni scorsi da papa Francesco.

Perché un’associazione ebraica partecipa a un’iniziativa ispirata da un testo  papale?

1) La tutela dell’ambiente e del pianeta su cui viviamo è parte costitutiva  della tradizione ebraica. L’idea della Bibbia è che il mondo sia concesso in  prestito all’uomo che lo deve preservare e riconsegnare ai suoi discendenti.  Per questa ragione è vietato sfruttare eccessivamente le coltivazioni, bisogna  far riposare i campi ogni sette anni, non si possono mangiare i frutti  dell’albero prima del terzo anno di vita. Per le stesse considerazioni non va  sfruttato l’animale, che anzi ha diritto a riposare di Shabbat, e vanno
osservate alcune norme nel cibarsi di carne: non è consentito mangiare esseri  viventi vivi, ad esempio, e comunque occorre dissanguarli per rispetto della  loro essenza vitale. Secondo i Saggi, l’uomo era vegetariano prima della  cacciata dall’Eden, e tornerà a esserlo nel mondo messianico. In questo senso  possiamo dire che l’ebraismo è “ecologista” ante litteram.

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Come certi “cattolici” diventano gli utili idioti nelle mani dei giudei

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alex zanotelli

A cura di Federico Prati

Segnalo questo articolo pubblicato sul “Mosaico di pace”, organo di “Pax  Christi” (quelli che distribuiscono permessi di soggiorno “in nome di Dio”) in  cui si traccia un ritratto apologetico dello speculatore ebreo George Soros.

Il direttore è Alex Zanotelli, noto finto prete arcobaleno.

http://www.mosaicodipace.it/mosaico/a/8598.html

Sotto riporto un ben diverso ritratto dello stesso Soros:

http://www.imolaoggi.it/2012/06/21/ecco-chi-e-in-realta-lo-speculatore-georges-
soros-arruolato-dai-radicali-come-filantropo/

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Il “Papa” si schiera con l’invasione voluta dalla massoneria mondialista…

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papa-francesco bianco

Segnalazione di Federico Prati

Pertanto chi si schiera con il “Papa”, anche e soprattutto certi “cattolici”,
si schiera, di fatto, a fianco dei massoni.

di Luciano Lago

Il Papa Francesco  leva alta la sua voce per lanciare un preciso messaggio a  favore dell’invasione africana: Respingere migranti in mare «è un conflitto non  risolto, è guerra, si chiama violenza, si chiama uccidere”, ha detto il Papa.

Il messaggio della massima autorità’ della Chiesa cattolica è’ quindi chiaro è  palese: l’invasione di masse di migranti nella penisola è un bene e non si deve  fermare, bisogna accoglierli tutti a prescindere dalla possibilità’ di farlo,  dalle risorse necessarie, a prescindere delle conseguenze sociali, culturali ed  economiche sulla popolazione di un paese come l’Italia, già’ sovrappopolato, in  profonda crisi e con scarse risorse che non gli consentono di assicurare una  sopravvivenza dignitosa neppure a centinaia di migliaia di cittadini italiani,  di famiglie italiane ed anche di  stranieri gia’ residenti, caduti in miseria  per la perdita del lavoro, della casa e dei mezzi per condurre una esistenza  dignitosa.

Accogliere mezza Africa in Italia con tutte le popolazioni di qualsiasi  provenienza, che siano migranti o profughi, vanno bene tutti, da qualche parte  li sistemeremo, loro hanno la precedenza, si sa, su tutti gli altri ,  lo  afferma indirettamente il Papa, non avete il diritto di respingerli.

Loro  sono i portatori di “nuove culture” che diverranno prima o poi  prevalenti sulla nostra ma non importa, anzi meglio: si realizzerà’ quella  società’ multiculturale, quella utopia della “fratellanza universale” (vecchio  ideale massonico)  che tanto piace ai sostenitori del Pensiero Unico  mondialista e globalizzato, in vista dell’avvento del Nuovo Ordine Mondiale,  auspicato dai poteri dominanti ed a cui anche il Papa si inchina.

Nel frattempo, nell’attesa di qesto “nuovo mondo” che verrà , secondo i  buonisti , gli scafisti ringraziano per il loro giro d’affari che continua ad  incrementarsi ed anche le mafie che, grazie all’immigrazione clandestina ed al  traffico di carne umana, possono contare su una mano d’opera di riserva  disponibile ad ogni prezzo. Questi i veri effetti reali delle porte spalancate  all’accoglienza per tutti. La prostituzione e lo sfruttamento minorile, lo  schiavismo sono in crescita in questo paese ma la Chiesa non vede le cause, si  preoccupa soltanto degli effetti quando questi diventano difficilmente  rimediabili.

D’altra parte il messaggio  viene lanciato da questo Papa ,  lo stesso che ha  predicato l’ integrazione di tutte le culture e religioni, che si e’ recato,  nei suoi viaggi, ad omaggiare una moschea ed a pregare con gli islamici, lui  che ha baciato il Corano è che, recatosi anche  in Israele, da quelli che  chiama “i nostri fratelli maggiori”, ha reso omaggio alla tomba di Theodor  Herzl, il fondatore del sionismo, ideologia anticristiana, ma tale dettaglio  non importa.

Queste visite  avvenivano  in contemporanea mentre i nostri”fratelli islamici” dello Stato Islamico, armati dalle stesse potenze occidentali, nelle terre di  Siria o dell’Iraq,  tagliavano la testa a centinaia di persone, cristiane,  sciiti o drusi , considerati da loro colpevoli di essere “eretici”. Questo Papa non ha parlato, se non in modo generico, delle persecuzioni a cui  sono sottoposte le comunità’ cristiane in Medio Oriente e non ha mai  sconfessato la cultura islamica (salafita  e wahabita) che legittima le  violenze. Tanto meno questo Papa ha raccolto gli appelli e le grida di aiuto  lanciate dai primati delle chiese cristiane di Siria e dell’Iraq, assediate  dalle milizie islamiche armate e sostenute dall’Occidente.   Vedi:  Vicario  apostolico di Aleppo: …… .è proprio la comunità internazionale, sono le potenze  in campo (Stati Uniti, Arabia Saudita, Turchia, Francia che forniscono armi,  combattenti, addestramento militare e ideologico) che “soffiano sul conflitto e  forniscono armi sempre più pesanti e letali ai combattenti”.

IlPapa, con questo appello, si è’schierato di fatto con le Centrali  mondialiste del “Pensiero Unico”, quelle che vogliono la dissoluzione degli  Stati nazionali e che prescrivono l’annullamento delle culture nazionali  destinate a scomparire ed amalgamarsi in una unica grande cultura universale e  mondialista. Al Papa Francesco forse non interessa neppure difendere l’dentità  cattolica che, con l’imigrazione di massa, sarebbe destinata ad essere sommersa  dalle culture intolleranti ed aggressive come quella islamica sunnita e  wahabita di cui stanno facendole spese le comunità cristiane e di altre  confessioni in Medio Oriente.

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L’invasione USA della Siria: il respiro profondo prima del tuffo

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BANDIERA AMERICANA

Segnalazione di Federico Prati

di Tony Cartalucci

Quando la rivista Foreign Policy ha recentemente affermato, nell’articolo  dallo stesso titolo: “La Turchia entra in guerra”, in realtà intendeva dire: “Gli USA entrano in guerra”. Questo perché il lungo piano descritto nell’articolo non è creazione turca, ma un vecchio progetto USA contenuto nei  documenti programmatici almeno dal 2012.

L’articolo afferma: “Stati Uniti e Turchia concordano sul fatto che bisognerebbe espellere l’ISIS  dal suo territorio lungo il confine turco, sebbene gli ufficiali statunitensi
parlino solo di una ‘zona sgombra dall’ISIS’ mentre quelli turchi di una ‘zona  sicura di fatto’ dove i ribelli siriani potrebbero trovare rifugio sia dal  regime che dagli attacchi degli jihadisti.”  Tuttavia queste “zone sicure” sono esattamente ciò che il pensatoio Istituto  Brookings ha suggerito di creare durante l’intero conflitto siriano, con vari  pretesti: prima per finte preoccupazioni “umanitarie” simili a quelle usate nel  2011 per giustificare l’intervento NATO in Libia, e adesso usando il pretesto  del cosiddetto “Stato Islamico” (ISIS).

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10 Agosto: San Lorenzo, Diacono e Martire

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Il Circolo Christus Rex augura un buon onomastico a tutti coloro che hanno l’onmore di portare il nome di questo grande Santo.

Fin dai primi secoli del cristianesimo, Lorenzo viene generalmente raffigurato come un giovane diacono rivestito della dalmatica, con il ricorrente attributo della graticola o, in tempi più recenti, della borsa del tesoro della Chiesa romana da lui distribuito, secondo i testi agiografici, ai poveri. Gli agiografi sono concordi nel riconoscere in Lorenzo il titolare della necropoli della via Tiburtina a Roma È certo che Lorenzo è morto per Cristo probabilmente sotto l’imperatore Valeriano, ma non è così certo il supplizio della graticola su cui sarebbe stato steso e bruciato. Il suo corpo è sepolto nella cripta della confessione di san Lorenzo insieme ai santi Stefano e Giustino. I resti furono rinvenuti nel corso dei restauri operati da papa Pelagio II. Numerose sono le chiese in Roma a lui dedicate, tra le tante è da annoverarsi quella di San Lorenzo in Palatio, ovvero l’oratorio privato del Papa nel Patriarchio lateranense, dove, fra le reliquie custodite, vi era il capo. (Avvenire)

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Williamson: “Si la elección de Bergoglio fue inválida, fue convalidada por su aceptación universal como Papa” | FORO CATÓLICO

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“una cum” a tutti i costi, ma costantemente disobbedienti. L’ultima invenzione teologica (e assurda) per negare l’evidenza della Sede Vacante, di una delle cinque branchie del “lefebvrianesimo terminale”:

williamson2

Antes ya había dicho en su defensa de Sinagoglio:El gobierno de la Iglesia no requiere ni fe ni caridad, es compatible con la herejía.”

(Transcrito de Comentarios Eleison)

La Autoridad en la Iglesia ha sido arruinada, desde arriba para abajo.

FC: la autoridad de la Iglesia es inamovible, nadie la puede arruinar, así lo enseña el Concilio Vaticano Primero. 

El Papa actual (no soy sedevacantista) ha perdido su cabeza católica, si alguna vez la tuvo.

FC: Un verdadero Papa no puede “perder su cabeza católica”, es decir caer en la herejía, y cuya ortodoxia por supuesto es requisito canónico para ser electo.

Pero, aún si su elección como Papa fue inválida por una razón u otra, fue convalidada por su aceptación universal como Papa a través de la Iglesia de prácticamente el mundo entero. De cualquier manera, nadie otro es Papa, ni puede serlo, y por consiguiente, él tiene la suprema autoridad en la Iglesia.

 

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Ecco perché Bergoglio li vuole: i loschi affari delle coop vaticane con i profughi

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pretesoldi

Falsi profughi, minorenni fasulli, ricorsi di avvocati compiacenti, esami di medici complici e soldi fagocitati dalle associazioni di PD e Vaticano

Di seguito un collage di inchieste raccolto in un articolo

Arrivano dal Bangladesh, dall’Egitto, dal Nord Africa. Non hanno con sé un documento di identità e tutto quello che dicono è di essere minorenni. Lo fanno apposta, ormai hanno imparato. Quando i vigili urbani o la polizia li fermano per strada, in retate antiabusivismo o per normali controlli, loro alzano le braccia e dicono “minore, minore”. Una parola magica che li sottrae all’espulsione. Così vengono portati nei pronto soccorso della città, visitati, e in 6 minuti netti il medico di turno stabilisce la loro età presunta.

Questo gli spalanca le porte dei centri di prima accoglienza dove rimangono per mesi, a volte anni, a spese di un’amministrazione che ha le mani legate di fronte a certificati medici che attestano la minore età dello straniero. Inizia così il business dei finti minorenni. Un business che è costato allo Stato, soltanto nei primi sei mesi del 2012, 55 milioni di euro.

SOLIDARIETA’ E BUSINESS – A Roma, da gennaio a giugno, sono stati 2.300 gli “stranieri non accompagnati”, identificati come minorenni, sbarcati nei centri di prima accoglienza della capitale e del Lazio. Di questi il 60% sono maggiorenni. A rivelarlo è un rapporto di Save the children che ha inviato nei centri una squadra per verificarne le condizioni e ha scoperto che, in realtà, si tratta di adulti. “Un aspetto particolarmente critico – si legge nel dossier realizzato da Viviana Velastro – è la presenza di immigrati di dubbia minore età, in alcuni casi palesemente adulti”.
Quando il team capeggiato dalla Velastro chiedeva spiegazioni sulla promiscuità tra adulti e minori, gli operatori “affermavano che erano tutti immigrati la cui minore età era stata certificata con verbali di pronto soccorso, pur ammettendo di avere essi stessi, nella maggior parte dei casi dei dubbi, spesso confermati dagli stranieri”, che affermavano di avere altre età.

LA PROSTATA INGROSSATA – Ahmed, un egiziano sedicenne una notte dello scorso aprile si sente male. Ha dolori all’inguine, non riesce a stare sdraiato, sulla sedia non trova pace. Dal centro in cui è ospitato lo portano in ospedale. Diagnosi: problemi alla prostata. Problemi che non si presentano mai prima dei 35/40 anni. Eppure lui per lo stato italiano è un “migrante minorenne”.

LA DIAGNOSI LAMPO DI MEDICI COMPLICI – Osman, bengalese, la sera del 31 ottobre del 2011 si presenta all’ambulatorio pediatrico del pronto soccorso del Policlinico Umberto I: “Viene per la determinazione dell’età presunta” c’è scritto nel verbale, stilato tra le 21.02 e le 21.08. In sei minuti il medico di guardia stabilisce che Osman ha “un’età presunta di circa 17 anni e mezzo”. A guardarlo di anni, raccontano gli operatori, ne dimostra almeno 40. Ma, senza indicazioni sulla procedura disposta per determinarne l’età, il verdetto è stato emesso, senza possibilità di appello.

IL MONOPOLIO DEI MINORI – Nel Lazio sono 19 le strutture utilizzate per accogliere minori stranieri non accompagnati. Nell’aprile 2011, per far fronte all’ondata di sbarchi a Lampedusa, la Regione Lazio ha messo a disposizione 6 strutture (2 a Roma, 3 a Frosinone e 1 a Latina) e il Comune di Roma ha attivato, per assegnazione diretta, altre 13 strutture, alcune gestite da cooperative sociali, mentre le otto che accolgono il maggior numero di persone sono guidate, tutte, dall’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e Trifone. Uno dei centri dell’Arciconfraternita, quello di Casal Lombroso, un residence per sfrattati, è finito nel mirino della procura lo scorso gennaio per aver omesso di versare l’Iva per una cifra superiore a otto milioni di euro.

I FALSI ADOLESCENTI  – Per ogni “minorenne”, compresi quelli che adolescenti non sono, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali consegna alle strutture, ogni giorno, 70 euro. Questo significa che in un giorno si spendono, per gli oltre 2000 immigrati accolti, 161.000 euro. Che in un mese fa quasi 5 milioni. Il 60 per cento di questi soldi potrebbe essere risparmiato. Invece non accade. Perché anche quando si scopre che il presunto adolescente minorenne in realtà non è, quel certificato medico, che rappresenta l’unica attestazione di identità valida, impedisce a polizia e carabinieri di fare qualsiasi cosa. Allora: chi è guadagna in questo business? Cosa c’è veramente dietro l’affare?

ORA LA PROCURA HA APERTO UN’INCHIESTA – Sul business dei finti minorenni la procura di Roma ha aperto un’inchiesta. Sul tavolo del pubblico ministero Barbara Zuin è finita un’informativa dell’Ufficio Immigrazione della questura di Roma. Lì ci sono 400 identità sospette da analizzare. Tante sono state le pratiche per ottenere il permesso di soggiorno presentate, nel giro di pochi mesi, da sedicenti diciassettenni, prossimi al compimento della maggiore età, ospitati nei centri di prima accoglienza della città.
Quando arrivavano allo sportello dell’ufficio stranieri era evidente, a occhio nudo, che da qualche tempo avevano superato l’adolescenza. Tuttavia un certificato medico che era stato loro rilasciato al momento dell’ingresso nella capitale, garantiva per la loro minore età. Una diagnosi ospedaliera che non poteva in alcun modo essere impugnata dalle forze dell’ordine per ribaltare la verità.

Al momento il fascicolo della procura è per falsa dichiarazione alla polizia; nel mirino ci sono gli immigrati indagati per aver detto il falso. Gli inquirenti però stanno cercando di capire se a muovere le fila del business ci sia una vera e propria organizzazione.
Capire chi guadagna in questo giro d’affari gigantesco sarà interessante per comprendere cosa c’è davvero sotto. Anche perché a quanto pare, la maggior parte dei certificati che attestano la minore età degli immigrati sono redatti sempre dagli stessi medici. E ad accompagnare nella stessa struttura gli stranieri sono quasi sempre gli stessi vigili urbani. Le indagini sono appena cominciate e l’inchiesta potrebbe portare presto a nuove iscrizioni nel registro degli indagati.

Dalle truffe sull’età alle spese gonfiate
ecco gli affari delle coop – 
Settanta euro al giorno per ogni “migrante minore non accompagnato” finiscono nelle tasche delle 19 cooperative che gestiscono i centri di accoglienza a Roma e nel Lazio. Un business colossale, che si è gonfiato a dismisura con l’emergenza Nord Africa. E che oggi spreme almeno110 milioni di euro l’anno allo Stato, visto che nei primi sei mesi dell’anno sono stati 2.300 i minorenni, o presunti capitale. Ma di certo qualcuno nell’affaire dei finti minorenni sta speculando. 161mila euro al giorno consegnati ai centri e ai falsi ragazzini.

LA “PAGHETTA” – Ai falsi ragazzi, come abbiamo già denunciato, spetta anche il “pocket money”, ovvero 5€ al giorno.

Le cooperative che gestiscono i centri di prima accoglienza nel mirino della procura.

La gestione di tanto denaro pubblico – solo nei primi sei mesi dell’anno sono stati spesi a Roma, per i 2.300 immigrati “minori”, 55 milioni e 400mila euro – è finita al vaglio degli inquirenti.

Perché il business dei finti adolescenti ospitati nella capitale (ovvero il 60% dei 2.300) è molto più grande di quanto si possa immaginare. Intanto il pubblico ministero Barbara Zuin ha aperto un fascicolo per falsa testimonianza alla polizia: sul tavolo del magistrato è finito un faldone di 1000 pagine prodotto dagli investigatori dell’Ufficio Immigrazione. Lì dentro ci sono i nomi di 400 stranieri minorenni che hanno chiesto il permesso di soggiorno camuffando la loro identità. Ma a certificare la loro età è stato un medico di un pronto soccorso della capitale che, attraverso una visita di 6 minuti in tali, accolti nella pronto soccorso, ha stabilito quanti anni avevano.

Ci sono troppe anomalie nell’affaire finti minorenni, a cominciare dai centri che li ospitano. Impossibile che nessuno si sia accorto degli adulti spacciati per ragazzini. Forse perché la diaria di 70 euro che prima il Governo (in tempo di emergenza sbarchi) e poi il Comune di Roma dà per ogni adolescente è più ricca di quella data a un profugo adulto (per cui sono erogati 3040 euro al giorno)?

“Da aspirante profugo a falso adolescenteciò che nella capitale (e non solo) riguarda l’assistenza a rifugiati politici stranieri, immigrati, senza casa italiani, mense per poveri e via assistendo, tra assegnazioni irregolari, appalti vinti con procedure poco chiare o annullati per motivi altrettanto oscuri. Ecco gli squali della solidarietà.

DA PROFUGO A MINORENNE – Anita Brundu ha lavorato al Cara (Centro accoglienza richiedenti asilo) di Anguillara per adulti, e poi al centro di accoglienza di via Fosso dell’Osa. Entrambi sono gestiti da Domus Caritatis. È lei a spiegarci come l’affaire dei finti minori si autoalimenta. “Qualche mese fa, il giorno dopo essere stata trasferita al centro di via Fosso dell’Osa, incontrai Amir, Ahmed, Khaled e Muhammad. “Non ci chiamiamo più così”, mi dissero. Avevano fatto richiesta per essere riconosciuti come rifugiati politici: una richiesta che viene accolta soltanto nel caso di Paesi in guerra come Somalia, Sudan e Darfur; e loro non venivano da nessuno dei tre. Avrebbero dovuto essere espulsi. Di notte invece erano stati trasferiti nel centro per minorenni e tali, dopo un certificato medico, erano diventati. E il loro caso non era certo l’unico, ma la prassi”.

I RIFUGIATI E GLI AVVOCATI COMPLICI

In questa storia di mezzo non ci sono soltanto i centri che continuano a incassare sugli adulti che si spacciano per minorenni e che percepiscono rette giornaliere che valgono il doppio. Al ricco piatto da milioni di euro attingono un po’ tutti. Anche gli avvocati. C’è uno studio legale in particolare, al servizio della Domus Caritatis, che si occupa dell’assistenza legale e anche del ricorso per il riconoscimento dello status di rifugiati nel caso in cui venga respinto. Un appello senza senso, a meno che il rifugiato in questione non provenga, appunto, da Paesi in guerra. Ma quel ricorso inutile, tanto inutile non è: costa 250 euro a persona. Naturalmente a spese dello Stato: l’immigrato, il profugo, il rifugiato, non ha i soldi neanche per vestirsi, figurarsi se li ha per pagare un avvocato. E così, si attiva il gratuito patrocinio. Se si calcola che tutti gli ospiti dei vari centri fanno domanda per ottenere lo statuto di rifugiato politico, parliamo di centinaia di migliaia di euro ogni mese. Che si aggiungono ai milioni stanziati prima dal Governo e poi dal Comune per il mantenimento degli ospiti nelle strutture.
ecco il trucco milionario” – Il business dei finti minorenni porta un timbro. Quello dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e Trifone. E della sua costola, Domus Caritatis che a Roma ha inspiegabilmente ottenuto la gestione del maggior numero di centri. Un timbro dunque stampato su tutto ciò che nella capitale (e non solo) riguarda l’assistenza a rifugiati politici stranieri, immigrati, senza casa italiani, mense per poveri e via assistendo, tra assegnazioni irregolari, appalti vinti con procedure poco chiare o annullati per motivi altrettanto oscuri. Ecco gli squali della solidarietà.

DA PROFUGO A MINORENNE – Anita Brundu ha lavorato al Cara (Centro accoglienza richiedenti asilo) di Anguillara per adulti, e poi al centro di accoglienza di via Fosso dell’Osa. Entrambi sono gestiti da Domus Caritatis. È lei a spiegarci come l’affaire dei finti minori si autoalimenta. “Qualche mese fa, il giorno dopo essere stata trasferita al centro di via Fosso dell’Osa, incontrai Amir, Ahmed, Khaled e Muhammad. “Non ci chiamiamo più così”, mi dissero. Avevano fatto richiesta per essere riconosciuti come rifugiati politici: una richiesta che viene accolta soltanto nel caso di Paesi in guerra come Somalia, Sudan e Darfur; e loro non venivano da nessuno dei tre. Avrebbero dovuto essere espulsi. Di notte invece erano stati trasferiti nel centro per minorenni e tali, dopo un certificato medico, erano diventati. E il loro caso non era certo l’unico, ma la prassi”.

I RIFUGIATI E GLI AVVOCATI COMPLICI

In questa storia di mezzo non ci sono soltanto i centri che continuano a incassare sugli adulti che si spacciano per minorenni e che percepiscono rette giornaliere che valgono il doppio. Al ricco piatto da milioni di euro attingono un po’ tutti. Anche gli avvocati. C’è uno studio legale in particolare, al servizio della Domus Caritatis, che si occupa dell’assistenza legale e anche del ricorso per il riconoscimento dello status di rifugiati nel caso in cui venga respinto. Un appello senza senso, a meno che il rifugiato in questione non provenga, appunto, da Paesi in guerra. Ma quel ricorso inutile, tanto inutile non è: costa 250 euro a persona. Naturalmente a spese dello Stato: l’immigrato, il profugo, il rifugiato, non ha i soldi neanche per vestirsi, figurarsi se li ha per pagare un avvocato. E così, si attiva il gratuito patrocinio. Se si calcola che tutti gli ospiti dei vari centri fanno domanda per ottenere lo statuto di rifugiato politico, parliamo di centinaia di migliaia di euro ogni mese. Che si aggiungono ai milioni stanziati prima dal Governo e poi dal Comune per il mantenimento degli ospiti nelle strutture.

BAMBINI CON I CAPELLI BIANCHI
In un altro centro, il Sant’Antonio, è Silvia F., un’operatrice, a raccontare il business dei finti minorenni. “Qui ospitiamo settanta persone: di queste solo dieci sono ragazzi. Gli altri tutti adulti, visibilmente adulti: alcuni sono stempiati, altri hanno capelli bianchi. Spesso sono delinquenti. Spesso così violenti che capita di dover difendere i minori, quelli veri: una volta, addirittura, ci siamo dovuti barricare in una stanza con loro”.

BUSINESS DELLA SOLIDARIETA’: CARITAS E SANT’EGIDIO

La Domus Caritatis a Roma ha in appalto 8 dei 13 centri aperti dal Comune per l’emergenza Nord Africa. Vicina ai Cardinali e a Comunione e Liberazione, l’Arciconfraternita è legata al ras della ristorazione, la società La Cascina – che riforniva le mense scolastiche e ospedaliere di mezza Italia, la buvette del Senato e gestisce anche i buoni pasto Break Time – che già nel 2003 finì al centro di un’inchiesta. Gli appalti per i centri la Domus Caritatis li riceve direttamente dal Governo. Perché?

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