Strage di Capaci, si rinnovano le ipocrite parate istituzionali

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FALCONE

Palermo 23 maggio

di Giuseppe Provenzale “Vicesegretario nazionale Forza Nuova”

Ventitré anni fa la strage di Capaci, subito seguita da quella di via D’Amelio. Si rinnovano le squallide e ipocrite parate istituzionali nella mia e, quest’anno, in altre città; si rinnova il disgustoso rituale dei due fronti opposti: lo Stato da una parte, l’invincibile armata di cosa nostra dall’altra. Si alzano le voci dell’antimafia di professione, tese a dimostrare che le trattative furono occasionali e che gli equilibri saltarono con la stagione delle stragi; si rinnova il gioco delle parti. Il tutto, in un contesto storico in cui poco o nulla è realmente cambiato, con magistrati consegnati alla politica e “pentiti” più o meno attendibili che cantano ad orologeria su testi addomesticati, spesso forniti da parolieri che abitano quel “nido di vipere” – parole di Paolo Borsellino – che la Procura di Palermo non ha cessato di essere. L’accordo tra i due finti antagonisti, tra buoni e cattivi, tra pupari e pupi, risale allo sbarco americano del ’43, con esso sbarcò in Sicilia anche quella massoneria che già con il cosiddetto risorgimento aveva utilizzato il braccio armato costituito da quelle cosche che, insieme ad essa, il Fascismo aveva costretto alla marginalità. Le stragi in Italia hanno ancora colpevoli di comodo e nessun mandante, le stragi stabilizzano con il sangue dei martiri quel cancro che gli eroi tentarono di estirpare; il solve et coagula non si interrompe: l’esistenza stessa di cosa nostra è funzionale alla garanzia di indegni patti politico-affaristici e criminali che si rinnovano nei palazzi della borghesia siciliana, dai tempi del delitto Notarbartolo (1893). Onore a Giovanni Falcone!

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I tre assi di Donald

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donald duck

Commentando il trionfo di Trump alle primarie repubblicane, l’anima nera del GOP, il sempre minoritario ed isolatissimo Pat Buchanan, l’eretico del Partito Repubblicano, il teorico di una destra americana antitetica a quella mainstream fino ad oggi in auge, isolazionista e sovranista, libera dagli interessi sionisti e contestataria del perverso matrimonio tra conservatorismo e liberismo economico schiavo del grande business, ha sottolineato che sono tre le cause del successo di Trump.

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L’Ungheria ce l’ha fatta. La banca centrale è nuovamente di proprietà degli ungheresi

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orban

L’UNGHERIA HA CACCIATO L’FMI E ADESSO CONTROLLA E STAMPA MONETA SENZA GENERARE DEBITO PUBBLICO.

L’Ungheria si libera dei vincoli dei banchieri. Dopo che è stato ordinato  all’FMI di abbandonare il paese, la nazione adesso stampa moneta senza debito. L’Ungheria sta facendo la storia.

Mai più dagli anni ’30 con il caso della Germania, un paese europeo aveva osato sfuggire alle grinfie dei cartelli bancari internazionali controllati dai Rothschilds. Questa è una notizia stupenda che dovrebbe incoraggiare i patrioti nazionalisti del mondo intero ad intensificare la lotta per la libertà dalla dittatura finanziaria.

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ANCHE ELISABETTA “VEDE” LA GUERRA MONDIALE

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“Sta arrivando una tempesta, che la Gran Bretagna non ne ha mai viste di eguali.  La seconda guerra mondiale sembrerà una buca sulla strada in confronto a questa”, sussurrò la  regina.

Un sensazionale, inquietante  fuori-onda  ha colto di sorpresa la troupe della BBC intenta a posizionare telecamere e microfoni per riprendere il rituale discorso di Elisabetta al parlamento, il 18 maggio.

Come da obbligo costituzionale (“il re regna ma non governa”)  l’annuale discorso di apertura del parlamento è scritto  dal primo ministro –  oggi Cameron –  ed esprime le valutazioni del governo, non del monarca. Ma la vecchissima sovrana è apparsa   subito irritata  – così ha raccontato un membro  della BBC presente – di  dover fare un discorso  neutro.  “Ha detto  che concrete informazioni  dai massimi livello militari dicono che se noi non  ‘Brexit’, si  entra in uno scenario inevitabile di terza guerra mondiale”.

La regina parlava coi suoi maggiordomi che l’aiutavano ad indossare  l’abito cerimoniale (Robe of State) e la corona (Imperial State Crown) nell’apposto guardaroba regale (Robing Chamber).  Ma, siccome già aveva un microfono appuntato, tutta la sala l’ha sentita mentre sussurrava: “La seconda guerra mondiale sembrerà una gobba sulla strada al confronto. Ho il dovere di avvertire i miei sudditi”.

Che la regina sia a favore del Brexit  è  quasi certo:  l’ha strillato il Sun nel marzo scorso (“Queen Backs Brexit!”),  raccontando che la sovrana ha avuto persino un litigio sul tema con Nick Clegg il vice-primo ministro: “La Ue va’ sulla strada sbagliata”, avrebbe detto.  La smentita di Buckingham Palace criticava soprattutto il titolo, strillato, come sono quelli del tabloid super-popolare.

"God save the Queen"...
“God save the Queen”...

Nella Robing Chamber,  Elisabetta sembra aver persino alluso ad una sua fuga, o  all’abdicazione: “Si fanno i necessari preparativi per abbandonare la nave. Arriva una tempesta tanto violenta, che l’Inghilterra non ne  ha mai viste di eguali”.

A quel punto l’audio è stato interrotto. Al personale della BBC, stupefatto di quel che aveva sentito, si è rivolto il  direttore, John Kirby, il quale avrebbe detto che “il capo dello Stato dà  molto fiato alla bocca negli ultimi tempi”, e che “noi tutti dobbiamo ignorare, dimenticare, cancellare dalla memoria qualunque cosa abbiamo ascoltato”.

 

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Usa. Dopo 40 anni in Oklahoma aborto torna reato

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E’ la prima volta dal 1973 che uno Stato americano riesce a tornare indietro rispetto alla sentenza Roe v. Wade. Il governatore ha cinque giorni di tempo per ratificare la norma o mettere il veto

Per la prima volta da quando l’aborto è diventato legge in America, nel 1973, uno Stato è tornato indietro, rendendolo un reato penalmente perseguibile. La «misura senza precedenti», come l’hanno definita i suoi oppositori, è stata approvata il 19 maggio dal Parlamento dell’Oklahoma e già c’è chi invoca l’intervento della Corte Suprema affinché la dichiari incostituzionale sulla base della famosa sentenza del 1973 Roe v. Wade. Il Bill 1552 prevede una pena fino a tre anni di carcere per gli operatori sanitari che praticheranno interruzioni di gravidanza, eccetto nei casi in cui la vita della madre è in pericolo.

L’APPROVAZIONE. A votare a favore del ddl il mese scorso, con una maggioranza di 59 contro 9, era stata la Camera, mentre giovedì è passato al Senato con 33 voti contro 12. La legge entrerà in vigore se verrà controfirmata entro cinque giorni dal governatore dello Stato, Mary Fallin, conservatrice e fra i favoriti alla vicepresidenza nel caso di vittoria di Donald Trump alle presidenziali. Da quando è stata eletta nel 2011, Fallin ha accolto favorevolmente diversi provvedimenti restrittivi in materia di aborto.

PRO E CONTRO. Alla notizia dell’approvazione si è scatenata una bagarre politica. La candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton, ha commentato: «Non possiamo stare a guardare mentre i politici estremisti attaccano i diritti fondamentali delle donne. Non solo è incostituzionale: è sbagliato». Anche Planned Parenthood è intervenuta insieme alla lobby abortista Naral Pro Choice America, che per voce del suo presidente, Ilyse Hogue, ha descritto la misura come «imprudente e pericolosa». Il presidente dell’Associazione nazionale dei medici, Sherri Backer, ha invece definito il voto «un’intimidazione ai dottori di tutto lo Stato». Nathan Dahm, il senatore repubblicano che ha combattuto per rendere l’aborto illegale in Oklahoma presentando la legge, ha invece affermato che «dal momento che la vita comincia fin dal concepimento deve essere protetta e credo che sia un compito fondamentale dello Stato difenderla».

«GOVERNATORE NON COMMENTA». La tempesta mediatica non ha prodotto alcuna reazione da parte di Fallin. Uno dei suoi portavoce, Michael McNutt, si è limitato a dire che «il governatore non farà commenti sulla legge, finché insieme al suo staff non l’avrà analizzata». Se Fallin non firmerà, ma non apporrà neanche il veto, la norma entrerà comunque in vigore. La legge dimostra in ogni caso che in Occidente, nel XXI secolo, è ancora possibile per un Parlamento legiferare e proibire l’uccisione di un bambino nel grembo della madre.

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E’ disponibile il numero 9 (22 maggio 2016) di Sursum Corda

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SURSUM CORDA

 

Newsletter del 22 maggio 2016

Sul nostro sito è disponibile il nuovo numero di Sursum Corda

Dio sia lodato!

Sul nostro sito è disponibile il numero 9 del 22 maggio 2016 di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata agli Associati, oppure si può acquistare sul nostro MiniShop in cartaceo o PDF.

Preghiamo per le nostre famiglie e per le intenzioni della nostra Associazione, affidandoci alla protezione di san Giovanni di Dio. Ossequi, Carlo Di Pietro.

  Associazione di volontariato No Profit  C.da Piancardillo, snc – 85010 Pignola  Provincia di Potenza (ITALIA) Redazione: editoria@sursumcorda.cloud 

SURSUMCORDA 23MAI

 

PERCHE’ PANNELLA “SANTO” DEI MEDIA

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di Paolo Borgognone

Perché  era il  politico più conformista d’Italia

La scomparsa, giovedì 19 maggio 2016, dell’ultraottuagenario “guru” radicale Marco Pannella fu l’occasione politica propizia, da parte del “circo mediatico” ultraliberale, trasformista e nichilista italiota (un gruppo sociale dominato dalle classi dominanti e da esse allo stesso modo cooptato, pertanto impossibilitato a esprimere qualsivoglia pensiero critico in quanto costretto a vendere il proprio, in verità modesto, capitale intellettuale sul mercato dell’integrazione mediatica neoliberale), per celebrare la cosiddetta “santità laica” del citato “sciamano” della “modernizzazione ultracapitalistica” della italica società. Marco Pannella, insieme ai suoi “compagni radicali”, fu infatti il protagonista di almeno 50 anni di battaglie politiche volte a normalizzare e ad americanizzare l’Italietta sconfitta e colonia dell’«alleato» (leggasi, del padrone) liberal-capitalista d’Oltreoceano. Marco Pannella e il Partito radicale hanno rappresentato e inverato, dal punto di vista politico, economico e culturale, il processo di transizione italiota ai lidi e alle sponde del capitalismo avanzato, terminale, assoluto, puro, ossia svincolato da qualsivoglia precedente dialettica. Grazie all’azione politica del liberal-nichilista Pannella, scrive il giornalista Maurizio Blondet, «divorzio, aborto, droga libera, nozze omosessuali sono ormai solida parte del costume di tutti: tutti i partiti, di “destra” e di “sinistra”, tutti i media, Confindustria, Unione europea, persino il Vaticano ormai le considera “battaglie liberali e di civiltà”»[1]. Il Partito radicale è stato, ed è tuttora, con e senza Pannella (che lascia, dietro di sé, “degni” eredi politici in ambo gli schieramenti del bipolarismo solidale all’italiana), il motore propulsore di una società “avanzata”, ossia «ormai del tutto “occidentale”»[2], priva di scrupoli, disinibita ed egemonizzata, nei comportamenti, nelle mode, negli stili di vita e nello stereotipato immaginario dei singoli, dai modelli di consumo e di desiderio della nuova classe media globale con elevata capacità di spesa (e pertanto in grado, attraverso il proprio potere di fuoco multimediale, di dettare le tendenze culturali e pubblicitarie fautrici della ulteriore radicalizzazione delle dinamiche di adattamento iperborghese in corso).

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Ricordate i profughi che Bergoglio si è portato da Lesbo? Sbolognati all’Italia

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ITALIA UNO

Ricordate i 12 islamici che Bergoglio al termine della marchetta nell’isola greca di Lesbo, si era portato in Vaticano in combutta con la famigerata Comunità di Sant’Egidio? Sbolognati all’Italia, come Vox aveva previsto.

Il decreto di riconoscimento ufficiale è stato notificato questa mattina dalla Questura di Roma. Da domani avranno il passaporto e il permesso di soggiorno della durata di 5 anni, con possibilità di lavoro. In Italia!

“Dal punto di vista burocratico è oramai tutto risolto – riferisce all’AdnKronos Daniela Pompei, responsabile per i servizi agli immigrati della Comunità di Sant’Egidio – hanno ottenuto proprio oggi il decreto, dopo che tre settimane fa avevano fatto l’intervista per il rilascio del certificato, spiegando le motivazioni per la loro richiesta d’asilo”. In Italia.

In questo periodo sono impegnati in tour nella Capitale e gite turistiche come quella alla Reggia di Caserta della scorsa settimana: “L’Italia sarà il loro paese d’adozione”, dicono in Vaticano.

E bravo Bergoglio. Veramente disgustoso. Ha fatto la sceneggiata e poi li sbologna a noi: è probabile che Vaticano e Sant’Egidio si becchino anche i 35 euro a testa al giorno.

Quando sentite Bergoglio parlare di profughi, ricordate che lui, in Vaticano, non ha dato asilo nemmeno ai dodici che ha caricato a Lesbo.

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Report: Solution revolution

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REPORT

Sta cambiando il mondo. Solo pochi anni fa si pensava che il bene pubblico fosse una faccenda esclusiva dello Stato e che le imprese private dovessero pensare solo a fare profitti. Che le due cose potessero stare insieme non esisteva proprio.

Certo, c’erano e ci sono privati che si occupano di salute, formazione, benessere sociale, ma con i fondi pubblici, non rischiando nulla. Se poi il modello d’impresa è inefficiente, si bruciano risorse e ci perdono lo Stato e i cittadini.

Intanto i bisogni della popolazione crescono, aumenta la domanda sociale mentre le spalle degli stati si fanno più strette. I bisogni però restano, e se rimangono insoddisfatti non conviene a nessuno, nemmeno ai ricchi. Allora da dove si possono prendere le risorse? La risposta c’è, ed è in un cambio radicale di mentalità. Molti imprenditori e finanzieri in tutto il mondo hanno cominciato a chiedersi: se l’impresa può creare risorse e generare impatto sociale, e la finanza è un moltiplicatore di ricchezza, quale sarebbe l’effetto di usare questi strumenti per il benessere sociale e senza fregare nessuno?

REPORT

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LIBERTÀ DI COSCIENZA E PARRICIDIO

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IL «PARRICIDIO» DELLA VISIONE DI FATIMA SECONDO I PONTEFICI

 

La caduta dell’uomo dalla sfera soprannaturale al mondo naturale, attirato com’è di usare a bel piacere delle proprie libertà, è pericolo insito nel fondo dell’anima umana e dramma di tutti i tempi. Oggi, però, per discernere il senso delle presenti cadute epocali, coinvolgenti l’essere umano – davvero d’ordine apocalittico – si deve ricorrere alle sagge interpretazioni dei drammatici passi del Sacro Libro dell’Apocalisse.

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La lunga marcia dei catto-conciliari verso l’evoluzionismo anticristiano

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darwin

Di Raimondo Gatto

La pubblicazione de “L’origine della specie” e’ stata accolta da critiche feroci da parte di tutte le confessioni cristiane del tempo, incluso il cattolicesimo. L’ostilita’ del mondo cattolico verso la nuova teoria e’ durata grossomodo fino al 1914. E’ seguito un periodo di “tregua armata”, fino al 1941, uno di relativa tolleranza, fino al 1969, per arrivare alla posizione attuale in cui, con qualche puntualizzazione, il darwinismo e’ accettato senza problemi. Guerra aperta (1860 – 1914) L’opposizione della Chiesa cattolica alle nuove toerie di Darwin non tardo’ ad arrivare. Posizioni autorevoli di condanna al darwinismo arrivarono gia’ nel 1860, dal sinodo dei vescovi tedeschi riuniti a Basilea. Qualche anno dopo, in un congresso di studiosi cattolici a Monaco di Baviera, questi rivendicarono con forza l’autonomia della ricerca scientifica, accusando il magistero di impedire il progresso della scienza. Come risposta Pio IX incluse nel Sillabo, tra le proposizioni erronee del modernismo, da condannare, quella che i decreti del Magistero impediscono il progresso della scienza. Una condanna del darwinismo era inclusa nel progetto di Costituzione dogmatica contro gli errori del materialismo nel Conclio Vaticano I, ma non e’ stata approvata nel documento finale. Pio IX si espresse in varie circostanze, anche se in forma privata, contro il darwinismo, raccomandando che “simili fantasticherie, assurde come sono, siano confutate dalla vera scienza” (lettera del Papa all’autore, in C. James, Du Darwinisme ou l’Homme-singe, Bruges, 1877, p. 332). “La Civilta’ cattolica” svolse un ruolo di primo piano nella polemica contro l’evoluzionismo. Particolarmente blando fu l’intervento contro studiosi cattolici concilianti con le ipotesi evoluzioniste, in particolare M.D. Leroy, J.A. Zahn e A. Fogazzaro. La Pontifica Commissione Biblica, nel 1909, esamino’ il problema dell’interpretazione allegorica o letterale dei primi capitoli della Genesi, e insistette con molta preveggenza per una interpretazione letterale, lasciando solamente aperta la durata dei “giorni” della Creazione. Si ribadi’ inoltre la distinzione tra descrizione scientifca e popolare, sostendo che il racconto biblico rappresenta i fatti come appaiono ai sensi, nella speranza di poter piu’ facilmente conciliare quest’ultimo con le nuove scoperte scientifiche. Da questo quadro si distaccano alcuni studiosi e teologi. George Mivant, pur ritenendo il darwinismo contrario alla fede cattolica, ritieneva l’ipotesi evoluzionista accettabile per l’origine materiale dell’uomo. Costretto ad un’abiura, si rifiuto’ e venne scomunicato. Il domenicano M.D. Leroy pubblico’ un libro sull’evoluzione in cui afferma che Dio puo’ aver creato l’uomo tramite le “cause seconde” dell’evoluzione. Gli venne imposta una ritrattazione dal S.Uffizio, il che egli fece nel 1895. Sorte simile tocco’ allo scrittore modernista Antonio Fogazzaro e al religioso americano P. Giovanni Agostino Zahm professore di fisica all’Universita’ di Notre Dame di Filadelfia, entrambi costretti all’abiura delle proprie posizioni. In particolare l’opera di Zahn, spinse diverse personalita’ del mondo cattolico a prendere posizione in favore del darwinismo. In particolare il vescovo di Newport, J.C.Hedley difese e fece sue le tesi di Zahn, anche contro le critiche de “La Civilta’ cattolica”. La lotta al darwinismo si pone nel contesto generale della lotta al modernismo, il movimento che tenta in quegli anni di adattare le dottrine di fede al razionalismo scientifico e filosofico. Da un punto di vista filosofico, si contesta al darwinismo, oltre all’insufficienza delle prove, il fatto di essere una cattiva scienza, per il venir meno del principio di ragion sufficiente (gli effetti sono molto maggiori, qualitativamente, delle cause). Inoltre, come si e’ visto, la teologia ritiene che i racconti biblici debbano essere considerati storici in senso proprio: anche se non parlano di scienza direttamente, quando descrivono fatti o avvenimenti devono essere considerati racconti realistici, anche se non esatti in senso scientifico. In particolare la creazione diretta dell’uomo e la derivazione della donna dall’uomo vanno considerati in senso letterale. Occorrera’ aspettare trent’anni perche’ lo sviluppo della conoscenza dei generi letterari diventi patrimonio dell’esegesi cattolica, permettendo una lettura mitica, e quindi falsata, di quei testi. Con l’opera di Darwin, si credeva di infliggere un duro colpo alla concezione di Dio creatore del tempo. Tuttavia, nonostante qualche intervento occasionale del Magistero, non si arriva ad una condanna ufficiale del S. Uffizio. Tregua in armi (1914:1941) La pubblicazione della teoria della Relativita’ Generale di Einstein, nel 1916, crede di cambiare il nostro concetto di tempo, e fa rivalutare il concetto di creazione come enunciato da Tommaso d’Aquino. Il domenicano Sertilanges lancia la strana idea che la creazione e’ una relazione, piu’ che un cambiamento. Pertanto la creazione e’ qualcosa che segue si l’esistenza dell’oggetto creato, ma non la precede. In particolare non ha senso parlare di una creazione situata in un tempo specifico; sono i primi passi verso l’accettazione dell’evoluzionismo; molti si avvedono del pericolo, ma la Santa Sede non interviene.

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Pannella in prima pagina sull’Osservatore Romano

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osservatore romano

di Franca Giansoldati

CITTA’ DEL VATICANO – Divorzio, aborto, eutanasia. Difficilmente avrebbe immaginato di finire con tutti gli onori sulla prima pagina dell’Osservatore Romano. “Marco Pannella protagonista della politica italiana”. Se glielo avessero detto forse ci avrebbe riso sopra. Le divergenze, i botta e risposta tra il leader radicale e l’Osservatore Romano, durante la campagna a favore della legge sull’aborto, o del divorzio, o dell’eutanasia non si contano. Con l’aborto bisogna andare un po’ indietro nel tempo. Da una parte c’era il teologo francescano padre Gino Concetti,un francescano coltissimo che non perdeva occasione per bacchettare coloro che sostenevano “la via omicida”. Dall’altra parte della barricata c’era il parlamentare che difendeva il diritto delle donne a decidere. Padre Concetti poi però gli riconosceva l’impegno verso la pace e per essere uno dei partecipanti alla marcia contro la fame nel mondo.

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Il suicidio di vecchi e malati

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mani

Da qualche tempo, il suicidio va per la maggiore!

Ringalluzzita dall’ultimo sfregio alla decenza, la legge sulle unioni civili, la Bonino, storica “scannafeti” recentemente elogiata dal Papa che tanto piace ai nemici del cattolicesimo, ha detto che il prossimo passo sarà l’eutanasia.

All’entusiasmante progetto ci stanno già preparando i mass media: si butta dalla finestra Monicelli, e vai con gli applausi…  “ma che figo, ma che coraggio, ma che bravo, ma quale incantevole dignità! Wow! Che stile!”, con annesso coro di consensi ed articoli dedicati.

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I PROTOCOLLI DEI SAVI ANZIANI DI SODOMA

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Sodoma_-_Merian

 

Nell’ambito della deriva postmoderna transumana, un posto importante è occupato dalla teoria del genere – “gender” in inglese, la quale, attraverso una torsione ideologica e semantica afferma una distinzione sofistica tra sesso come biologia e genere come scelta; ciò impone, all’interno del paradigma scientista, una nuova genetica, anzi eugenetica, perché le tecniche relative alla procreazione assistita sono il filo d’acciaio che lega teorizzazioni, scoperte scientifiche e lucrosi affari.

La teoria del genere afferma qualcosa di enorme e di totalmente nuovo, perché attiene all’identità stessa dell’essere umano nel suo “dimorfismo” ( duplice forma) femminile/maschile, da sempre riconosciuto come naturale.

Essa asserisce che sesso e genere sono due concetti del tutto distinti, l’uno attenendo – il sesso- alla sfera della pura morfologia, l’altro – il genere , ad una appartenenza acquisita per scelta soggettiva e culturale.

Dio creò l’uomo a sua immagine “maschio e femmina li creò” (Bibbia- Genesi v. 27) .

Secondo la nuova ideologia “gender”, così non è, e la sfida che ne nasce è il più grande pericolo per l’umanità contemporanea, come intuì ed affermò il papa Benedetto XVI.

Un’ ideologia che avanza nel deserto del liberismo mondialista, armata dei cascami del marxismo nella sua forma “francofortese” ed individualista (Marcuse, Wilhelm Reich) e della psicanalisi freudiana più estrema, unitamente a settori importanti del pensiero scientifico .

Umberto Veronesi: “L’amore omosessuale è quello più puro, perché non è legato alla procreazione ” .

La procreazione è forse impura ?

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L’apostasia delle nazioni: le ‘unioni civili’

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Pope Francis meets Renzi

di don Francesco Ricossa

L’11 maggio 2016 la Camera ha approvato (con 372 sì, 51 no e 99 astenuti) il ddl Cirinnà sulle convivenze e le ‘unioni civili’; l’approvazione della Camera dei deputati era data per scontata dopo che il Senato aveva dato il via libera lo scorso 25 febbraio. La nuova normativa delibera sulle cosiddette “unioni civili” tra persone dello stesso sesso, nonché sulle convivenze di fatto, tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso. Nel primo caso, l’unione “civile” è di fatto equiparata al matrimonio (acquisizione del cognome, diritti successori, assistenza morale e materiale, possibile comunione dei beni, alimenti in caso di scioglimento dell’unione, pensione di reversibilità e, per via giurisprudenziale, anche l’adozione dei figli del convivente); anche le coppie di fatto acquisiscono molti dei diritti spettanti alle coppie regolarmente sposate (tranne il cognome e il diritto successorio).

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