Strasburgo: esecuzione mirata di due europeisti?

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Strasburgo: esecuzione mirata di due europeisti?

Hanno voluto fare di Antonio Megalizzi,  ucciso a Strasburgo da Cherif Chekatt, un martire dell’europeismo.  Il governo polacco  ha fatto molto più onore all’altra vittima, che era col nostro  Megalizzi  e due studentesse italiane  quella sera,  Bartosz Niedzielski, 36anni, impiegato del Parlamento Europeo di Strasburgo:  lo ha dichiarato  un eroe che ha sacrificato la sua vita per  salvarne altre.

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fonte: https://www.maurizioblondet.it/strasburgo-esecuzione-mirata-di-due-europeisti/

A Strasburgo c’è la Corte della Sharia

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27D84EC0-1FD1-4331-B98F-2F77D8B00DFCPer la (ex) Corte europea dei Diritti dell’Uomo è reato dire che Maometto era “pedofilo”, nonostante il fatto incontrovertibile che sposò Aisha quando aveva sei anni e consumò il matrimonio quando ne aveva nove. Ma la cosa più agghiacciante della sentenza sono le motivazioni…
Per la “Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”, di fatto la suprema istanza della magistratura in Europa, è reato definire Maometto un pedofilo. Non perché si contesta il fatto incontrovertibile che nel 620, all’età di 50 anni, sposò una bambina di sei anni, Aisha, anche se il matrimonio fu consumato tre anni dopo, nel 623, quando la bambina aveva nove anni. Ma perché, spiega la sentenza, Maometto e Aisha rimasero sposati fino alla sua morte nel 632, cioè per nove anni, quando Aisha aveva 18 anni. Quindi, secondo la Corte Europea, si può dire che Maometto sposò una bambina ma non che sia stato un pedofilo perché “pedofilo è chi è attratto solo o principalmente da minorenni”. Insomma essendo stata Aisha l’unica moglie-bambina di Maometto, mentre le altre sue 14 mogli erano maggiorenni, ed essendo stato Maometto suo marito fino alla sua morte, non si può attribuire a Maometto l’orientamento sessuale del pedofilo. In conclusione per la Corte Europea se un uomo adulto sposa una sola volta una bambina e lei resta sua moglie fino alla sua morte, non è qualificabile come pedofilo. Continua a leggere

Tra terrorismo, Hezbollah e Israele

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Recentemente hanno destato scalpore le nostre parole relative ad un Islam che, a differenza del mondo occidentale, non ha abbandonato il Sacro. Questa sensibilità metafisica è incarnata in particolar modo da Hezbollah, movimento sciita che in questi giorni è sulla bocca di tutti. Questo perché Hezbollah è una delle principali vittime della demonizzazione mediatica atlantista, in quanto ostacolo di un certo valore per le mire espansionistiche occidentali.

E, insieme all’Occidente, non possiamo ovviamente escludere Israele, resosi più volte protagonista di azioni dalle finalità espansive in Libano. Proprio nella guerra libanese iniziata nel 1982 Hezbollah ricoprì un ruolo di primo piano, fino a diventare a tutti gli effetti una vera e propria comunità nella variegata nazione libanese. Continua a leggere

Che noia

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Il terrorista solitario di Strasburgo è stato ucciso, quindi non racconterà come si è “radicalizzato”.  Che noia.  I suoi atti sono stati rivendicati da DAESH, che è un’organizzazione islamica creata dagli USA, e i suoi amici nella NATO, pagata dai sauditi per abbattere il  governo di Assad.  La rivendicazione è avvenuta tramite il SITE di Rita  Katzche.

Leggi l’articolo su: MAURIZIO BLONDET

Fonte: https://www.maurizioblondet.it/che-noia/

Attentato Strasburgo, parla Meluzzi: “Qualcosa non torna”

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Un nuovo attentato terroristico, stavolta a Strasburgo una delle capitali dell’Europa politica, sede del Parlamento europeo. Sembra ormai confermata la matrice terroristica islamica  L’attentatore che ha aperto il fuoco ai mercatini di Natale però in questo caso non viene dal Medio Oriente ma è nato in Francia ed è definito un “ibrido”, uno cioè che si è radicalizzato dopo essere passato per la criminalità comune. Uno insomma che mescola reati comuni come la rapina, lo spaccio di droga, l’estorsione al radicalismo islamico. E’ molto probabile che la radicalizzazione sia avvenuta proprio in carcere dove l’uomo sarebbe stato recluso più volte in passato. Era infatti già noto alle forze di polizia, era stato schedato come pericoloso ed era sfuggito di un soffio ad una perquisizione nella mattinata di ieri nell’ambito di un’indagine su un caso d’estorsione. Lo Speciale ne ha parlato con lo psichiatra e criminologo forense Alessandro Meluzzi con il quale abbiamo cercato di capire come sia possibile individuare e fermare questi soggetti cosiddetti “ibridi”. Continua a leggere

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