Segnalazione di Pietro Ferrari
di Carlo Di Pietro
In questi giorni Bergoglio ha elogiato la “traduzione interconfessionale della Bibbia” durante l’incontro con la sedicente “Alleanza biblica universale”. Nella stessa occasione il sedente J. M. Bergoglio ha terminato la sua udienza pregando un Pater in comune tra cattolici ed evangelici (link).
Di “Alleanza biblica universale” (ABU), organizzazione internazionale fondata nel 1946 che riunisce e coordina il lavoro di circa 150 società bibliche, fanno parte anche la “Società Biblica Britannica & Forestiera” (SBB&F) e la Società Biblica in Italia (SBI). La prima è presente in Italia fin dal Risorgimento e si è stabilita a Roma dal 1870; la seconda esiste legalmente dal 1983 ed è “un’associazione cristiana indipendente, non legata ad alcuna confessione religiosa, senza scopo di lucro, avente per oggetto la massima diffusione delle Sacre Scritture da realizzarsi mediante le attività atte alla promozione di quest’opera” (link). In Italia queste società bibliche pubblicano la “Diodati”, la revisione della medesima a cura Luzzi (detta “Riveduta”) e l’ultima “Nuova Riveduta” per le “chiese” evangeliche. Dagli atti dell’Assemblea Mondiale di Midrand, anno 2000, apprendiamo che “le Società Bibliche nazionali si riuniscono insieme in un’associazione mondiale come Alleanza Biblica Universale (ABU) per consultarsi, sostenersi reciprocamente e per agire insieme nel loro comune compito di raggiungere la diffusione massima, effettiva e significativa di Sacre Scritture e aiutare la gente ad interagire con la Parola di Dio. Le Società Bibliche realizzano il loro lavoro in accordo e cooperazione con tutte le Chiese cristiane e con le organizzazioni collegate con le Chiese”.
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