
Nel 2013 Guido Barilla, presidente dell’azienda omonima, in una trasmissione radiofonica dichiarò che il posizionamento dei prodotti Barilla mal si conciliava con possibili spot in cui fossero presenti persone e pseudo famiglie omosessuali. Venne messo alla gogna. Da allora il processo di rieducazione maoista al credo Lgbt dell’azienda non ha conosciuto battute d’arresto.
Una recente nota dell’azienda spiega che vi sono molte iniziative “messe in atto da Barilla per combattere l’omofobia e l’intolleranza sul luogo di lavoro per prevenire e sensibilizzare le persone sulla tematica della diversità e inclusione, da tempo particolarmente cara all’azienda. Il Gruppo Barilla è impegnato a promuovere e mantenere la diversità a tutti i livelli dell’azienda. Essendo un’impresa a conduzione familiare questo è una parte fondamentale del Dna dell’azienda. Questo include assicurare che la voce, la prospettiva e l’individualità di ogni impiegato, partner e cliente venga rispettata. A testimonianza degli impegni concreti Barilla ha ottenuto nel 2017, per il quarto anno consecutivo, il punteggio del 100% nel ‘Corporate Equality Index’, un sistema di confronto sulle attività aziendali rivolte a dipendenti lesbiche, gay, bisessuali e transessuali sviluppato da Human Rights Campaign” che è la più influente agenzia di diffusione del pensiero Lgbt a livello mondiale. Continua a leggere