Il più potente al mondo? Secondo Forbes è Putin

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ZAR PUTIN

 

Ogni anno viene stilata la classifica sulle persone più potenti al mondo. Quest’anno Putin è primo. Dietro di lui, Merkel e Obama

La rivista Forbes, ogni anno, stila la classifica delle persone – uomini e donne – più potenti al mondo. Ancora una volta, Putin si siede sul trono con corona e scettro. Le motivazioni? Secondo il periodico, “Putin è uno dei pochi uomini al mondo tanto potente da fare quello che vuole. E cavarsela“.

Alle sue spalle troviamo la cancelliera Angela Merkel, Barack Obama e anche il Santo Padre. Uno smacco per i politici occidentali.

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Anche mozione “omofoba” della Basilicata è stata scritta da ProVita, Christus Rex e Radio Spada

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Forse non lo sapete, ma non è certo il Governo Renzo a governare l’Italia. L’unica lobby che scrive ed impone le proprie leggi pare sia l’integralismo cattolico. A rivelarlo è ancora una volta il sito di Toni Brandi, che spiega come la legge omofoba che calpesta i diritti costituzionali di migliaia di cittadini lucani sia stata scritta dalla sua associazione e da realtà come Radio Spada e il circolo Christus Rex (nella foto insieme a Forza Nuova). Se le azioni squadriste di istigazione all’odio imputabili all’associzione ProVita sono note a tutti (e giusto in quetsi giorni si è concluso l’ennesimo tour di disinformazione curato dallo stesso Brandi), nel caso di Radio Spada siamo dinnanzi ad una casa editrice vicina a Putin che non esista a sostenere che la famiglia ideale sia quella in cui la donna è sottomessa all’uomo e i figli ubbidiscano ciecamente al padre. Nel caso di Christus Rex, invece, si rasenta l’assurdo dinnanzi al coinvolgimento nella stesura di leggi da parte di un gruppo vicino a Forza Nuova che va in giro a sostenere che «i gay sono dei deviati, l’Oms è ideologica e l’omosessualità è legata a fattori ambientali».
Pare dunque evidente come queste associazioni stiano imponendo il loro pensiero unico attraverso l’introduzione di continui documenti che istituzionalizzano la menzogna. Il caso della Bailicata non è infatti isolato, dato che le sesse fasità sono state da loro introdotte anche in Lombardia, Veneto e Liguria (e non pare un caso se quelle giunte sono tutte in mano alla Lega Nord).

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Una Unica Religione Mondiale

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PIS END LOV

Segnalazione di Federico Prati

di Belvecchio

Dal Vangelo ai luoghi comuni e alle bugie Religions for peace – Il “card”. Tauran regge il nastro

Si è svolta a Castel Gandolfo, dal 28 al 31 ottobre 2015, l’assemblea europea di Religions for Peace, una delle tante iniziative sorte nel mondo cattolico da quando i vescovi di tutto il mondo, negli anni sessanta, decisero col Vaticano II che la religione di Dio è solo una qualsiasi credenza tra le altre e come le altre.

Di conseguenza, ogni anno, quando si svolgono assemblee come questa, un funzionario del Vaticano sente il dovere di inviare un messaggio di saluto, a conferma che tanti cardinali sono ormai dediti alla predicazione e alla pratica dei luoghi comuni che il mondo moderno sforna a ritmo incessante per convincere gli uomini che essere senza più cervello e intelligenza è una delle più grandi conquiste dell’umanità.

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“Spiegava al telefono come difendere il Pd”. Indagato il pm dell’inchiesta Mps

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giustizia

Segnalazione Quelsi

 by Redazione

La rivelazione via telefono di particolari riguardanti, non solo le sentenze ancora da motivare, ma addirittura i contenuti delle inchieste giudiziarie in pieno svolgimento, sembra un vizio collaudato fra le toghe. Le quali, a differenza di Silvio Berlusconi, alla fine la fanno sempre franca.  Sembrano lontani i tempi in cui l’ex Presidente del consiglio veniva messo sotto inchiesta, processato e condannato per rivelazione del segreto d’ufficio, per avere favorito la pubblicazione su il Giornale della famosa intercettazione («Abbiamo una banca!») tra l’ex capo dei Ds Piero Fassino e  Giovanni Consorte. Erano i tempi della scalata del gruppo assicurativo bolognese Unipol a Bnl. Silvio, con questa storia, ha collezionato una condanna che il prossimo settembre cadrà nell’oblio della prescrizione. Il giudice Antonio Esposito, che invece ha anticipato in un’intervista le motivazioni della sentenza di condanna da lui stesso pronunciata a carico del Cavaliere, rischia (forse) un procedimento disciplinare.

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“I funzionari della Bce incontrano banchieri privati prima di prendere decisioni chiave”

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Il Financial Times dimostra come rappresentanti della Banca Centrale Europea, prima di prendere decisioni importanti per l’economia del Vecchio Continente, siano soliti consultare membri di fondi di investimento

Quanto i privati riescono a influenzare le decisioni della Banca centrale europea? Molto, anzi moltissimo, stando a quanto scrive il Financial Times. Il quotidiano britannico, infatti, è riuscito a mettere le mani sulle agende di Benoît Cœuré (francese) e Yves Mersch (belga), ed entrambi membri del comitato esecutivo della Bce.

I due, stando a quanto ricostruito dal Financial Times, hanno incontrato, tra l’agosto del 2014 e quello del 2015, “diversi banchieri e asset manager pochi giorni prima, e in un’occasione anche poche ore prima, che venissero prese alcune importanti decisioni strategiche“.

Questi tipi di incontri sono infatti “in netto contrasto con la Banca d’Inghilterra, che vieta ai membri del suo comitato di fissazione dei tassi di parlare di questioni di politica monetaria con i media e con altri enti esterni la settimana prima di una decisione strategica“. Eppure questa semplice regola di buonsenso – dato che gli interessi in gioco sono enormi – non è stata rispettata dai funzionari della Bce.

Alcuni esempi. Il 3 e il 4 settembre 2014 si è tenuto un meeting di due giorni, organizzato dalla Bce, per stabilire i tassi di interesse di riferimento. Il giorno prima del meeting, però, Cœuré e Mersch hanno incontrato alcuni rappresentanti di Ubs.

Nel pieno della crisi greca, invece, il vicepresidente della Bce Vítor Constâncio e il suo braccio destro Peter Praet, hanno incontrato rappresentati di Algebris, il cui amministratore delegato è Davide Serra, grande amico del premier Matteo Renzi. In quel periodo il consiglio della Bce teneva conferenze quotidiane, come riporta il Financial Times, in cui ci si interrogava se approvare o meno i prestiti d’emergenza per tenere a galla le banche greche. Anche in questo caso, non sappiamo cosa si siano detti i rappresentanti della Bce e quelli di Algebris. Questo succedeva il 23 giugno. Il giorno prima, Praet aveva incontrato i rappresentanti di Bnp Paribas, mentre il 25 giugno quelli del fondo Pimco.

L’unica cosa certa di questa vicenda è che gli incontri tra rappresentanti della Bce e privati sono stati molto frequenti. Questa notizia ha fatto molto scalpore in Inghilterra in quanto la prassi della Bce contrasta in maniera netta con quella britannica. Chi sbaglia tra i due? E, soprattutto, la Bce contatta la maggioranza dei privati o solo alcuni?

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I 50 personaggi pubblici più influenti per il sostegno alla diversità

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Nella classifica dell’Economist c’è anche Ivan Scalfarotto di Redazione – 1 novembre 2015 20:15 Quali sono i 50 personaggi pubblici mondiali che più hanno fatto per sostenere la causa dei diritti degli omosessuali e della diversità? Ce lo rivela il The Economist con la sua classifica che vede protagonisti, tra gli altri, Hillary Clinton, Barack e Michelle Obama, Angelina Jolie. sul podio, però, troviamo Christine Amanpour – una delle giornaliste più seguite al mondo su Twitter, corrispondente per la Cnn di origini britanniche e iraniane – che è stata nominata per il suo impatto sulla “gender equality” nei media; Chris Anderson, il creatore di TED; e Mariela Baeva, scrittrice di origini bulgare ed ex membro del Parlamento europeo campionessa di inclusione e della lotta per i diritti dei gay e delle donne. LEGGI LA CLASSIFICA COMPLETA Piccolo primato tutto nostrano, nella classifica compare anche, al 39esimo posto, un italiano: si tratta di Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle Riforme.“Scalfarotto è un attivista per i diritti LGBT – si legge nella spiegazione – ed è stato vice presidente del Partito democratico. Ha promosso il matrimonio omosessuale, l’istituzione del congedo di paternità, i diritti per le persone transgender. Apertamente omosessuale è un sostenitore dell’adozione dei bambini da parte di coppie dello stesso sesso”.E lui ha accolto la notizia con gioia su Twitter: “Un onore essere scelto da @TheEconomist tra i 50 personaggi globali che sostengono la diversità”. –

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3 novembre 1867: la vittoria dei soldati del Papa Re!

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza Comunicato n. 88/15 del 3 novembre 2015, San Giusto

3 novembre 1867: la vittoria dei soldati del Papa Re!

Il 3 novembre 1867 l’esercito pontificio sconfiggeva le bande garibaldine (assistite dall’esercito italiano, aspetto dimenticato da chi, contro la realtà storica, attribuisce la vittoria papalina all’intervento dell’esercito francese), dopo due mesi di scontri nell’Agro Romano iniziati il 29 settembre. Ricordiamo la vittoria con un testo dedicato ai cappellani militari dell’esercito pontificio.

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Vodka & Finocchi

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Segnalazione di Pietro Ferrari

Da Irina Osipova:

“Il partito comunista russo ha proposto di fissare la pena per coloro che si dichiarano pubblicamente gay: arresto per 15 giorni oppure multa di 4-5 000 rubli. Oggi hanno proposto questo proggetto di legge alla camera bassa 😀

Quindi secondo i comunisti russi coloro che esprimono pubblicamente di avere un orientamento sessuale non tradizionale devono essere puniti “è contro la natura dell’uomo! Deviano dalla normalità!” – dice il deputato I. Nukitchuk”

Direttamente dal sito KPRF in lingua originale: http://kprf.ru/dep/gosduma/activities/148002.html

“L’attico di Tarcisio Bertone ristrutturato con i soldi destinati ai bambini”. Le anticipazioni del libro “Avarizia”

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 >>>ANSA/BILD, INDAGATO BERTONE. L'EX SEGRETARIO, IO CON IL PAPA

Il superattico del cardinale Tarcisio Bertone è stato ristrutturato con i soldi destinati ai giovani dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Lo scrive il giornalista dell’Espresso, Emiliano Fittipaldi, nel suo libro “Avarizia” in uscita da Feltrinelli. Lo riporta un’anticipazione pubblicata dal quotidiano “la Repubblica”.

Partiamo dal Bambin Gesù. O meglio da una fondazione controllata, nata nel 2008 per raccogliere denaro per i piccoli pazienti. Gli investigatori della società di revisione PricewaterhouseCoopers (PwC) nella bozza del rapporto consegnata al Vaticano il 21 marzo 2014 dedicano alla onlus italiana con sede in Vaticano alcuni passaggi della loro due diligence. Nel focus si evidenzia l’affitto di un elicottero, nel febbraio 2012, per la bellezza di 23 mila e 800 euro. Pagati sull’unghia dalla fondazione Bambin Gesù “a una società di charter per trasportare monsignor Bertone dal Vaticano alla Basilicata per alcune attività di marketing svolte per conto dell’ospedale”. Ma c’è un’altra spesa della fondazione non pubblicata sul rapporto PwC che rischia di imbarazzare il Papa e il Vaticano.

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Aborto – Ecco cosa scrisse Pasolini

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Per dire NO all’aborto non è necessario essere cattolici integralisti. Basta usare la ragione.

Oggi ricorre il 40esimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, intellettuale marxista ma capace di andare controcorrente e di prendere posizioni assolutamente in contrasto con quelle della sua area politica. Per l’occasione, riproponiamo l’intero articolo che pubblicò il 19 gennaio 1975 sul Corriere della sera e che aveva come titolo: “Sono contro l’aborto” (qui il sito da cui lo abbiamo preso). Chiaramente non condividiamo tutto quel che Pasolini scrisse in questo pezzo. Ma vogliamo solo mostrare come, pur con argomentazioni rigorosamente laiche, è possibile essere contrari all’aborto.

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Le strategie occulte dei “neocons” USA per scatenare il conflitto con la Russia

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di Luciano Lago

Forse non tutti sono consapevoli del fatto che la maggior parte degli eventi che si verificano sulla scena internazionale non sono determinati dalle decisioni prese dai governi in forma ufficiale e neppure si può pensare che molti di questi siano casuali, senza una apparente collegamento con decisioni prese da qualche organismo di potere.

Così la Storia ci insegna che i conflitti esplodono all’improvviso per effetto di cause che sono soltanto apparenti, da considerare realisticamente dei semplici pretesti, mentre le vere cause, quelle profonde, come i contrasti di interessi fra grandi potenze, i grandi gruppi economici, il controllo delle fonti di energia, ecc.. Situazioni che determinano anche guerre occulte, che quasi mai emergono o vengono portati all’attenzione del grande pubblico.

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Scuole tedesche annullano festa cristiana: per “non turbare profughi”

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Scuole elementari e materne in Germania stanno eliminando una sentita celebrazione cristiana, trasformandola in una generica “festa delle luci”, per non offendere le centinaia di migliaia di immigrati musulmani che stanno arrivando nel paese.

Lo riportano i giornali locali. Le scuole stanno eliminando la sentita festa cristiana di San Martino, celebrazione annuale che si svolge l’11 novembre, per “non urtare la sensibilità dei rifugiati”, una decisione che ha scatenato feroci critiche.

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I Testimoni di Geova condannati a risarcire 13,5 milioni di dollari per abusi su minori

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-Redazione– I Testimoni di Geova condannati a risarcire 13,5 milioni di dollari a Jose Lopez abusato all’età di sette anni da Ponzalo Campo, anziano dell’organizzazione facente capo alla Watch Tower.

La condotta del pedofilo, a detta del giudice Candice Conti, era nota ai vertici della Torre di Guardia, per precedenti altri abusi su minori, ma questo non ha impedito a Ponzalo di scalare i ranghi dell’organizzazione.

Irwin Zalkin, avvocato di Jose Lopez dichiara “La Torre di Guardia ha ignorato le denunce di abusi sessuali poste in essere dai suoi membri per anni, scegliendo di proteggere i predatori sessuali e i bambini”, Zalkin aggiunto.

“Questa sentenza può sperare di risvegliare la leadership dei Testimoni di Geova agli standard di moralità e cura per i bambini”.

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Preghiamo per la Russia. Di nuovo sul Calvario

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“Il sostegno dell’opinione pubblica russa all’intervento in Siria sicuramente crollerà se vengono uccisi più soldati russi o avviene un attentato terroristico di grande portata in patria…”: così, su Newsweek del 31 ottobre, i due analisti William Courtney (già ambasciatore Usa in Georgia e Kazakhstan, dunque uno specialista della sovversione estera) e Donald Jensen, della John Hopkins.

Alla luce della tragedia del volo russo da Sharm el Sheik, le parole di cui sopra assumono un senso preciso. Non si tratta di due privati. Si tratta del progetto del governo americano. Già pochi giorni fa Ashton Carter, il ministro del Pentagono, ha previsto che i russi sarebbero presto vittime di un attacco in Siria, e “avranno molti morti da piangere”.

Ormai molti blog hanno rilanciato l’informazione che il sito Aurora titola così: “McCain e Saakashvili complottavano per abbattere un aereo in Siria”. Saakasvili, l’ex presidente della Georgia, autore dell’attacco alle minoranze russofone di Ossezia del Sud ed Inguscezia , nel 2008, è stato oggi nominato da Poroscenko governatore di Odessa. Il governo georgiano di oggi lo ricerca per truffe, frodi, corruzioni varie.

Saakasvili e McCain
Saakasvili e McCain

E’ stata diffusa una conversazione intercettata fra lui e un suo ex ministro, l’israelo-georgiano David Kezerachvili , dove i due parlano di missili tipo Stinger (di fabbricazione sovietica) in Siria per distruggere più possibile di villaggi kurdi (quelli che combattono l’Isis) e seminare il caos nell’armata siriana. Dal colloquio è chiaro che il mandante di tutto è il senatore McCain, che aspetta con ansia i risultati del bel colpo.

Frattanto, terroristi dell’Isis sono stati fatti passare dalla Siria all’Ucraina: “negli ultimi tre mesi”, rende noto Meyssan, “una base è stata allestita dal regime di Kiev a

Kherson, di fronte alla Crimea. Qui la Turchia vi ha organizzato il trasferimento di molte centinaia di combattenti di Daesh…I jihadisti però non sono stati instradati in Crimea, ma nel Donbass. I battaglioni Sheik Manur e Djokhar Dudaiev, di cui il New York Times aveva rivelato l’esistenza in luglio e che erano stati quasi immediatamente disciolti, sono stati di nuovo ricostituiti”.

http://www.voltairenet.org/article189139.html

Su iniziativa americana, i generali di 38 paesi europei sono stati convocati a discutere i mezzi militari e propagandistici da usare contro Mosca: “Deterring Putin” è stato il tema della convocazione. In questi stessi giorni la NATO ha scatenato un’esercitazione militare di vastità mai vista da decenni, Trident Juncture, con l’impiego di 36 mila uomini in base allo scenario di “risposta ad un’invasione di una regione fittizia chiamata Ceresia da parte di un vicino ostile che usa tattiche di guerriglia ibride come quelle che Putin ha adottato in Ucraina” (sic).

Read more: http://www.politico.com/story/2015/11/united-states-vladimir-putin-europe-russia-215401#ixzz3qK6fmzJO

Ma è quasi impossibile avere un’idea di quante iniziative di sovversione ed attacco siano in corso attualmente e contemporaneamente, da parte dell’impero del Caos, per stroncare la Russia. Per esempio, gli Usa stanno finanziando laboratori per la produzione di armi biologiche in numerosi paesi dell’Est europeo, un tempo parte del campo sovietico. Lo ha sottolineato, durante una riunione del Comitato di sicurezza nazionale russo, Nikolai Patrushev, capo dell’FSB (ex Kgb) e del Comitato nazionale antiterrorismo (NAK): sono “decine di miliardi di dollari” che vengono investiti per la produzione “di armi biologiche a fini militari” ai confini stessi della Russia” sui “territori della Comunità degli Stati Indipendenti”. Uno di questi centri di produzione è nella capitale della Georgia, Tbilisi, e si chiama “ Richard G. Lugar Center for Public and Animal Health Research”. Questa produzione viola i trattati che gli Usa stessi avevano firmato per l’abolizione di armi chimiche e biologiche: la Russia le sta distruggendo e ne sarà totalmente priva nel 2020. Gli Usa si sono dati tempo fino al 2028, e nel frattempo stanno accelerando l’insediamento di fabbriche di produzione in paesi addossati alla Russia. La natura criminale di queste azioni, anche da parte di una potenza nota per azioni criminali internazionali, non dovrebbe sfuggire ad alcuno.

http://presstv.ir/Detail/2015/10/31/435712/Russia-Security-Council-Nikolay-Patrushev-biological-weapons-labs-CIS

Per questo chiederei ai lettori di cominciare a formare una catena di preghiere per i russi. Una catena di Rosarii.

Intendiamoci: i criminali internazionali, convinti che a forza di attentati e perdite inflitte ai russi, faranno diminuire il favore che Putin riscuote fra di loro, quasi certamente sbagliano calcoli. Non ne capiscono l’abnegazione, l’immensa storica capacità di soffrire. Non ricordano gli attentati dei ceceni? Quando presero ostaggi tutto il pubblico e il personale del teatro Dubrowska, un migliaio di persone? Gli Spetznaz furono mandati a liquidare i terroristi armati e pieni di esplosivo; li addormentarono con un gas sconosciuto e venefico; anche 130 ostaggi rimasero uccisi da questa sostanza. L’Occidente aspettò una rivolta dell’opinione pubblica; qualche “liberal” inscenò qualche protesta…ma la gente non protestò. La maggioranza dei russi accettò che “quello” si doveva fare, a qualunque costo.

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E quando i folli di Basayev presero la scuola di Beslan, Nord Ossetia, con dentro 777 bambini fra gli oltre mille ostaggi? Cominciò il primo settembre 2004 e andò avanti per giorni, giorni d’angoscia della povera gente i cui bambini erano lì prigionieri di orrribili mostri pieni di eccitanti, in mostra davanti alle telecamere del mondo intero. Alla fine le forze di sicurezza russe fecero uso di carri armati e razzi incendiari; morirono tutti i terroristi ma anche 385 ostaggi, fra cui 186 scolari. L’intera Russia si unì al dolore di quei genitori, di quegli insegnanti, di quelle povere famiglie: pochissimo criticarono l’azione del governo. I sondaggi mostrarono che un 58% dei russi aveva tratto da quella tragedia una lezione: bisogna essere ancor più duri coi ceceni. Costi quel che costi.

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No, non temo quel che i criminali internazionali si propongono per i russi. Ma piango per questo popolo: un popolo profondamente ferito dai settant’anni di comunismo: un bagno di sangue che ha lasciato una piaga aperta nella demografia – 60 milioni di morti, 22 dei quali nella guerra contro il Nazismo, troppi altri nel Gulag – e dove tutti, carnefici non meno che perseguitati, portano dentro una piaga nell’anima, per ciò che hanno fatto o non hanno fatto. Per le code davanti alle botteghe vuote, per la vodka ingurgitata, per “il grugno maialesco” che ha sfigurato il volto angelico che la Russia spera sempre di conquistare. Per la paura dei passi di stivali sul pianerottolo, per la tessera di partito e quella per la razione semestrale di mutande (anche quelle), per la puzza di cavoli, le riunioni di fabbrica ad applaudire le menzogne del delegato; per i parenti che non sono tornati dal Lager…

una pensionata durante il liberismo
una pensionata durante il liberismo

Dopo questo, è arrivato l’altro flagello: la libertà. Con la consulenza della Scuola di Chicago. Cosa è costata ai russi il “passaggio-lampo al capitalismo”, è un GuLag che aspetta ancora il suo Solgenitsyn. I prezzi prima controllati lasciati da valutare al mercato: aumenti dei beni essenziali dell’800 per cento, stipendi divenuti ridicoli. Allora i vecchietti han cominciato a morire: o di fame, con la pensione ridotta in potere d’acquisto a 15 dollari mese, o ammazzati dai gangster per occuparne il bilocale nel falansterio di stato. Fisici nucleari ridotti a raccogliere cicche da vendere al mercato, medici che hanno vissuto per mesi mangiando solo cavoli o papate, ufficiali a cui la paga bastava una settimana (800 mila soldati furono rimpatriati e alloggiarono per anni in tende con le famiglie ), umiliazioni, oligarchi dai nomi ebraici che si vantavano in tv delle loro Ferrari e Rolls. La mortalità in quegli anni è cresciuta del 60%; due milioni di bambini furono abbandonati per strada, quasi metà della popolazione campò con meno di 4 dollari al giorno, i beni e i cespiti pubblici furono saccheggiati. E dappertutto il vuoto, lo smarrimento delle anime. La sensazione di vivere vite di seconda mano in un tempo di seconda mano (Tempo di seconda Mano è il titolo del libro della Svetlana Aleksievic, a cui hanno dato il Nobel perché odia Putin…ma è un cumulo di storia e confessioni lancinanti di inenarrabili sofferenze, di colpe e di pene, di violenze e di silenzi. Anime ferite, anime deformate anime esauste e di seconda mano.

Vladimir Putin: “Per i russi, lo Stato forte non è un’anomalia da combattere, ma al contrario è fonte e garanzia di ordine, iniziatore e forza-guida di ogni cambiamento”. Putin ha raccontato che sua madre lo fece battezzare di nascosto. Lui va’ a Messa di Natale alla Santissima Trinità, la stessa chiesa dove andava il maresciallo Kutuzov, che sconfisse Napoleone arretrando: nell’immenso spazio russo.

L’apparatchik che, appena presidente nel 2000, davanti agli attentati ceceni va’ in tv a promettere “Li staneremo e li strangoleremo nel cesso”, lui di solito così freddo e controllato, mostrando quel fondo di brutalità che non dorme mai nella mente di un agente degli organi.

Lui che ha fatto ricostruire la cattedrale del Salvatore che Stalin abbattè, è lo stesso che ha restituito la bandiera rossa all’Armata, e la stella rossa ai militari. Le sue parole in quell’occasione meritano la citazione:

La bandiera rossa è stata innalzata a Berlino (…) se accettiamo di non poter usare i simboli di epoche precedenti, inclusa quella sovietica, allora vuol dire che i nostri padri e madri sono vissuti inutilmente, la loro esistenza è stata priva di senso, son vissuti invano”.

Ancor oggi ci sono donnette con un cappottino da quattro soldi che alzano quella bandiera rossa con falce e martello nei raduni dei comunisti, “perché io non ho nulla da rimproverarmi”. E non sono vissute invano. Mi ricordano tanto mia madre che avrebbe portato lo stendardo fascista, per lo stesso motivo; le parole di Putin sono rivolte a loro.

Vite di seconda mano
Vite di seconda mano

Putin della bandiera rossa all’Armata, è anche quello che, all’accademia navale di San Pietroburgo, ha fatto elevare una statua all’ammiraglio Kolchak. Il nome non dirà niente ai giovani, e poco ai russi, perché è stato un nome cancellato. Aleksandr Kolchak (1874-1920) fu il comandante supremo della Guardia Bianca, l’esercito che combattè per lo Zar a Zar morto, contro l’Armata Rossa di Trotzky. Giunse a comandare 110 mila uomini; sul Volga provocò la rotta dei rossi nel panico. Sperò nell’aiuto delle potenze occidentali, naturalmente invano. I suoi si ritirarono combattendo fino in Siberia. Trotski aveva ordinato di identificare e prendere ostaggio le famiglie degli ufficiali bianchi. Alla fine, misero le mani anche sull’ammiraglio e lo fucilarono ad Irkutsk, e ne gettarono il corpo in un fiume.

Kolchak
Kolchak

Nemmeno di Kolchak, nemmeno dei suoi cosacchi e guardamarina, si dica che sono vissuti inutilmente.

Certo, c’è stato qualche anno in cui i russi qualunque hanno sperato di poter mettere il grufolo nei beni del consumismo occidentale: il gorgonzola italiano, il pollame e le mele tedesche, una settimana coi bambini a Sharm a fine stagione con lo sconto. Ora vedono che non gli è stato concesso.

Qualche giorno fa, una nostra giornalista radiofonica si meravigliava, da Mosca, di trovare i russi tutti a favore dell’intervento in Siria, tutti per Putin. “Ma tutti sono tristi”. Certo; consapevoli che di nuovo, mutilati, feriti, esausti come sono, devono un’altra volta salire sul loro Calvario. Ed hanno come nemica la ultima vera “contro-civiltà”, il criminale impero del Caos .

Preghiamo dunque una catena di Rosarii per questo popolo. Che l’Immacolata lo difenda e protegga, e faccia trionfare il suo cuore immacolato. E il Salvatore lo salvi.

A woman prays as she lights a candle in a church in St.Petersburg during a day of national mourning for the plane crash victims in St. Petersburg, Russia, on Sunday, Nov. 1, 2015. A Russian passenger plane has crashed in the Sinai peninsula Saturday with 217 passengers, mostly Russians, and seven Russian crew members killed. (AP Photo/Dmitry Lovetsky) Postmedia PIX Today ORG XMIT: POS1511010455284930 ORG XMIT: POS1511011346322971

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Volo russo Kogalymavia: forze NATO dietro l’abbattimento di un altro volo civile?

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di Ludovico Nobile

Come un altro? Ma chi lo ha detto che la catastrofe aerea del 31 Ottobre 2015 in Egitto sia l’ennesima false flag organizzata dai servizi segreti occidentali?

Perché parliamo di un altro abbattimento? Perché’ l’MH17 della Malaysian Airline è stato senza dubbi abbattuto con la complicità dei servizi segreti americani per imporre all’Europa (perché’ in verità è a noi che fanno male) le sanzioni alla Russia, rendendo tale abbattimento una gigantesca operazione psicologica per venderci una nuova guerra e fare di Putin il nuovo Hitler. Questa è l’unica conclusione alla quale si può arrivare se si capisce come funziona il sistema dell’informazione e come si crea uno spin.

Cosa abbiamo osservato quando è stato abbattuto l’MH17[1] ?

  1. All’unisono tutte le testate giornalistiche del mondo coordinate dal Pentagono hanno dato la colpa a Vladimir Putin pubblicando filmati dimostratisi finti e caricati sul web prima che l’evento accadesse.
  2. Non si è mai risposto sul perché abbiano fatto cambiare rotta all’aereo facendolo passare su una zona già chiusa al traffico aereo civile. Tutte le conversazioni con la torre di controllo sono state immediatamente segretate. Generalmente dopo un incidente del genere tutte le registrazioni erano al vaglio dei mezzi di informazione mentre in questo caso solo cortissimi ed irrilevanti frammenti delle conversazioni sono state rilasciati dopo lunga attesa.
  3. Gli Stati Uniti non hanno reso pubbliche le immagini satellitari dell’incidente, quale indicibile verità nascondono?
  4. Fu firmato un accordo tra i paesi facenti parte del comitato investigativo affinché nessun membro del comitato potesse rilasciare informazioni ottenute nel corso delle indagini senza il consenso di tutti gli altri paesi. Di fatto l’Ucraina sospettata essere responsabile dell’incidente ha avuto un veto rispetto alle informazioni che potevano essere divulgate al pubblico.
  5. Gli esperti Malesiani sono stati esclusi dal comitato investigativo dell’incidente[2].
  6. Il giorno dell’abbattimento vennero registrate dagli organi di stampa testimonianze oculari della presenza di altri velivoli. Il 23 luglio 2014, la corrispondente della BBC Olga Ivshina fu censurata dalla direzione della BBC. Nel suo servizio, testimoni di Donetsk confermano la presenza di un altro aereo da guerra ucraino presso il MH-17, al momento dell’incidente. Improvvisamente, la storia di Olga Ivshina smentisce anche la versione dello SBU ucraino, che parla di missile superficie-aria.
  7. Michael Bociurkiw osservatore dell’OCSE in un’intervista poco dopo l’incidente del 17 luglio dichiarò che due o tre pezzi di fusoliera che mostrano segni di pesanti mitragliatrici e nessuna evidenza di danno missile. Qualche giorno dopo il 22 luglio un giornalista della BBC dichiara che alcune sezioni della fusoliera sembravano diverse da quando viste precedentemente.
  8. Il 21 luglio 2014 il Capo di stato maggiore generale e il comandante dell’aeronautica, Tenenti-Generale Andrej Kartopolov e Igor Makushev, hanno reso pubblici i dati registrati dai propri radar dimostrato l’esistenza di un aereo da combattimento ucraino che avrebbe intercettato il Malaysia Airlines, tre minuti prima dell’incidente, stimando la distanza che lo separava dal Malaysia Airlines a 3-5 km.
  9. Le fotografie della fusoliera rilasciati inizialmente e poi censurate mostravano chiaramnte fori delle mitragliatrici 30 mm.
  10. E per finire che nessuno dei punti qui sopra è stato coperto dal rapporto del comitato di inchiesta internazionale che si è rivelato un esercizio per non escludere una eventuale responsabilità dei russi assolvendo le gravissime responsabilità ucraine.

Ora cosa abbiamo osservato nel caso del volo 7K9268 Kogalymavia?

  1. L’informazione dell’incidente si è diffusa ad una velocità sospetta ed all’unisono come solo il Pentagono sa organizzare quando deve organizzare lo spin di una notizia[3]. New York Times, Washington Post, New York Post, e Financial Times ci informano che l’aereo è stato abbattuto dall’ISIS. Come per l’MH17 il colpevole è già trovato prima ancora del delitto, così funziona l’informazione moderna. La cosa interessante è che la stampa non ha usato lo stesso criterio per determinare il colpevole nelle due catastrofi aeree: a rigor di logica se Putin è stato indicato colpevole per avere armato i partigiani del Donbass che sono accusati di avere abbattuto l’MH17 allora Obama dovrebbe essere colpevole per l’abbattimento del 7K9268 Kogalymavia perché tirato giù dall’ISIS armato da Stati Uniti e dai sui alleati.
  2. Immediatamente dopo l’incidente erano disponibili pagine e pagine in 33 lingue circa l’incidente su wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Kogalymavia_Flight_9268 con più di 50 referenze ed informazioni che non erano disponibili al pubblico, chiaro segno che questa è un operazione militare. Ci sarebbe voluto un team dedicato di persone qualche giorno a scrivere queste cose….evidentemente c’era.
  3. Il rilievo dato dai mezzi di stampa occidentale è stato basso, non certo quello che è successo con l’MH17, mentre questo più dell’MH17 avrebbe meritato di finire in prima pagina perché potenziale casus belli della terza guerra mondiale.
  4. Ad una settimana dall’inizio delle operazioni militari russe in Siria la NATO nella voce del segretario della Difesa Ash Carter si affrettò ad avvisare che la Russia avrebbe pagato le conseguenze di avere iniziato tali operazioni senza il consenso degli Stati Uniti avvisando che nei prossimi giorni la Russia avrebbe sofferto la perdita di uomini . Una dichiarazione molto strana se si considera il pochissimo personale militare che la Russia ha in Siria Oggi quelle parole, alla luce dell’abbattimento del volo 7K9268 Kogalymavia sembrano essere chiarissime.
  5. Il presidente ucraino Poroshenko ha porto le sue condoglianze alle famiglie delle vittime.
  6. Tutto questo succede mentre l’economia globale sta entrando in una profonda crisi ed dollaro viene lentamente soppiantato come moneta di riserva; gli Stati Uniti hanno bisogno di una guerra.

Non ci sono elementi concludenti per comprendere in modo esaustivo quanto sia successo ma la dinamica di come si è diffusa l’informazione indica chiaramente che questa è una psyop diretta dai servizi segreti occidentali. I russi, silenziosi si raccolgono nel dolore subendo con compostezza l’ennesima provocazione e riflettendo con intelligenza alla prossima mossa.

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