Anno zero

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di Marcello Veneziani

Anno zero

Fonte: Marcello Veneziani

Il nostro Millennio è diventato maggiorenne. Ha compiuto 18 anni e può dunque votare, patentarsi, è l’anno zero della vita adulta. Degli anni precedenti eredita il disagio.

Se al giro di boa dell’anno volessimo dire in sintesi qual è la chiave del malessere del nostro presente, come potremmo delinearlo? È la quadratura di un circolo vizioso composto da oppressione fiscale, tirannia del market, perdita del confine, intolleranza permissiva.

Proviamo a spiegarci partendo dal più semplice.

Lo Stato come principio d’unità al di sopra delle parti e come spirito pubblico non c’è più da un pezzo. E lo Stato sociale, come sostegno e garanzia per i popoli e i cittadini, fu aggredito, prosciugato e svilito negli anni, prima attraverso le sue caricature obese di tipo assistenziale – che dettero luogo allo statalismo e al parassitismo pubblico – poi attraverso lo smantellamento, lo spostamento dell’asse dal pubblico al privato, l’onda liberista, il precariato universale e il mercatismo. Continua a leggere

Sei italiani su dieci non leggono???

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Immagine correlataSegnalazione Linkiesta

Un botta e risposta tra 

Sei italiani su dieci non leggono. Meglio. Leggere non serve a nulla

Sempre la solita solfa. I giornali, durante le festività, non sapendo come riempire le pagine, invece di approfittarne per parlare di cose serie, ripropongono di anno in anno questioni già sentite e articoli già scritti, mutando appena qualche virgola. Negli ultimi giorni è in voga il canto funebre, su spartito fornito dall’Istat, per lamentarsi delle mancate letture degli italiani. Dati alla mano – ovviamente, nessuno parla di come sia stato condotto il sondaggio –, pare che sei italiani su dieci non leggano. L’altro tema che ritorna, più o meno ogni trimestre, insieme a questo, è quello secondo cui la maggior parte di noi non sarebbe in grado di comprendere un testo di media complessità. Il Corriere fornì recentemente anche un esempio, per chiarire cosa si intenda con questa astrusa formula di “un testo di media complessità”. Riportò un brano da La scuola cattolica di Albinati. Provai anch’io a leggerlo, per vedere se lo comprendevo ma, sinceramente, forse non arrivai alla fine perché mi addormentai prima.

Insomma, gli italiani non leggono e parte la reprimenda. Istintivamente sorrido. E quindi? Quale malsana idea anima la nostra intellighenzia per indurla a pensare che chi legge sia un uomo migliore, o più intelligente? Ma, poi, leggere cosa? Leggere Balzac rende migliori? O leggere un testo di ingegneria edile?

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“Dante, la Divina Commedia tra Sacra Scrittura, Patristica e Scolastica”, del Prof. Luciano Pranzetti

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di Matteo Castagna

Un nostro caro ed affezionato lettore, il Professor Luciano Pranzetti, mi ha regalato quattro libri di cui è autore, sulla Divina Commedia, sulle figure di Dante e Virgilio. Una quadrilogia con dedica, di cui colgo l’occasione per ringraziare perché si tratta di un grandissimo lavoro di ricerca, che solo chi ama la letteratura e la teologia può scrivere.

Nel primo testo, “DANTE, LA DIVINA COMMEDIA TRA SACRA SCRITTURA, PATRISTICA E SCOLASTICA” (volume I, INFERNO, seconda edizione ampliata) si trova, oltre alle note dell’autore, alla spiegazione dell’iconografia di copertina, alla legenda delle sigle presenti nello studio, un’ampia e particolareggiata introduzione. Continua a leggere

La Russia è fiera della sua identità e combatte la globalizzazione

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di Alexander Dugin

La Russia è fiera della sua identità e combatte la globalizzazione

Fonte: Barbadillo

Pubblichiamo l’intervista integrale dell’Economist al filosofo Alexander Dugin.

The EconomistQual è il tratto distintivo dell’identità russa e in che modo è differente dall’identità europea?

Alexander Dugin: Prima di tutto, per capire quale sia la differenza tra l’identità russa e quella europea, dobbiamo comprendere cosa sia l’identità europea, e non è semplice farlo per due ragioni. Prima di tutto, ora, l’identità europea, da ciò che riesco a capire, è definitivamente distrutta. Per questo il concetto di identità è giudicato dall’agenda progressista come qualcosa che dovremmo superare. L’identità liberal europea consiste nel negare qualsiasi identità, come se fosse una trasgressione. Essere Europei oggi significa non essere Europei, ma essere dalla parte degli immigrati, dei musulmani e di tutti tranne che degli Europei. Ogni volta che qualcuno si definisce come un cittadino legato alle proprie radici e alla propria cultura, non sembra un semplice conservatore, ma un nazista. Sei irrimediabilmente etichettato come estremista. Oggi l’identità europea è negazione. Ovviamente non è sempre stato così. La vera differenza con l’identità russa è che noi neghiamo questa negazione. Non ci vergogniamo di essere Russi. Non abbiamo alcun senso di colpa. Non ci pentiamo di nulla. Questa è la differenza: per essere tedesco oggi devi vergognarti di ciò che ha fatto la Germania. Essere la Gran Bretagna oggi significa avere rimorso per tutto ciò che l’Impero britannico ha fatto in passato. Essere Americani vuol dire vergognarsi della parte meridionale della storia, della tratta degli schiavi. Non abbiamo rimorsi, quindi siamo immediatamente marchiati per il fatto che abbiamo una appartenenza, e questo è un crimine per il mondo occidentale moderno. Non è sempre stato così. Prima, l’Occidente accusava l’Oriente o i cattolici incolpavano gli ortodossi per molte ragioni. C’erano già le tensioni geopolitiche, ma erano diverse. Per noi oggi l’identità ha un valore. Continua a leggere

La scuola alleva dementi

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di Marcello Veneziani

La scuola alleva dementi

Fonte: Marcello Veneziani

Non c’è giorno che qualcuno non mi racconti – tramite e-mail, telefono, a voce – un assurdo episodio capitato a scuola a suo figlio, sua figlia, suo nipote.

Episodi diversi ma il filo conduttore potrebbe avere il seguente titolo: molestie mentali. Ovvero se non accetti di compilare nella tua testa il modulo prestampato di pensieri forzati, vieni escluso, umiliato, accusato.

Il tema è sempre dentro quell’ossessivo perimetro in cui si muovono mass media, istituzioni, operatori della scuola (ho difficoltà a chiamarli docenti, perché ho troppo rispetto della figura storica dell’insegnante): sul piano sociale la parola obbligata è accoglienza, sul piano storico la memoria unica è il nazi-fascismo, sul piano sessuale la chiave è tutto ciò che sconfina, contrasta, sfascia la famiglia, la nascita, la differenza dei sessi e dei ruoli in un intreccio di femminismo, sessolibero e omofilia.

Chi non si riconosce in questa nuova scuola dell’obbligo ideologico ha un menu fisso di attributi a disposizione: razzista, xenofobo, omofobo, sessista, femminicida, fascista. Non è uno che la pensa diversamente, ma uno che pensa scorrettamente, e dunque finisce diritto nella palestra correttiva; e se non accetta la rieducazione, la riabilitazione coatta, viene emarginato. Continua a leggere

Francia: maestro sospeso e trasferito per aver letto la Bibbia in classe

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

A vicende come queste si ispira il film capolavoro God’s not dead 2 (appena uscito in dvd e di cui nel 2018 sarà proiettato nei cinema americani il terzo episodio)
da Tempi

Un insegnante francese di una scuola elementare, Matthieu Faucher, 37 anni, è stato multato e trasferito per aver osato leggere in classe alcuni passi della Bibbia e aver mostrato il capolavoro di Pier Paolo Pasolini Il Vangelo secondo Matteo.
Accade in Francia, a Malicornay, 300 chilometri a sud di Parigi. La vicenda risale a gennaio, quando un ispettore dell’Educazione nazionale, dopo una segnalazione anonima di un comitato di genitori, inizia a indagare sul maestro. Al fianco dell’insegnante si schierano altri genitori che invece ne apprezzano la passione e l’inventiva: in classe legge sì la Bibbia, ma anche Sherlock Holmes e Harry Potter e coinvolge gli alunni in attività extra scolastiche come il canto. Tutto ciò che si viene a scoprire su Faucher è questo. Oltre al fatto che non è cattolico, è padre di tre figli che non ha fatto battezzare. Continua a leggere

Cultura e senso del limite: Darnton racconta l’altra faccia della censura

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di Stenio Solinas

Cultura e senso del limite: Darnton racconta l'altra faccia della censura

Fonte: Il Giornale

Una volta letto I censori all’opera, di Robert Darnton (Adelphi, 364 pagine, traduzione di Adriana Bottini, 30 euro), l’impressione che se ne ricava è che L’Ancien Régime settecentesco fosse più liberale dell’Inghilterra imperiale del XIX secolo e delle democrazie popolari del Novecento.

 Sembra un paradosso, ma la sua verità ha a che fare con l’essenza stessa delle forme del politico rispettivamente incarnate da quei tre sistemi, e quindi dal tipo di controllo istituzionale e ideologico-culturale da essi esercitato.

Partiamo dall’ultimo, ovvero il più vicino a noi nel tempo, non fosse altro perché, almeno superficialmente, è quello che maggiormente conosciamo. Andando ad analizzare la censura nella Germania dell’Est dal secondo dopoguerra fino alla caduta del Muro, ciò che Darnton fa emergere è la pianificazione, la letteratura pianificata come qualsiasi altra attività e mirante alla costruzione di una forma di espressione improntata al realismo socialista. Un piano, insomma, di ingegneria sociale nel quale l’aspetto censorio assumeva le forme di una gigantesca burocrazia che si sovrapponeva non tanto e non solo al mercato editoriale, ma all’editoria, di Stato, e alla stessa scrittura. Per esempio, il piano relativo al 1989, l’anno delle celebrazioni del quarantennale della Ddr che si sarebbe poi rivelato anche l’ultimo della sua esistenza, prevedeva 625 titoli, per un totale di 11 milioni di copie. Nei romanzi storici sarebbero stati espressi i sentimenti «di energico antifascismo», in quelli contemporanei «la missione storica della classe operaia nelle lotte per il progresso sociale». L’assenza, nel piano, di «una quota adeguata di storie di operai impiegati nell’industria e di contadini alla guida di trattori», e di cui comunque ci si scusava, veniva compensata dalla promessa di «pubblicazione di antologie della letteratura proletaria del passato». Si sottolineava, comunque, come autori, case editrici e funzionari fossero tutti insieme all’opera per portare la letteratura a nuovi vertici di eccellenza. Non per nulla c’erano circa 100 titoli e un milione di copie in più rispetto all’anno precedente… Continua a leggere

Verona: Assessore alla Cultura e Biblioteca Civica con Bacciga contro le polemiche sterili del maistream

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L’Assessore Francesca Briani (foto a lato): “Mi auguro che questa polemica sterile si concluda al più presto”

di Mirko Cristani

A seguito delle polemiche che ha suscitato la donazione di quindici libri da parte del Consigliere Comunale Andrea Bacciga alla Biblioteca Civica di Verona, il funzionario, Agostino Contò, mette ordine sulla questione.

Sulla vicenda innescata dall’esponente della lista Battiti Verona Domani, in queste ultime settimane abbiamo dato voce a diverse fonti. Pungenti le dichiarazioni accusatorie della minoranza. Stando alle parole del portavoce del Movimento 5 Stelle, Mattia Fantinati, la donazione di questi libri: “è un tassello che aiuta a delineare la vera faccia dell’Amministrazione Sboarina”.

Tra i 15 testi consegnati, il fumetto dedicato a Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù, assassinato nel 1975, L’albero e le radici dell’ordinovista Franco Freda e Militia dell’ex SS belga Leon Degrelle.

“La situazione sta letteralmente sfuggendo di mano perché si cerca di orientare le nuove generazioni ad un pensiero medioevale, condannato storicamente e soprattutto intollerante” conclude Fantinati.

CONTINUA SU: http://www.veronanews.net/civica-si-placano-le-polemiche-sui-libri-donati-dal-consigliere-bacciga/ Continua a leggere

Quando Amnesty International “lavora” per il Dipartimento di Stato

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Segnalazione di Abbondio Dal Bon

di Maurizio Blondet

Lo scorso febbraio, Amnesty International ha pubblicato un rapporto  in cui sosteneva che a Damasco, nella prigione di Seydnaya, il regime di Assad , fra  il 2011 e il 2015, ha impiccato  13.135 prigionieri,  tutti “civili”, e “fatto morire per tortura e per fame migliaia di persone”.

Il rapporto è stato immediatamente citato dal Dipartimento di Stato, con l’aggiunta che nella orribile prigione, anzi  “mattatoio di Assad”  (per il Guardian) si usano forni crematori. Più precisamente, “un edificio che noi crediamo un crematorio”, diramò l’assistente segretario di Stato per il Medio Orienta Stuart  Jones.  “Il Dipartimento di Stato ha dati che sono uccisi in quel carcere fino a 50 prigionieri al giorno”.

A leggere davvero il rapporto di Amnesty, si scopre che l’astronomica cifra di 13.135 impiccati civili risulta  da calcoli aritmetici “basati sulla  testimonianza di persone non citate per nome nel rapporto”.  Insomma la celebre organizzazione “umanitaria”  ha messo in gioco il suo prestigio, credibilità, e fama di oggettività  per appoggiare il programma di  aggressione del Dipartimento di Stato (Cia, NATO ecc.)contro la Siria. E’ ovvio l’effetto che il rapporto vuole raggiungere: perbacco, Assad ha i crematori! Necessita d’urgenza un intervento umanitario contro il nuovo Hitler!

La  cosa si spiega ricordando  che la direttrice esecutiva di Amnesty International fra il 2012 e il 20’13, Susan Nossel (j), è  una femminista americana che  prima, nel 2009, ha lavorato – guarda la combinazione –  per il Dipartimento di  Stato di Hillary Clinton, col grado di “deputy assistant Segretary of State”;  in quella veste “ha guidato l’impegno Usa presso il Consiglio Onu dei Diritti Umani, promuovendo risoluzioni contro Iran, Siria, Libia, Costa d’Avorio in tema di diritti umani, libertà d’espressione  di associazione; nonché la prima risoluzione ONU sui diritti di lesbiche, gay, bisessuali  e transgender”.  E’ anche la curatrice della nota storia “persecuzione delle Pussy Riot”  e autrice della relativa grancassa mediatica.

Una bella carriera fra pubblico, privato e “umanitario”

Amnesty sostiene di essere “Indipendente da ogni governo, ideologia politica, interesse  economico o religioso”. Non trova alcuna  esitazione ad accettare donazioni della Open Society di Soros,  portatrice di una precisa ideologia  politica.  Dal 2008 al 2010, ha accettato anche donazioni dalla NED, National Endowment for Democracy,  che è una “organizzazione non governativa” si fa per dire, dipendendo ufficialmente dal Congresso Usa che  l’ha creata e la finanzia per diffondere la democrazia nel mondo, èd è sempre presente laddove fioriscono rivoluzioni colorate.  I soldi arrivano alla NED tramite l’USAID, l’Agenzia  USA per lo Sviluppo Internazionale. Continua a leggere

Su alcune tecniche di manipolazione psicologica

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di Antonio Filippini

Su alcune tecniche di manipolazione psicologica

Fonte: Ereticamente

Il trucco della “candida confessione della verità”. Questo trucco ha la sua ragione d’essere nel fatto che se si è depositari di verità imbarazzanti, compromettenti e sgradite e se un po’ troppi sono a conoscenza di tali verità, tentare disperatamente di tenerle celate è alla fine una politica perdente, senza contare poi che se tale verità venisse improvvisamente allo scoperto, si sarebbe irrimediabilmente perduti. Molto meglio allora divulgare volontariamente quella imbarazzante verità, ma lo si fa in modo tale da minare fin dall’inizio la sua credibilità, eseguendo verso di essa opportune mosse e contromosse, in modo da suscitare costantemente dei dubbi che essa possa essere vera o no. Naturalmente in campi più marginali si può ricorrere al metodo classico: l’eliminazione fisica diretta. Per esempio: pare che negli Stati Uniti siano state eliminate dodici persone, tra medici e ricercatori, che richiamavano costantemente l’attenzione sulla pericolosità dei vaccini, però in campo globale questo non si può fare, perché si dovrebbero eliminare un po’ troppe persone, allora è meglio ricorrere al trucco della “candida confessione della verità”.

Tutto si può dire del potere mondialista, tranne che esso ci abbia tenuto all’oscuro dei suoi piani, in realtà ha sempre palesato le sue intenzioni, ma lo ha fatto seguendo vie traverse e indirette, come possono essere le trame di romanzi o di film, le uscite di qualche futurista o buonista, o le dichiarazioni di qualche complottista o antimondialista, o le pubblicazioni di qualche rivista che fa finta di essere antimondialista (Nexus dixit). Qualcuno sostiene che questo comunicare con molto anticipo le loro intenzioni, sia un modo di scaricare la loro coscienza e rispettare il libero arbitrio delle persone, nel senso che: “noi vi abbiamo avvertito, ma se voi non avete reagito, significa cha a voi la cosa sta bene e quindi procederemo”. Questo potrebbe anche essere vero, ma solo nel caso che essi indicessero pubblicamente una conferenza stampa mondiale, allo scopo di esporre direttamente le loro intenzioni, non può essere vero ed è anzi una scusante ipocrita là dove sono usati metodi sottili e differiti di condizionamento mentale e di manipolazione del subconscio.(1

Il trucco della “candida confessione della verità” è già di per sé una sottile forma di manipolazione psicologica, poiché il suo scopo è anche e soprattutto quello di creare assuefazione, abituare all’idea, depositare nel subcosciente delle persone quella imbarazzante verità, così che essa possa essere “normalizzata”, in modo da impedire ogni reazione dell’io cosciente contro di essa. Quando si ha a che fare con una denuncia pubblica dei piani del potere mondialista, si deve stare attenti a chi è che la fa e a come la fa; la rivista Nexus per esempio, aveva pubblicato i piani del potere mondialista, comunicati da un medico ancora nel 1969 in un congresso di altri medici, registrati su nastro da un altro medico partecipante nel 1988 (morto “provvidenzialmente” nel 1989) e pubblicati da Nexus qualche tempo dopo. L’intera faccenda è perlomeno ambigua e se si considera che la rivista Nexus era la rivista del “giorno dopo”, nel senso che era specializzata nel denunciare in ritardo e nel denunciare il già noto e il già accaduto, si è costretti a chiedersi il vero senso di tutto questo. Ciò che esteriormente può apparire come una denuncia, può essere in realtà un modo di convincere sottilmente le persone che le cose stanno proprio così e che devono stare così e che esse non possono farci nulla,specialmente se i piani che si denuncianosi sono già in gran parte realizzati.

Questa tecnica dell’ “abituare all’idea”, creare assuefazione, far assorbire al subcosciente, assomiglia vagamente a ciò che l’Epigenetica (2) ha scoperto a proposito del comportamento del nostro corpo nei confronti di certi virus e batteri: il primo contatto con questi virus può suscitare la febbre o la malattia, ma se poi avviene qualche fraintendimento o si è vittima di qualche trauma, il gene di quel virus è “normalizzato” e può essere addirittura assorbito, fino a diventare parte del nostro corredo genetico, in questo modo non è più riconosciuto come un pericolo e l’organismo non reagisce più contro di esso (questo non significa che il virus sia stato neutralizzato, ma solo che può agire indisturbato). Lo stesso accade là, la prima volta che ci raccontano “candidamente” imbarazzanti verità, come possono essere i piani del nuovo ordine mondiale, questo suscita in noi enorme stupore, scandalo e rabbia, la seconda volta un po’ meno, la terza meno ancora, la quarta volta reagiremo con una alzata di spalle: non possiamo farci nulla, la cosa è più grande di noi; la verità imbarazzante e scandalosa è stata “normalizzata”, vale a dire, accettata, ecco perché non dobbiamo assolutamente sottovalutare le tecniche escogitate da questi signori per manipolare le coscienze.

I “Manoscritti dei Savi di Sion” si possono considerare come il primo caso clamoroso del trucco della “candida confessione della verità”, e se si considera che a circa un secolo dalla loro pubblicazione continua tuttora la sterile e inutile polemica circa il fatto che essi siano veri o falsi, e che se ci si riferisce a tali manoscritti ci si becca subito l’accusa di essere dei razzisti o dei complottisti, si può ben dire che tale trucco ha funzionato egregiamente! Invece fin dall’inizio si doveva badare al “succo”di tali manoscritti, e allora si avrebbe capito che essi altro non erano che la “candida confessione della verità”! Perfino il famoso “1984” di Orwell si potrebbe far rientrare nel trucco della “candida confessione della verità”, perché bisogna vedere fino a che punto tale lavoro possa essere catalogato come “profetico” o sia invece “programmatico”, poiché è usanza di una certa categoria di persone lanciare dei segnali ai loro “fratelli” circa le decisioni prese in “alto loco”, i piani da realizzare e i metodi da usare per realizzarli. Lo si crede bene che poi tutto si è svolto come previsto da Orwell, la sua non era una “predizione”, ma una “programmazione”, una descrizione accurata, sia pure forzata e esagerata, dei metodi che sarebbero stati usati per perseguire il “nuovo ordine mondiale” (che in realtà promette di essere molto peggiore del regime bolscevico sovietico, perché può usufruire di congegni elettronici che permettono un controllo totale della popolazione, e una ingerenza fin nei minimi particolari nel “privato” di una persona, che in tale regime non potrà nemmeno più esistere). Qualcosa di simile può valere anche per certe accurate descrizioni dei piani del “nuovo ordine mondiale” che si trovano qua e là, si deve vedere se tali denunce sono sincere e disinteressate o se invece celano dei secondi fini, o, come succede spesso in internet, si tratta di recitare la parte dei “bravi bambini” che denunciano i piani di quei cattivoni del mondialismo, ma solo allo scopo di far presa sugli ambienti dell’anti mondialismo, in modo da diffondere in essi altre suggestioni apparentemente molto diverse da quelle del mondialismo, ma funzionali a questo e che fanno comunque il suo gioco. È anche presente la solita ambiguità: denunciare; comunicare una verità sgradita; abituare a questa verità sgradita, normalizzarla; convincere sottilmente che le cose devono andare proprio così e non c’è verso di farle andare diversamente.

Un altro trucco molto usato è la “politica dei piccoli passi”. I grossi, imbarazzanti e scandalosi cambiamenti susciterebbero certo reazioni ostili se fossero imposti tutti assieme e in breve tempo, allora si sceglie la tecnica del direzionamento sottile o occulto e differito nel tempo: un piccolo cambiamento oggi, un altro domani e così via, in questo modo l’umanità è portata dove vogliono loro con estrema facilità e quasi senza colpo ferire, anche perché il singolo individuo prova quasi pudore a reagire duramente per piccole cose o per questioni che appaiono secondarie. Da questo punto di vista, coloro che si propongono piani a lunga scadenza sono enormemente favoriti rispetta a coloro che non pensano neanche al giorno dopo, perché il sapere già da ora dove si intende andare e dove si intende portare l’umanità fra qualche decennio, secolo o addirittura millennio, questo dà degli indiscutibili vantaggi, perché così si potrà pilotare impercettibilmente gli eventi, incanalandoli nella direzione voluta, mentre chi ignora tutto questo è completamente indifeso. A ben vedere, il “complottismo” è tale perché si riferisce a piani a lunga scadenza, e si sarebbe davvero degli ingenui e degli sciocchi a negare che essi possano esistere e che qualcuno possa averli effettivamente fatti; i massoni, per esempio, fanno piani secolari, mentre gli ebrei li fanno addirittura millenari! Il “complottista” non è affatto una persona fanatica o paranoica, è invece una persona intelligente che ha il buonsenso di indagare sulla eventuale presenza di piani a lunga scadenza e dei loro veri fini.

Le temibili tecniche di condizionamento e di manipolazione mentale usate dal potere dominante, sono tali perché il loro bersaglio non è la nostra coscienza chiara di veglia, ma è il nostro subcosciente, si tratta di un condizionamento che passa e monta dall’interno delle persone, e siccome queste notano che esteriormente non è presente alcun sistema repressivo diretto, credono ingenuamente di essere libere e di essere in grado di elaborazioni autonome. Tali tecniche puntano tutto sul fatto che noi non siamo in grado di controllare il nostro subcosciente o lo controlliamo solo in parte, allora se loro riescono a “mettere le mani” sul nostro subcosciente, ci muoveranno come burattini; questo perché il nostro subcosciente è molto più esteso e ramificato in profondità, in un certo senso è il basamento del nostro io cosciente e questo poggiando su quello, ne risentirà del suo orientamento. Il nostro subcosciente non è cosciente o lo è solo in parte, perciò non è sensibile a una logica lineare e diretta e a metodi coerenti e espliciti (tipici della coscienza chiara di veglia e dell’“esteriore”), allora per agganciarlo e direzionarlo si devono usare metodi indiretti e obliqui e ragionare secondo la logica della linea curva, che significa dissimulazione e aggiramento ingannevole, di cui i nostri politicanti ce ne offrono dei clamorosi esempi. Ragionare e agire secondo la logica del subcosciente, questo porta a un fatale degrado intellettivo della coscienza umana e alla sua contaminazione con influenze subumane, di cui, di nuovo, i politicanti moderni ce ne offrono dei clamorosi esempi; il sub-cosciente, essendo tale, sarà anche sub-razionale, sub-logico, sub-intelligente, perciò adeguarsi alla logica del subcosciente è una politica decisamente sbagliata.
Un altro tipico metodo di manipolazione individuale e collettiva fa leva sull’aspetto passionale, istintivo, emozionale del composto umano, tutti fattori non logici e non razionali che se esasperati, inducono negli individui azioni o reazioni illogiche e irrazionali. Il nostro io cosciente non sarebbe affatto manipolabile se fosse completamente isolato da ogni istinto, passione, emozione (però questo lo renderebbe freddo e inumano), questi fattori sono il suo “tallone d’Achille” per quanto riguarda la sua manipolabilità. Il fenomeno della manipolazione emozionale e passionale è molto evidente nel collettivo, cioè nella massa, che può essere manipolata solo per mezzo della sua emotività. Un Hitler o un Bossi che parla, per esempio, non mira affatto a comunicare un contenuto logico e razionale, ma comunica uno stato d’animo emotivo e passionale, che si trasmette per contagio diretto, amplificandosi esponenzialmente nella massa, lo stesso vale per tutti gli altri capipopolo e le rivoluzioni stesse, e il modo più semplice per scatenare nella massa queste forti esplosioni emozionali è l’istigazione all’odio, non è un caso che l’odio è stato il carburante principale di tutte le rivoluzioni moderne. La manipolazione emotiva della massa ha il solo scopo di farla “fermentare” in un certo modo e di orientare la forza implicita nella massa numerica in una certa direzione e contro certi obbiettivi; in nessun caso si agisce per il bene effettivo del “popolo”, ma il solo scopo e di “carpire potere dal numero” per realizzare le proprie intenzioni. Guenon: “… l’influenza del sentimento è uno dei principali ostacoli per la comprensione di certe cose, perfino in coloro la cui capacità intellettuale sarebbe più che sufficiente per pervenire senza fatica a tale comprensione. Gli impulsi emotivi inibiscono la riflessione e una delle abilità più volgari della politica demagogica moderna è quella che consiste nel trar partito da tale incompatibilità”.(…) “Si tratta, se si vuole, di idee false, ma sarebbe ancor meglio chiamarle “pseudoidee”, destinate soprattutto a provocare reazioni sentimentali, essendo questo il mezzo più efficace e piùfacile per agire sulle masse. Del resto, in questo ambito le parole hanno una importanza maggiore dei concetti che esse dovrebbero esprimere; la gran parte degli “idoli” moderni non sono che parole, e noi ci troviamo dinnanzi al curioso fenomeno noto sotto il nome di “verbalismo”: la sonorità delle parole basta a dare una illusione di pensiero. L’influenza che gli oratori demagogici esercitano sulle folle, è a tale riguardo caratteristica, non occorre studiarla da presso per rendersi conto che si tratta di un procedimento di suggestione paragonabile in tutto e per tutto a quello degli ipnotizzatori.”(Renè Guenon – La crisi del mondo moderno, cap. Il caos sociale – Ed. Mediterranee)

I primi spot pubblicitari facevano leva sull’intelligenza e la razionalità delle persone: fiaschi clamorosi, così i pubblicitari scoprirono con stupore che certe scelte sono fatte su basi illogiche e irrazionali e si adeguarono, si specializzarono nella manipolazione sottile della sfera emotiva e irrazionale, fino alle forme attuali, veramente oscene e offensive per l’intelligenza umana, tanto, che dovrebbero essere proibite per legge per “circonvenzione d’incapace”, e coloro che si lasciano suggestionare da simili metodi, dovrebbero essere considerati individui incapaci di intendere e volere correttamente e perciò allontanati da ogni posto di responsabilità, perché mentalmente deboli e privi di raziocinio autonomo. L’attuale pubblicità è basata tutta sulla suggestione, come il modo di operare dei politicanti moderni del resto, e così essa svolge il ruolo di apripista rispetto alla suggestione politica, rendendo gli individui più permeabili all’azione di quest’ultima. La definizione della suggestione secondo certo vocabolari (Zingarelli) è la seguente: “Processo mediante cui un individuo, senza l’uso di argomenti logici, o di ordini o di mezzi coercitivi, induce un altro individuo ad agire in un determinato modo, o ad accettare una certa opinione, fede o convincimento”. La suggestione è un metodo disonesto di prevalere sugli altri perché ingannevole, essendo basata sulla dissimulazione, la quale è una raffinata forma di menzogna. Il suggestionatore vuole imporsi a te, vuole dominarti, vuole importi il suo volere, ti suggerisce sottilmente il modo in cui tu devi comportarti con lui, ma tu non devi accorgerti di questo, altrimenti potresti anche decidere di fargli fare una brutta fine, allora dissimula queste sue vere intenzioni dietro una falsa premura , gentilezza, e perfino una falsa remissività nei tuoi riguardi, oltre che a spingere avanti buoni propositi e ottimi ideali, ma se tu invece di farti incantare dalle sue moine badi al sodo, ti accorgerai che usa costantemente contro di te uno stile “impositivo”, cerca di “magnetizzarti”, assume un atteggiamento tale nei tuoi riguardi, nel quale è “implicito” e “sottinteso” che lui è superiore e tu sei inferiore. Siccome la cosa è “implicita” e “sottintesa”, cioè non è esteriormente evidente, ci vuole una sensibilità più raffinata del normale e un acume intellettuale più sottile per percepirla, e il semplice non percepirla, porterà fatalmente a lasciarsi suggestionare, a divenire succubi del suggestionatore. La suggestione si esercita principalmente nel modo di “porsi”, nel quale è “implicito” e “sottinteso” che si è superiori all’interlocutore, e dire cheall’inizio nella suggestione non c’è niente di vero, è solo una intenzione, un suggerimento, una proposta, che però hanno la speciale caratteristica di essere occulti, si propone alla potenziale vittima che lui deve essere inferiore e noi superiori; purtroppo se questa proposta occulta non è recepita, la cosa non era vera prima ma lo sarà dopo, la vittima si danneggia da sé, l’interlocutore, non recependo il messaggio occulto, si è dimostrato più debole, realizzando l’effettiva inferiorità, questo non toglie però che tutto questo è stato ottenuto tramite un inganno. Quella del suggestionatore è una falsa superiorità, perché è basata su di un modo di agire losco e ingannevole, questa falsa superiorità è un puro danno per l’intera società, perché conferisce autorità e potere a chi, non potendo essere un passo più avanti degli altri per incapacità e mancanza di qualifica, li obbliga a fare un passo indietro rispetto a sé, essendo questo l’unico modo che ha per primeggiare. In questo modo la società è costretta ad arretrare costantemente e lo fa verso il basso e non certo verso l’alto; il mercante istiga all’odio contro il nobile, ma lo fa per eliminare il nobile e rendere succube la massa, lo stesso farà il proletario contro il mercante e più giù ancora c’è l’uomo-macchina e altre valenze subumane che istigano all’odio per l’uomo, perché anch’esse vogliono prevalere, beninteso, tramite la menzogna e l’inganno.
Una suggestione ipnotica è sempre una suggestione ipnotica, qualcosa di negativo e sleale, che rimane tale indipendentemente da chi la usa e del perché la usa e dagli “specchietti per le allodole” usati; lo stesso vale per le “catene magiche” a base emozionale scatenate nel sociale dai soliti mestatori occulti. Pochi si rendono conto che il buonismo della “nuova Era” di oggi è allo stesso livello dell’odio dei rivoluzionari di ieri, tant’è vero che per “nuova Era” deve sempre intendersi “nuova Era rivoluzionaria”, che si distingue dalla vecchia Era solo per il fatto che usa suggestioni opposte. Una manipolazione è sempre una manipolazione, una catena magica a base emozionale è sempre tale, indipendentemente che siano usati fattori negativi o positivi, l’odio o il buonismo. Prendiamo il buonismo per esempio: il buonismo è quella tale cosa per cui si sono visti i popoli europei mettersi da se stessi il cappio intorno al collo. È ovvio: i “bravi bambini” sono quelli che si mettono il cappio attorno al collo e si impiccano con le loro stesse mani! Potenza di una suggestione! L’autolesionismo e il masochismo sono forme patologiche, perciò le possibilità sono soltanto due: o noi siamo in condizioni psichiatriche e allora ci vuole una bella cura da cavallo, o siamo sotto il tallone di qualcun altro che ci domina, non soltanto militarmente, ma anche mentalmente e allora bisogna vedere cosa si può fare per liberarsi. Non esiste la terza possibilità: noi siamo dei “bravi bambini” e siamo liberi, moderni ed evoluti solo perché obbediamo ciecamente al volere dei mestatori occulti.

Qualche “spirito illuminista” la ha dichiarato apertamente: tentare di imporsi con la forza o costruire imperi mondiali tramite la forza bruta e occupazioni militari, questo è troppo dispendioso e alla fine non potrà mai funzionare del tutto a causa delle forti resistenze suscitate; è molto più astuto conquistare le menti dei vari popoli, rendendoli succubi e culturalmente dipendenti da noi; da qui lo studio di raffinate tecniche di condizionamento e di manipolazione mentale, nonché la continua elaborazione di mode esistenziali e di costume, che da una parte hanno lo scopo di spezzare la tempra dei vari popoli, dall’altra mirano a normalizzare il loro succubato psicologico, trasformando i popolani in cani ubbidienti, che seguono docilmente i loro padroni e eseguono automaticamente i loro ordini.

Antonio Filippini

Note:

1 – Letta su Internet: “Quello che loro vogliono fare agli uomini. La società in cui viviamo è stata creata col nostro consenso; questa attuale società che vive sul ciglio di un burrone è stata creata col consenso dell’essere umano (questo sarebbe vero solo nel caso che non fossero state usate tecniche di condizionamento mentale). Chi è stato posto ai vertici, nella stanza dei bottoni, ci è arrivato con il consenso dell’uomo. Utilizzando i mezzi di comunicazione di massa, “loro” comunicano, anche con grande anticipo quello che hanno intenzione di fare; dopo averlo detto, in maniera criptata o dissimulata, attendono la reazione delle masse. Osservano come si comportano gli esseri umani dopo aver ricevuto l’informazione. Come fanno? Sovente, spessissimo tramite i film e anche con informazioni inserite ad hoc nei servizi dei mass media. È come se sottoponessero gli umani ad un test, lasciando spazio al libero arbitrio delle masse (assurdo, la massa non possiede alcun libero arbitrio, come le pecore, segue docilmente il pastore o i suoi bassi istinti). “Loro” le cose che hanno intenzione di fare le dicono, ma se l’intenzione schiavizzante non è compresa e non porta a una reazione avversa, si sentono liberi di agire contro coloro che non hanno compreso. Il metodo da loro usato è scaltro e ingannevole ma lascia sempre aperto uno spiraglio per l’essere umano, poiché probabilmente devono rispettare la legge del “libero arbitrio” e per farlo debbono far sapere il loro progetto. Inserendolo in innumerevoli film, che sono visti dalla gran parte degli esseri umani (volontà di informare o semplice assuefazione all’idea, inseminazione del subcosciente?), nessuno potrà dire: ehi ma io non lo sapevo. Quindi la parte cosciente degli umani è messa a conoscenza di questa informazione (è vero l’opposto: è il nostro subcosciente che è stato informato a dovere) ma, essendo un film, non lo coglie come pericolosa. “È solo un film, chi se ne frega”. Però a livello profondo la notizia appresa lascia un certo amaro, se ne può avvertire il disagio, il pericolo forse incombente: “E se tutto ciò accadesse? Sarebbe terribile”. Il progetto è di schiavizzare sempre di più la razza umana, rendendola ibrida, creando un essere uomo/macchina, preferibilmente microchippato.

2- L’Epigenetica non si interessa del gene in sé e della sua funzione, ma si interessa di ciò che lo governa, di ciò che gli dice di entrare in azione o no, poiché si è scoperto che certi disturbi e certe malattie sono dovuti al fatto che quel determinato gene, o non entra in azione quando dovrebbe, o continua a rimanere attivo anche quando non dovrebbe. Si è pure scoperto che questi disturbi epigenetici si trasmettono anche ai figli, senza che a livello genetico sia mai stata riscontrata alcuna anomalia, cioè tale disturbo non si trasmette affatto attraverso i geni. La cosa è per certi versi stupefacente, ma non più di tanto, se si pensa che ciò che può comandare al gene deve essere superiore al gene, questo fa sospettare l’esistenza di livelli sovraordinati, che si possono far corrispondere a individualità sempre più estese: individuo, famiglia, ceppo, etnia o gruppo e nazionalità, razza, condizione umana. In effetti è vero, così come il singolo individuo ha una propria coscienza, personalità e mentalità, lo stesso vale per tutti gli altri ordini sovraordinati. Se il disturbo epigenetico è innestato in quell’individuo sovraordinato che è la famiglia, allora tutti quelli che nascono in quella famiglia ne andranno più o meno soggetti, nonostante che a livello genetico niente sia mai stato trasmesso. Qui si inseriscono le “costellazioni familiari” di Bert Hellinger. Strana figura questa di Bert Hellinger, all’inizio studia filosofia e teologia e diventa sacerdote cattolico, quindi è mandato in missione in Sudafrica tra gli Zulù e qui rimane sedici anni, ma poco ci manca che invece di convertire gli Zulù, sia stato convertito da questi!.Difatti le sue teorie elaborate in seguito risentono molto dell’animismo, tribalismo, totemismo tipici di certe etnie africane. Influenzato anche dalla chiesa anglicana sudafricana, lascia il sacerdozio e abbandona anche la Chiesa Cattolica e si dedica allo studio delle varie correnti della psicologia moderna: Psicanalisi, Terapia Primaria (Arthur Janov), Analisi transazionale (Eric Berne), Psicodramma (Levi Moreno), Psicologia della Gestalt, Terapia familiare sistemica. Il metodo curativo delle “costellazioni familiari” è quasi una recita teatrale, si tratta di una “messa in scena” che ha come protagonisti i rappresentanti di quella famiglia o gruppo, il suo scopo è di mettere in evidenza le dinamiche inconscie e le interdipendenze esistenti in essi, perché, dice il dottor Hellinger, la vita di ognuno di noi è condizionata da destini e sentimenti che non sono veramente propri e personali e che, come le malattie e altri disturbi vari, possono essere dovuti a irretimenti del sistema famiglia. A taleproposito si può vedere anche la conferenza del dottor Dietrich Klinghardt.

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