Quando il medico ha l’obbligo di astenersi

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

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(di Tommaso Scandroglio) Ne hanno parlato tutti i giornali. Valentina Miluzzo, di 32 anni, si sottopone a fecondazione artificiale e rimane incinta di due gemelli. Al quinto mese di gravidanza viene ricoverata all’ospedale Canizzaro di Catania per «sospetta dilatazione dell’utero». Dopo qualche giorno insorge la febbre e la donna ha vomito e accusa dolori. Si accerta poi la sofferenza fetale di uno dei due gemelli. Successivamente i due gemelli vengono alla luce – pare per aborto spontaneo – ma privi di vita. Infine la stessa madre muore. Il marito accusa il medico che assisteva la moglie di non essere intervenuto perché obiettore di coscienza.

Non vogliamo entrare qui nel dettaglio della vicenda dal punto di vista cronachistico perché i profili della stessa, allo stato attuale, sono ancora assai confusi e quindi sarebbe imprudente pronunciarsi. Vogliamo invece indicare alcuni giudizi di carattere morale e giuridico su possibili scenari diversi. Sul piano morale, non è lecito per un medico provocare direttamente la morte di un nascituro anche perseguendo il fine buono di salvare la vita della madre. Tale azione si concretizza non solo quando si aspira il feto, ma anche quando – sempre al fine di eliminare il bambino – si provoca un parto anticipato. Il giudizio di illiceità cambia se invece il parto anticipato è realizzato non perseguendo il fine di eliminare il feto, bensì di salvarlo e così salvare la vita anche della madre (azione lecita anche quando, in applicazione del principio del duplice effetto, il parto provochi la morte del bambino, ma tale evento letale deve essere effetto indiretto non voluto provocato da un atto terapeutico a favore della madre). Continua a leggere

Turchia: un imam permanente nella basilica di Santa Sofia

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Segnalazione Corrispondenza Romana

santa-sofia

Una Turchia sempre più islamizzata, con la forza e coi sotterfugi: piaccia o non piaccia a chi, nonostante tutto, la vorrebbe in Europa, la realtà è questa.

L’ultima riprova è giunta, dopo un tira e molla durato anni, dalla volontà sempre più determinata di trasformare la basilica di Santa Sofia, da museo (qual’era e quale formalmente è ancora, dal 1935) a moschea (come non fan mistero di volere il governo turco guidato dal primo ministro Yildirim e gruppi sempre più consistenti di musulmani, gli stessi che allo scopo hanno promosso insistenti campagne di pressione e che han presentato numerose richieste al Parlamento.

Il primo passo è stato quello di riconoscere da tempo – non si sa a quale titolo – agli imam di passaggio la facoltà di recitare nella basilica due delle cinque preghiere rituali quotidiane islamiche. Ora, secondo quanto diffuso dal sito Ekhathemerini, riprendendo l’agenzia di stampa statale turca Anadolu, la direzione degli Affari Religiosi del governo Yildirim ed il mufti del distretto di Fathi a Costantinopoli hanno congiuntamente deciso a Santa Sofia la nomina di un imam permanente per la recita di tutte e cinque le orazioni previste dal Corano.

Al momento non vi sarebbero in merito reazioni da parte dell’esecutivo greco e del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, da sempre molto critici verso la spregiudicata, progressiva islamizzazione della Turchia. In passato, il governo ellenico definì la trasformazione di Santa Sofia in moschea «un insulto alla sensibilità religiosa di milioni di cristiani», ancor più grave se perpetrato da un Paese aspirante a divenire «membro a pieno titolo dell’Unione Europea»; il Patriarcato di Costantinopoli, invece, dal canto suo, evidenziò come, qualora la si volesse riaprire al culto, la basilica non possa che «essere di nuovo una chiesa cristiana, dato che fu costruita nel VI secolo per essere tale e non una moschea». Tutti richiami tanto chiari quanto, al momento, disattesi. Ed il fatto che la grande stampa internazionale – Europa ed Italia comprese – non ne parli, non è sicuramente un buon segno… (M. F.) Continua a leggere

Ferrara, la diocesi perde l’affare e insulta i cittadini di Gorino: “Ripugnanti alla coscienza cristiana”

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PERDI IL SOLDINO? INSULTI A GORINO…


“La Chiesa di Ferrara-Comacchio è vicina a coloro, donne e bambini in particolare, che hanno vissuto sul nostro territorio una notte così difficile e ostile, che ripugna alla coscienza cristiana”.

Lo dichiara il vicario generale della diocesi, monsignor Massimo Manservigi, all’indomani della protesta degli abitanti di Gorino (frazione di Goro, nel ferrarese), scesi in strada per impedire l’accesso in paese a 12 donne e 8 bambini, che il prefetto di Ferrara aveva destinato all’ostello del paese. Parlando di “ore drammatiche, in cui tante città italiane sono chiamate a rispondere all’emergenza umanitaria che ogni giorno si fa più preoccupante”, il vicario annuncia che “quanto prima l’arcivescovo monsignor Luigi Negri si recherà a far loro visita”, “per manifestare la vicinanza e la fraternità della nostra Chiesa locale, che ha seguito in queste ore la loro odissea”.

“La Caritas diocesana, espressione massima della cura ecclesiale per ogni forma di povertà, ha costantemente collaborato – ricorda monsignor Manservigi – con le istituzioni civili per far fronte alle grandi emergenze di questi giorni – anche offrendosi, nella serata di ieri, per soluzioni di emergenza – ma sono state mobilitate anche tutte le realtà associative d’ispirazione cattolica, impegnate in uno sforzo che, oggettivamente, sta sempre più investendo una percentuale considerevole delle energie della diocesi”. “Sarà pertanto necessario – prosegue –, nei prossimi giorni, convocare le realtà della Chiesa locale impegnate nell’ambito caritativo – come già nel mese di luglio – a un tavolo con le istituzioni, per valutare le prossime possibili risposte a questa emergenza umanitaria sempre più pressante, ricordando che, fino ad ora, l’arcidiocesi si è sempre schierata in prima fila nell’affrontare ogni richiesta di ospitalità e nel fare tutto quanto era in suo potere. Lo dicono i numeri sugli ospiti accolti e lo dicono le strutture messe in campo”.

agensir.it

Fonte: http://www.riscattonazionale.it/2016/10/25/ferrara-la-diocesi-perde-laffare-insulta-cittadini-gorino-ripugnanti-alla-coscienza-cristiana/ Continua a leggere

VANNO AVANTI COME SONNAMBULI. E VOI? COME ZOMBI

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di Maurizio Blondet

Bastano dei titoli:

“Il Regno Unito invia  carri armati, droni e 800 uomini al confine della  Russia.”.

La NATO spinge per il più grosso concentramento militare ai confini della Russia dai tempi  della guerra fredda.

“Gli Usa contano di impegnare l’Europa a riempire quattro gruppo di battaglia di 4 mila uomini, come parte della risposta NATO all’annesione della Crimea e il  timore che possa fare lo stesso con gli stati ex-sovietici d’Europa.  Francia, Danimarca, Italia ed altri alleati sono tra le nazioni che ci si aspetta si uniscano ai quattro gruppi di battaglia guidati da Usa, Germania, Gran Bretagna e Canada per andare in Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia con forze che vanno dalla fanteria ai droni. Jens Stoltenberg: “Mandiamo un chiaro messaggio alla Russia,  una chiara prova del nostro legame transatlantico.” Seocndo i diplomatici, è un chiaro messaggio mandato anche a Donald Trump,che  s’è lamentato che gli europei non pagano la loro parte nell’alleanza.

15 nazioni che non confinano con   la Russia  concentrano truppe al   confine della Russia”:

In Polonia, Estonia, Lituania...
In Polonia, Estonia, Lituania…

Rabbia perché la Spagna si prepara a rifornire di carburante  le navi da guerra russe che tornano per bombardare Aleppo” (Guardian: la sinistra intelligente  è la più rabbiosamente guerrafondaia) .  “La NATO preme sulla Spagna perché non rifornisca”. “La Russia cancella la sua sosta di rifornimento in Spagna  mentre si avvia a bombardare Aleppo”.  “Oltre 80  ONG  vogliono l’espulsione della Russia dal  Consiglio dei diritti Umani dell’Onu per la sua campagna militare in Siria”. (ovviamente non chiedono  l’espulsione dell’Arabia Saudita, che in Yemen  stermina deliberatamente i civili ai funerali).  Di queste 87  organizzazioni che hanno firmato la richiesta di espulsione di Mosca,   49 sono di fatto una sola: si situano sotto  il nome-ombrello di Syria Relief Network, organizzazioni ad hoc nate per propagandare la crisi umanitari che le bombe russe  creerebbero ad  Aleppo, e a  favore dei  jihadisti. Che vogliono far vincere.  Fra i firmatari ci sono  gli Elmetti Bianchi, già comprovati come organizzazione ausiliaria dei terroristi islamici, e promotrice di false foto e notizie  sulle “vittime civili”.

Le esportazioni di munizioni tedesche di colpo decuplicate nella prima metà del 2016”. “La  vendita autorizzata [dal governo] di munizioni è passata da 27 milioni di euro a 283,8 milioni.  La coalizione è alle porte d i Mossul e consuma un mucchio di munizioni, e la Germania sostiene la coalizione, in specie i curdi”.   Secondo il corrispondente  tedesco di Jane’s Defense Weekly, Berlino invia sicuramente vagonate di proiettili alla Turchia, “come sapete è pesantemente coinvolta”  in Siria”.

Per l’industria tedesca dell’armamento, la Turchia è diventata  uno dei maggiori clienti: è salita dal 25 mo all’ottavo posto.   L’Arabia Saudita è al terzo posto come grande cliente, e ha accresciuto le proprie compere da 179 milioni di euro nella prima metà del 2015  ai 484 milioni: deve rifornire  tutti i ribelli e jihadisti che ha  pagato e mobilitato contro Assad.  Anche gli Emirati hanno raddoppiato i loro acquisti di munizionamento dalla Germania: da 46  a 85 milioni di euro. Continua a leggere

Grandi opere, 31 arresti per Tav e Salerno-Reggio

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Corruzione e grandi opere, indagati il figlio di Lunardi e quello di Monorchio Corruzione e associazione a delinquere negli appalti di A3, Terzo valico e il Mover di Pisa. In manette Monorchio jr, indagato il figlio di Lunardi

La vecchia tangente questa volta non c’è: nell’inchiesta romana che ha portato a 21 arresti la corruzione si alimentava con le assegnazioni dei lavori.

continua su: http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/grandi-opere-31-arresti-per-tav-e-salerno-reggio/?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_content=page-travaglio&utm_campaign=premium2016

Sono ventuno gli arresti nell’inchiesta della procura di Roma sugli appalti dell’alta velocità. Quattordici, invece, quelli richiesti dai pm di Genova. Due inchieste collegate. E tra le persone coinvolte spuntano il figlio dell’ex ministro dei trasporti e quello dell’ex ragioniere generale dello Stato (di Monorchio, illustre membro della C3 International, parlò il nostro Matteo Castagna su www.vvox.it del 2/8/2016)

Ci sono anche due figli illustri nell’inchiesta della procura di Roma per gli appalti sulle grandi opere. Tra gli indagati per corruzione compaiono infatti Giuseppe Lunardi, figlio dell’ex ministro e attuale responsabile di Rocksoil, l’azienda di progettazione di cui è proprietaria la famiglia Lunardi, e Gian Domenico Monorchio, figlio dell’ex Ragionere generale dello stato, accusato di corruzione ma non del reato associativo.
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I sionisti amano l’ISIS (e non lo nascondono)

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isis-mossadSegnalazione di Federico Prati

di Ben Norton*

Secondo un think tank che lavora per la NATO e il governo israeliano, l’Occidente non dovrebbe distruggere ISIS/IS (Daesh), il gruppo islamista estremista salafita che sta commettendo un genocidio e una pulizia etnica delle minoranze in Siria e Iraq
Perché? Il sedicente Stato Islamico «può essere uno strumento utile per indebolire» Iran, Hezbollah, Siria e Russia, dice il direttore, Efraim Inbar. Preservare l’esistenza di ISIS è funzionale ad un obiettivo strategico», scrive in “The Destruction of Islamic State Is a Strategic Mistake” («La distruzione di IS è un errore strategico»), un articolo pubblicato il 2 agosto.

Collaborando con la Russia nella guerra contro il gruppo estremista genocida, gli Stati Uniti stanno commettendo una «follia strategica» che «rafforzerà la potenza dell’asse Mosca-Teheran-Damasco, argomenta Inba, lasciando intendere che la Russia, l’Iran e la Siria formano una alleanza strategica per dominare il Medio Oriente. «L’Occidente dovrebbe mirare all’indebolimento dello Stato Islamico, ma non alla sua distruzione. Un ISIS più debole è paradossalmente preferibile alla sua sparizione».

Efraim Inbar, influente professore israeliano, è il direttore del Centro Begin-Sadat di Studi strategici, un think tank che si propone di fare avanzare «un programma realista, conservatore e sionista, per la sicurezza e la pace di Israele». Continua a leggere

Libertà di stampa? Non per le agenzie russe…

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Segnalazione di Federico Prati

Il Regno Unito, senza preavviso e con provvedimento unilaterale, ha bloccato i conti bancari delle agenzie russe in Gran Bretagna : R.T. (Russia Today) e Sputnik news.

Il pretesto potrebbe essere quello delle sanzioni alla Russia ma in realta’ si sapeva che queste due agenzie trasmettevano informazioni difformi rispetto alle notizie ed alla propaganda massiccia trasmessa dai grandi  media dell’apparato atlantista  come la BBC, Sky News, CNN, Reuters, Associated Press, NBC, ecc.. tutti uniformi nel diffondere le tesi  di Washington e di Londra sulle questioni internazionali . In poche parole RT e Sputnik, che si erano conquistate una larga fetta di pubblico anche nel Regno Unito, “disturbavano” con la loro informazione non codificata e non conforme alla propaganda atlantista.

Il redattore capo dell’emittente, Margarita Simonjan, aveva comunicato poco prima:  “Le autorità britanniche ci hanno chiuso i conti nel Regno Unito. Tutti i conti. La decisione non è soggetta a revisione”, ha scritto Simonyan. La  Simonjan, responsabile  dell’emittente, intervistata dall’agenzia “Rbk”, si è detta sorpresa e non ha saputo individuare quali siano le cause delle misure restrittive. “Non abbiamo idea di quale sia la ragione, perché né ieri né l’altro ieri o settimane fa ci è stata riferita alcuna novità. E non ci sono state fatte minacce. Forse, ma questa è solo una nostra ipotesi, a causa del fatto che siamo in attesa dell’annuncio di nuove sanzioni britanniche e statunitensi contro la Russia.

Margarita Simonyan, editor in chief of the Russia Today TV
Margarita Simonyan, editor in chief of the Russia Today TV

Attualmente i legali  dell’emittente sono impegnati su questo caso”, ha detto il capo redattore di “Rt”. “Viva la libertà di parola”!, ha aggiunto.

In precedenza si era saputo che l’authority britannica per le comunicazioni, Ofcom, ha avanzato accuse contro “Rt”, aveva parlato genericamente di “violazioni in materia di informazione” sulla crisi ucraina e su altre vicende.

Come ha informato l’emittente russa, è stata la banca NatWest ad annunciare in una lettera che Rt Uk non sarebbe più stata un cliente dell’istituto senza però fornire alcuna spiegazione. Nel documento si specificava anche che nessuna banca del gruppo Rbs, di cui NatWest fa parte, avrebbe più fornito servizi all’emittente russa.

 

Censura su notizie scomode per l'Impero
Censura su notizie scomode per l’Impero

La responsabile dell’emittente russa ha interessato anche  l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico)  e questo organismo, che dovrebbe assicurare che sia garantita la libertà di stampa nei paesi aderenti, ha immediatamente aperto una inchiesta.

Ne vedremo presto gli sviluppi se l’Impero permetterà ancora delle voci dissidenti rispetto al “Pensiero Unico” atlantista.

L.Lago

http://www.controinformazione.info/la-liberta-di-stampa-in-occidente-bloccati-i-conti-bancari-delle-agenzie-di-informazione-russe/#

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Antichrist Continues To Have His Way With Believing Catholics, part two | Christ or Chaos

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Risultati immagini per Cristo o il caosCi viene segnalato da una cara amica e collaboratrice spagnola questo sito molto interessante, in inglese: http://www.christorchaos.com/ di cui avremo presto il piacere di conoscere l’ideatore, un sedevacantista americano, molto conosciuto per lo zelo militante.

Most people alive today live in various worlds of fantasy and escape.

We are governed by lawless men and women, most of whom ignore the binding precepts of the Divine Positive Law and the Natural Law, to say nothing of scoffing at silly little things such as constitutions and civil statutes that they do not believe are impediments to the pursuit of their ideological agendas.

Yet it is that most citizens do not care about this lawlessness. As has been noted in so many articles on this site in the past, including Do Not Expect Justice From Those Who Are Unjust, part one and Do Not Expect Injustice From Those Who Are Unjust, part two, no believing Catholic should be in the least bit surprised by this fact as most people alive today are completely indifferent to the daily slaughter of the innocent preborn. Even those who say that they are concerned about it go about their daily lives by immersing themselves in the bread and circuses of the day, including the agitation caused by competitive sports and partisan politics, without seeing a “disconnect” between their inordinate interest in diversions and amusements that have become so engrossing in recent decades as to take away one’s focus from First and Last Things. Continua a leggere

Atto vandalico alla basilica della Trasfigurazione sul Monte Tabor

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tabor1-2Segnalazione del Centro Studi Federici
Il 24/10/2016 dei vandali hanno colpito la basilica della Trasfigurazione sul Monte Tabor. Non vi è stata nessuna rivendicazione, la Custodia di Terra Santa e il Patriarcato Latino di Gerusalemme parlano di delinquenza comune, anche se l’atto è avvenuto al termine dei festeggiamenti per il Sukkot.
 
Sui ripetuti atti contro chiese ed edifici cattolici in Terra Santa da parte di gruppi ebraici avvenuti negli ultimi anni:
 

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Silvia Valerio intervista Vittorio Sgarbi contro la “dittatura dell’orrore”

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Risultati immagini per orroreNon siamo d’accordo su alcune cose, come è ovvio, perché siamo Cattolici. Ma, sia Silvia che Vittorio forniscono interessanti spunti di riflessione e delle analisi che non hanno nulla di banale. Come accade di consueto.

Segnalazione Edizioni di Ar

Sgarbi: “Contro la dittatura dell’orrore, solo la bellezza salverà il mondo”

di Silvia Valerio

Ha iniziato la sua domenica di scorribande parlando delle quartine del poeta persiano Omar Khayyam, così simili per vertigine al Pascoli cosmico, e poi delle migliaia di libri che tiene in una biblioteca immensa e rivaleggiano in numero con le sue conquiste femminili, delle letture adolescenziali proibite, nel collegio di Este, quando si beccò una sospensione per aver infilato di straforo capitoli fascicolati di “Senilità” di Italo Svevo tra le pagine della Sintassi Latina. Vittorio Sgarbi ha firmato la direzione artistica della prima edizione del festival “Babele a Nord Est”, che ha portato a Padova, dal 18 al 23 ottobre, un certo scompiglio culturale e parecchie centinaia di visitatori nelle splendide sale affrescate della zona centrale. Ha proposto un calendario ricco e fuori dall’ordinario, in cui si è dibattuto di arte, libri, Islam, libertà femminile, dei nuovi terrorismi come l’antirazzismo, in cui si sono ritrovati e ricordati grandi scrittori veneti come Meneghello, Berto, Comisso, Cibotto, Vighy, con ospiti, teatro, musica e letture che si intersecavano in maniera insolita e vitale.

Continua a leggere l’intervista di Silvia Valerio a Vittorio Sgarbi su Barbadillo.it  Continua a leggere

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