Putin: sostegno alla famiglia é una priorità assoluta per le autorità russe

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MOSCA. Sostegno alla famiglia in tutte le circostanze e le sue sfide é una priorità assoluta per le autorità russe, è importante lavorare a tutti i livelli, ha detto il presidente russo Vladimir Putin alla cerimonia di premiazione “Gloria genitoriale”.

“Sostegno alla famiglia nel senso più ampio del termine è una priorità assoluta, sono importanti quanto l’attenzione, la posizione della società e il lavoro di governo a tutti i livelli … Avendo di fronte i problemi, le sfide continueremo politica demografica attiva, svilupperemo un sistema di moderni centri perinatali, costruiamo nuovi ospedali, scuole, asili, “- ha detto Putin.

Lui ha notato che nelle famiglie russe sempre di più appaiono secondo e terzo bambini. “Voglio credere che molte giovani famiglie, guardando il vostro esempio felice e stimolante, vorranno fare la stessa scelta,” – ha detto il presidente.

Fonte: http://ilmondodirussia.com/putin-sostegno-alla-famiglia-e-una-priorita-assoluta-per-le-autorita-russe/

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Nozze gay: il Patriarcato ortodosso ‘rompe’ con il mondo protestante

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9 giugno 2015

ortodossi

Con un comunicato emesso lo scorso 3 giugno, il dipartimento delle relazioni estere del Patriarcato Ortodosso di Mosca ha annunciato la rottura delle relazioni con la comunità protestante unita di Francia e con i presbiteriani di Scozia, per la loro recente decisione di benedire le unioni omosessuali, decisione definita con estrema chiarezza e senza tanti giri di parole dagli ortodossi «incompatibile con la morale cristiana». Esclusa anche qualsiasi prospettiva di nuovi contatti ufficiali, almeno non nell’immediato futuro, ne è possibile o pensabile parlare di «compromessi», dopo la decisione assunta nel 2008 dal Concilio dei Vescovi, decisioni per la quale «le relazioni con le comunità protestanti» sarebbero dipese «dalla loro fedeltà alle norme morali dell’Evangelo».

Già nel 2003 la chiesa ortodossa russa assunse tale decisione e per gli stessi motivi nei confronti degli episcopaliani statunitensi, quando consacrarono «vescovo» Gene Robinson, dichiaratamente omosessuale. E nel 2005 altrettanto fecero con la comunità luterana di Svezia, avendo anche questa a sua volta aperto alle “nozze” gay, benedicendole.

Si badi come i rapporti degli ortodossi con i protestanti fossero anche più stretti di quelli della Chiesa Cattolica, in quanto gli ortodossi e le altre chiese orientali (etiope, copta, armena, siriaca ed assira) facevan parte con protestanti e anglicani del Consiglio Mondiale delle Chiesa, organismo di cui il Vaticano è invece semplice «osservatore».

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BLA BLA BLA

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bla-bla-bla

Segnalazione di Federico Prati

di Gianandrea Gaiani – 09/06/2015

Fonte: Analisi Difesa

La Ue, almeno per ora, non va oltre le chiacchiere nella nuova agenda per la gestione dell’immigrazione approvata mercoledì dalla Commissione Europea. Certo i bla-bla-bla come al solito si sprecano. Federica Mogherini, l’ha definita “un passo da gigante per la Ue” e “una giornata storica per l’Italia” perché “un peso e una responsabilità finora quasi esclusivamente italiani diventano europei”.

In realtà non c’è una sola riga in cui si dica basta al ricatto dei trafficanti e allo sbarco di immigrati clandestini, non è stato reso noto nessun piano piano per respingere chi si affida ai criminali per venire in Europa. Al contrario, dopo aver sostenuto per settimane la necessità di colpire i trafficanti e distruggere preventivamente i barconi con un’operazione militare ambigua che attende il via libera dell’ONU, la Mogherini ha deliziato i fanatici del “politically correct” affermando candidamente alle Nazioni Unite: “Lasciatemi assicurare esplicitamente che nessun rifugiato o migrante intercettato in mare verrà respinto contro la sua volontà”.

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Io non c’ero e se c’ero non ho visto niente.

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PORTA A PORTA

 

Segnalazione Quelsi

by Redazione

di Angelo Crespi

Anche nel caso di Roma MafiaCapitale i tentativi, soprattutto da parte della sinistra di Marino, di Renzi ma anche da parte di Alfano (in generale di tutta la politica), di salvare la faccia e “distinguere” tra puri e corrotti sono patetici e ricalcano formule retoriche stantie, vecchie come il mondo.

Ne elenchiamo in modo sommario alcune.

La prima è la più immediata e semplice che possiamo riassumere così: “io non c’ero, non li conoscevo e se c’ero, non ho visto niente”. Viene ripetuta come un mantra anche nel caso che l’ipotetico corrotto lavori a stretto contatto con il politico di turno essendo suo uomo di fiducia (segretario o capo di gabinetto…). Di solito la formula è accompagnata con la constatazione dal vago sapore giuridico – e dunque all’apparenza (fintamente) pregnante – “comunque la responsabilità penale è personale”.

Sul tema, a fortiori, di solito vengono aggiunte frasi di circostanza: “non facciamo di tutta l’erba un fascio“, “non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca” (specie se si deve mantenere in vita un aggregato tipo un consiglio comunale…).

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Gli appuntamenti di giugno organizzati dall’IMBC

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Segnalazione del Centro Studi Federici

 

Colle Don Boco (AT), 20/6/2015: giornata albertariana 

http://www.davidealbertario.it/2015/05/20/giornata-albertariana-a-colle-don-bosco-at-sabato-20-giugno-2015/

 

Modena e Pescara, 27-28/6/2015: Cresime

http://www.sodalitium.biz/index.php?ind=news&op=news_show_single&ide=280

 

Rimini, 28/6/2015: cena papalina

http://federiciblog.altervista.org/2015/06/05/rimini-28-giugno-2015-cena-papalina/

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Mafia Capitale, “i soldi delle coop di Buzzi pagavano gli stipendi del Pd di Roma”

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Dalle intercettazioni emerge un versamento da “6-7000 euro”. Tutto regolarmente fatturato. La branca romana del partito: “Erogazione liberale ricevuta a settembre 2014, quando né la Coop 29 giugno né i suoi dirigenti risultavano indagati”. Il ras delle cooperative: “Abbiamo fatto buona figura con poco”. Il contatto è Carlo Cotticelli, tesoriere dei dem romani. Telefonate, incontri e sms anche con il capogruppo del Pd in Regione Lazio, Marco Vincenzi

Gli stipendi del Pd di Roma pagati coi soldi di Mafia Capitale. E i rapporti tutti da chiarire tra Mafia Capitale e il Pd alla Regione Lazio, il cui capogruppo, Marco Vincenzi, oggi si è dimesso dopo che il suo nome è stato accostato a quello di Salvatore Buzzi, ras della cooperativa 29 giugno e al centro dell’inchiesta che ha travolto la politica romana. Due storie distinte, due azioni differenti Buzzi distribuiva regolarmente fondi ai funzionari capitolini del partito. Il suo contatto è il tesoriere locale Carlo Cotticelli. Nei dialoghi intercettati dai carabinieri del Ros – che risalgono al 9 settembre 2014 – si fa riferimento alla richiesta del versamento di “6-7000 euro” e “alla consuetudine sistematica ‘il primo di ogni mese’ di pagare stipendi a pubblici ufficiali“. Nel giorno della seconda ondata di arresti di Mafia Capitale il 4 giugno il commissario del Pd romano e presidente democratici Matteo Orfini si scagliava contro “chi ha sbagliato”. Invece deve fare i conti con un sistema che si rivela sempre più simile a Mani Pulite e che non coinvolge solo qualche “mela marcia”, ma anche i vertici, almeno locali, dei dem.

Ecco il dettaglio delle intercettazioni. Carlo Guarany, vice di Buzzi, parlando col suo capo, spiega che Cotticelli chiede i soldi perché il partito è in difficoltà: “Non erano riusciti a pagare gli stipendi di agosto e non sapevano cosa fare. E così chiedeva a Buzzi se per caso potesse aiutarli dando loro 6-7000 euro per pagare gli stipendi di agosto e una parte di settembre”. Quindi Buzzi stacca l’assegno intestato al “Partito democratico di Roma”. In cambio riceve una regolare ricevuta proprio a nome del partito della Capitale: “Serve per metterla in contabilità”.

Si tratta di versamenti di cui il ras delle cooperative andava fiero parlando ai suoi collaboratori: “Un assegno di settemila euro, abbiamo fatto buona figura con poco”. E parlando con un suo collaboratore racconta: “No, noi pensavamo che ce chiedesse un sacco di soldi…c’ha chiesto 7mila euro…non c’è sembrato vero!…Subito…7mila euro subito!…abbiamo fatto un figurone”. Buzzi era certo di potere “contare” sui consiglieri, anche quelli del Partito democratico. Perché, come aveva detto all’ex Nar Massimo Carminati considerato dagli investigatori a capo dell’organizzazione Mafia Capitale, “li paghiamo tutti”.

Pd Roma: “Soldi per stipendi? Erogazione liberale” Il Pd di Roma precisa: “La Coop 29 giugno ha versato nel settembre 2014 alla Federazione romana del Partito Democratico 7.000 euro a titolo di erogazione liberale“. “Il versamento – prosegue la nota – è stato regolarmente registrato con ricevuta rilasciata a norma di legge. Allora né la Coop 29 giugno né i suoi dirigenti risultavano indagati“.

Quando Cotticelli diceva: “Il PD a Roma è in preda alla guerra tra bande. Mai più finanziamenti ai comitati elettorali” Erano il 20 giugno 2013, Mafia capitale ancora non era deflagrata. Carlo Cotticelli rilascia un’intervista al blog Monitore Romano. Parole che oggi hanno un sapore e un significato diverso. “Il PD a Roma è in preda alla guerra tra bande e finché resterà in vigore il sistema di finanziamento ai comitati elettorali avremo questa situazione di guerra” diceva il tesoriere, che successivamente aveva criticato la scelta della della segreteria nazionale. “E’ stato un colpo pesante, anche perché alla fine in Federazione sono rimasto soltanto io, l’unico che non poteva essere cacciato. Sarebbe stato più opportuno un confronto concreto all’interno del partito, ma se riduciamo il confronto politico alla lotta tra bande accade proprio questo – diceva Cotticelli – In un partito vero il cambiamento sarebbe stato trovato insieme al segretario uscente. L’azzeramento, invece, è l’ennesima dimostrazione che ha vinto la guerra tra bande”.

Al centro delle critiche di Cotticelli il sistema di finanziamento del partito: “Fino a sette otto anni fa i finanziamenti erano centralizzati. Adesso, invece, sono tutti diretti ai comitati elettorali dei singoli candidati. Il PD è diventato un grande comitato elettorale – era il parere del tesoriere romano – e, a livello centrale, il partito non gestisce più nulla. Malgrado questo, il partito aveva una sua struttura di persone, impiegati sia tecnici che politici, che hanno portato avanti la baracca. Alcuni di loro – continuava Cotticelli – sono diventati deputati, altri consiglieri regionali, altri ancora sono stati sistemati in altro modo. Nonostante le difficoltà economiche, non abbiamo mandato a casa nessuno. E’ cambiato, però il modo di fare politica: finchè il finanziamento era centralizzato la politica aveva un valore diverso. Il finanziamento ai comitati, ora, provoca inevitabilmente una guerra tra i comitati stessi. Ci possono essere divergenze sulla strategia politica, possiamo parteggiare per Bersani o per Renzi ma il vero problema è che fino a quando il tesoriere della Federazione conterà meno del tesoriere di un Comitato elettorale la questione non si risolverà mai. E’ questo il vero motivo della crisi economica e strutturale del partito”.

Il rapporto tra Buzzi e il capigruppo Pd in Regione. Che dice: “Tutto falso”. E poi si dimette E non c’è solo Cotticelli: perché dalle carte emerge anche il rapporto tra Buzzi e il capogruppo del Pd in Regione Lazio, Marco Vincenzi: sarebbe suo l’emendamento che è andato ad aumentare di 600mila euro i finanziamenti destinati ai municipi e poi finiti in qualche modo alla coop 29 giugno. I due si incontravano a Tivoli, a Villa Adriana, dove si scambiavano “pizzini“. Tra loro anche telefonate e sms. Il diretto interessato rimanda le accuse al mittente, ma decide comunque di farsi da parte. “Non ho presentato in Consiglio regionale emendamenti per finanziare il comune di Roma o i suoi municipi. Non corrispondono nel modo più assoluto a verità e sono destituite di fondamento, quindi, le affermazioni di Salvatore Buzzi su un mio presunto interessamento per far ricevere al municipio di Ostia 600mila euro o qualsiasi altra cifra” ha scritto Vincenzi in una nota in una nota in cui annuncia le dimissioni da capogruppo. “Di conseguenza, e lo sottolineo per evitare qualsiasi fraintendimento, non possono essere stati approvati in Consiglio regionale emendamenti del sottoscritto per elargire fondi. Ho visto due volte Salvatore Buzzi su sua sollecitazione – ha continuato Vincenzi – e nel corso degli incontri mi aveva chiesto di intercedere per far ottenere fondi ad Ostia. Una richiesta alla quale non ho dato alcun seguito”.

Vincenzi, poi, ha cercato di argomentare la sua tesi citando atti d’indagine. “D’altra parte, anche il Ros dei carabinieri non ha trovato alcun riscontro alle affermazioni, false, di Salvatore Buzzi come è facile evincere – è la tesi dell’ormai ex capogruppo dem alla Pisana – dalle conclusioni dell’informativa dei militari dell’Arma che hanno scritto, cito testualmente, ‘Allo stato delle attuali conoscenze investigative, e dal contesto delle telefonate/dialoghi intercettati, non si è in grado di indicare se i 600mila euro da ottenere con l’aiuto di Marco Vincenzi siano stati finanziati da parte della Regione Lazio‘. I carabinieri si limitano solo ad una presunzione che, lo ripeto ancora una volta, non ha alcun riscontro nella realtà dei fatti”.

Regione Lazio: “Da noi neanche un euro ai municipi e al Comune di Roma” “Nessun euro è stato dato ai municipi di Roma, anche questo tentativo di infiltrazione criminale è stato respinto”. La Regione Lazio ha smentito con una nota ufficiale quanto emerso dagli atti d’indagine, con Salvatore Buzzi che parlava di finanziamenti per 1milione e 800mila euro (“1,2 milioni da Gramazio e 600mila da Vincenzi“) in arrivo dalla Pisana. “Questi finanziamenti regionali 2014 non sono stati mai destinati ai Municipi di Roma né al Comune di Roma” hanno fatto sapere dalla Regione, sottolineando di aver “erogato finanziamenti sulle stesse materie ad altre amministrazioni locali, esclusivamente ricorrendo a parametri oggettivi e matematici: numero di abitanti, capacità fiscale, fabbisogno infrastrutturale. Quindi – è la spiegazione – esclusivamente indicatori amministrativi o di statistica ufficiale, scelti in ragione di una costante strategia di questa amministrazione: quando è possibile ridurre a zero la discrezionalità nell’uso delle risorse pubbliche”. Il comunicato stampa, poi, si conclude con le accuse rispedite al mittente: “Sottolineiamo quindi come anche questo eventuale tentativo del gruppo criminale di interferire con l’azione amministrava di questa amministrazione sia stato impedito dalla determinazione della Regione, a dimostrazione che le politiche di prevenzione della corruzione e della trasparenza sono il migliore antidoto alle infiltrazioni della malavita“.

M5S: “Ora Zingaretti lasci” “Dopo quanto raccontato da Buzzi e riportato dai quotidiani si può affermare serenamente che quella di domani sarà l’ultima seduta del Consiglio di questa legislatura – attacca il capogruppo M5s in Regione Lazio, Valentina Corrado – non so come il Pd potrà giustificare la foto pubblicata oggi in cui si vede il capogruppo Vincenzi mentre riceve un foglietto da Buzzi che, secondo la ricostruzione della stampa basata sulle intercettazioni, dovrebbe essere legato a un aumento dei finanziamenti alle Coop di Buzzi attraverso un emendamento. Non so per quanto ancora Zingaretti, con Magrini arrestato e Venafro indagato – prosegue – potrà continuare a recitare la parte della principessa imprigionata in una torre che non si accorge di tutto quello che accade nel castello”. “Le dimissioni di Vincenzi da capogruppo del PD non bastano – continua Corrado – deve dimettersi da consigliere. La sua nota stampa aggiunge nuovi dettagli ad una vicenda che condanna la giunta Zingaretti e il PD laziale, perché ammette di aver incontrato in più occasioni Buzzi e conferma le richieste di intercessione per ottenere fondi pubblici. Era suo preciso dovere denunciarlo alle autorità competenti e non renderlo pubblico solo dopo gli articoli dei quotidiani di oggi che tratteggiano e confermano un sistema trasversale di corruzione all’interno delle istituzioni regionali”.

Salvatore Buzzi, il Partito democratico e il Cara di Mineo E, al di là, dei vertici locali romani, il Partito democratico viene coinvolto da Buzzi anche sulla vicenda che riguarda il Cara di Mineo, il centro di accoglienza per i richiedenti asilo di Catania – il più grande d’Europa -, che ai contribuenti costa 139mila euro al giorno. E che ha coinvolto anche il sottosegretario all’Agricoltura in quota Ncd Giuseppe Castiglione, indagato dalla Procura di Catania per una presunta turbativa d’asta.”Su Mineo casca il governo – dice Buzzi parlando ai magistrati il 31 marzo 2015 – io potrei, cioè, se possiamo spegnere il registratore glielo dico, se può spegnere un secondo”, chiede Buzzi ai pm. Esita nel racconto, ma conferma che a raccontare quello che è successo in merito agli appalti è Luca Odevaine, ex vice capo di gabinetto con Walter Veltroni sindaco.

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Renzi molla il “suo” ddl Scuola per salvare la poltrona e non andare a casa

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MUTO

Segnalazione Quelsi

by Rosengarten

Sul ddl Scuola il premier si era furbescamente preparato un programmino che riteneva inattaccabile e ben congegnato. La Buona Scuola l’ha infatti inviata in prima lettura alla Camera dove sapeva di non avere problemi grazie ai 340 voti garantiti da un meccanismo che, come ormai tutti sanno, è stato definitivamente dichiarato anticostituzionale dalla Consulta, ma di cui lui continua largamente ad avvalersi per “fare le sue riforme”, quelle che spesso non coincidono nei tempi o nei contenuti con quelle che veramente servono al Paese. Una volta superate le elezioni amministrative si sarebbe quindi presentato al “popolo del PD” che, notoriamente monopolizza e condiziona la scuola italiana, forte di un consenso elettorale plebiscitario sulla sua persona e la sua politica, che avrebbe fatto pesare per piegare la testa anche alla frangia più riottosa della sinistra Dem, quella con la quale si identifica la scuola. Qui, però, Renzi s’è dimostrato oltre che un inguaribile visionario, anche un po’ claudicante come stratega della politica, perchè ha preso per buoni conti fatti senza l’oste.

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La brigata cristiana di Hezbolláh

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HEZBOLLAH CRISTIANI

Secondo quanto riferito dai siti di informazioni, “Christian Post” e “International Business Times”, un folto gruppo di cristiani libanesi è stato ultimamente addestrato da Hezbollah per combattere contro i gruppi takfiri dello Stato Islamico (ISIS) e del Fronte di Al Nusra che operano anche nella parte est del Libano e contro questi, il battaglione cristiano è stato già impiegato nella regione siriana di Qalamún.

L’informativa segnala che, dato il pericolo che rappresentano questi gruppi terroristi per la comunità cristiana siriana e libanese, molti cristiani di queste comunità avevano da tempo deciso di unirsi ad Hezbollah e costituire un battaglione, appoggiato e finanziato da questa organizzazione militare sciita libanese, per combattere contro queste formazioni terroriste e risulta che questi combattenti cristiani stiano già operando in entrambi i lati della frontiera, tanto nel Qalamun siriano come nelle località ad est del Libano.

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Omosessuali cattolici: la testimonianza di Alberto

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ROSELLINE

Nel presentare questa stupenda testimonianza di vita (che si aggiunge a quella di Jovi, condivisa qualche tempo fa) invitiamo tutti i nostri amici e lettori a pregare quotidianamente perché tutti, e soprattutto i giovani, possano vivere la purezza secondo la propria condizione. [RS]

Mi chiamo Alberto, ho 40 anni e sono una persona con attrazione per lo stesso sesso, che per grazia di Dio e buona volontà si sforza di vivere la castità come mi è indicato da Cristo e proposto dalla Chiesa.

Dopo un infanzia difficile, in cui ho subito gli effetti negativi del divorzio dei miei genitori ed il trauma di un introduzione violenta alla sessualità, ho cominciato a sviluppare, già in età preadolescenziale, un’attrazione erotica per persone del mio stesso sesso. Crescendo ho provato difficoltà ad accettare questo orientamento sessuale nella sua giusta dimensione di ferita dell’anima, restando in bilico tra pulsioni inutilmente represse e la coscienza, legata al senso comune, che in queste ci fosse qualcosa di profondamente innaturale.

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