“La Trinità ha un suo perché” e spigolature “foglianti”

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del Prof. Franco Damiani

 

TrinitaLettura del “Foglio” di giovedì 8 maggio. Comincio dalle “Controriforme” di Francesco Agnoli, su cui tornerò, e passo sulla colonna opposta a “Comizi” di Angiolo Bandinelli, tutto contento di aver assistito alla “Grande Missione in 100 piazze di Roma”, una specie di happening in stile “born again”, ovviamente però “con papa Francesco”, che gli ha fatto ricordare i suoi primi comizi in difesa della droga libera, con “i primi capelloni, i primi freaks, le prime femministe, i primi anticlericali e antimilitaristi”,  e con i camionisti che gridavano loro “Andé a lavurà”: grido che a mio avviso sarebbe perfetto anche per i neomissionari bergogliani di oggi.

 

 

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Ancora sui libri di Roberto Dal Bosco. Qualche precisazione

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del Prof. Antonio Diano

Sui libri di Roberto Dal Bosco sono state espresse recentemente alcune autorevoli riserve che meritano attenzione e richiedono forse qualche precisazione da parte dello scrivente, che ne ha a suo tempo tessuto le lodi in questa stessa sede.

Non riporterò qui l’elenco di tali critiche: in sostanza si ritiene che Dal Bosco utilizzi parametri di “destra” borghese-berlusconiana (“Libero”, “Il Giornale”, etc.), quindi una chiave interpretativa liberal che certamente risulterebbe scorretta dal punto di vista cattolico. Inoltre egli darebbe troppo credito a quelle correnti del pensiero “radical-fascista” che in effetti intorbidisce, come vedremo, il già sin troppo carico e oscuro ambiente della destra di area, di programma, di impostanzione ideologica (genuina o fraintesa che sia). Io credo che egli sia da considerare non un autore spirituale del ‘600 che scrive la sua Filotea, bensì un conoscitore finissimo del politically correct e del suo ruolo nell’attuale opera di distruzione dell’uomo a immagine di Dio. Non sempre quanto scrive rappresenta un’adesione del suo pensiero. Egli non è un teologo, ma esibisce una caratteristica fondamentale: è un cattolico che riconosce non tanto nei segni (niente fole iper-apocalittiche ma analisi serie e documentate) quanto nelle coordinate storiche la fase attuale (ultima?) del pensiero gnostico: il nichilismo della dissouzione (gli Adelphi già ben individuati da Blondet). Altro che “Libero”! La cifra ‘pavloviana’ che qualcuno ha intravisto (e con ragione, forse) negli scritti di Dal Bosco non è propriamente – credo – assunzione sua, ma viene mutuata dai teorici del cd. eco-fascismo, il “socialismo nazionale” che è certo un bastardume ideologico, ma almeno non è invenzione sua. Continua a leggere

Marcia per la Vita: marciare per l’immanenza

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di Pietro Ferrari

 

BURKETEMPI 14/05/12 : ” Il corteo con in testa il cardinale Raymond Burke, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, costellato di famiglie, bambini, cattolici, protestanti, evangelici e buddisti era un popolo silenziosamente in festa.”

Adnkronos 2014 : ‘Gli organizzatori hanno voluto dare alla Marcia una caratteristica “non ecclesiale” per sottolineare l’autonomia dell’iniziativa dalle gerarchie ecclesiastiche, ma si professano credenti nella legge naturale e divina di cui la Chiesa è custode.

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Pagliacciate conciliari ad Agrigento. Bergoglio a due promessi sposi: “quando andate in galera?”

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Segnalazioni di Maurizio-G. Ruggiero

sedicente vescovo_montenegro2-150x150L’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, guida la folla di giovani che giovedì ha partecipato alla 30ma edizione di «Giovani in festa», il raduno dei giovani dell’arcidiocesi di Agrigento. A San Giovanni Gemini l’arcivescovo dal palco dove aveva appena parlato Elena Ferraro, imprenditrice antiracket, ha chiesto ai ragazzi di seguirlo in «Chi non salta mafioso è». (Rcd – Corriere

 

Fonte: http://video.corriere.it/agrigento-arcivescovo-chi-non-salta-mafioso-e/a5ffbacc-d22f-11e3-8ed3-fdcfbf1b09b2

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ELOGIOS JUDÍOS PARA EL TRÍO DEL MAL

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Segnalazione di Diego Pappalardo    

El Gran Rabino de Italia, Riccardo di Segni, elogió a los papas Juan XXIII y Juan Pablo II, los cuales fueron canonizados hoy en el Vaticano. “Ellos impulsaron de un modo significativo el mejoramiento de las relaciones entre el cristianismo y el judaísmo”, dijo, esta mañana desde Roma, en diálogo con la Agencia Judía de Noticias.

Además se refirió a la visita del Papa Francisco a Israel, que se llevará a cabo en mayo, y dijo: “Anhelo y rezo para que su viaje ayude al mejoramiento de las relaciones”.
Durante el evento de canonización, que fue seguido por casi un millón de personas que acudió a la Santa Sede y varios puntos de Roma, El papa Francisco pidió “honrar la memoria y las enseñanzas” de sus predecesores Juan Pablo II y Juan XXIII, al proclamarlos santos. Continua a leggere

Un papa che canonizza un eretico non è papa

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Scritto e segnalato da Carlo Di Pietro

Un Papa che canonizza un eretico non è Papa!

Come quando ci sono i mondiali di calcio e tutti gli italiani si fanno allenatori, così in questi giorni, per via delle presunte canonizzazioni di K. Wojtyla e di A. Roncalli, sul web, sui giornali, in tv e nei bar si leggono e si sentono centinaia di prone e grossolane apologie ai due figuri, come pure numerose confutazioni alla teologia degli stessi, accompagnate a tratti da teorie che talvolta travalicano i limiti della retta ragione. Il presente articolo non tratta specificatamente di K. Wojtyla e di A. Roncalli, bensì esclusivamente di Magistero e canonizzazioni. La cronaca contemporanea è solo il pretesto di partenza.

Negli ambienti definiti arbitrariamente di tradizionalismo (o si è cattolici, o si è altro), ci si interroga. Ovunque si legge: Come è possibile che un vero Papa possa canonizzare due soggetti che hanno oggettivamente contribuito alla devastazione, su larga scala, della trasmissione della fede e che sono stati dei veri e propri scandalizzatori di pusilli? Continua a leggere

Alla Sinagoga piacciono i due “santi” patroni del modernismo

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blessing_2007_2Segnalazione del Centro Studi Federici

Il 27 aprile scorso, Jorge Mario Bergoglio ha “canonizzato” i suoi predecessori, Angelo Giuseppe Roncalli e Karol Wojtyla. La Chiesa, e il suo Capo visibile, il Sommo Pontefice, sono infallibili quando decretano una solenne canonizzazione: si tratta, infatti, di una vera e propria “definizione”. I Santi canonizzati sono presentati a tutti i fedeli come modelli da imitare e intercessori da invocare ai quali rendere un vero e proprio culto: i fedeli sarebbero ingannati e condotti lontano dalla via della Verità e della salvezza, se fosse proposto loro un modello  falso da seguire, e fosse autorizzato, e comandato, un falso culto. Eppure, nessun cattolico può credere alla santità di Angelo Giuseppe Roncalli e Karol Wojtyla: come possono aver praticato in modo eroico la Fede, dato che hanno favorito in ogni modo l’eresia modernista?  Continua a leggere
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