Il governo Renzi lancia il “Portale Nazionale LGBT”

Condividi su:

portale

di Rodolfo de Mattei su Osservatorio gender

Il governo Renzi accelera su gender e omosessualità, lanciando unnuovo portale web nazionale, interamente dedicato alla promozione dell’agenda LGBT.

Il progetto “Portale Nazionale LGBT”,come si legge sul sito, rientra nell’ambito della “Strategia Nazionale LGBT”, in attuazione della Raccomandazione del Comitato dei Ministri CM/REC (2010)5e si propone di “promuovere una maggiore conoscenza della dimensione LGBT per contrastare ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere”.

INIZIATIVA GOVERNATIVA

Il nuovo sito, messo online l’8 luglio 2016, è un’iniziativa capitanata dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri di concerto con l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e con l’Amministrazione Comunale della città di Torino, in qualità di Segreteria Nazionale della Rete RE.A.DY (Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere).

Alle attività ha preso parte anche il Gruppo Nazionale di Lavoro, previsto dalla “Strategia Nazionale LGBT”, composto da esponenti di 29 Associazioni omosessualiste, come stabilito dal decreto direttoriale n. 250 del 20 novembre 2012. Tra queste, tutte le principali organizzazioni in prima linea per i “diritti” gay, compreso il tristemente noto “Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli”.

Nelle intenzioni dei promotori, il portale vuole essere una piattaforma web informativa che “educhi” i cittadini italiani all’attuale, sempre più “doveroso”, processo di “normalizzazione” dell’omosessualità e di ogni tendenza sessuale.

TRE SEZIONI “EDUCATIVE”

Per raggiungere tale obiettivo il sito è organizzato in tre sezioni specifiche, “Aree Tematiche”, “Approfondimenti” e “Diritto e Diritti” dove è possibile consultare e leggere “contributi di Studiosi afferenti a diverse discipline, la collezione di dati normativi, giurisprudenziali e di prassi amministrative, la raccolta di materiale utilizzato in strategie di divulgazione e di comunicazione” .

Come si legge on-line il portale

vuole essere uno spazio aperto ad una discussione condivisa su tematiche che riguardano i diritti e le libertà di molte persone, la loro identità ed il modo di svolgere le loro relazioni e di declinare le proprie affettività”.

I promotori dell’iniziativa rivendicano la loro visione aperta e pluralistica, arrivando paradossalmente a negare che il sito possa essere in alcun modo espressione di particolare orientamenti. In quest’ottica, gli autori sottolineano la necessità di assumere una posizione il piùtollerante e relativista possibile, scrivendo:

“il Portale non si fa portavoce di un orientamento culturale di settore né di una scelta politica o istituzionale predeterminata. Vuole invece essere e rimanere uno strumento plurale e pluralistico, nella convinzione che il contributo ed il confronto delle idee di tutti, rappresenti il migliore strumento per far maturare consapevolezza e contrastare ogni forma di odiosa discriminazione”.

Una visione, al solito, plurale e tollerante purché e finché non si metta in discussione il loro incontestabile diktat.

IL COMITATO SCIENTIFICO

Per dare una veste di autorevolezza e serietà all’iniziativa, il progetto ha previsto anche l’istituzione di un apposito “Comitato Scientifico”, presieduto da Claudio De Vincenti, Sottosegretario di Stato della Presidenza del Consiglio dei Ministri e composto dalle solite personalità, note e e meno note, provenienti da diversi ambiti professionali ma tutte accomunate dalla identica visione ideologica. Tra questi: Fulvio Giardina, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, il prof. Vittorio Lingiardi, la filosofa Maria Michela Marzano, il prof. Vito Mancuso, il prof. Stefano Rodotà, la prof. Chiara Saraceno, Vincenzo Spadafora, Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza e l’oncologo Umberto Veronesi.

Continua a leggere

L’Eliseo si gioca non nelle urne, ma nelle logge

Condividi su:

grand orient

Segnalazione Corrispondenza Romana

di Mauro Faverzani

Le prossime presidenziali, in Francia, le si gioca nelle Logge. I candidati all’Eliseo fanno ormai a gara per conquistarsi le simpatie e soprattutto l’appoggio della massoneria in vista della chiamata alle urne nel 2017.

Dopo l’incontro a porte chiuse con il co-fondatore del Partito di Sinistra, Jean-Luc Mélenchon (di cui abbiamo dato notizia:http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-brevi/manovre-della-massoneria-francese-verso-la-sinistra-estrema/), che sull’Europa ha deluso il Gran Maestro, Daniel Keller, è stata la volta del ministro per l’Economia, l’Industria e per il Digitale, Emmanuel Macron, promosso invece a pieni voti lo scorso 21 giugno.

Ha fatto l’en plein: era gremitissimo il “tempio” intitolato ad Arthur Groussier, che ha ospitato la riunione riservata, promossa dalle Logge Il cantiere degli Eguali, Raphaël Biliard, La Luce e Aletheia ed aperta solo alle obbedienze amiche.

280 posti a sedere, tutti occupati nella sede del Godf, il Grand’Oriente di Francia, per ascoltare l’illustre esponente del governo Valls. Che ha diligentemente esposto il suo progetto repubblicano di trasformazione della società, per riparare i danni della globalizzazione. Ed ha assicurato di voler lavorare ad «una costruzione politica dell’Unione Europea», dimostrando di non aver colto oppure di infischiarsene totalmente della volontà popolare, diretta da tutt’altra parte, Brexit docet.

A cercar di riportare invano la massoneria francese coi piedi per terra ci ha provato l’ambasciatore russo in Francia, Alessandro Orlov, pure invitato all’ennesimo incontro a porte chiuse svoltosi lo scorso 15 giugno, nella stessa sede del Grand’Oriente, a Parigi. Orlov non ha usato giri di parole: «La vostra laicità non è la nostra. La Russia è laica, ma Dio è con noi».

Parole, che hanno stupito i presenti, senza sconvolgerli però. Nella superba convinzione d’aver capito tutto, quasi con compatimento l’ex-Gran Maestro Filippo Guglielmi gli si è avvicinato, invitandolo a tornar da loro, per spiegargli cosa sia realmente «la laicità alla francese». Dimostrando così, per l’ennesima volta, come una parte della Francia sia convinta che la Rivoluzione, in realtà, non sia ancora finita.

Continua a leggere

«È sbagliato»: musulmano butta a terra e spacca crocifisso del ‘700

Condividi su:

santa lucia

GRAVE PROFANAZIONE A VENEZIA. E LE ISTITUZIONI TUTTE IN SILENZIO….

VENEZIA – Momenti concitati stamani in campo San Geremia, nell’omonima chiesa che ospita le spoglie di Santa Lucia: un magrebino di giovane età, a quanto pare arrivato da poco dalla Francia, ha dato in escandescenza e deturpato un crocifisso del 1700. L’uomo sarebbe entrato in chiesa e avrebbe gettato a terra il manufatto sacro, rompendolo. Il custode è subito intervenuto e, con l’aiuto di alcuni parrocchiani, ha bloccato il magrebino in attesa dell’arrivo dei Carabinieri.

Continua a leggere

“Macché fascismo! L’omicidio di Fermo colpa di chi non sa gestire i flussi migratori”

Condividi su:

massimo cazzari

Macche’ fascismo! Non diciamo stupidaggini. Quello che è successo a Fermo è l’atto di un disadattato. Ma la colpa è di chi non sa governare i fenomeni migratori. E così anche gli stupidi si fanno impressionare”. Lo afferma al Quotidiano nazionale Massimo Cacciari, che sull’omicidio del profugo nigeriano a Fermo, sottolinea: “Quella era una roba seria. Non usiamo certe categorie o certi termini. E’ stato chiaramente un episodio legato al razzismo, ma una rissa del genere cosa c’entra con il fascismo?”. “Una persona con un minimo di cultura – osserva ancora Cacciari – una cosa così secondo me non la fa. Quello che è successo a Fermo non è altro che l’effetto della paura, dell’ignoranza del futuro e, soprattutto, della mancanza dei governi e della loro incapacità a gestire questioni epocali, dalla Brexit in giù fino ai fenomeni migratori. Se ci fosse una politica europea forte sull’immigrazione, probabilmente non succederebbero episodi così”.

Continua a leggere

Alfio Krancic: “Giovani, Resistere! arriverà la Controrivoluzione”

Condividi su:

A cura di Chantal Fantuzzi

12 luglio 2016

Le sue vignette sono un compendio tra sagace realismo, satira argutamente sferzante, lungimiranza e coscienza storica. Specchio di politica e società, rappresentano l’Italia, il Mondo, l’Europa.

Alfio Krancic, scrittore e vignettista di Firenze, si racconta a Ticinolive.

Ho iniziato la mia carriera di vignettista per gioco, quando all’Università facevo le caricature agli amici. Dai giornali del background universitario alla collaborazione con la stampa locale. Intorno alla fine degli anni ’80 mandai una vignetta alla redazione de La Città, importante giornale di Firenze. Satira su un assessore locale, che stava rivoluzionando il traffico. Gli piacqui, mi assunsero.”
Poi il passaggio a La Repubblica. “Per sei mesi disegnai vignette per la pagina di Firenze della Repubblica, con satira relativa realtà cittadina e regionale.”
Infine, il salto alla politica nazionale, con l’Indipendente di Feltri. “Mi chiamò la redazione, dopo che gli ebbi inviato un blocchetto di vignette. Mi dissero che Feltri le aveva molto gradite, e che mi proponeva una collaborazione con il suo giornale. Ne pubblicavo circa tre alla settimana.
Contemporaneamente collaboravo per il Secolo d’Italia, per il quale ne pubblicavo una al giorno. Poi il passaggio al Giornale, alla cui direzione era passato Feltri. Mi chiamò Belpietro per una collaborazione che dal 1996 divenne fissa.”

alfio

Alfio Krancic, classe ’48, disegnatore e scrittore Italiano

Da allora la sua carriera di vignettista non si è più fermata, sino alla collaborazione dal 2010 con La Padania, su richiesta della direttrice Aurora Lussana, sino alla chiusura del giornale, nel 2014.

Oggi le vignette di Krancic volano sui social, dividendosi e moltiplicandosi tra Twitter e Facebook, con qualcosa come 40 mila followers sui social.

Alfio Krancic, nelle sue vignette è frequente il richiamo a fatti storici. Come nasce il parallelismo storico?
Il metodo è quello di Forattini, che io ho continuato, secondo cui i riferimenti storici e satirici si riallacciano all’attualità. Chiaramente il pubblico deve avere un back ground culturale, che tuttavia non è sempre necessario, se gli eventi storici presi in considerazione per il parallelismo sono generalmente noti.

krancic11

Vittoria” di Hollande e Sarkozy alle ultime elezioni (contro Marine Le Pen)

Ritiene che la Satira sia speculum societatis?
Indubbiamente. D’altra parte lavoro proprio sulla realtà quotidiana, quella realtà che spesso non mi piace e che quindi critico, con una sferzata talvolta intinta nel veleno.

La sua visione della storia, come per esempio il parere sulla Rivoluzione Francese, dissente talvolta dalla storiografia di regime, allo stesso modo la sua visione dell’attualità è spesso non conforme ai Media di regime. Com’è, dunque, il suo rapporto tra, diciamo, imposizione e pensiero personale?
Bella domanda. Io ho la mia visione e seguo quella, per cui spesso mi ritrovo a fare cose che irritano il sentimento comune. Tuttavia c’è la libertà di espressione. Per esempio, so che ciò potrebbe creare un po’ di fastidio, ma non mi riguarda, poiché seguo la mia corrente di pensiero, allo stesso modo con l’attualità.

Restando sul tema di storia attualizzata, riguardo l’odierna UE si è parlato di “Seconda Restaurazione”. È d’accordo con questa definizione, o la ritiene forzata?
Nel Congresso di Vienna non vedo una mera reazione, ma una lotta di inizio secolo, che continuò, tra i suoi alti e bassi da parte di chi “restituì” all’Europa i valori tradizionali e cattolici, che la Rivoluzione aveva tentato di spazzare via.

krancic9

“Orlando, scena del crimine.”

La libertà di stampa. Definirla una conquista giacobina è una contraddizione?
La libertà di stampa ha certamente a che fare con la Rivoluzione. I giacobini, in un regime tradizionale, non avrebbero certo potuto permettersi di esprimere una tale anti-tradizione rivelatasi poi dannosa per la società. Loro hanno creato una libertà di stampa, dannosa.
Poi la cosiddetta “libertà” ha subitaneamente subito l’involuzione di vietare ai dissidenti della rivoluzione di esprimere il loro pensiero. Così, ad esempio, i letterati controrivoluzionari furono emarginati dalla società e dal regime rivoluzionario.

Oggi accade la stessa cosa….
Certamente, la libertà di stampa c’è, ma non è applicata.

A che cosa attribuisce la decadenza morale e sociale in cui si trova oggi l’Italia?
C’è stato un percorso di involuzione storica, iniziato da molto tempo. Sono pertanto venuti a mancare i riferimenti religiosi, politici tradizionali, e oggi non ci sono più freni.
Fino agli anni ’60 l’onda lunga di questa tradizione, diciamo pure cattolica, proteggeva la società da quelle idee che si sono poi concretizzate con l’ideologia sessantottina con l’aborto, il divorzio, la pansessualità.
Ideologie che hanno potuto valicare il confine della civiltà per l’assenza dei suddetti freni, i katekon, come avrebbe detto San Paolo, che prima costituivano una protezione sociale.
Questo bagaglio culturale, che sarebbe dovuto essere conservato, tra gli altri, dai Pontefici romani, complice anche il Concilio Vaticano II è andato pertanto disgregandosi.

krancic7

Questa decadenza, non avendo freni, pertanto oggi continua…
Per ora sì, e pare aver vinto il Male sul Bene. Certo, possiamo sempre sperare in un riscatto finale, un’ultima battaglia palingenetica, anche in una visione, perché no, paganeggiante. Ma prima dobbiamo bere questo calice amaro. Fino in fondo.
Una conflagrazione, dunque?
Io spero di sì. Come ho scritto anche nel mio ultimo romanzo (ancora inedito N.D.R.), una vittoria finale che arriva attraverso un difficile percorso, rappresentato da un viaggio tortuoso.

libro

In foto (e nella copertina del link) uno dei libri di Alfio Krancic

“La grande Invasione e altri racconti” ediz. Tabula Fati 2014

C’è un partito, oggi, che potrebbe, a suo parere, risollevare l’Italia dalla condizione in cui verte oggi?
Genericamente io farei riferimento ai cosiddetti “Populismi”, così denominati con una certa carica di negatività, che potrebbero sovvertire quest’andazzo. Dalla Francia alla Germania, all’Olanda, sino agli esempi concretizzatisi in Slovacchia e Ungheria. Certamente, in Italia, una strada simile, fra ostacoli come il Papato e il Governo, è dura.

È mai incorso in polemiche politiche, per le sue vignette satiriche?
Non eccessivamente. Sono incorso una volta in un processo per diffamazione, ma non è che la mia carriera sia costellata da questi avvenimenti. Diciamocelo, un vignettista di stampo di destra, viene più facilmente ostracizzato dalla stampa.

krancic10

Però, oltre alla sua carriera, i suoi attuali followers sono innumerevoli, oggi.
Certamente. La mia pagina facebook conta 30mila followers, il mio account Twitter, considerando che mi ci sono iscritto successivamente, ne conta 10mila. Di certo, non mi manca il rapporto diretto col popolo.

Cosa pensa del referendum renziano ad ottobre?
Spero che vinca il No, ovviamente, anche se, in tal caso, avranno di sicuro qualche trovata per restare al Governo. La democrazia, attualmente, è sospesa.

krancic4
Una frase per incitare i giovani, che al cospetto della globalizzazione mondiale, ancora pensano con la propria testa?
Resistere, resistere, resistere! (cit. Borrelli)
Bella!
(ride) È emblematica per una rivoluzione nel futuro prossimo. O meglio, una controrivoluzione.

C’è ancora, quindi, la possibilità di mantenere un proprio pensiero?
Assolutamente sì, e in questo i social aiutano molto. Si parla di cose di cui normalmente, la stampa non parla, c’è una controinformazione, diciamo, che aiuta ad aprire gli occhi alla gente.
Leggevo stamane i commenti a un post del governatore della Toscana, Enrico Rossi (PD) nel quale diceva che i pericoli odierni fossero sostanzialmente due: 1) il razzismo 2) il fascismo.
Una trentina di commenti lo tappavano. C’è sicuramente segno di voglia di cambiamento, di rivalsa.

Intervista a cura di Chantal Fantuzzi.

Continua a leggere

Alì Agka: “Caro Francesco, voglio dire messa”

Condividi su:

ali

Istanbul (Turchia) Si presenta all’appuntamento in perfetto orario, elegante, con degli occhiali da sole che chiederà di tenere per tutto il tempo, anche durante le riprese.

Dopo averci dato il benvenuto in Turchia, annuncia: «Questa sarà probabilmente la mia ultima intervista, lascio un testamento spirituale». Il personaggio è noto ormai a tutti, le sue mille verità hanno fatto il giro del mondo e non stupisce che Mehmet Alì Agca, il turco che il 13 maggio del 1981 in piazza San Pietro sparò a Giovanni Paolo II con l’intento di ucciderlo, oggi, lanci un appello del genere: «Se Papa Francesco mi accoglie, sono pronto a diventare sacerdote». Le sue ultime rivelazioni saranno trasmesse in versione integrale questa sera su Top Secret, in seconda serata su Canale 5.

Signor Agca perché sull’attentato al Papa ha cambiato versione mille volte, ha paura che qualcuno la uccida?

«No, assolutamente, era necessario farlo, perché bisognava distruggere la pista bulgara, che avevamo creato con gli americani per colpire l’impero sovietico. Poi avevo accusato il Vaticano, ma era solo per rabbia contro la Chiesa».

Poi ha raccontato di una pista islamica con l’ayatollah Khomeini che le chiese di uccidere il Papa

«Sì, è vero che ho accusato l’Iran, l’ho detto, ma non è vero».

Continua a leggere

Libellus di Condanna Amoris Laetitia

Condividi su:

Riceviamo e pubblichiamo questa critica, fondata nei contenuti, alla Amoris Laetitia di Bergoglio. Anche in questo caso si nota che l’impostazione generale è sedeplenista. Per questo appare un risveglio da parte di qualcuno, dal consueto torpore conciliare. Non possiamo che esserne lieti e pregare affinché questo scritto non resti lettera morta, ma sia un punto di inizio. Dal nostro punto di vista, è ovvio che ogni documento di un antipapa è nullo.

bergollio-obiettori-300x225

Memori dell’insegnamento di Nostro Sommo Signore, Gesù Cristo, che il nostro, “Si”, sia un “si”, e il nostro “No”, un “no”, e similarmente memori dell’insegnamento del suo Vicario sulla terra, il Papa Pio VI di buona memoria, che ci insegnava:

“Quando diviene necessario esporre affermazioni che nascondono qualche errore sospetto o qualche pericolo sotto il velo dell’ambiguità, si deve denunciare il significato perverso sotto il quale l’errore opposto alla verità cattolica è mascherato”

noi membri di Veri Catholici desideriamo esprimere la nostra lealtà alla fede che abbiamo ricevuto dalle labbra di Cristo tramite la predicazione degli Apostoli, tramandata nella Chiesa Cattolica e fortificata dal Magistero infallibile della Chiesa, nel condannare la così detta Esortazione Apostolica, “Amoris Laetitia”, come una opera di inganno e raggiro, di errore e eresia, tra i quali errori condanniamo i seguenti:

Contro Modernismo

Con Papa San Pio X, condanniamo la nozione che i dogmi della Fede evolvano o che la Chiesa arrivi a una conoscenza più chiara della verità tramite gli sforzi degli uomini che cercano di accomodare gli insegnamenti di Cristo e degli Apostoli ai desideri, ai costumi e alle consuetudini o alla cultura dell’epoca in cui vivono.

Continua a leggere

ASTANA: capitale ecumenica e massonica

Condividi su:

 

astana1

 

Segnalazione di Raimondo Gatto

 INTRODUZIONE

Astana: la capitale del Kazakistan o degli Illuminati

Fonte web

Astana (russo e kazaco Астана, /asta’na/) è dal 1997 la capitale del Kazakistan. Ha una popolazione in rapido aumento. Il nome significa “capitale” ed è stato scelto perché è facile da pronunciare in molte lingue. Per molti, il presidente Nursultan Nazarbayev ha voluto ricalcare le orme del suo idolo Atatürk, che spostò la capitale turca ad Ankara, nel centro del paese. Nel 1997, in coincidenza con il nuovo status di capitale, la città ricevette il nome odierno.

Continua a leggere

Le eresie di Suor Faustina Kowalska

Condividi su:

GESU

di Padre Romualdo Maria Lafitte

ERESIE DELLA “DEVOZIONE ALLA DIVINA MISERICORDIA” DALLA SUORA FAUSTINA KOWALSKA BABBEL, E DEL PERCHE’ LA CHIESA L’HA CONDANNATA DAL 1958.

VERA E FALSA DEVOZIONE AL SACRO CUORE.

Suor Faustina Kowalska Babel o Santa Margherita Maria.

Pologna o Paray-Le -Monial?

Eresie demoniache nella cosiddetta Devozione alla divina misericordia.

In questi ultimi anni continua a farsi strada una concezione bizarra, sconosciuta a tutti i santi, di “Divina Misericordia”, falsa ed estremamente pericolosa. Vedendo come tanti ex-cattolici semplici si fanno ingannare, è necessario ricordare che la Santa Chiesa l’ha condannata a giusta ragione e perchè. Se leggendo questo documento, la vostra reazione è di ribellione (“Rifiuto di crederci, Mi piace questa pratica, continuerò a dirla”) sappiate che avete perso la Fede Cattolica e che siete fuori della Chiesa. Se al contrario aprite gli occhi e buttate alla spazzatura oggetti ed immagini legati a tale devozione demoniaca che avete a casa vostra, allora avete ancora un resto di fede cattolica.

Continua a leggere

Gender a scuola: il MIUR mette in cattedra i “prof” LGBT

Condividi su:

banco

Abbiamo detto e ripetuto, a proposito della propaganda gender a scuola, che il comportamento del MIUR è ambiguo e irrispettoso delle istanze che provengono dalle famiglie italiane.

Le circolari che a parole assicuravano che non vi sarà propaganda ideologica gender nelle scuole, sono state seguite da una riunione farsa del MIUR con il FONAGS, il 5.7.16, nella quale alle Associazioni dei genitori non è stata neanche data la bozza delle linee guida, ma solo chiacchiere.

Continua a leggere

Dal 2031 niente più matrimoni in chiesa.

Condividi su:

SPOSI

Segnalazione di Raimondo Gatto

Uno studio del Censis mette in allerta: i matrimoni dal 1974 al 2014 sono calati del 25% colpa della crisi economica ma non solo

di Francesco Curridori

I matrimoni religiosi rischiano di scomparire entro il 2031. Lo studio del Censis Non mi sposo più, analizzato da Famiglia Cristiana, lascia poche speranze alle chiese italiane.

Il matrimonio, sia civile che religioso, è in crisi e viene scelto da una minoranza della popolazione in cui non rientrano i giovani.

“Questo – spiega il direttore generale del Censis Massimiliano Valerii – non vuol dire che nel 2031 non ci sarà più nessun matrimonio religioso nel nostro Paese. Si tratta di una pura e semplice estrapolazione statistica”.

LA CRISI DEI MATRIMONI

Oggi “le persone – aggiunge Valerii – tendono a decidere di mettere su famiglia, avere un figlio o una relazione al di fuori dell’istituzione formale della famiglia” perché “sposarsi non dà vantaggi dal punto di vista sociale e giuridico”. Basti pensare che i figli nati fuori dal matrimonio hanno gli stessi diritti di quelli nati da coppie sposate e che ormai le unioni civili hanno pieno riconoscimento a livello giuridico. Secondo Valerii, però, questa crisi “non corrisponde tout court alla crisi delle relazioni affettive, solo che i rapporti tendono ad essere vissuti sempre di più al di fuori della cornice istituzionale del matrimonio”, un’istituzione che “non è più la porta d’

accesso all’autonomia rispetto alla famiglia di origine e alla genitorialità”.

LE STATISTICHE DELLA CRISI MATRIMONIALE

Il matrimonio, inoltre, coinvolge maggiormente “i non più giovani” e i numeri dicono che nel 2014 si sono celebrati in totale 189.765 matrimoni e dal 1862 a oggi sono solo otto gli anni in cui si sono registrati meno unioni. Di questi otto ben quattro sono caduti nel periodo della Prima Guerra Mondiale ma il tracollo è arriva col secondo dopoguerra. Tra il 1974 e il 2014 la riduzione del numero delle nozze è stata pari a -52,9%. Solo nell’ultimo decennio (2004-

2014) la riduzione è del 23,8%. Anche per i matrimoni religiosi il 2014 è stato l’anno più negativo dal 1862 con 108.000 unioni celebrate in chiesa. Ben 61.583 in meno rispetto al 2004 (-36,3%), 127.936 in meno rispetto al 1994 (-54,2%),

261.723 in meno rispetto al 1974 (-71%). I matrimoni religiosi sono ormai meno del 57%, mentre erano il 68,1% nel 2004, nel 1994 erano l’80,9% e addirittura il 91,7% nel 1974. In soli vent’anni, dal 1994 al 2014, si è registrato un tracollo di 24 punti percentuali.

I matrimoni civili, pur calando a livello generale, sono cresciuti rispetto a quelli religiosi passando dall’8,3% del totale delle nozze nel 1974 al 19,1% nel 1994 fino al 43,1% nel 2014. Una crisi generalizzata dell’istituzione che Valerii spiega così: “Se prima sposarsi significava uscire dalla famiglia d’

origine oggi non è più così. In passato, inoltre, il matrimonio rappresentava anche un meccanismo d’ascensione sociale soprattutto per le donne che potevano incontrare un partner di un livello socio-economico più alto. Oggi ci si sposa tra simili, soprattutto nella collocazione sociale ed economica”. Per quanto riguarda l’età media degli sposi, nel decennio 2004-

2014 salita da 33,6 a 36,6 anni, mentre per le spose si è passati da 30,3 a

32,5 anni. Ci si sposa più tardi perché è più difficile raggiungere l’autonomia finanziaria e poter acquistare una casa. “

 

Fonte: ll Giornale.it 10 luglio

Continua a leggere

E’ disponibile il numero 16 (10 luglio 2016) di Sursum Corda

Condividi su:
Dio sia lodato!

Sul nostro sito è disponibile il numero 16 del 10 luglio 2016 di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata agli Associati, oppure si può acquistare sul nostro MiniShop in cartaceo o PDF. Gli articoli pubblicati sul settimanale sono, comunque, tutti leggibili gratuitamente sul nostro sito nella sezione TAG.

SURSUMCORDA 20JUN2016_Pagina_2S

Preghiamo per le nostre famiglie e per le intenzioni della nostra Associazione, affidandoci alla protezione di san Giovanni di Dio. Ossequi, Carlo Di Pietro.

Sursum Corda Associazione di volontariato No Profit  C.da Piancardillo, snc – 85010 Pignola  Provincia di Potenza (ITALIA) Redazione: editoria@sursumcorda.cloud 

Il collasso della banche italiane. Come replica dell’8 Settembre

Condividi su:

Antonio Patuelli

   

Quanto prenderà   Antonio Patuelli, banchiere,  per fare il presidente dell’ABI (Associazione  Bancaria Italiana)? 200 mila? 400 mila l’anno? Confesso che sono stato tentato di scrivere a quel nobile consesso di banchieri: prendete me, posso essere stupido come lui a un terzo del suo prezzo.  Per fortuna mi sono trattenuto. Non è certo  il risparmio sugli emolumenti a determinate le scelte all’ABI, che abbiano bisogno di risparmiare – tanto sono soldi nostri, mica loro.  Ma è che, ripensandoci, no, il mestiere di Patuelli non lo so fare. Quando ha detto, tuonando, che non  deve essere applicato il bail-in (ossia che nelle banche dissestate  ci  rimettono i soldi gli azionisti  e poi anche i depositanti) perché è contrario alla Costituzione, mi sono tolto il cappello: no, mi sono detto, a questi vertici, io, non oserei mai giungere.

Ora capisco quali qualità  rare ed  eccezionali pagano gli emolumenti di presidente dell’ABI. Ovviamente non la competenza (basta pensare che prima di Patuelli, i  banchieri avevano scelto a rappresentarli Mussari, capo del Monte Paschi), non l’intuizione, né gli studi teorici, nemmeno l’intelligenza, ma solo una cosa: la faccia di bronzo.  Una spessa, risonante faccia di bronzo.

 

Continua a leggere

Dall’8 per mille un miliardo di euro per la Chiesa conciliare

Condividi su:

BERGO BERGO BERGOLIO

LA GENTE FRIGNA, MA POI 8 PERSONE SU 10 DESTINANO L’8 PER MILLE ALLA CHIESA CONCILIARE…

Dall’8 per mille un miliardo di euro per la Chiesa cattolica

Papa Francesco (lapresse)

MILANO – Otto italiani su dieci hanno deciso di destinare il loro 8 per mille alla Chiesa cattolica che nel 2016 potrà così incassare 1,01 miliardi di euro. Si tratta delle somme relative alle scelte del 2012 che in qualche modo riflettono il periodo difficile del Vaticano travolto dagli scandali durante il Pontificato di Benedetto XVI: il confronto con il 2004, infatti, è impietoso: allora il 90% dei contribuenti aveva deciso di destinare il proprio 8 per mille alla Chiesa. Possibile, quindi, che nei prossimi anni la tendenza torni a invertirsi puntando sull’effetto di Papa Francesco salito al soglio pontificio nel marzo del 2013.

  Continua a leggere

1 541 542 543 544 545 546 547 863