Siria, Isis annuncia: ‘Abbiamo ucciso un crociato italiano’
Si tratta di Lorenzo Orsetti, da un anno e mezzo nel paese come volontario, per combattere a fianco dei curdi.
“Abbiamo ucciso un crociato italiano”. L’annuncio arriva direttamente dalla Siria e a comunicarlo sono gli stessi esponenti dell’Isis. Attraverso Telegram, l’organizzazione terroristica ha diramato i documenti (carta di credito e tessera sanitaria) della vittima: si tratta di Lorenzo Orsetti, trentadue anni e impegnato da un anno e mezzo a fianco dei combattenti curdi. L’uomo aveva abbracciato tale causa convinto dagli ideali che la ispirano: “Una società più giusta e più equa, l’emancipazione della donna, la cooperazione sociale, l’ecologia sociale e, naturalmente, la democrazia”.
La morte del volontario fiorentino sarebbe avvenuta nella roccaforte di Baghuz, sita nel nord est del paese.A confermare la notizia arriva un comunicato di “Site”, il sito americano che monitora l’attività jihadista.
fonte – https://vocecontrocorrente.it/siria-isis-annuncia-abbiamo-ucciso-un-crociato-italiano/


Adriano Sabbadin, Alberto Torreggiani e Maurizio Campagna si riuniranno oggi a Caltana, frazione di Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia, a 40 anni dagli omicidi di Lino Sabbadin, Pierluigi Torreggiani e Andrea Campagna, per i quali è stato condannato Cesare Battisti.

Nel silenzio generale è in corso un vero e proprio genocidio contro i cristiani. Nella cattedrale di Jolo nelle Filippine, uno dei principali paesi a maggioranza cattolica, con più del 90% della popolazione cristiana, è avvenuto un attentato che ha provocato la morte di venti fedeli e più di ottanta feriti.
La domanda ora è: ma Cesare Battisti quanto resterà in carcere ora che arriva in Italia e verrà spedito direttamente a Rebibbia? Carlo Nordio, ex procuratore di Venezia, intervistato da Skytg24, spiega quale futuro attende il terrorista catturato in Brasile dopo trent’anni di latitanza: “Il procuratore generale di Milano se ha detto che si farà l’ergostolo ostativo si farà. Non ci saranno ricorsi ma finirà in prigione”. Leggi anche: La cattura di Battisti e il ridicolo commento di Di Maio Ora “sarà messo in isolamento per sei mesi come stabilisce la sentenza”, precisa Nordio. Per quanto riguarda i benefici, “questi scattano parecchi anni dopo il primo tratto di espiazione della pena, quindi in questo caso circa dieci anni. E per un uomo di 64 anni non sono pochi”. Intanto, conclude l’ex procuratore, “che Battisti se li faccia tutti e poi magari vedremo se gli verranno dati dei permessi per ragioni familiari. Questi anni se li fa senza se e senza ma e questo è già un passo soddisfacente”.
L’ambasciatore italiano Bernardini: la democrazia è più forte del terrorismo
Barcellona Pozzo di Gotto, 8 gen – La sera dell’otto gennaio 1993 la mafia decise di mettere a tacere per sempre Beppe Alfano. Le dinamiche di questo omicidio sin dall’inizio apparvero poco chiare. Vediamo perché. Il cronista siciliano era seduto al posto di guida della sua Renault 9, accostata sulla destra, in via Marconi (poco distante da casa sua) con il finestrino lato passeggero abbassato, il cambio in folle e il motore acceso. Insomma, pareva aspettasse qualcuno. Verso le dieci di sera il killer lo uccise con una calibro 22: tre colpi a rapida successione e a breve distanza. Ma chi era Alfano? E cosa c’entra la mafia?