Segnalazioni

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza

Segnalazioni
Sabato 23 marzo 2019: pellegrinaggio alla Scala Santa di Campli (TE)
ore 8,30 S. Messa all’oratorio del Prez.mo Sangue in Via Ofanto 24 a Pescara;
ore 10,45 appuntamento alla Scala Santa di Campli. I pellegrini saliranno in ginocchio i 28 gradini della Scala Santa.
San Francesco dal Sultano 
Dal canale YouTube di Sursum Corda: “Discorso di San Francesco davanti al Sultano Al-Malik al-Kāmil”.
 
5 per mille alla Mater Boni Consilii Onlus

San Gregorio Magno

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San Gregorio Magno

Il 12 marzo la liturgia romana festeggia san Gregorio Magno, Papa, Confessore e Dottore. Lo ricordiamo con alcuni passaggi del card. Schuster tratti dal suo Liber Sacramentorum.

Questa festa, celebrata anche dai Greci, si ritrova già nel Sacramentario Gregoriano dei tempi di Adriano I, ed è una delle poche penetrate sin da antico nel Calendario Romano durante il periodo quaresimale. La celebrità di san Gregorio (+ 604), e soprattutto il significato simbolico che assunse la sua personalità storica, quando nel medio evo incarnò il concetto del papato romano nella più sublime espressione del suo primato su tutta la Chiesa, giustificavano quest’eccezione. Si può dire infatti, che l’intera età di mezzo visse dello spirito di san Gregorio; la liturgia romana, il canto sacro, il diritto canonico, l’ascesi monacale, l’apostolato fra gl’infedeli, la vita pastorale, tutta, in una parola, l’attività ecclesiastica, faceva capo al Santo Dottore, i cui scritti sembravano esser divenuti come il codice universale del cattolicismo. Il numero assai grande di antiche chiese dedicate in Roma al Santo Pontefice attesta la popolarità del suo culto, il quale, oltre al suo antico monastero di sant’Andrea al Clivo di Scauro, aveva per centro la sua veneranda tomba nella basilica vaticana. (…)

Bisogna servire il Signore nelle condizioni in cui Egli ci ha posti, e non in quelle in cui vorremmo porci noi. Un bell’esempio di questo senso pratico nel cammino della santità, ce l’offre Gregorio. Il suo carattere meditabondo lo spingeva allo studio tranquillo della filosofia, nella pace del chiostro. Iddio invece lo vuole diplomatico, papa, amministratore d’un immenso patrimonio immobiliare, perfino stratego nel dirigere le opere di difesa delle città italiche assediate dai Langobardi; vero console di Dio, dall’attività e dal potere vasto come tutto il mondo. Gregorio, assai spesso trattenuto a letto dalla podagra e dalle sofferenze di stomaco, senza empire l’aria dei suoi rimpianti, s’adatta meravigliosamente a tutti questi uffici, e nell’intento di servire unicamente al Signore, li sostiene con si mirabile maestria e perfezione, che riempie del suo spirito tutta l’età di mezzo, e lascia profonde le orme del suo genio nella successiva vita del Pontificato Romano. (…) Continua a leggere

I campioni della fede: don Paolo De Töth

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Comunicato n. 20/19 del 7 marzo 2019, San Tommaso d’Aquino
 
I campioni della fede: don Paolo De Töth 
Nel giorno di san Tommaso d’Aquino del 1881 nacque a Udine don Paolo De Töth (morì a Maiano, frazione di Fiesole, il 25/12/1965), uno dei principali esponenti del cattolicesimo integrale, fondatore e direttore della rivista antimodernista “Fede e Ragione”. Nel centenario della fondazione della rivista, è nato il Centro Studi “don Paolo De Töth”, che abbiamo il piacere di presentare attraverso il sito del sodalizio.
Chi siamo 
Analogicamente ad iniziative simili (il C.S. Giuseppe Federici a Rimini, il C. S. Davide Albertario a MiIano ed il C. S. Giacomo Margotti a Torino), ed in collaborazione con l’Istituto “Mater Boni Consilii”,  il Centro Studi “don Paolo De Töth” nasce ispirandosi, già dal nome, a questo sacerdote autenticamente ed integralmente cattolico: sicuramente uno dei principali esponenti dei cosiddetti “Cattolici Integrali” che per tutta la vita combatté il Modernismo, smascherandolo e attaccandolo in ogni sua implicazione nei vari ambiti della vita religiosa e civile, consapevole che detta eresia (o meglio, ‘coacervo di tutte le eresie’ secondo la celebre definizione che dette san Pio X del Modernismo nell’Enc. Pascendi), non poteva essere sottovalutata o considerata addirittura superata, come purtroppo la ritenne una stragrande maggioranza fra i cattolici del tempo, lasciando così che sopravvivesse e si diffondesse ovunque.

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La Quaresima

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La Quaresima
“L’osservanza della Quaresima è il vincolo della nostra milizia; con quella ci distinguiamo dai nemici della Croce di Gesù Cristo; con quella allontaniamo i flagelli dell’ira divina; con quella, protetti dal soccorso celeste durante il giorno, ci fortifichiamo contro i prìncipi delle tenebre. Se ci abbandoniamo a tale rilassamento, è tutto a detrimento della gloria di Dio, a disonore della religione cattolica, a pericolo per le anime cristiane; né si deve dubitare che tale negligenza non possa divenire sorgente di sventure per i popoli, di rovine nei pubblici affari e di disgrazie nelle cose private” (Costituzione Non ambigimus di Benedetto XIV, 30 maggio 1741).
 
Catechismo Maggiore di San Pio X – Della Quaresima
Il digiuno e l’astinenza
fonte – http://www.centrostudifederici.org/la-quaresima-3/

Dove andranno gli Europei dell’ISIS?

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Comunicato n. 19/19 del 4 marzo 2019, San Casimiro
 
Dove andranno gli Europei dell’ISIS?
Su Twitter, il posto prescelto dal presidente degli Stati Uniti per svelare la sua politica estera e le decisioni di stato, Donald Trump ha chiesto a “ Gran Bretagna, Francia, Germania e altri paesi alleati europei di riprendersi gli oltre 800 militanti dell’ISIS catturati in Siria” , provenienti da 44 paesi, e se ciò non avvenisse, lui “ sarà costretto a liberarli”senza specificare dove e in quale paese. Trump non è più disposto a lasciar passare del tempo in attesa “ che altri ( i paesi europei) facciano il loro lavoro”. Questo è quello che palesa l’ amministrazione americana in politica estera e nei confronti dei suoi alleati. Gli Stati Uniti avevano chiesto all’Europa, al Canada, all’Australia e ai paesi del Medio Oriente di mandare le loro truppe in Siria a “combattere l’ISIS”. Ma prima ancora, alcuni anni fa, gli Stati Uniti avevano chiesto ai paesi europei di lasciar partire i potenziali jihadisti alla volta della Siria e dell’Iraq e all’Arabia Saudita e alla Giordania di aprire le loro prigioni e perdonare i jihadisti affinchè potessero raggiungere la loro tanto ambita destinazione, il Levante, per distruggere così lo stato siriano e creare una situazione di “stato fallito”.
Questi desideri però non poterono essere realizzati e il presidente Bashar al-Assad non fu rimosso  in 3, o al massimo 6 mesi, come era stato previsto nel 2011. Oggi il mondo deve fare i conti con un nuovo rebus : cosa farne di quelli che abbiamo aiutato a raggiungere la Siria per terrorizzare, sottoporre a violenze, uccidere la popolazione e che adesso vogliono tornare nei loro paesi d’origine? E’ chiaro che l’amministrazione americana non ha alcuna intenzione di aiutare l’Europa a risolvere il problema dei suoi rifiuti umani che hanno abbracciato lo Stato Islamico proprio come volevano gli Stati Uniti.

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Mese di marzo: il Sacro Manto a san Giuseppe

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Mese di marzo: il Sacro Manto a san Giuseppe
Il mese di marzo è tradizionalmente dedicato a san Giuseppe: segnaliamo un opuscolo che può favorire la devozione al Patrono della Chiesa Universale.
Il Sacro Manto in onore del Patriarca San Giuseppe, Centro Librario Sodalitium (14 pagine, 3,00 euro).
Il Sacro Manto è un particolare omaggio reso a San Giuseppe, per onorare la Sua persona e per meritare il Suo patrocinio. Si consiglia di recitare queste orazioni per 30 giorni consecutivi, in memoria dei trent’anni di vita vissuti da San Giuseppe in compagnia di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Sono senza numero le grazie che si ottengono da Dio, ricorrendo a San Giuseppe. Santa Teresa d’Avila (1515 – 1582) ha lasciato scritte queste parole illuminanti: “Chi vuol credere, faccia la prova, affinché si persuada.”
fonte – http://www.centrostudifederici.org/mese-marzo-sacro-manto-san-giuseppe/

Erode alza il tiro

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Comunicato n. 18/19 del 28 febbraio 2019, San Macario
 
Erode alza il tiro 
La propaganda omosessualista si insinua sempre di più nel mondo dei più giovani: dalla coppia di lesbiche inserito nei fumetti di Paperino al ragazzino che si definisce invertito su Disney Channel sino alla sfilata omosessuale in programma al Disneyland Paris. 
 
Una coppia lesbica a Paperopoli (ma solo in Olanda): a chiederlo è una bimba di 10 anni
La piccola Fenna ha chiesto ai redattori dell’edizione olandese del fumetto “Paperino” di inserire almeno sullo sfondo dei personaggi gay: “I miei genitori sono gay e lesbiche e penso che sia importante che venga considerato normale, ma a Paperopoli questo sembra non esista affatto”.
Nell’edizione olandese del fumetto “Paperino” comparirà per la prima volta una coppia di lesbiche, grazie a una semplice richiesta avanzata da una bambina di 10 anni. La piccola Fenna è partita da una considerazione molto semplice: “Non ci sono gay o lesbiche in Paperino, li ho controllati tutti”, ha raccontato la bambina in un servizio andato in onda durante il “tg dei ragazzi” dell’emittente pubblica olandese Nos, e per questo ha chiesto che venissero inseriti. Una piccola rivoluzione, quella chiesta da Fenna, che non ha preteso che venisse cambiato l’orientamento sessuale dei personaggi personali ma solo che venissero inseriti ogni tanto sullo sfondo dei personaggi gay. “Si vedono un sacco di coppie, alcune di quelle persone potrebbero essere gay”, è stato il suo suggerimento.
“I miei genitori sono gay e lesbiche e penso che sia importante che venga considerato normale, ma a Paperopoli questo sembra non esista affatto”, ha detto Fenna, che ha due mamme e due papà.

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Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers

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Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers 

Il 27 febbraio ricorre l’anniversario della morte di monsignor Umberto Benigni (1934) e di Mons. Guérard des Lauriers, o.p. (1988). Li ricordiamo con alcuni documenti che segnaliamo ai lettori.
Video: “Omaggio a mons. Umberto Benigni, fondatore del Sodalitium Pianum, nel 80° anniversario della sua morte”. Relatore: don Francesco Ricossa (Roma, 1° marzo 2014):
Video: “Omaggio a Monsignor Guérard des Lauriers, o.p.”: 
Mons. Benigni e Mons. Guérard des Lauriers: intervista a don Ricossa
Ristampa della Storia Sociale della Chiesa:
fonte – http://www.centrostudifederici.org/mons-benigni-mons-guerard-des-lauriers/

Novità editoriale: le stazione quaresimali romane

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Comunicato n. 17/19 del 26 febbraio 2019, San Leandro
 
Novità editoriale: le stazione quaresimali romane
P. Placido Lugano, osb, “Le sacre stazioni romane nella Quaresima e l’ottava di Pasqua”, Centro Librario Sodalitium, pagg. 118, euro 10,00.
Introduzione: Le stazioni quaresimali in Roma 
1. Il sacro tempo della Quaresima, nella attuale disciplina della Chiesa e secondo lo spirito della sua liturgia, è un tempo di ritiro che ogni cristiano deve passare nella solitudine in unione col divin Redentore Gesù Cristo, attendendo alla penitenza ed alla mortificazione, segnatamente sotto la forma del digiuno, e a tutti gli esercizi della vita spirituale. Ha principio col mercoledì delle Ceneri, in cui la Chiesa invita i suoi figli a chinare la fronte sotto l’austera sentenza pronunziata nel paradiso da Dio contro l’uomo ribelle : Ricordati, o uomo, che sei polvere ed in polvere ritornerai; e termina con la Veglia pasquale, in cui la risurrezione del Redentore viene a rallegrare le anime che hanno sofferto le volontarie privazioni della penitenza. La Quaresima prepara il popolo credente a commemorare la Passione di Gesù e a celebrare con Lui l’Alleluia della vittoria.
2. Istituita, la Quaresima, in memoria dei quaranta giorni di digiuno del Redentore, è dedicata in modo particolare alla penitenza, all’istruzione e alla predicazione. Le preghiere liturgiche della Quaresima parlano prevalentemente di digiuno e di mortificazione; ma, dopo la quarta settimana entrano a far menzione della Passione : perchè la sola mortificazione, fatta di penitenza e di astinenza, è degna preparazione a celebrare con animo purificato la memoria della Passione dell’Uomo-Dio, che caratterizza l’ultima quindicina della Quaresima. L’Epistola e il Vangelo contengono l’alimento spirituale per l’istruzione e la predicazione; le orazioni, implorando misericordia e perdono, muovono a far penitenza delle colpe commesse. Varie tracce restano tuttora nel Messale romano dell’antica disciplina relativa ai pubblici penitenti per la loro riconciliazione e di quella per i con-vertiti dal paganesimo (catecumeni), che si preparavano a ricevere la grazia del battesimo nella Veglia pasquale.

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Terra Santa: i pastori discriminati dagli invasori

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Comunicato n. 156/19 del 22 febbraio 2019, Santa Margherita da Cortona
 
Terra Santa: i pastori discriminati dagli invasori
. L’articolo che segnaliamo, pubblicato sul sito della Custodia di Terra Santa, denuncia le violente discriminazioni che subiscono i pastori palestinesi nella zona di Hebron, da parte del governo israeliano e dei gruppi dei coloni fanatici. Curiosamente coloro che in Italia e in Europa si oppongono, giustamente, all’attuale immigrazione, in Terra Santa sostengono gli invasori e non coloro che hanno subito l’invasione sionista: “prima gli immigrati”? 
 
Il popolo delle grotte di Masafer Yatta
 Nel 2019 in Terra Santa, neanche troppo lontano dalle rotte di turisti e pellegrini, ci sono realtà di miseria profonda, come quella delle colline a sud di Hebron che andiamo a raccontarvi.
Vivono in piccole grotte scavate nella roccia, in stanze di pietra senza mobili, senza bagni e senza acqua corrente. Ogni mattina hanno gli animali a cui badare, il pane da cuocere sotto la cenere bollente, gli ulivi da curare oltre la strada sterrata. Ogni notte tirano giù quei sottili materassi variopinti e li sistemano sul pavimento per dormire. È la vita dei circa 1.400 palestinesi di Masafer Yatta, nelle colline a sud di Hebron nei Territori palestinesi di Cisgiordania. Tra la città di Yatta e la linea verde (tracciata con l’armistizio del 1949 che «separa» Israele dai Territori palestinesi occupati) si trova una delle zone più dimenticate della Terra Santa. At-Tuwani, a-Tuba, Um Fagarah, Maghayir al Abeed, Susiya, Qawawis, Shib al Butum, Isfey Foqa, Isfey Tihta, al-Majaz, at-Tabban, al-Fakheit, Jinba, Mirkez, Halaweh sono i nomi dei quindici piccoli centri in gran parte sconosciuti perfino alla popolazione della regione. In questi villaggi si vive soprattutto di pastorizia, della vendita di prodotti caseari, di ciò che si riesce a coltivare nonostante l’aridità del terreno.

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