Il Parlamento ungherese blocca l’ideologia gender, le Sardine diffondono fake news

Condividi su:

 

L’Ungheria del Primo Ministro Viktor Orbán si oppone ancora una volta all’ideologia gender.

Come scrive l’onorevole Luca Volontè su La Nuova Bussola Quotidiana il Parlamento ungherese, “che nonostante una malsana diffusione di ‘fake news’ è nel pieno dei suoi poteri”, ha approvato nei giorni scorsi una Risoluzione (con 115 voti a favore e solo 35 contrari, sui 65 di opposizione), promossa dal partito cristiano democratico, che impegna il Governo a non ratificare la Convenzione di Istanbul e opporsi all’ideologia ‘gender’.

Questa Convenzione del Consiglio di Europa del 2011 è entrata in vigore nel 2014 dopo le prime 10 ratifiche. Dei 47 Paesi del Consiglio di Europa la gran parte dei paesi del centro est Europa non ha ratificato la Convenzione (Ucraina, Slovacchia, Moldavia, Lituania, Liechtestein, Lettonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Armenia, Ungheria e Regno Unito). Alcuni nemmeno hanno firmato il documento (Azerbaijan e Russia), altri hanno accompagnato la firma con distinguo, riserve e severe obiezioni (Romania, Polonia, Andorra, Malta, Slovenia etc.) perché va ben oltre il mandato specifico di lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica e parla del sesso come di una “costruzione sociale”,  indipendente dalla realtà biologica sessuale.

Per Volontè l’Ungheria “prosegue coerentemente nella sua strada nella promozione e difesa di alcuni principi cristiani non negoziabili. Ora è probabile che un nuova ondata di insulti si riverserà sull’Ungheria e sul suo Primo Ministro Viktor Orbán, come già accaduto nel recente passato per la difesa della sessualità biologica, a cui comunque si oppongono molti altri paesi”.

C’è da attendersi una altra campagna stampa internazionale anti ungherese per il rifiuto della Convenzione di Istanbul? Probabile! Anzi certo! In Italia c’hanno pensato le cosiddette Sardine che sulla loro pagina Facebook, accompagnando il post con una foto irriverente, hanno scritto: “Oggi apprendiamo con sconcerto che sono stati utilizzati i ‘pieni poteri’ per non permettere al Parlamento ungherese di ratificare la Convenzione di Istanbul per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne e della violenza domestica. Viktor Orbán avrebbe dovuto usare i suoi poteri speciali solo per situazioni attinenti all’emergenza. E invece ne approfitta per compiere azioni che evocano momenti bui della Storia. In pieno contrasto con i principi della comunità internazionale che dovrebbe condannare l’operato di questo neo-dittatore”.

Ecco come le Sardine diffondono Fake News!

 

DA

Il Parlamento ungherese blocca l’ideologia gender, le Sardine diffondono fake news

Il presidente-cacciatore dell’Uruguay vuole scoraggiare gli aborti

Condividi su:

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Matteo Orlando

Il presidente dell’Uruguay, Luis Lacalle Pou, sollecitato dalla domanda di un giornalista, Victor Hugo Acosta, della stazione radio Felicidad de Paysandú, che si è presentato non come “comunicatore ma come cristiano” (sarebbe da chiedere al giornalista il perché non da comunicatore: i giornalisti non posso fare domande sugli aborti?) è ritornato a parlare di aborto ed ha spiegato la sua politica in materia.

In varie precedenti dichiarazioni Lacalle si era espresso sul diritto alla vita. Stavolta la risposta del presidente uruguaiano è stata particolarmente completa. Continua a leggere

Scienziati italiani bocciati: “Crisi in mano ai più scarsi del mondo”

Condividi su:

 

La coincidenza curiosa è che tra quelli meno quotati ci siano diversi virologi tra i più presenti in televisione. Il database di ricerca scientifica Scopus, fondato nel 2004 dalla casa editrice Elsevier di Amsterdam, ha valutato attraverso il punteggio denominato H-Index il prestigio e l’autorevolezza degli scienziati coinvolti nell’emergenza coronavirus. Una valutazione che tiene conto dei titoli, delle pubblicazioni, del numero di citazioni che queste pubblicazioni hanno ottenuto nel tempo, come scrive Franco Bechis su Il Tempo. E per quello che riguarda gli esperti italiani spiccano due aspetti: i professori più presenti nei media raramente hanno un punteggio alto; quelli più in alto nella classifica non sono consulenti del governo e sono poco presenti in televisione. 

Scopus è costantemente aggiornato e offre oltre 25.000 articoli provenienti da più di 5.000 editori internazionali e oltre 400 milioni di pagine web a carattere scientifico. Il suo sistema di valutazione contempla una mediocrità che si assesta sui 50 punti e un’autorevolezza solida sopra gli 80. I primi italiani sono: Alberto Mantovani dell’Humanitas con 167 punti, Giuseppe Remuzzi dell’Istituto Mario Negri a quota 158, Luciano Gattinoni dell’Università di Gottingen a 84. Tutti e tre compaiono poco (o comunque molto meno di altri) in televisione e non sono consulenti del governo. Mantovani arriva a sfiorare l’eccellenza assoluta, che nella lista è rappresentata da Anthony Fauci, 174 punti. Lo scienziato italo-americano è il consulente della Casa Bianca. Fauci si è spesso scontrato con il presidente Donald Trump che ha spesso sottovalutato la pandemia fino ad affermare la probabile utilità di iniezioni di disinfettante per sconfiggere il virus.

A seguire, tra gli italiani, l’oncologo dell’Istituto Pascale di Napoli Paolo Ascierto (63 punti) che con la sua equipe ha sperimentato il farmaco anti-artrite tocilizumab ed è stato nominato coordinatore del gruppo di ricerca della Regione Campania. E poi il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito (61), Giovanni Rezza (59) dell’Iss e Massimo Galli (51) primario infettivologo del Sacco di Milano. Sfiorano la sufficienza Andrea Crisanti (49) virologo consulente della Regione Veneto e Ilaria Capua (48) direttrice dell’One Health Center of Excellence dell’Università della Florida.

Molto al di sotto della sufficienza i vari Walter Ricciardi (39) consulente del ministero della Salute; Pier Luigi Lopalco (33) ordinario di Igiene all’Università di Pisa e coordinatore delle emergenze epidemiologiche della Regione Puglia; Roberto Burioni (26) virologo del San Raffaele di Milano e ospite fisso della trasmissione di Fabio Fazio Che Tempo Che Fa; Maria Rita Gismondo (22) virologa del Sacco di Milano. Ancora più in basso nella classifica il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Comitato Scientifico Silvio Brusaferro (21) e Fabrizio Pregliasco (14) virologo dell’Università degli Studi di Milano. In fondo alla lista Giulio Tarro (10), ex primario del Cotugno di Napoli, secondo molti suoi sostenitori candidato al Nobel, che ha ingaggiato recentemente un duello sull’autorevolezza a colpi di tweet con Burioni. Una sfida da bassa classifica, secondo Scopus.

DA

Scienziati italiani bocciati: “Crisi in mano ai più scarsi del mondo”

BILL GATES ANNUNCIA CHE IMPIANTERÀ I MICROCHIP PER COMBATTERE IL COVID-19 E PER TRACCIARE LE VACCINAZIONI

Condividi su:

Il cofondatore di Microsoft Bill Gates lancerà capsule impiantabili – chiamati anche microchip – per l’uomo che hanno “certificati digitali”; questi possono mostrare chi è stato testato per il coronavirus e chi è stato vaccinato contro di esso.

Il magnate della tecnologia di 64 anni e attualmente la seconda persona più ricca del mondo, lo ha rivelato ieri durante una sessione di Reddit “Ask Me Anything” mentre rispondeva alle domande sulla pandemia di Coronavirus COVID-19.

Come funziona la schedatura tramite microchip

Gates stava rispondendo a una domanda su come le aziende saranno in grado di operare mantenendo le distanze sociali e ha affermato che “Alla fine avremo alcuni certificati digitali per mostrare chi si è ripreso o è stato testato di recente o quando abbiamo un vaccino che lo ha ricevuto “.

I “certificati digitali” a cui Gates si riferiva sono “QUANTUM-DOT TATTOOS” impiantabili nell’uomo su cui i ricercatori del MIT e della Rice University stanno lavorando come un modo per tenere un registro delle vaccinazioni.

È stato l’anno scorso a dicembre quando gli scienziati delle due università hanno rivelato che stavano lavorando su questi tatuaggi a punti quantici dopo che Bill Gates li ha avvicinati per risolvere il problema di identificare coloro che non sono stati vaccinati.

tatuaggi a punti quantici implicano l’applicazione di microneedle a base di zucchero dissolvibili che contengono un vaccino e “punti quantici” a base di rame fluorescente incorporati all’interno di capsule biocompatibili su scala micron.

ID 2020 e identità digitale

I microneedes si dissolvono sotto la pelle, lasciano i punti quantici incapsulati i cui schemi possono essere letti per identificare il vaccino che è stato somministrato.

I tatuaggi a punti quantici saranno probabilmente integrati con un’altra azienda di Bill Gates chiamata ID2020, che è un ambizioso progetto di Microsoft per risolvere il problema di oltre 1 miliardo di persone che vivono senza un’identità ufficialmente riconosciuta.

ID2020 sta risolvendo questo problema attraverso l’identità digitale. Attualmente, il modo più fattibile per implementare l’identità digitale è tramite smartphone o impianti di microchip RFID.

Campi di applicazione e trust

Quest’ultimo sarà il probabile approccio di Gates non solo per fattibilità e sostenibilità, ma anche perché da oltre 6 anni, la Fondazione Gates finanzia un altro progetto che incorpora impianti di microchip impiantabili sull’uomo.

Questo progetto, anch’esso guidato dal MIT, è un impianto di microchip anticoncezionale che consentirà alle donne di controllare gli ormoni contraccettivi nei loro corpi.

Per quanto riguarda ID2020, per farcela, Microsoft ha stretto un’alleanza con altre quattro società, vale a dire; Accenture, IDEO, Gavi e la Fondazione Rockefeller. Il progetto è sostenuto dalle Nazioni Unite ed è stato incorporato nell’iniziativa degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Covid-19 come opportunità

Sarà interessante vedere come Bill Gates e ID2020 eseguiranno tutto ciò perché molti cristiani, e sorprendentemente un numero crescente di musulmani sciitisono molto contrari all’idea di microchip e qualsiasi forma di tecnologia di identificazione invasiva per il corpo.

Sarà interessante vedere come Bill Gates e ID2020 eseguiranno tutto ciò perché molti cristiani, e sorprendentemente un numero crescente di musulmani sciitisono molto contrari all’idea di microchip e qualsiasi forma di tecnologia di identificazione invasiva per il corpo.

Alcuni legislatori e politici cristiani negli Stati Uniti hanno persino tentato di vietare tutte le forme di microchip umano.

D’altra parte, questa è l’occasione perfetta per Bill Gates di esaminare i progetti perché, poiché il coronavirus continua a diffondersi e sempre più persone continuano a morire a causa della pandemia, il pubblico in generale sta diventando più aperto alle tecnologie di risoluzione dei problemi che conterrà la diffusione del virus.

Si dice che in USA il Covid-19 sia anche un’opportunità per le aziende di telecomunicazioni che impianteranno anche il 5G nelle scuole in un momento in cui sarà possibile farlo, mentre la popolazione si sarebbe opposta massivamente in una situazione di normale frequentazione. Vedi come spiega bene Repubblica in questo articolo.

Le critiche e gli scettici

Il motivo principale per cui molti cristiani e alcuni musulmani sciiti si oppongono alle tecnologie di identificazione invasiva del corpo, per quanto utili siano tali tecnologie per prevenire le pandemie, è perché credono che tali tecnologie siano il cosiddetto “Marchio di Satana” menzionato nella Bibbia e in alcune profezie.

Nel Libro delle Rivelazioni nella Bibbia, a chiunque non abbia questo “marchio” non è permesso acquistare o vendere nulla.  Nel novembre 2019, una società tecnologica con sede in Danimarca che aveva contratti per la produzione di impianti di microchip per il governo danese e la Marina degli Stati Uniti, ha dovuto annullare il lancio del suo presunto impianto di microchip basato su Internet of Things apparentemente “rivoluzionario” dopo l’attacco di attivisti cristiani i suoi uffici a Copenaghen.

Per quanto riguarda il discorso vaccinale, in merito al Coronavirus, ricordiamo le affermazioni della virologa Capua che ha affermato che un vaccino sarebbe inefficace contro questo tipo di virus perchè tendente a mutare in maniera molto veloce.

ARTICOLO ORIGINALE – Nota di J.B .: l’articolo di cui sopra è stato accessibile tramite Wayback Machine 3/24/2020 poiché l’articolo originale del 19/03/2020 è da allora scomparso.

FONTE https://www.ambientebio.it/societa/bill-gates-annuncia-che-impiantera-i-microchip-per-combattere-il-covid-19-e-per-tracciare-le-vaccinazioni/

IMPORTANTE!: Il materiale presente in questo sito (ove non ci siano avvisi particolari) può essere copiato e redistribuito, purché venga citata la fonte. NoGeoingegneria non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale ripubblicato.Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

DA

https://www.nogeoingegneria.com/motivazioni/sociale/bill-gates-annuncia-che-impiantera-i-microchip-per-combattere-il-covid-19-e-per-tracciare-le-vaccinazioni/

Il sito sponsorizzato da Soros e Rockfeller invita ad abolire la famiglia

Condividi su:

 

 

La femminista Sophie Lewis ha pubblicato un editoriale su OpenDemocracy nel quale ripropone il suo cavallo di battaglia: abolire la famiglia. E il coronavirus, secondo l’autrice, è l’occasione perfetta

OpenDemocracy, progetto finanziato da diverse organizzazioni filantropiche statunitensi tra le quali la Ford Foundation, la Atlantic Philanthropies, la Rockefeller Brothers Fund, e la Open Society Foundations del magnate George Soros, che figura anche tra i collaboratori di spicco del sito web di discussione di politica internazionale e cultura fondato nel 2001 da Anthony Barnett, come riporta La Verità, ha da poco pubblicato un editoriale a dir poco controverso curato dalla geografa femminista Sophie Lewis.

Il titolo è a dir poco eloquente: “La crisi del coronavirus dimostra che è tempo di abolire la famiglia“.

Per la verità, quello dell’abolizione della famiglia è un mantra che Sophie Lewis porta avanti da tempo. Secondo l’attivista statunitense, occorre ripensare all’idea di gravidanza e di famiglia per arrivare alla vera emancipazione della donna e superare il capitalismo. È la teoria contenuta nel suo libro Full Surrogacy Now: Feminism Against Family (Verso, 2019) – ossia “Piena maternità surrogata ora: il femminismo contro la famiglia” – che propone l’abolizione del concetto stesso di famiglia naturale e il ripensamento della gravidanza tradizionale a favore di una “piena maternità surrogata“.

Il delirio femminista sul sito sponsorizzato da Soros e Rockfeller

Nell’editoriale pubblicato su OpenDemocracy, Lewis fa capire che lo slogan “Restate a casa” rappresenta – secondo la sua visione – un problema. Le famiglie nucleari, scrive, “rappresentano il luogo dove ci si aspetta che ci ritiriamo tutti intuitivamente per prevenire la malattia. ‘Restare a casa’ è ciò che in qualche modo dovrebbe evidentemente mantenerci sani. Ma ci sono diversi problemi con questo approccio” spiega. E quali? “Le persone queer – osserva –specialmente quelle molto vecchie e molto giovani, non sono sicuramente al sicuro lì [casa e in famiglia]”. Oltre a evidenziare il problema dei senza tetto, Sophie Lewis rimarca il fatto “la pandemia non è il momento di dimenticare l’abolizione della famiglia”. E cita la teorica femminista Madeline Lane-McKinley: “Le famiglie sono le pentole a pressione del capitalismo. Questa crisi vedrà un’impennata nelle faccende domestiche: pulizia, cucina, cura, ma anche abusi sui minori, molestie, stupri intimi con i partner, torture psicologiche e altro ancora”.

Che le situazioni difficili in molte famiglie esistano, nessuno lo mette in discussione. Ma il problema non è certo il concetto di famiglia in sé, che il femminismo radicale di Sophie Lewis vorrebbe smantellare. Fa inoltre sorridere questa critica al “capitalismo” quando l’autrice pubblica questo articolo su un sito sponsorizzato con i soldi di Soros, Rockfeller e degli altri ultra-Paperoni. Ma all’autrice il principio di non contraddizione sembra non interessare: “Anche quando la famiglia nucleare privata non rappresenta una minaccia fisica o mentale diretta per le persone – afferma –nessun maltrattamento del coniuge, nessuno stupro infantile e nessun attacco queer – la famiglia privata come modalità di riproduzione sociale continua, francamente, fa schifo. Meritiamo meglio della famiglia. E il coronavirus rappresenta un momento eccellente per esercitarsi nell’abolizione”.

La gravidanza come lavoro

Come spiegava Sophie Lewis nel suo ultimo libro la gravidanza dovrebbe diventare un vero e proprio lavoro. “Mi sono trovato ad affermare l’ovvio– spiega –la gestazione era già un lavoro prima che esistesse la maternità surrogata. Quindi, come possiamo costruire una politica che colleghi questi due luoghi di lavoro e creare solidarietà trale gestanti pagate e non pagate?”. Perché essere madri “non è una sorta di processo meccanico automatico” ma “una pratica di socializzazione radicata“. La cosa fondamentale da capire, prosegue, “èche la maternità è un edificio ideologico molto potente. Esiste un’ideologia molto radicata che ci rende incapaci di comprendere che a qualcuno la maternità potrebbe non piacere“.

Secondo l’attivista, dunque, la soluzione è abbandonare le vecchie ideologie e sposare il concetto progressista di “piena maternità surrogata” che si realizza, naturalmente, smantellando la famiglia tradizionale.

DA

https://www.ilgiornale.it/news/mondo/sito-sponsorizzato-soros-e-rockfeller-invita-ad-abolire-1849483.html

Tutto ciò che non torna sull’epidemia: esce “Coronavirus”, libro-inchiesta di Francesca Totolo

Condividi su:

Roma, 10 marzo – “Coronavirus. Tutto ciò che non torna sull’epidemia che ha scosso il mondo“. Qualche ora fa la giornalista d’inchiesta Francesca Totolo, collaboratrice anche de Il Primato Nazionale, ha lanciato su Twitter la copertina del suo prossimo libro che uscirà per i tipi di Altaforte Edizioni, anche se la data d’uscita non è ancora stata diffusa. Sul social della reporter domese si legge: “Sarà una ricostruzione di quello che è avvenuto negli ultimi mesi e di quello che è stato tenuto nascosto”. Si perché sono molti i buchi neri su questa piaga che sta prendendo le sembianze della pandemia.

Del resto abbiamo visto tutti, ieri sera, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a reti unificate estendere da Bolzano a Palermo il decreto in vigore, da domenica mattina, per la Lombardia e altre 14 province della Nazione. Un avvenimento senza precedenti, un avvenimento che riporta alla mente le misure restrittive messe in atto durante la Seconda Guerra Mondiale. E la Nazione questa mattina ha risposto con il restate a casa, anche se con l’eccezione dell’autocertificazione per esigenze lavorative, situazioni di necessità e per motivi di salute.

La cialtroneria del governo

In questo caos abbiamo raccolto le parole della cronista che ci ha spiegato: “Il vero vettore del virus è il politicamente corretto. Purtroppo in Italia abbiamo toccato con mano gli effetti della globalizzazione degli hashtag #abbracciauncinese e dei Giuseppe Sala della Milano aperta”. Anche sulla comunicazione del Governo la scrittrice non le manda a dire: “Si è passati da un messaggio positivo, molto rincuorante all’allarmismo più totale. Da Michele Mirabella che, in uno spot lanciato dal Governo lo scorso 7 febbraio, asseriva che era difficile contrarre il virus, con tanto di bacchette cinesi in mano, contro il virus del razzismo, alla serrata di tutta la Nazione. Questo è servito per deresponsabilizzare gli italiani”. In sostanza per l’autrice di Inferno SPA “si è chiusa la stalla con i buoi ormai fuggiti”.

Coronavirus ma quale “complottismo”

Ma il libro su cosa sarà centrato? “Sullo sviluppo del virus, sopratutto sulla sua diffusione. Teorie che raccontano l’evoluzione della vicenda e la potenziale fuga dei germi dal laboratorio BSL-4 di Wuhan vengono bollate come ‘complottismo’ quando agli occhi dei più attenti osservatori sono più che verosimili”. Ma non finisce qui: “Nei mesi precedenti si sono svolte parecchie esercitazioni su pandemie di alto livello. Per esempio il 18 ottobre 2019 a New York, il Johns Hopkins Center for Health Security, in collaborazione con il World Economic Forum e con la Bill and Melinda Gates Foundation, ha organizzato ‘EVENT 201’. Nei documenti ufficiali infatti si legge: “‘L’esercitazione ha identificato le aree in cui saranno necessari partenariati tra strutture pubbliche e private, durante la risposta ad una grave pandemia al fine di ridurre le conseguenze economiche e sociali su larga scala’”. Quanto meno curioso.

L’ultima stoccata è per il mercato dei vaccini. “In Italia, anche al seguito dell’introduzione di nuovi obblighi vaccinali, la spesa a carico della Servizio Sanitario Nazionale è passata dai 317 milioni di euro del 2015 ai 529 milioni di euro del 2018. L’incremento dal 2013 al 2018 è ancora più rilevante”. Di cosa parliamo? “La spesa per i vaccini è andata progressivamente aumentando negli ultimi sei anni,partendo da un valore di 5,3 euro pro capite nel 2013 e raggiungendo un valore di 8,7 euro nel 2018 (+66%) con una variazione media annuale (CAGR) del +11%”. E le Big Pharma si fregano le mani ed in questo caso e l’amuchina è ampiamente compresa nel prezzo delle nostre vite.

Lorenzo Cafarchio

Da

https://www.ilprimatonazionale.it/cultura/epidemia-coronavirus-inchiesta-francesca-totolo-149069/?mc_cid=c5565edd18&mc_eid=5f5f5ee075

Pronto il ddl contro l’omotransfobia: in manette chi rifiuta gender e adozioni Lgbt

Condividi su:


Roma, 4 mar – «L’esecutivo di governo sta facendo passare il reato di omotransfobia mentre il Paese è distratto dal Coronavirus». E’ questo l’allarme lanciato dal senatore Simone Pillon, che in un’intervista alla Nuova BQ porta allo scoperto l’intenzione della maggioranza giallofucsia di portare il prima possibile in aula un progetto di legge che è «una bomba che esploderà sulla libertà di pensiero e di parola per chiunque non si piegherà al diktat omosessualista».

Pillon si riferisce alla proposta Zan, con la quale si intende modificare due articoli del Codice Penale: il primo, l’art. 604 bis cp, che sanziona, tra le altre, quelle condotte volte a discriminare o a commettere atti di violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; il secondo, l’art. 604 ter cp, che prevede delle aggravanti per alcuni reati se commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso. Ebbene, la proposta Zan vorrebbe inserire come motivazioni anche quelle legate all’orientamento sessuale: cioè omosessualità, e all’«identità di genere», leggasi transessualità. Omofobia e transfobia quindi, diventerebbero reati a tutti gli effetti.

Per farlo l’esecutivo ha già scavalcato l’opposizione: «Ci siamo opposti come Lega e abbiamo presentato per le audizioni alcuni autorevoli esponenti della società civile». Ma dalla II Commissione Giustizia della Camera è calata la scure: la presidente Francesca Businarolo ha infatti impugnato l’elenco delle audizioni e «dopo averci chiesto di ridurre la lista ad appena una ventina di nomi, ne hanno ascoltati appena 3 e poi hanno stralciato i restanti». Pillon lo definisce «una vergognosa compressione delle regole democratiche che denota la volontà della maggioranza di governo di non voler fare i necessari approfondimenti su una legge che andrà ad impattare su alcuni dei principali diritti costituzionali come quello della libertà di educazione e di parola».

«Dai testi emerge un quadro allucinante – attacca il senatore –. Se passasse il testo unificato, avremmo da una parte l’impossibilità di esprimersi circa il gender nelle scuole perché chiunque alzasse la voce contro le drag queen di Roma e Bologna – per fare un esempio recente dalla cronaca – sarebbe immediatamente messo sotto processo per istigazione all’odio contro i transessuali e se fosse condannato sarebbe anche condannato al carcere e alla pena accessoria di svolgere lavori socialmente utili nelle associazioni degli omosessuali».

Per chi venisse ritenuto colpevole di tali reati è infatti previsto il carcere fino a un anno e mezzo e fino a 6000 euro di multa. Ma secondo quali parametri si può dimostrare una colpevolezza che rischia di essere puramente ideologica? Nel testo manca una definizione precisa del reato, quindi la sua fattispecie verrebbe lasciata all’interpretazione dei giudici. Cosa succede se ci si ritrova davanti a magistrati fortemente ideologizzati? E chi impedirà agli attivisti Lgbt di querelare a mani basse chiunque sbagli un pronome o sostenga che esistono solo due generi, o danneggiare chi sostiene che il sesso biologico di un transessuale è diverso da quello con cui si identifica?

Il rischio di una deriva folle, come quella a cui si sta assistendo in Gran Bretagna, è dietro l’angolo. I più esposti sarebbero quindi giornalisti, attivisti pro family, insegnanti «ma anche genitori: poniamo il caso di un papà che protesta con il preside della scuola di suo figlio per una iniziativa scolastica di chiaro stampo omosessualista. Ebbene, potrebbe essere denunciato dal dirigente scolastico e condannato per omofobia. Ecco perché siamo tutti esposti». Il testo prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro a favore dei centri anti violenza dei transessualie l’istituzione di una Giornata contro l’omofobia e la transfobia comprensiva di obbligo per le scuole di ogni ordine e grado di svolgere attività informative sul tema.

Da segnalare la campagna di denuncia firmata da Pro Vita & Famiglia che ha affisso centinaia di cartelloni in tutte le città d’Italia: «Lo sai che rischi una condanna per omotransfobia se credi che si nasca maschio e femmina e se lo insegni ai tuoi figli? Con l’emergenza coronavirus, la mancanza di letti negli ospedali, l’economia in caos, la priorità per la nostra maggioranza è una legge liberticida? No grazie, #Restiamoliberi è il nostro hashtag, #Restiamoliberi è il nostro appello contro chi vuole toglierci la libertà», hanno scritto Jacopo Coghe e Toni Brandi.

Cristina Gauri

Da

https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/pronto-il-ddl-contro-lomotransfobia-in-manette-chi-rifiuta-gender-e-adozioni-lgbt-148203/

Coronavirus in Italia

Condividi su:

di Matteo Orlando

 

Il Coronavirus è esploso in Italia, tanto che nel momento in cui scriviamo ci sono già 4 morti (i primi nativi europei uccisi dal virus) e più di 150 infettati.

Adesso l’epidemia minaccia l’Europa. In molti pensano che è questione di giorni e si registreranno focolai, più o meno estesi, anche in tutta l’Europa occidentale.

Le autorità italiane (nazionali, regionali e locali), per contenere i focolai più grande scoppiati fuori dall’Asia, hanno chiuso diverse città e paesi dopo che sono stati confermati i casi del micidiale virus e si attendono misure sempre più drastiche (o “draconiane” come le definiscono i sofisticati…).

Le città, tutte nel nord del nostro paese, sono tagliate fuori dal resto dell’Italia. In alcune regioni del nord Italia (scelta giusta) sono state chiuse le scuole fino al primo marzo e il primo ministro Giuseppe Conte ha annunciato che tutti i viaggi scolastici in Italia e fuori dall’Italia saranno sospesi (finalmente, dovrebbero essere vietati sempre…).

In quasi tutto il Nord Italia sono saltate diverse gare sportive di tutti gli sport, comprese alcune partite di calcio di Serie A (e chi se ne frega, verrebbe da dire!).

Giorgio Armani ha tenuto a porte chiuse la presentazione della sua collezione a Milano e gli studi televisivi di alcune tv, nazionali e regionali, sono rimasti senza pubblico (e chi se ne frega bis…).

Il Carnevale di Venezia è stato sospeso (e chi se ne frega ter… ogni Carnevale è un oltraggio alla decenza e una festa dei vizi, perché mai dovrebbe svolgersi?).

Con una scelta molto discutibile, invece, accettata supinamente dalle autorità ecclesiastiche, anche le varie liturgie sono state bloccate, molte chiese sono state chiuse (mentre le “cattedrali” del dio quattrino, i centri commerciali, rimangono aperte!) e chiunque sfidi le restrizioni rischia tre mesi di prigione e una multa di 250 euro.

Il primo ministro Conte ha affermato che la situazione è “fluida” e verrà valutata in base alla situazione. Un linguaggio politico, post moderno e post cristiano, che tradotto in soldoni vuol dire “non sappiamo che pesci pigliare”, un modo di fare che ha ulteriormente diffuso il panico, con una paranoia che si sta diffondendo più velocemente del virus.

Mentre c’è ancora chi pensa al disastro logistico ed economico (perché la loro vita è regolata solo sui soldi) nessuno ancora è riuscito a dire una parole chiara, “scientifica”, sulla rapida diffusione della malattia e sul come è arrivata in Italia…

La situazione è particolarmente preoccupante ma noi non vogliamo alimentare il panico. Questo perché confidiamo pienamente in Dio.

Per questo motivo vi invitiamo a pregare.

San Pio X, al secolo Giuseppe Melchiorre Sarto, 257º Papa della Chiesa cattolica (e proclamato santo nel 1954), attraverso uno degli ultimi Rescritti del suo Pontificato, emesso il 12 agosto 1914, volle concedere 300 giorni di Indulgenza, in perpetuo, applicabile anche alle anime purganti, a tutti coloro che, con devozione, recitassero le “Orazioni giaculatorie per allontanare i divini flagelli”, scritte da un altro grande santo, San Francesco Saverio Bianchi (1743-1815).

Ecco il testo per la nostra preghiera:

– Misericordia del mio Dio abbracciateci e liberateci da qualunque flagello. Gloria Patri…

– Eterno Padre, segnateci col sangue dell’Agnello Immacolato come segnate le case del Vostro Popolo. Gloria Patri…

– Sangue Preziosissimo di Gesù, nostro amore, gridate al Divin Padre misericordia per noi e liberateci. Gloria Patri…

– Piaghe del mio Gesù, bocche di amore e di Misericordia, parlate propizie per noi al Celeste Padre, nascondeteci in Voi e liberateci. Gloria Patri…

– Eterno Padre, Gesù è nostro e pur nostro è il Sangue ed i suoi meriti infiniti; noi a Voi offriamo tutto e poiché Vi è carissima questa offerta, liberateci, come sicuramente speriamo. Gloria Patri…

– Eterno Padre, Voi non amate la morte del peccatore, ma che si converta e viva; fate per Misericordia che noi viviamo e siamo vostri. Gloria Patri…

– Salva nos, Christe Salvator, per virtute sanctae Crucis; qui salvasti Petrum in mari, miserere nobis.

– Maria, Madre di Misericordia, pregate per noi e saremo liberi.

– Maria, nostra Avvocata, parlate per noi e saremo salvi.

– Il Signore giustamente ci flagella per i nostri peccati; ma Voi, o Maria, scusateci perché nostra Madre pietosissima.

– Maria, nel Vostro Gesù ed in Voi abbiamo poste le nostre speranze; non fate che restiamo confusi.

Salve Regina…

Matteo Orlando

Scienza: il dolore fetale

Condividi su:
In evidenza Scienza e bioetica
di Matteo Orlando per AGERECONTRA.IT

 

Il Journal of Medical Ethics ha pubblicato un importante articolo sul dolore fetale.
L’articolo espone le scoperte di due scienziati, Stuart WG Derbyshire e John C. Bockmann, che indicano che il feto può provare dolore già dalla 13a settimana di gestazione, a differenza delle 24 settimane su cui molti avevano precedentemente insistito.
Queste nuove indagini, quindi, suggeriscono che il feto può provare dolore molto prima di quanto si credesse in precedenza.
Il professor Stuart Derbyshire, che è stato consulente dell’organizzazione per l’aborto “Planned Parenthood”, nel 2006 aveva scritto sul British Medical Journal che le donne che chiedevano aborti non potevano parlare del dolore fetale dato che, a suo dire, c’erano “buone prove che i feti non possono provare dolore”. Ora, dopo diversi studi, lo stesso professor Derbyshire afferma qualcosa di completamente diverso.
Nel riassunto presentato dal Journal of Medical Ethics possiamo leggere quanto segue: “All’inizio degli anni ’90, sono emerse nuove tecniche per la chirurgia fetale e un gruppo che ha lavorato presso il Queen Charlotte’s Hospital ha sollevato una domanda da parte delle loro pazienti in gravidanza che non avevano precedentemente preso in considerazione: provocano dolore al feto? Ovviamente i chirurghi non potevano chiedere al feto quindi, dopo aver inserito un ago nel feto, avevano misurato se il feto rispondeva con i cambiamenti ormonali che ci si aspetta quando c’è dolore e hanno scoperto che il feto provava dolore. Tuttavia questa prova non era stata accettata come una dimostrazione di dolore perché le risposte ormonali sono troppo generali.
Era il 1994 e nei successivi 25 anni si è discusso ulteriormente su quando e se il feto diventa neurologicamente e psicologicamente abbastanza sviluppato da provare dolore”.
Così, a partire dal 2016 John Bockmann cominciò a dialogare sul dolore fetale con Derbyshire.
I 2 autori hanno sempre differito nelle loro opinioni sull’aborto, ma entrambi concordavano sul fatto che la questione del dolore fetale era interessante.
Derbyshire, in particolare, sosteneva che la corteccia (che è lo strato esterno ondulato del cervello associato ai livelli più alti di pensiero e sentimento) rimanesse immatura e disconnessa prima della gestazione di 24 settimane, quindi, se la corteccia è necessaria per il dolore, il dolore fetale non è possibile prima delle 24 settimane.
Tuttavia, recentemente, la necessità della corteccia è stata messa in discussione da uno studio che dimostra l’esperienza del dolore nei pazienti a cui manca la maggior parte delle aree corticali che si ritiene siano necessarie per il dolore. Un altro studio ha dimostrato l’attivazione di queste stesse aree corticali in pazienti che hanno ricevuto stimoli nocivi ma che non hanno potuto provare dolore. Pertanto, il dolore può essere sperimentato senza la corteccia e l’attivazione della corteccia non genera necessariamente dolore. Questi studi hanno permesso ai 2 autori di dire che strutture diverse dalla corteccia (come il tronco cerebrale, il mesencefalo e la placca), che maturano prima di 24 settimane, possono essere sufficienti per l’esistenza dell’esperienza del dolore.
I due scienziati hanno opinioni divergenti sull’aborto, dal momento che uno di loro considera l’aborto una necessità etica per le donne mentre l’altro considera l’aborto eticamente incompatibile con le buone pratiche mediche. Tuttavia, entrambi concordano sul fatto che opinioni diverse sull’aborto non dovrebbero influenzare la discussione, aperta e schietta, sulla possibilità del dolore fetale. Infatti, i risultati scientifici relativi alla questione del dolore fetale e la discussione filosofica sulla natura del dolore dovrebbero essere valutati indipendentemente da qualsiasi opinione sulla pratica dell’aborto.
I due medici hanno discusso di questi problemi dal 2016 e i recenti risultati hanno reso possibile una posizione comune. Il documento è il loro sforzo combinato per riconsiderare la possibilità di dolore fetale già dalla 13.a settimana, indipendentemente da qualsiasi preoccupazione legata al sostenere o al negare la pratica dell’aborto.

Anche in Italia si è ritornato a parlare pubblicamente di aborto.
Il leader della Lega Matteo Salvini, domenica 16 febbraio, ha dichiarato: “Non è compito mio dare lezioni di morale, è giusto che sia la donna a scegliere. Però non puoi arrivare a prendere il pronto soccorso come la soluzione a uno stile di vita incivile per il 2020”. Così Matteo Salvini ha parlato dell’afflusso di donne “non italiane” che chiedono l’interruzione di gravidanza, nei pronto soccorso di Roma.

“Ci sono immigrati che hanno scambiato i pronto soccorso per l’anticamera di casa. Ci sono migliaia di cittadini che non pagano una lira. Io dico che la terza volta che ti presenti paghi”, ha detto il leader della Lega durante la manifestazione del Carroccio ‘Roma torna capitale’.
Poi ha continuato: “Delle infermiere del pronto soccorso di Milano mi hanno segnalato che ci sono delle donne che si sono presentate per la sesta volta per una interruzione di gravidanza. Non è compito mio né dello Stato dare lezioni di morale, è giusto che sia la donna a scegliere per sé e per la sua vita. Però non puoi arrivare a prendere il pronto soccorso come la soluzione a uno stile di vita incivile per il 2020”.

Francia. Il Senato approva la legge che cancella il padre e istituisce il “bambino medicinale”

Condividi su:

Griffini (Ai.Bi.): “Disumanità manifesta di questi concetti è sconvolgente. Leggi così sono insulto per i bambini abbandonati”

Martedì 4 febbraio il Senato francese ha approvato, con 153 voti a favore, 143 contrari e 45 astenuti, la legge di revisione della bioetica. Un testo che, tra le altre cose: estende la Pma (procreazione medicalmente assistita) anche alle donne single o alle coppie di donne lesbiche; pur conservando la proibizione della trascrizione all’anagrafe dei bambini nati all’estero con utero in affitto, al contempo aggira tale divieto autorizzando la trascrizione delle sentenze d’adozione; prevede il “bambino medicinale”, ovvero, nel caso in cui una coppia abbia già un figlio affetto da grave patologia genetica, potrà ottenerne un clone dell’embrione “in vitro” immunocompatibile, da cui prelevare sangue per guarire il fratello maggiore.

Ora la legge passerà per la seconda volta all’Assemblea Nazionale, che l’aveva già votata in prima battuta nell’ottobre scorso. Qui il partito del presidente Emmanuel Macron, La République En Marche, vanta da solo la maggioranza dei deputati. Dunque l’approvazione sembra un fatto scontato.

Il testo aveva già registrato le proteste dell’associazione Marchons Enfants, che aveva spiegato come la legge “in concreto, secondo la stima del Ministro della Sanità, Agnès Buzyn, creerà 2000 nuovi orfani di padre all’anno. E se si guarda l’esempio di alcuni paesi che hanno esteso la PMA, si vede che nel giro di qualche anno si potrà arrivare fino a 7000 nuovi orfani all’anno, il che significa che, in dieci anni, 70.000 bambini verranno deliberatamente privati del proprio padre”.

“Questa legge – commenta il presidente di Ai.Bi. – Amici dei Bambini, Marco Griffiniè piena e totale rappresentazione di quella cultura anti-famiglia e dello scarto che è ormai propria del nostro Occidente, dove non si fanno figli e, se si fanno, diventano un ‘diritto’, per non dire un capriccio. Ma l’unico diritto che bisogna riconoscere è quello dei tanti bambini abbandonati che, nel mondo, hanno bisogno di una famiglia. Bambini per i quali leggi come questa sono un insulto. Gli adulti non possono accampare ‘diritti’ nei confronti dei bambini, le cui necessità devono sempre essere prevalenti. Mostruosamente prometeica è poi l’ipotesi di un embrione in provetta da utilizzare per le cure di bambini affetti da patologie. La disumanità di questi concetti e del disprezzo della vita che sottintendono è manifesta e sconvolgente”.

Da https://www.aibi.it/ita/francia-il-senato-approva-la-legge-che-cancella-il-padre-e-istituisce-il-bambino-medicinale/

1 19 20 21 22 23 24 25 79