Come tradire il IV novembre

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Dopo un anno di commemorazioni masochiste per auto-mortificarci, arrivò finalmente il giorno in cui siamo costretti a ricordarci della Vittoria e del suo centenario. Eccolo, il 4 novembre, anzi il IV novembre, la giornata della Patria. Ma avrete già sentito come viene trasformato quell’anniversario nel Racconto Ufficiale fatto da presidenti, ministri, media e professori: la Vittoria sparisce, la Nazione pure, alla Patria solo un timido sbuffo di cipria e dei caduti se ne parla come povere vittime del nazionalismo e dei loro capi. Il resto sarà tutta una celebrazione della pace, dell’Europa, dell’umanità col sottinteso che eroi e vittime di guerra sono caduti invano, per una sanguinosa illusione.

La memoria della Grande Guerra viene esattamente rovesciata: diventa la celebrazione dell’Europa e la mortificazione delle nazioni identificate nei nazionalismi. Ma la verità storica dice esattamente il contrario: la Prima guerra mondiale fu il funerale dell’Europa e il trionfo dell’Italia, pur mutilato.

Da quel conflitto l’Europa uscì infatti sfasciata e indebolita, non fu più il centro del mondo, perse gli Imperi Centrali che ne erano la spina dorsale, il mondo cominciò a dividersi tra l’Ovest americano e l’Est comunista, schiacciando l’Europa nel mezzo o relegandola a periferia. Nacque da quel conflitto il comunismo e poi la reazione ad esso, nacque la frustrazione tedesca che portò al nazismo, nacque il fascismo. Con la Seconda guerra mondiale, il tramonto dell’Europa avviato dalla prima raggiunse il suo epilogo. Gli occhi dell’ideologia pacifista non vogliono vedere la realtà tragica e gloriosa di quell’evento. Continua a leggere

Pound, l’imperdonabile

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Pound, l’imperdonabile

Se penso al primo novembre del ’72, quando morì Ezra Pound, mi risale negli occhi una gondola nera che porta per il suo ultimo viaggio verso l’Isola di San Michele il corpo del poeta in una sobria bara di castagno; il suo esile, curvo, ieratico corpo, la sua testa incorniciata in una mitica corona bianca sul capo e intorno al volto, che splendeva al sole come un’aura ieratica. Ogni volta che vado a Venezia non riesco a separare quel che vedo da quel che ricordo, ogni gondola mi sembra custodire il ricordo di lui, le spoglie del poeta pazzo, che amava l’Italia e la sua Tradizione, Dante e Cavalcanti.

Da giorni si parla con insistenza di Pound in relazione all’attualità, anzi alla cronaca politico-giudiziaria. S’indignano che un movimento come CasaPound si “appropri” di quel nome. Si, per carità, la Casa di Ezra Pound non può essere un fortino assediato o un centro sociale alternativo di giovani militanti politici; ma ricordiamoci in quale casa fu costretto Pound dal bel mondo democratico e occidentale: la gabbia pisana di un campo di concentramento, il manicomio criminale di Saint Elizabeth… Certo, la vera Casa di Pound non è un luogo chiuso, è il mare di Venezia, la città d’arte e poesia come Firenze, il cielo glorioso di Roma. Continua a leggere

Il ’68 così come non è stato mai…rovesciato. Una lettura critica con Marcello Veneziani

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di Nicola Zanotto

Il ’68 ha fatto i figli e perfino i nipoti. È andato al potere ed è diventato conformismo di massa, anzi, canone di vita. Ha creato luoghi comuni e nuovi pregiudizi, codici ideologici, da rispettare implacabilmente per essere ammessi al proprio tempo, come il politically correct

Le proprietà curative del Tempo sono oramai oggetto consolidato di quella scienza del “sentire comune” a cui tanta parte della popolazione mondiale vi si affida, chi per dimenticanza d’amore e chi per rimuovere semplicemente un brutto periodo. Distratta (da sé stessa, come sempre), anche la Politica non ne è immune.
Ecco perché, a 50 anni da un sogno immaginato da persone “da incubo”, ci si può permettere di ridisegnare e comparare, anche se soltanto per una sera appena (cit.), cosa sarebbe ancora uguale della nostra società attuale…rovesciando il ’68.

Il virgolettato iniziale è figlio del più consapevole e sempre efficace Marcello Veneziani, prossimo ospite della rassegna d’incontri culturali e divulgativi firmati Gentes.
La Sala del Circolo Unificato dell’Esercito, zona Castelvecchio, vedrà dunque domani protagonista il filosofo, saggista e giornalista, dalle ore 21.

Moderatori dell’incontro saranno il consigliere comunale Andrea Bacciga e Carlo Barbessi di Gentes.

 

http://www.veronanews.net/il-68-cosi-come-non-e-stato-mai-rovesciato-una-lettura-critica-con-marcello-veneziani/

 

 

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Raibelli

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

C’è in Italia un’emergenza tra le altre, non la più importante, ci mancherebbe, ma forse la più vistosa. È il monopolio del racconto pubblico, uno spettacolo indecente. L’informazione di Stato, e larga parte di quella privata, sforna ogni giorno a senso unico la versione dei fatti secondo il canone ideologico-politico della sinistra. Anche ora che la sinistra non governa e rappresenta una quota fortemente minoritaria dei cittadini italiani. Anzi, il collasso di consensi e credibilità accentua anziché attenuare la faziosità dell’informazione, anche per precostituirsi un alibi: i nominati vogliono passare per vittime d’epurazione quando si procederà a nuove nomine, visto che è cambiato l’azionista politico di riferimento che da sempre nomina i vertici. E allora a scopo preventivo rincarano le dosi della loro faziosità per passare poi come martiri dell’Idea e della Professione. Continua a leggere

Media contro popolo

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Media contro popolo

Fonte: Marcello Veneziani

Cara Lilli Gruber, ma come possono fidarsi gli italiani di lei se scrive suSette un commento con un titolo così: “Tutti i populisti mentono. Sono pericolosi e opportunisti”? E il titolo risponde fedelmente allo svolgimento. Sa che sta offendendo i tre quarti dei suoi spettatori?

Come il 60% degli italiani mi sento in questo momento, con tutte le riserve critiche che non nascondo, più dalla parte dei populisti che dei loro nemici. E non mi sento solo offeso dalla sua definizione, quanto ferito da italiano, da giornalista e da libero pensatore. Non userei mai un’affermazione del genere nemmeno per i peggiori nemici; distinguerei, non mi sentirei in possesso della verità. Non scommetto sulla riuscita di questo governo, lo dico ogni giorno. E mi sorprende che ad attaccare in quel modo sia proprio lei che è stata generosa coi grillini e i loro sponsor, al punto che spesso – anche l’altro giorno con l’imbarazzante, sconclusionato, sproloquio di Dibba – ha dato l’impressione di essere Grilli Uber. Non le rinfaccio l’incoerenza, sono fatti suoi, so che a lei i grillini vanno bene se pendono a sinistra, se invece si alleano a Salvini diventano cattivi. C’è gente che divide ancora l’umanità in fascisti e antifascisti, e si perde la realtà, il presente, il mondo, 70 anni di storia, comunismo incluso.

Tramite lei, in realtà, me la prendo coi Media, la Stampa e la Tv che stanno offrendo uno spettacolo disgustoso e desolante: gli italiani da una parte e loro compatti dalla parte dell’establishment. Non mi sarei aspettato il contrario ma almeno una varietà di posizioni e la capacità di distinguere e analizzare; qualcuno equidistante, qualche altro che comprende le ragioni della gente, qualcuno che riconosce pezzi di verità nell’avversario. No, niente, un esercito cinese, monolitico, monotono. Come in guerra. Continua a leggere

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