Altre notizie in merito al progetto di Gibson di realizzare il sequel de “La passione di Cristo”

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mel gibson

 

Segnalazione di Federico Prati

 

http://www.adnkronos.com/intrattenimento/spettacolo/2016/06/10/mel-gibson-

progetta-sequel-per-passione-cristo-sulla-resurrezione_TLjXaVSPAaZOLEnjYITkII.

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http://www.ilsussidiario.net/News/Cinema-Televisione-e-Media/2016/6/10/MEL-

GIBSON-L-attore-americano-sta-lavorando-al-sequel-di-The-Passion-of-the-Christ-

/710288/

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Tutte le irregolarità del processo farsa per fare morire Gesù

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 processo

Segnalazione di Federico Prati

 

Tutte le irregolarità del processo farsa per fare morire Gesù.

Furono ventisette i divieti infranti dai giudici: le prove di una sentenza abborracciata, con un capo d’accusa grottesco.

A scovare gli errori furono due storici ebrei, gemelli, nel 1877

 

di Rino Cammilleri

 

Che il processo di Gesù davanti al Sinedrio fosse stato una farsa non è invenzione degli evangelisti.

Né fu un caso isolato, visto che l’ebreo Flavio Giuseppe narra di un tal Zacharias processato nel 67 d.C. e lapidato nel Tempio quantunque riconosciuto innocente.

Due storici ebrei nel 1877 si misero a spulciare il Talmud e, nel processo di Gesù, riscontrarono ben ventisette irregolarità, una sola delle quali sarebbe bastata a invalidarlo.

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Carreri riabilitata? «Csm rivredrà il mio caso»

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carreri

di Marco Milioni

L’ex giudice che nel 2003 voleva mandare a processo Zonin torna sull’inchiesta passata: «il gup Furlani giudicò più volte sullo stesso procedimento»

Tra i tanti dubbi che il Consiglio Superiore della Magistratura dovrà provare a diradare rispetto allo stillicidio di rinvii e proscioglimenti che in passato caratterizzarono le inchieste vicentine sugli ex vertici della Banca Popolare di Vicenza, ci sono quelli distillati anche dall’ex gip Cecilia Carreri, che oltre a chiedere verità nell’ambito della vicenda culminata con le sue dimissioni dalla magistratura, da settimane sui media chiede di rileggere con spirito critico le centinaia di pagine relative ad un procedimento tornato prepotentemente alla ribalta. In quelle carte, nella sentenza del 21 aprile 2004 la Corte d’Appello di Venezia,presieduta da Ugo Di Mauro, che annullava la sentenza del Gup vicentino Stefano Furlani del 29 gennaio 2003 sull’ex presidente BpVi, Gianni Zonin, e sull’ex dg Glauco Zaniolo, e rispediva gli atti al giudice per l’udienza preliminare di Vicenza, si legge: «Gli atti vanno restituiti al Gip di Vicenza che, in diversa composizione personale, provvederà all’ulteriore ricorso».

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Le donne e il fascismo

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DONNE FASCISTE

Alle femministe che scrivono che “la donna è necessariamente, geneticamente di sinistra”; a coloro che ci vogliono imbelli e pacifiste; a chi ci ritrae madonnine smielate e inconsistenti; ai pregiudizi beceri di tanti maschi banali, ma anche agli odierni ammiratori “sempre e comunque”, dedico questo brevissimo, ma necessario “ripasso” di storia.

 1944-45: la guerra è persa! Erinni ed eroine!

 Maria Pasquinelli vendica la sua Trieste, venduta agli slavi, uccidendo un comandante inglese che ritiene colpevole di tradimento.

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“NATO guerrafondaia”: Steinmeier si sveglia. Tardi

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di Maurizio Blondet

Non è Mosca, ma la NATO  che “provoca”. E’ la NATO ad essere “guerrafondaia a ”far tintinnare  le sciabole”. L’ha detto  (finalmente) il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, il cui paese è membro centrale della NATO.  L’ha detto al Bild  am Sonntag.  La sua è stata una critica  esplicita alla  gigantesca esercitazione NATO in corso in Polonia, con la partecipazione di 31 mila uomini di 16 eserciti (fra cui il germanico) il cui scenario consiste nel  simulare di  “respingere un’aggressione russa” dei paesi baltici e Polonia. Che la  grande manovra sia diretta contro Mosca, s’è vantato il presidente polacco Andrzej Duda: “Lo scopo dell’esercitazione è chiaro; ci  stiamo preparando per un’invasione”. 

tedeschi in Polonia
Anakonda 16. Tedeschi passano il confine in Polonia (stavolta come buoni).

Proprio questa simulazione è provocatrice e guerrafondaia (warmongering,  parola molto forte)  da parte dell’Alleanza,  ha (finalmenente)  replicato il tedesco.  “Ciò che proprio non si deve fare è infiammare la situazione agitando le sciabole e col  bellicismo. Chi crede che   una  simbolica  parata di cingolati sul confine orientale dell’alleanza porti sicurezza, si sbaglia. Saremmo  più sensati a non creare pretesti per rinfocolare  un  vecchio conflitto”.

Steinmeier s’è svegliato:  in ritardo, c’è da credere.  Ha parlato a nome del suo governo? No, perché il suo governo ha mandato truppe in Polonia per partecipare ad Anaconda-16;   peggio, i servizi d’intelligence germanici danno manforte ai fanatici di Washington, che cercano un pretesto qualunque per la guerra, con una “scoperta” sorprendente, anzi una doppia scoperta: 1)  i server del Comando Centrale Usa (CENTCOM) e del Dipartimento di Stato sono stati hackerati dall’IS  nel 2015; 2) ma i perpetratori dell’intrusione informatica sono “probabilmente” russi, perché  lo Stato Islamico non dispone di specialisti di quel livello.

Palesemente, si tratta di un  ridicolo tentativo di far scattare la clausola di difesa NATO, evocata sinistramente da Stoltenberg   qualche giorno fa: anche un attacco informatico  (allora ne ha parlato in relazione alla voce che Mosca avrebbe le migliaia di mail che Hillary Clinton ha  spedito dal suo account privato, di per sé grave violazione della sicurezza)   sarà ritenuto equivalente ad un attacco armato;  quindi gli Usa sono stati attaccati dalla Russia, quindi l’Alleanza deve scendere in guerra.

Il New York Times s’è  affrettato a fornire gli indizi di questa aggressione. Indizi solidissimi. I russi sono “probabilmente” coinvolti negli attacchi di hackers in Estonia ed Ucraina, che hanno provocato de black-out della rete elettrica; le tre branche dell’Armata russa dispongono complessivamente di 4 mila cyber-agenti, eccetera eccetera. Il New York Times non manca di lodare la ministra germanica della Difesa, Ursula von der Leyen, perché ”ha riconosciuto la gravità della situazione “  e ha costituito un reparto per la guerra cibernetica per tenere a bada i russi.

Dunque i servizi tedeschi  stanno  dando manforte al disperato tentativo americano di avere una guerra in Siria,  rilevato anche dalla famigerata lettera aperta di 51 diplomatici e  funzionari del Dipartimento di Stato che intimano ad Obama (o al prossimo presidente) di intervenire con l’aviazione per rovesciare Assad,  perché è il solo modo per sconfiggere l’IS  (questa fase  della superpotenza è condizionata, come si vede, da una logica ferrea)..

Sicché  è subito arrivata al ministro degli Esteri  questa replica da un membro importante del Council on Foreign Relations,  Stephen Sestanovich  (J askenazi), sotto forma di tweet:

“Se Steinmeier chiama ‘guerrafondaio’ respingere Putin, deve dare le dimissioni. Questa non è la politica della Germania”.  Quale è la politica della Germania, la decidono i Sestanovich. Ovviamente.

https://twitter.com/SSestanovich

Stephen Sestanovich
Stephen Sestanovich

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Irrealismo, irrilevanza, inconsistenza: la politica è un topo morto

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TOPO

Fonte: Marcello Veneziani

La politica è un topo morto. È questo il responso globale delle urne. Mezza Italia non va a votare e la metà che resta, vota in larga parte per tutto ciò che è nuovo, è fuori, è contro. Viva gli outsider, via gli extra moenia…

La politica è l’unico campo in cui la verginità è ancora un valore, anzi è oggi il requisito principale. Virginia Raggi, ha già un nome promettente… Non avere un passato, un curriculum, una storia è la carta vincente deigrillini. Per un paese vecchio, che non fa figli, vedere un giovane è già un evento euforico. Quando vedi irrompere le facce della Raggi e dell’Appendino, Di Battista e Di Maio, partecipi all’incanto di un inizio, la magia dello stato nascente, la promessa senza ricordo, puro avvenire senza passato, pura intenzione senza bilancio. Fa simpatia lo stato nascente. Grillo è solo l’Ayatollah, la politica è nelle mani dei pischelli. Godiamoci le novità, una donna alla guida di Roma come non accadeva dai tempi di Rea Silvia, cioè prima della fondazione di Roma…Non dirò che è prevedibile la parabola, è probabile il flop, la delusione. Non si sa mai, meglio augurarsi che i 5stelle smentiscano i pronostici pur facili per città così difficili. E poi il mondo che si opponeva a loro, il vecchio mondo dei politici senza politica, era fatiscente e furbesco, da troppo tempo beveva veleno e sputava fiele, aveva perso la passione e la visione, meritava di crollare.

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“Una cum” profugo

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ITALIA UNO

Nella diocesi dei cosiddetti “tradizionalisti”, MORAGLIA, PIACENZA e MARINI, le suore sfrattano le studentesse per ospitare 24 profughe

La scelta delle religiose Gianelline di Genova. Chiudono lo studentato e lo mettono a disposizione della Prefettura per ospitare le migranti. A suon di 35 euro

 

di Claudio Cartaldo

 

Il Papa ha fatto l’appello: “Tutte le parrocchie ospitino i profughi”.

 

Così oltre ai Vescovi, si sono cominciate a muovere anche le suore. Alcune di loro, però, hanno anticipato il Santo Padre, mettendo a disposizione parte del loro convento per accogliere le migranti.

 Come sempre, c’è un “però”. Perché a farne le spese sono state 15 studentesse che in quel pensionato avevano la loro casa. A giugno, infatti, le sorelle si sono riunite ed hanno deciso di ‘convertire’ il loro studentato in un centro d’accoglienza. Una manna dal cielo per la Prefettura, cui non è sembrato vero di poter inviare 24 ragazze immigrate in una struttura già adibita all’abitazione di giovani dedite allo studio.

“Ora, nelle stanze prima dedicate alle ragazze universitarie – ha detto al Secolo XIX madre Cupini, 90 anni – hanno trovato rifugio 24 donne, 21 nigeriane, 2 provenienti dalla Costa d’Avorio e 1 del Ghana”. “Le nuove ospiti hanno detto che stanno vivendo il periodo migliore della loro vita – ha aggiunto Suor Letizia, responsabile della struttura – Abbiamo riflettuto se fosse davvero necessario continuare a mantenere lo studentato. E’ stato deciso di chiuderlo per dare aiuto a chi ora ha più bisogno”.

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Mons. Stuyver in Italia: fotogallery delle Sante Cresime 2016

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Sua Ecc. Rev.ma Mons Geert Stuyver, vescovo dell’Istituto Mater Boni Consilii ha conferito il Sacramento della Cresima a numerosi fedeli, di tutte le età, nel Nord-Est e nel Nord-ovest d’Italia. Molti bambini l’hanno ricevuta, ma anche adulti e alcuni sub condicione. Anche il nostro Circolo “Christus Rex” ha partecipato con una delegazione, presentando un cresimando sub condicione, che da due anni frequenta la catechesi del martedì a Verona. Felicitazioni a tutti.

Segnalazione di don Ugolino Giugni

Sante Cresime a Rovereto

http://www.sodalitium.biz/s-cresime-rovereto-250616/

Sante Cresime a Milano

https://oratoriosantambrogiomilano.wordpress.com/2016/06/27/s-cresime-a-milano-260616-galleria-fotografica/#jp-carousel-652

 

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I Protomartiri della Santa Chiesa Romana

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Nella correzione del Martirologio Romano intrapresa sotto Gregorio XIII, venne introdotta il 24 giugno la commemorazione di quella multitudo ingens che, al dire di Tacito, fu massacrata da Nerone in odio al nome di Cristiano. Come lo stuolo degli innocenti precedette Gesù, così anche si volle che questo candido coro di ogni età, sesso e condizione precedesse in qualche modo la festa dei due Principi degli Apostoli, Pietro e Paolo. Lo storico pagano descrivendo gli orrendi supplizi sostenuti da questa turba nel circo Vaticano, fa in maniera da rivolgere su Nerone steso l’onta del delitto di cui venivano accusati i Cristiani, rei “non tam urbis incendio, quam odio generis humani convicti sunt”.

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Il progetto dei falchi liberali

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di Thierry Meyssan

Il progetto dei falchi liberali

Fonte: controinformazione

I sostenitori di Hillary Clinton hanno lanciato una campagna in favore di una guerra aperta degli Stati Uniti contro la Siria. L’amministrazione Obama ha risposto loro con un educato silenzio. Qualsiasi cosa succeda, questo episodio permette di comprendere meglio la posizione del partito della guerra.
I «falchi liberali», cioè i democratici favorevoli a interventi militari a tutto spiano per affermare la supremazia degli Stati Uniti sul resto del mondo, hanno iniziato una vasta operazione in seno all’amministrazione Obama. Sperano di sfruttare la campagna elettorale in corso per costringere il futuro presidente a rovesciare la Repubblica Araba Siriana.

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“Brexit”: i lamenti dell’élite democratica

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BREXITX

di Antonio Serena 

 

Fonte: Liberaopinione

Il voto sull’uscita dei britannici dall’ Unione Europea, oltre che una risoluzione politica, ha rappresentato anche una verifica dello stato di salute culturale (e mentale) del vecchio continente e di chi attualmente lo gestisce in maniera illegale. I poteri forti della Finanza, quelli che hanno piazzato i loro tirapiedi (nominati) nei governi degli Stati, ma anche in giornali, Tv, istituti demoscopici e altri strumenti di distrazione di massa, dopo aver fallito in maniera eclatante le loro previsioni di voto, o, peggio, dopo aver scientemente influenzato con le loro bugie il voto dei cittadini (il giorno precedente il referendum i voti del “remain” erano dati in vantaggio di 8 punti ), si sono detti meravigliati del responso delle urne. La faccia di Enrico Mentana che commentava su “La 7” lo spoglio in notturna e l’arrivo dei voti dai vari distretti inglesi è stata una sintesi di comicità da far invidia ai Fratelli Marx. In quella e in altre trasmissioni televisive successive si è sentito di tutto:  che il voto rappresentava una catastrofe, che i laburisti non avevano saputo controllare i loro elettori, che  la domanda più cliccata in internet in Inghilterra nei giorni precedenti il voto era: “Che cos’è la UE?” e che quindi gli inglesi erano a dir poco degli sprovveduti, che gli anziani col loro voto avevano ipotecato il domani dei giovani, che le proiezioni degli exit-pool erano state falsate dalle bugie degli elettori (quindi ignoranti e bugiardi), che già all’indomani delle elezioni molti si erano pentiti di aver votato per “Brexit” e che quindi bisognava ripetere le elezioni.

In casi come questi certe “teste d’uovo” che quotidianamente dagli schermi ci impartiscono lezioni di democrazia dovrebbero, specie se giornalisti o inviati speciali, provare ad abbandonare la loro abituale saccenza cercando, sempre se sono in buona fede, di capire e interpretare i fenomeni ed evitando di fare, come si suol dire, la figura del pinguino.

E’ infatti ridicolo affermare che l’elettore inglese che ha votato “brexit” è un ignorante che non sapeva quel che faceva e un minuto dopo ribadire che, se si votasse oggi, nella maggior parte dei paesi della UE si avrebbero risultati analoghi. E’ dunque il nostro un continente abitato da ignoranti? O non è forse che la gente, specie i ceti popolari (quelli che hanno votato in massa la Brexit), non ne possa più di sacrifici per salvare le banche, di giovani disoccupati, di pensioni rapinate, di conti correnti azzerati da volgari ladri camuffati da banchieri, di invasioni incontrollate da parte di migranti fuggenti (nella migliore delle ipotesi) da guerre create dai signori della grossa finanza?

Sentite cosa ha scritto il bocconiano rampante Stefano Feltri, ex collaboratore di Lilli Gruber e vicedirettore de “Il Fatto quotidiano”: “Gli elettori inglesi hanno votato contro gli immigrati, contro la globalizzazione, contro le élite, contro i burocrati, per l’impero e per la sicurezza perduta. Si possono trovare mille ragioni per criticare l’Unione europea, nessuna razionale per sostenere che dopo la Brexit l’economia della Gran Bretagna sarà più prospera, la sua società più coesa, le frontiere più sicure…Si può chiedere un maggiore ricorso al voto popolare soltanto se gli elettori prendono sul serio il proprio compito, se danno un voto consapevole, faticoso. In caso contrario la democrazia diretta diventa circonvenzione di incapace”. E quindi – ovvio no – va abolita o limitata ai soli capaci, all’ élite.

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Bergoglio: “la Chiesa: deve chiedere scusa ai gay” e loda Lutero

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LUTEROGLIO

Segnalazione di Raimondo Gatto

 

…E di ritorno dall’Armenia: “Martin Lutero? Era un riformatore”.

 

Il Giornale.it, 26/06/2016 – 23:35

 

Nessun passo indietro. Nel giorno dell’attacco frontale di Ankara, Bergoglio ribadisce che quello perpetrato contro gli armeni dai turchi è stato un genocidio.

“Mi dicono che è offensivo parlare di genocidio. Ma io sempre ho parlato dei tre genocidi: quello armeno, quello nazista e l’ultimo, quello di Stalin”. Sul volo di ritorno da Yerevan, capitale dell’Armenia, Bergoglio ha affrontato con i giornalisti i problemi e le emergenze di stringente attualità.

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I robot: “persone elettroniche”?

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Segnalazione di Raimondo Gatto

 

Una mozione in corso d’esame al Parlamento Europeo

 

di Anne Dolhein

 

Il sito francese reinformation.tv ha pubblicato,il 22 giugno 2016, l’articolo che riportiamo.

 

Se la recente decisione degli Inglesi di “uscire dall’Europa Unita” avesse bisogno di essere giustificata, basterebbe una notizia come questa per avere la certezza che questa Europa è meglio perderla che guadagnarla.

Senza dubbio per la prima volta al mondo ecco una proposta di atto parlamentare che prende in considerazione la possibilità di dotare i robot di una forma di “personalità”.

 

Si tratta di una proposta che è stata presentata al Parlamento Europeo e che intende ottenere che ai robot più evoluti, la Commissione Europea possa riconoscere la «personalità elettronica», dotata di diritti e di doveri.

Tale proposta, si dice, non ha alcuna possibilità di giungere in porto e se anche dovesse essere adottata dal Parlamento Europeo, non avrebbe alcun potere reale, né forza di legge. Questo però non impedisce che il “principio” sia stato già posto: assimilazione del robot all’uomo con la scusa di regolare i problemi legati alla crescente robotizzazione dell’industria e di tanti altri settori dell’attività umana.

La proposta infatti risponde ad un duplice bisogno, molto reale: compensare le perdite subite dai sistemi di sicurezza sociale nei paesi dove i lavoratori vengono rimpiazzati dai robot, in un contesto di crescente disoccupazione, e insieme regolare la questione della responsabilità civile relativa alla loro attività. Si guarda in particolare alle vetture senza conducente: di chi la responsabilità in caso di incidente, soprattutto in caso di manovra errata?

 

I robot: cose o persone?

 

La proposta presentata al Parlamento Europeo il 31 maggio dalla Commissione per gli affari giuridici, prende in considerazione il fatto che i proprietari dei robot possano pagare gli oneri sociali per le dette macchine e che, visto la loro crescente “intelligenza”, «almeno i più sofisticati di tali robot autonomi possano essere dotati dello statuto di persone elettroniche con i diritti e i doveri relativi».

La proposta prevede anche la creazione di un registro dei robot intelligenti autonomi che permetta di collegare ciascuno di essi ad un fondo che copra la sua responsabilità giuridica. In tal modo, collegando direttamente il robot all’assicurazione che lo garantisce si realizza una situazione di responsabilità personale. Il rapporto della Commissione considera in particolare che le società che impiegano dei robot al posto degli uomini, dichiarino i conseguenti risparmi realizzati, allo scopo di permettere l’

applicazione di una tassazione specifica.

 

In realtà, considerato che un nuovo carico fiscale sulle imprese non è altro che un’ulteriore manifestazione della quotidiana e diversificata realtà della creatività fiscale, era possibile ricorrere a due soluzioni semplici, senza bisogno di attuare la minima

innovazione: poiché i robot “tolgono” il lavoro agli esseri umani, bastava inventarsi un’imposta più elevata sulle industrie o le imprese che li usano, oppure degli oneri versati direttamente ai sistemi di sicurezza sociale, senza bisogno di assimilare i robot alle persone. D’altra parte, almeno nei paesi di diritto romano, si conosce perfettamente il principio della responsabilità di fatto delle cose che si hanno in consegna. Dopo tutto è questione di regolamentazione e assicurazione…

 

Al Parlamento Europeo si pensa di dotare i robot di personalità

 

Ma no. Il documento si riferisce chiaramente alle nuove capacità dei robot, che peraltro vanno sempre crescendo, e alla loro “intelligenza”: ragionamento che equivale col dire che bisogna trattare i robot sempre più come fossero uomini. Cosa che lascia prevedere, col tempo, la possibilità di un vero «rimpiazzo totale» che renderà sempre più obsoleti e inutili gli uomini in carne e ossa; nonostante questi non siano solo delle belle meccaniche animali, ma degli esseri creati a immagine e somiglianza di Dio.

Si tratta della logica conclusione della negazione dell’anima spirituale e della stessa natura umana, elemento ormai acquisito negli ambienti scientifici e politici dominanti.

 

Si assiste già alla proliferazione dei robot nelle fabbriche e nel settore della sanità: dei robot in grado di realizzare delle delicate operazioni chirurgiche e che svolgono il ruolo di aiutanti, si presentano sempre più sotto forma umanoide.

Si dimentica che alla radice di tali “prodezze” vi è sempre l’intelligenza umana. I grandi servizi che essi possono rendere si finisce con l’attribuirli a loro e non a caso si parla della loro «autonomia”, che è invece solo il frutto di una programmazione. Ed è per questo che li si vuole qualificare come “persone”, sia pure ‘elettroniche”.

 

«Persone elettroniche»: la mozione che annuncia l’avvenire

 

Nelle esposizioni professionali specializzate, i fabbricanti presentano dei robot a forma umana.

La cosa è dovuta evidentemente ad una scelta, poiché nulla obbliga a renderli in una qualsivoglia maniera apparentemente simili agli esseri umani.

 

 

 

 

Report Verona, rispuntano i Giardino: misure cautelari per estorsione e riciclaggio

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TOSI RINVIATO A GIUDIZIO PER CALUNNIA E DIFFAMAZIONE NEI CONFRONTI DI SIGFRIDO RANUCCI (REPORT) CON PROCESSO CHE INIZIERA’ IL 23 NOVEMBRE. DUE CONOSCENZE DELLA FAMOSA TRASMISSIONE, TORNANO ALLE CRONACHE, MENTRE L’AVVOCATO MICHELE CROCE PARLA DI SCOTTANTI RIVELAZIONI PER I PROSSIMI GIORNI…

Verona, rispuntano i Giardino: misure cautelari per estorsione e riciclaggio

 

Verona, rispuntano i Giardino: misure cautelari per estorsione e riciclaggio

Stagioni: 2016

Una brutta storia di estorsione nei confronti di un imprenditore, iniziata un anno fa con un terreno a Sommacampagna (Vr) pagato ma mai ceduto e finita con minacce ai familiari e con l’incendio del suo ufficio. Le indagini dei magistrati scaligeri, che riguardano anche il riciclaggio dei proventi, coinvolgono 25 persone, per 7 di loro sono scattate oggi le misure cautelari.

Due sono vecchie conoscenze di Report: si tratta di Alfonso e Francesco Giardino, componenti di una numerosa famiglia di costruttori, di origine crotonese ma da tempo residenti a Verona. Alcuni dei Giardino hanno sulle spalle reati di riciclaggio, rapina detenzione di stupefacenti, truffa e ricettazione. Alfonso, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, risulta latitante. Per Francesco è stato disposto il solo obbligo di dimora nella città di residenza. Secondo quanto emerse dall’inchiesta “L’arena” di Sigfrido Ranucci del 7 aprile 2014 (qui sopra una clip), i Giardino avrebbero preso parte alle cene organizzate per la campagna elettorale di Flavio Tosi e del suo assessore di origine calabrese Marco Giorlo, e poi ai festeggiamenti per la vittoria.

Successivamente, nel febbraio 2015, nuovi elementi erano venuti alla luce da alcune intercettazioni dei Carabinieri, effettuate per un filone dell’inchiesta Aemilia e divulgate su organi di stampa, attorno all’ipotesi che i Giardino contassero sui rapporti con ambienti istituzionali veronesi per accaparrarsi diversi appalti.

Nella foto in questa pagina, tratta dall’inchiesta del 2014: ai festeggiamenti dell’assessore Giorlo (di spalle) per la vittoria elettorale si intravede un componente della famiglia Giardino (di profilo, a destra)

(24 giugno 2016) 

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