L’immigrazionismo di George Soros
di Giacomo Gabellini

Fonte: l’indro
Giorni fa, il magnate e re della speculazione George Soros ha firmato una lettera sul ‘Wall Street Journal’ che si configura fin dalle prime righe come una vera e propria apologia dell’immigrazione di massa, e finisce per rappresentare un appello ai governi europei a favorire questo processo in base ai presunti vantaggi economici, politici e sociali che assicurerebbe.
Soros esordisce scrivendo che «il mondo è investito da un’ondata di migrazioni forzate. Decine di milioni di persone sono in movimento, fuggendo molto spesso dai Paesi d’origine per ricercare una vita migliore all’estero. Alcuni scappano da una guerra civile o dalla tirannia di regimi oppressivi; altri dalla povertà estrema, attirati dalla prospettiva di guadagnare qualcosa di più per se stessi e per le proprie famiglie. Il nostro fallimento nello sviluppare e implementare politiche efficaci per gestire l’aumento dei flussi migratori ha contribuito notevolmente a diffondere miseria umana ed instabilità politica, sia nei Paesi da cui le persone scappano che nelle nazioni che li ospitano più o meno di buon grado. I migranti sono spesso costretti ad una vita di disperazione e di inattività, mentre gli Stati ospitanti non sono capaci di trarre i benefici che potrebbe assicurare l’integrazione di queste persone […]. I governi devono svolgere un ruolo di primo piano nell’affrontare questa crisi creando e sostenendo una adeguata infrastruttura fisica e sociale per migranti e rifugiati. Ma è essenziale usare anche tutta la forza del settore privato. Riconoscendo queste parole, l’amministrazione Obama ha recentemente lanciato una ‘chiamata alle armi’, per chiedere alle imprese Usa di svolgere un ruolo più incisivo nel far fronte alle sfide messe in atto dalla migrazione forzata. Oggi, i leader del settore privato si stanno coordinando alle Nazioni Unite ad assumere impegni concreti ed aiutare a risolvere il problema». Continua a leggere










