Segnalazione Arianna Editrice
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DOMENICA 4 DICEMBRE: #IoVotoNo!
Gli indagati rispondono a vario titolo di reati che vanno dalla turbativa d’asta, alla corruzione, il finanziamento illecito e la rivelazione del segreto d’ufficio
Ci sono anche l’ex capogruppo Pd in Campidoglio Francesco D’Ausilio, la collaboratrice di Buzzi Nadia Cerrito e Giampaolo Cosimo De Pascali, il carabiniere in servizio presso la presidenza della Repubblica del quale Buzzi, secondo gli inquirenti, si sarebbe servito per avere informazioni e favori. Sono solo tre delle 24 persone per le quali la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito del processo su Mafia Capitale. Oltre a loro, figurano i nomi dell’imprenditore delle cooperative Salvatore Buzzi e dell’ex direttore generale di Ama Giovanni Fiscon, entrambi già imputati nel procedimento in corso nell’aula bunker di Rebibbia.
Dalle indagini sarebbero emersi una ventina di nuovi episodi penalmente rilevanti fino a oggi tenuti fuori dal processo principale sul cosiddetto mondo di mezzo. Gli indagati rispondono a vario titolo di reati che vanno dalla turbativa d’asta, alla corruzione, il finanziamento illecito e la rivelazione del segreto d’ufficio. Tra gli accusati ci sono Clelia Logorelli, la dirigente del settore verde di Eur spa finita ai domiciliari per corruzione poco più di un anno fa; gli imprenditori Flavio Ciambella e Fabrizio Amorequest’ultimo già a giudizio per l’inchiesta sui lavori per la sala Giulio Cesare dove si riunisce il Consiglio comunale. Continua a leggere
di Francesco Ognibene
Via libera dell’Assemblea nazionale. I siti web delle associazioni pro life rischiano di trovarsi fuori legge. Negata la libertà di parola on line, ma anche il concetto base della “liberté” laica
L’assemblea nazionale francese. Via libera a una legge liberticida: vietato opporsi all’aborto su internet
Con una votazione per alzata di mano, l’Assemblea nazionale franceseha approvato nella serata di giovedì 1° dicembre in prima lettura la norma che aggiunge agli «ostacoli all’interruzione di gravidanza» puniti dalla legge anche quello «digitale». Continua a leggere
IL GRAFFIO – MONDO ALLA ROVESCIA
di Raimondo Gatto
Anche le scimmie sono persone. Questa è l’idea del Great Ape Project che ne invoca l’affrancamento equiparandole agli schiavi negri d’America
I grandi primati sarebbero i nostri parenti più prossimi eppure sono ancora vittime di crudeltà. Per difendere i loro diritti è nato il Great Ape Project.
“L’uomo, appartiene all’ordine dei primati, proprio come le scimmie. All’interno dei primati possiamo trovare le cosiddette scimmie antropomorfe, ovvero quelle che per aspetto esteriore e struttura anatomica si avvicinano di più all’uomo. Le grandi scimmie, caratterizzate da faccia e dita prive di peli, arti anteriori più lunghi dei posteriori, denti canini ben sviluppati e dall’assenza di coda, sono lo scimpanzé (Pan troglodytes), il gorilla (Gorilla gorilla), l’orango (Pongo pygmaeus), il bonobo (Pan paniscus) e il gibbone (generi Hylobates e Nomascus)”.
Partendo da tali premesse nel 1994 è sorto il movimento internazionale per garantire la salvaguardia e il rispetto dei diritti fondamentali di questi nostri presunti “cugini” silenziosi, il Great Ape
Project (Gap). Proprio per rivendicare il diritto delle grandi scimmie alla vita, alla libertà e a non essere torturate, il Gap ha stilato la Dichiarazione mondiale dei grandi primati che certifica tali diritti e che dovrebbe essere accolta da tutti i paesi. L’istituzione del Gap è il frutto delle idee sviluppate nel libro omonimo scritto dai filosofi Paola Cavalieri, promotrice dell’estensione dei diritti morali agli animali, e Peter Singer, considerato uno dei padri del movimento per i diritti degli animali nel mondo. Continua a leggere
di Maurizio Blondet
Il medico dell’ospedale di Saronno, l’anestesista Cazzaniga, con la sua amante, infermiera Laura, cosa vi dicono? Di cosa sono sintomo? Hanno ammazzato sicuramente cinque malati, forse 45. Laura Taroni, l’amante, ha ammazzato il marito (dava fastidio al grande ammore) e, già che c’era, probabilmente anche la madre (un peso, davvero). Il dottor Cazzaniga è sospettato di essersi liberato anche del padre, morto nell’ospedale. Dove peraltro il “protocollo Cazzaniga” era noto a tutti – e tutti zitti.

Finalmente il Nord si affratella al Meridione, quello dove “i figli so’ pezzi e’ core”. Al processo per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo di Caivano, il medico legale ha confermato: la bambina era ancora viva e cosciente quando è stata gettata dalla finestra. Era stata gettata dall’ottavo piano perché si rifiutava di subire l’ultima violenza sessuale dall’ex amante di mammà, Raimondo Caputo, 44 anni. Il quale nel frattempo s’era messo con una vicina, Marianna Fabbozzi: la quale lasciava volentieri che il convivente stuprasse la sua bambina di anni 3, senza dire niente. Nello stesso palazzo di Caivano parco Verde, nell’aprile 2013 ‘qualcuno’ aveva buttato giù dal balcone un altro bambino di 3 anni, Antonio Giglio, figlio dell’amante di Caputo. Anche a Caivano, come all’Ospedale di Saronno, gli adulti hanno ostacolato le indagini. “Ci sono intere zone in quartieri molto critici – Caivano, il quartiere Salicelle ad Afragola, Madonnella ad Acerra, dove l’abuso sessuale, l’incesto è elevato a normalità”, ha dichiarato nel giugno scorso il dottor Cesare Romano, che ha il titolo altisonante di Garante dell’Infanzia e Adolescenza della Regione Campania. Tra il 2006 e il 2012 sono arrivati alla giustizia 155 fatti: nell’87 per cento dei casi, le vittime hanno meno di dieci anni. Violati da papà, zii, fratelli, con le madri, conviventi, ex conviventi di intricatissimi rapporti extra-coniugali, fanno finta di non sapere.
Incesto elevato a normalità. E noi – noi come società italiana, come comunità di destino – tutti zitti. Siamo passati oltre questo fatto mostruoso di degrado morale dei quartieri bassi. Continua a leggere
Segnalazione di don Anthony Cekada
Martin Family Singers: Christmas CD
Angelic voices from the early days of the traditionalist movement in America
We’ve offered this two-CD set before, but we thought that during this time of year you’d be particularly interested in the bonus disk that’s included: the eight Martin sisters singing Christmas songs around the piano, directed by their father, Al.
Old-timers from the traditionalist movement in Michigan will remember the angelic voices of the Martin sisters who sang for High Masses at St. Pius X Church and St. Joseph’s House in the 1970s. The other disk features sacred music, including two Mass settings.
Initially trained by their father, several sisters went on to study voice professionally. One of the eight, Joan, continues the family tradition by serving as our choir director at St. Gertrude the Great Church.
Hearing their voices takes us back to the roots of the traditionalist movement, and reminds us of the sacrifices a handful of faithful Catholics made to keep alive the great tradition of sacred music.
Only $20
Riceviamo con cortese richiesta di pubblicazione il presente articolo del Prof. Pranzetti, nostro assiduo lettore
del Prof. Luciano Pranzetti
Gent. ma Redazione e carissimi lettori:
sento di dovervi trasmettere quanto in appresso dirò in merito alla risposta che, a una mia ben precisa e motivata osservazione, il Direttore di AVVENIRE, il sig. Marco Tarquinio, ha reso pubblica, poiché da ciò che il medesimo scrive si palesano non tanto uno scantonamento logico e una mancata replica al tema da me trattato, quanto un’evidente e grave deriva teologico- etica verso un pensiero che ben si apparenta a quello modernista -luterano, del che è prova la politica Vaticana già in tal senso iniziata da GP II – incontro di Paderborn (O. R. 24/25 1996) – e resa definitiva dal recente viaggio di Papa Bergoglio a Lund dove si è capito che Lutero “aveva ragione”.
Per comprendere appieno le chiose che io apporrò alla risposta del Direttore, è bene che renda nota la causa che mi indusse ad indirizzare la mia rimostranza (ché la mèsse di spunti avrebbe avuto necessità di un esteso approfondimento), un articolo, cioè, redatto sul medesimo foglio CEI in data 24/11/2016, e così intitolato: “I dubbî di un medico” firmato: Marina Corradi. Ne riporto i tratti più rilevanti, quelli che giustificheranno le mie rispettive obiezioni. Continua a leggere
di F. William Engdahl

Fonte: Comedonchisciotte
Ora, prima che tutti voi abbiate una qualsiasi reazione, confermo di essere pienamente cosciente del fatto che il Comitato Norvegese del Nobel, che decide appunto i vincitori del Premio Nobel, scelga ispirandosi all’agenda globalista. Qualcuno potrebbe sostenere che siano addirittura corrotti. Sono altresì consapevole che in passato hanno conferito il premio a candidati non propriamente amanti della pace, come Henry Kissinger, Barack Obama, persino l’Unione Europea. Ciononostante voglio proporre il coraggioso Primo Ministro dell’Ungheria, Viktor Orban, per il premio. Lasciatemi spiegare le mie ragioni.
Egli resiste strenuamente, insieme a più di tre milioni di suoi concittadini ungheresi, contro la volontà distruttiva dei burocrati non eletti e senza volto di Bruxelles, per bloccare l’imposizione in futuro, in Ungheria, di rifugiati provenienti dalla Siria e chissà da dove. La sua posizione potrebbe essere il catalizzatore per le forze che vogliono fermare la disintegrazione del modello degli Stati nazionali in Europa, e arginare un conflitto sociale che minaccia di fare a pezzi l’Europa stessa, in una frenesia collettiva di odio e distruzione.
Il referendum, un fatto ragguardevole Continua a leggere
Come in quasi ogni occasione, su invito del portavoce, una delegazione di “Christus Rex” ha portato il suo sostegno alla manifestazione/corteo
di Maurizio Blondet
Qualcuno mi manda per mail una copertina di Uomo Vogue Italia: ritrae James Franco,un attore di qualche notorietà, insieme a Marina Abramovic. Questa, il lettore ricorderà, è la ‘artista’ e strega che invitò John Podesta, il capo della campagna di Hillary, a un “cooking spirituale” con sangue e sperma.
Mi mandano anche un’altra foto: Riccardo Tisci, uno stilista italiano di successo (ha realizzato costumi per Madonna) che si fa’allattare al seno della Abramovic.

L’assoluzione dai guai di famiglia della Boschi che ha scritto la riforma e una mancetta sulla firma del nuovo contratto per gli statali: ecco i due mezzi del governo Renzi per cercare di accaparrarsi il voto del Sì a tre giorni dal referendum costituzionale (che non ha quorum!) di domenica 4 dicembre (N.D.R.).
Nel primo filone d’inchiesta per il dissesto dell’istituto di Arezzo prosciolti l’ex presidente, l’ex dg e il direttore centrale. Erano accusati di aver ostacolato l’autorità di vigilanza
di Sergio Rame
Sotto accusa c’erano tutti gli ex vertici che hanno governato Banca Etruria dal 2011 fino al commissariamento avvenuto nel febbraio 2015.

Quello di oggi è un colpo durissimo per i risparmiatori. Gli inquirenti non si aspettavano proprio che il giudice assolvesse i tre imputati con formula piena perché “il fatto non sussiste”. Una sentenza che ora potrebbe arrivare a compromettere o modificare l’esito degli altri procedimenti aperti sul dissesto di Banca Etruria. Fornasari (ex presidente del cda dal 2011 al 2014), Bronchi (ex dg) e Canestri (attuale direttore centrale) erano accusati di aver finanziato con 10,2 milioni di euro gli acquirenti della società, che inglobava buona parte del patrimonio immobiliare dell’istituto aretino, e di aver occultato i crediti deteriorati nel bilancio del 2012 facendoli apparire come crediti incagliati e, quindi, ancora recuperabili. Continua a leggere

(di Antonio Socci su “Libero”, 13 novembre 2016) I “no global” ora hanno un leader planetario: papa Bergoglio. Però non si definiscono più “no-global”, ma “alter-mondialisti” perché vogliono la globalizzazione, ma “in una forma diversa”.
Lo ha spiegato ieri, in un’intervista, Vittorio Agnoletto – portavoce della contestazione contro il G8 di Genova del 2001 – indicando appunto in papa Francesco il loro “punto di riferimento etico e morale”.
Soprattutto adesso che – dice Agnoletto – “la sinistra politica si è dissolta” e sulla scena mondiale ha fatto irruzione il Kattivo: Trump.
“Cinque giorni fa” racconta ancora Agnoletto “il Papa ha convocato in Vaticano un incontro con 180 personalità, leader o protagonisti dei movimenti sociali. C’ero anch’io. Abbiamo lavorato, al di là del credo religioso dei singoli, su tre temi proposti personalmente da lui: lavoro, casa e terra. A questi si è aggiunta una riflessione comune sulla democrazia partecipativa e sulle migrazioni. Alla fine, davanti a più di tremila persone in sala Paolo VI, il Papa ha parlato e ha riproposto i contenuti del nostro movimento. Ma ci ha anche detto che dobbiamo fare un salto nella politica, perché dobbiamo cambiare un sistema fondato sulle ingiustizie”.
Più che un papa è davvero il loro leader politico. Infatti Agnoletto spiega: “Sul piano politico oggi è una partita a tre: gli alter-mondialisti, vicini a Francesco. In mezzo c’è l’establishment. Poi ci sono le destre nazionaliste e razziste, che sono cresciute dove abbiamo perso noi”. Continua a leggere

L’Austria rappresenta ora un precedente importante non solo per il nostro Continente, bensì per il mondo intero: è divenuto, infatti, il primo Paese europeo a codificare e riconoscere espressamente la vita del nascituro ed il suo status di persona a tutti gli effetti. Non rifiuto speciale o prodotto biologico, come preteso dalle lobby pro-choice, bensì essere umano a tutti gli effetti. Tanto da aver diritto ad un nome e cognome.
Il governo è, infatti, riuscito a far approvare una riforma, che consente ai genitori d’iscrivere all’anagrafe civile i propri figli morti prima del parto e di peso inferiore ai 500 grammi. Come? L’ospedale rilascia un apposito certificato, da consegnarsi agli uffici municipali, i quali provvedono, previo consenso di entrambi i coniugi, al rilascio di un certificato di nascita ed uno di morte del piccolo, col suo nome.
Si tratta di un provvedimento fondamentale, in quanto rappresenta il primo passo affinché venga riconosciuta ovunque l’evidenza ovvero che i bambini concepiti sono esseri umani, dotati di una propria personalità giuridica. Soddisfazione è stata espressa in merito dal ministro per la Famiglia austriaco, Sophie Karmasin, che ha specificato essere ancora in corso una verifica, per capire se dare alla riforma valore retroattivo. Continua a leggere
Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Lupo Glori
Venerdì 26 novembre a 90 anni è morto a La Havana il dittatore cubano Fidel Castro, responsabile dell’uccisione di migliaia di oppositori al regime comunista in salsa caraibica. Il líder máximo della revolucion, era al potere sull’isola dal 1959, anno in cui si concluse la lotta armata dei cosiddetti “barbuti”, un gruppo di rivoluzionari provenienti dal Messico, tra i quali il guerrigliero argentino Ernesto Che Guevara, che rovesciò il regime del generale Fulgencio Batista.
Il fratello minore, Raúl Castro, dal 2008 succedutogli alla guida del paese, è apparso in tv per annunciare «al popolo dell’isola, agli amici della Nostra America e al mondo che alle 22.29 del 25 novembre del 2016 è deceduto il comandante in capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz». Il Consiglio di Stato cubano, ha prontamente decretato 9 giorni di lutto nazionale fino ai solenni funerali che si terranno il 4 dicembre presso il cimitero di Santa Ifigenia, a Santiago de Cuba, città dove si trova la caserma Moncada, il cui fallito assalto il 26 luglio 1953 viene tradizionalmente fatto coincidere con l’inizio della Rivoluzione cubana.
La morte di Fidel Castro ha avuto immediate ripercussioni mediatiche in tutto il mondo, con i principali quotidiani e attori internazionali che si sono affrettati a celebrarne i meriti, guardandosi bene dal citare i crimini e le deportazioni perpetrate ai danni del suo popolo in nome dell’ideologia comunista. Un regime spietato, fatto di purghe ed esecuzioni sommarie, che secondo Freedom House, dal 1959, ha causato circa 15mila morti. Non appena appresa la notizia della morte di Fidel Castro, caroselli di auto e frastuoni di clacson hanno invaso la famosa “calle 8” di Miami, la via principale di “Little Havana”, dove una folla di esuli e dissidenti cubani si è riversata in strada per festeggiare la morte del dittatore. Continua a leggere
Segnalazione del Centro Studi Federici

Il Vaticano di Papa Francesco si avvia verso una svolta antiproibizionista. Durante un convegno promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze, sul tema Narcotici: problemi e soluzioni di questa piaga mondiale per la prima volta si è parlato dei tossicodipendenti intesi come “vittime” e non come peccatori e di “legalizzazione delle droghe leggere”.
Il Papa, riporta il Tempo, ha detto “ciò che i governi dovrebbero fare è individuare come controllare i circuiti e le forme di corruzione e riciclaggio di denaro”. Nello stesso documento ufficiale che introduce il convegno si parla letteralmente di “trovare un consenso per le strategie più efficaci per governare l’uso delle sostanze e le dipendenze”. Si è parlato ufficialmente di “legalizzazione delle droghe leggere” e la protagonista è stata l’autorità giudiziaria del Portogallo che ne ha messo in luce i risultati assai positivi.
Insomma, considerate le ultime uscite di Bergoglio su aborto, gay, divorzio e tenuto conto del fatto che in Sud America sono in molti, anche tra i gesuiti, a premere verso la legalizzazione (non solo della cannabis ma anche della cocaina), il Papa potrebbe presto annunciare la svolta antiproibizionista sull’uso delle droghe.
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